Il caso della Repubblica Popolare di Narva

Confine Estonia - Russia
Confine Estonia - Russia

Il caso della Repubblica Popolare di Narva è tornato recentemente in auge, sollevando preoccupazione per una possibile degenerazione dei già tesi rapporti baltici con la Federazione Russa da parte, in questo caso, della repubblica di Estonia.


Le origini della questione

Il caso della cosiddetta Repubblica Popolare di Narva (Narvskaja Narodnaja Respublika) è recentemente tornato al centro dell’attenzione, alimentando timori di un possibile aggravarsi delle già delicate relazioni tra i Paesi baltici e la Federazione Russa. In questo contesto, l’analisi si concentra in particolare sulla Repubblica di Estonia.
La città di Narva si trova direttamente al confine con la Russia e ha una popolazione di 50.000 abitanti. Più del 90 per cento della popolazione è di lingua russa e cittadinanza estone. Molti di loro o le loro famiglie sono stati reinsediati dopo la Seconda guerra mondiale.
Il caso non è propriamente una “novità” e le sue radici risalgono ai primissimi anni dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Nello specifico, negli anni post 1991 vi fu tentativo da parte della popolazione russofona di Narva (e le sue autorità locali di creare una regione autonoma all’interno del territorio estone.
Dopo il 1991 il sistema sovietico dell’URSS venne difatti a mancare e quelli che erano confini amministrativi divennero veri e propri confini statali. Questo portò inevitabilmente alla “creazione” di comunità russofone al di fuori dei confini nazionali che in questo caso specifico culminò con la richiesta nel 1993 di un referendum per la creazione della regione autonoma di Narva nell’oramai Repubblica estone.
Erano circa venticinque milioni le persone di etnia russa che vivevano nelle altre Repubbliche Sovietiche negli anni Novanta. In quegli anni di grande fermento molte famiglie russe dovettero ad esempio fuggire da paesi come il Tajikistan e prese di mira da gruppi criminali in Uzbekistan[1].
Il Governo estone nel 1992 emanò una legge sulla cittadinanza, la quale riprendeva un decreto del 1938 e garantiva cittadinanza estone a tutti coloro che la possedevano prima del 1940 e ai loro discendenti[2]. Questa legge lasciò così privi dello status di cittadini estoni i russi arrivati nella regione di Narva con l’occupazione sovietica. Nel 1993 venne poi emanata un’altra legge che definì i residenti senza cittadinanza come stranieri:

3. Straniero:

(1) Ai fini della presente legge, per straniero si intende una persona che non è cittadino estone.

(2) La procedura per il soggiorno dei rifugiati in Estonia è disciplinata da una legge separata.

4. Residente permanente

  1.  Per residente permanente si intende un cittadino estone residente in Estonia o uno straniero residente in Estonia in possesso di un permesso di soggiorno permanente.
  2.  La definizione di residente permanente ai fini della presente legge non si estende alla legislazione adottata prima dell’entrata in vigore della presente legge.[3]

Questa ulteriore mossa da parte del Governo estone venne vista come una minaccia “esistenziale” per la comunità russofona della città di Narva che nello stesso anno si attivò per chiedere formalmente un referendum insieme alla città di Sillamäe: The city council decided to hold a referendum (plebiscite) in Narva on the l6 and l7 July 1993, posing the following question: “Do you want Narva to have the status of a national-territorial autonomy within the Republic of Estonia?” It was decided that the results of the referendum would be examined at a session of the city council.[4]

A quel punto intervenne il Cancelliere di Giustizia, Eerik-Juhan Truuväli, che sottopose la questione alla Corte Suprema estone ancora prima che il referendum si svolgesse, ritenendolo contrario alla Costituzione.
Quest’ultima giudicò la richiesta referendaria e la confermò come incostituzionale in base agli articoli 2 e 17 della Costituzione, con specifici riferimenti all’integrità territoriale della Repubblica di Estonia[5].
Il referendum venne però svolto lo stesso dal Comune di Narva sebbene i risultati furono poi considerati nulli e non vi fu un effettivo seguito alla questione. Sempre nel 1993 venne poi emanata un’altra legge circa gli stranieri in territorio estone.
Questa nuova legge, circa l’autonomia delle minoranze culturali nel Paese, riservò il diritto di voto ai soli cittadini estoni e agganciò il concetto di minoranza culturale al previo possedimento della cittadinanza:
1. For the purposes of this Act, a national minority shall mean Estonian citizens who:

