World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Notizie dal 1° al 31 gennaio 2026.
DIRITTO INTERNAZIONALE
Cipro: Il 1° gennaio Cipro ha assunto la presidenza del Consiglio dell’Unione europea e la manterrà fino al 30 giugno 2026. La presidenza cipriota conclude un trio di presidenza formato da Polonia e Danimarca della durata di 18 mesi e basato sul programma comune di difesa dei valori europei all’interno dell’UE.
Il motto della Presidenza cipriota, “Un’Unione Autonoma – Aperta al Mondo”, riflette un approccio che coniuga forza e indipendenza interna con apertura, cooperazione e impegno globale. In un videomessaggio, il Presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodoulides ha affermato che il suo Paese continuerà a lavorare per rafforzare la difesa e la sicurezza dell’Europa e per sostenere l’Ucraina.
Venezuela: Secondo la maggior parte dei giusinternazionalisti, l’operazione del Presidente USA Donald Trump in Venezuela lo scorso 3 gennaio si pone in aperta violazione del diritto internazionale.
In primis, nel diritto internazionale l’uso della forza è proibito a meno che non si applichi una delle due eccezioni previste dalla Carta ONU: l’autodifesa (articolo 51) o l’autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Venezuela non ha attaccato gli Stati Uniti né era in procinto di farlo, e non esiste alcun mandato del Consiglio di Sicurezza. Questo di per sé rende gli attacchi illegali.
In secundis, il diritto internazionale proibisce severamente l’intervento negli affari interni di un altro Stato, inclusa la decisione su chi lo governa (articolo 2(7) della Carta delle Nazioni Unite). Il fatto che Maduro sia impopolare, oppressivo o illegittimo non conferisce a un altro Stato il diritto di imporre un cambio di regime con la forza. Inoltre, si può credere che Maduro non sia stato democraticamente eletto per guidare il Venezuela e allo stesso tempo riconoscere che un attacco statunitense sia illegale.
Infine, alcuni Stati hanno sostenuto che è lecito usare la forza in un altro Paese per proteggere la popolazione da gravi violazioni dei diritti umani da parte del proprio governo. Tuttavia, questa pratica (intervento umanitario unilaterale) non è generalmente riconosciuta come lecita dal diritto internazionale.
In altre parole, non esiste un’eccezione generale che consenta agli Stati di usare la forza per far rispettare i diritti umani in un altro Paese.
USA: Lo scorso 7 gennaio, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende la partecipazione del Paese a 66 agenzie, commissioni e gruppi consultivi delle Nazioni Unite, altre Organizzazioni Internazionali e Trattati in materia di clima, lavoro, migrazione e altre questioni che l’amministrazione descrive come promotrici di iniziative “woke” e contrarie agli interessi di Washington.
La decisione di Trump di ritirarsi dalle Organizzazioni che promuovono la cooperazione tra le nazioni per affrontare le sfide globali arriva mentre la sua amministrazione ha avviato iniziative militari o lanciato minacce che hanno scosso sia alleati che avversari, tra cui la cattura del leader autocratico venezuelano Nicolás Maduro e l’indicazione dell’intenzione di conquistare la Groenlandia.
Già in precedenza l’amministrazione aveva sospeso il sostegno ad agenzie come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e l’agenzia culturale delle Nazioni Unite (UNESCO).
Italia: Con il decreto del Presidente della Repubblica del 26 settembre 2025 n. 193 è stato adottato il Regolamento di istituzione di una zona economica esclusiva comprendente parte delle acque circostanti il mare territoriale nazionale (ZEE). In vigore dal 3 gennaio 2026, l’Italia procede così a identificare le proprie ZEE nell’Adriatico, nel Mar Ionio e nel Tirreno, classificandosi come l’ultimo Paese rivierasco del Mediterraneo a proclamare la propria zona economica esclusiva.