  • reside in the territory of Estonia;
  • have long-term, sound and permanent ties with Estonia;
  • differ from Estonians by their ethnic belonging, cultural characteristics, religion or language;
  • are led by their wish to collectively maintain their cultural customs, religion or language which are the basis for their common identity.[6]

La questione dei russofoni di Narva sembrò così chiusa da un punto di vista giuridico-governativo per l’Estonia ma gli sviluppi provenienti dalla confinante Federazione Russa hanno mantenuto vivo questo delicato tema. Ad oggi la città vede una popolazione proveniente da altri paesi per cittadinanza composta al 90% da russi, a riprova della vicinanza che questa particolare città ha con il proprio “vicino”[7].

Repubblica Popolare di Narva
Repubblica Popolare di Narva

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Ruskij Mir e il deterioramento dei rapporti baltici

Già negli anni Novanta, quella che fu poi conosciuta come dottrina Primakov – così chiamata per il Primo ministro Yevgeny Primakov – teorizzò il ruolo che la Russia avrebbe dovuto ricoprire nello scacchiere internazionale. Dall’insofferenza per il mondo unipolare a guida statunitense – considerato inaccettabile – sino al controllo e alla supremazia che Mosca avrebbe dovuto insistere nell’esercitare nello spazio ex sovietico, concludendo con un contrasto all’espansione della NATO in detto spazio[8].
Negli anni Duemila trova applicazione il concetto di Ruskij Mir. Letteralmente tradotto come “Mondo Russo”, prende forma come fondazione ufficialmente il 2007, con decreto presidenziale, con il fine di promuovere la lingua russa (un concetto non dissimile da quelli proposti per altre lingue)[9]. Già nel 2001 il Presidente Putin si era pronunciato in un discorso in favore dei “compatrioti” all’estero, criticando la chiusura di scuole di lingua russa e di giornali.

Mr Putin said Russia was interested in attracting its compatriots living abroad by economic and cultural means. He emphasised the need to promote relations between Russian authorities, business circles and artists with their compatriots living abroad. He also stressed that the compatriots should have equal rights with the citizens of the countries they live in. Russia should take measures to ensure it.[10]

Questo passaggio è importante poiché ci aiuta a meglio comprendere la forte politicizzazione della retorica del Cremlino legata al “Mondo Russo”. Esempi di questo, nella sua accezione più platealmente assertiva, li troviamo nelle azioni che Mosca ha condotto tra il 2008 e il 2014 proclamando la difesa delle popolazioni russofone e poi nel 2022.
L’Ossezia del Sud[11], la Crimea[12] e il Donbass prima e poi l’Ucraina tutta[13], sono azioni operate dalla Russia di Putin che hanno trovato fondamento anche nel concetto di “Mondo Russo” e di difesa dei compatrioti e delle popolazioni russofone e vicine a Mosca. Questa brevissima introduzione al concetto di mondo russo è importante ai fini dell’analisi della questione di Narva poiché va ad incastonarsi nella cornice delle popolazioni russofone al di fuori dei confini nazionali russi post 1991 ma anche al clima di forte tensione che la regione baltica sta vivendo con il suo “ingombrante” vicino dall’inizio della guerra in Ucraina.