Secondo il diritto internazionale, la ZEE attribuisce allo Stato costiero diritti sovrani relativi allo sfruttamento e alla gestione delle risorse, biologiche e non, che si trovano nelle acque soprastanti il fondo del mare, sul fondo del mare e nel relativo sottosuolo, ma anche diritti connessi ad altre attività di sfruttamento economico della zona, quali la produzione di energia derivata dall’acqua, dalle correnti e dai venti, e di esplorazione (art. 56(1)(a) Convenzione di Montego Bay). È attribuita altresì allo Stato costiero la giurisdizione in materia di installazione e utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture, ricerca scientifica marina, protezione e preservazione dell’ambiente marino (art. 56(1)(b)).
L’estensione della ZEE italiana dovrà tenere conto del fatto che il Mar Mediterraneo non permette a tutti gli Stati costieri pertinenti di estendere le proprie ZEE fino al limite massimo delle 200 miglia marine consentito dalla Convenzione di Montego Bay. Sarà dunque necessario concludere accordi con gli Stati costieri confinanti o rivieraschi al fine di delimitare le rispettive zone di competenza marittima.
SICUREZZA, SPAZIO E DIFESA
In orbita il terzo satellite Cosmo Sky-Med: Lo scorso 3 gennaio è stato lanciato con successo dalla Vandenberg Space Force Base in California a bordo di un vettore Falcon 9 di Space X il terzo satellite della seconda generazione del programma di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa, realizzato interamente in Italia dalla filiera industriale nazionale con Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio e e-GEOS.
Il lancio del satellite COSMO-SkyMed CSG-FM3 segna un traguardo importante per la filiera spaziale italiana, consolidando il ruolo del nostro paese come leader nell’osservazione della Terra. Al momento, il programma COSMO Sky-Med si conferma come unico sistema duale al mondo con prestazioni così elevate, che rappresentano il frutto della collaborazione tra istituzioni e industria nazionale.
Taikonauti cinesi simulano lo sbarco sulla Luna previsto per il 2026: Un gruppo di astronauti cinesi (taikonauti) ha completato un addestramento in grotte sotterranee durato quasi un mese, condotto in parte per prepararsi alle future missioni di allunaggio con equipaggio.
Al programma di addestramento hanno partecipato 28 taikonauti in una zona montuosa della municipalità di Chongqing, nel sud-ovest del Paese. Il team è stato diviso in quattro gruppi, ognuno dei quali ha trascorso a turno sessioni di sei giorni e cinque notti in condizioni sotterranee fredde e umide.
L’addestramento intensivo è stato progettato per allinearsi strettamente ai requisiti reali delle missioni e ampliare il sistema di addestramento degli astronauti cinesi, testando al contempo le capacità di affrontare ambienti estremi.
L’addestramento è parte della pianificazione cinese per condurre operazioni con equipaggio sulla Luna, con la prima missione lunare prevista prima del 2030. Nel 2025 il Paese ha condotto una serie di test, tra cui un lancio statico per il razzo Long March 10, un test di interruzione della rampa di lancio per la navicella spaziale con equipaggio Mengzhou e un test di decollo e atterraggio per il lander con equipaggio Lanyue. Un primo volo completo del Long March 10A, possibilmente integrato con la navicella spaziale Mengzhou, è previsto per il 2026.
Sequestrata una petroliera in Venezuela legata alla “flotta ombra” russa: Dopo settimane di inseguimenti, la Guardia Costiera e le forze speciali militari statunitensi hanno sequestrato la petroliera Bella 1/Marinera in viaggio verso il Venezuela, che il mese scorso si era rifiutata di essere abbordata e aveva cambiato bandiera, passando a quella russa. L’operazione Usa è stata supportata dalla Royal Air Force britannica. er la Guardia Costiera la nave batteva una falsa bandiera nazionale (ufficialmente risultava registrata in Guyana), atto contrario alle norme internazionali di navigazione.
Si tratta di un ulteriore episodio di un fenomeno che dall’invasione russa dell’Ucraina vede più di 3000 navi “ombra” (Shadow Fleet) che trasportano carichi sanzionati dall’Unione Europea o dagli USA – specialmente gas, petrolio e idrocarburi – da Russia, Iran e Venezuela.