Le repubbliche baltiche e la Federazione Russa condividono i propri confini e attualmente, soprattutto a seguito di recenti operazioni considerate di guerra ibrida nella regione[14] i confini sono in una fase di militarizzazione e rafforzamento delle infrastrutture difensive[15]. In questo clima teso e tornando alla questione di Narva non sono mancate azioni in questi anni che hanno riportato l’attenzione sulla questione. Un esempio lo si può trovare nella decisione del Governo estone di rimuovere un monumento sovietico (un vecchio carro armato T-34) dedicato ai caduti della Seconda guerra mondiale da Narva, cosa che ha generato malcontento e dissenso da parte della popolazione locale[16].
Il governo estone, tramite le parole del Primo Ministro Kallas, si espresse sulla questione come verrà riportato di seguito:
“Considering the speed of the increasing tensions and confusion around memorials in Narva, we must act quickly to ensure public order and internal security. This is why the government adopted the decision to remove the war monuments of the former foreign regime there to prevent them from mobilising more hostility in society and tearing open old wounds.” The common grave of the victims of the Second World War in Narva will get a neutral grave marker and it will remain a dignified site for commemorating the dead.”[17]

Questa misura volle essere un’azione preventiva atta ad evitare che anche un monumento in ricordo del passato sovietico potesse fungere da seme per una polarizzazione della popolazione di Narva sul tema. Inoltre, il Ministro degli affari esteri estone, Urmas Reinsalu, affermò anche che l’intenzione della Federazione Russa e dei suoi servizi segreti era quella di utilizzare i memoriali di guerra proprio per alimentare le tenzioni nella società estone[18].
Le preoccupazioni del Governo estone trovano del resto una conferma nelle dinamiche internazionali che abbiamo previamente ripercorso e che hanno visto coinvolta direttamente la Federazione Russa. La città di Narva, inoltre, è a tutti gli effetti una città di confine NATO con la Federazione Russa e ciononostante, stando a quanto riportato dal servizio di sicurezza interna estone, questa posizione strategica non ha mancato di rendersi protagonista di traffici diretti con Mosca post 2022:
In spring 2023, KAPO launched a criminal investigation into Denis Ignatiev, a Russian citizen residing in Estonia. He was suspected of ordering and facilitating the transport of sanctioned and strategic goods, including scopes, binoculars, and telescopes, to Russia via the Narva border crossing.[19]

Si ritorna a parlare di Narva?

Recentemente, stando alla piattaforma di anti-propaganda estone Propastop, sembrerebbero essere apparse online – tramite social media come Telegram, VKontakte e TikTok – delle campagne atte ad inneggiare in nome della “Repubblica Popolare di Narva” (“Нарвская Народная Республика”) e la sua indipendenza, con retoriche non dissimili da quelle utilizzate in Crimea e in Donbass. Le descrizioni dei canali riportano difatti frasi come “We are waiting for Russia” e “News from the most beautiful country in the world”.

Using such terminology creates a communicative framework in which an imagined political project is presented as a state entity. The Narva People’s Republic accounts also use elements associated with statehood: flags, a coat of arms, military symbolism, and references to territorial control.[20]

Ad oggi, sebbene questi canali siano strettamente monitorati dalle autorità estoni e spesso fonte di meme sul tema, la retorica utilizzata è chiara, così come i simbolismi e la diffusione di messaggi atti a normalizzare le dinamiche di separatismo, in questo caso, in Estonia. In situazioni di grande tensione internazionale come quella che la regione baltica sta vivendo, e alla luce dei ripetuti tentativi da parte di Mosca di utilizzare proprio la regione come banco di prova per tattiche di guerra ibrida, il caso di Narva può rientrare de facto in questo novero. Recentemente un altro evento ha visto più o meno direttamente coinvolte le autorità russe presso Narva.
Il caso ha riguardato la rimozione da parte dei russi delle boe illuminanti che demarcano la linea di confine con l’Estonia lungo il confine del fiume Narva. Stando alle autorità estoni, nella notte del 23 maggio 2024, la guardia di frontiera russa ha rimosso 24 boe luminose estoni dal fiume Narva, violando così gli accordi del 2022 sulla delimitazione delle rotte di navigazione[21]. Questo ha portando poi alla fine del dialogo su questa delicata questione di confine nel 2025[22] rendendo il fiume Narva de facto il fronte di una frizione costante tra sovranità legale e proiezione identitaria.
Le autorità estoni stanno monitorando la situazione di confine con la Russia, come visto, ma il monitoraggio, nel caso specifico della “questione Narva”, da solo può non rivelarsi sufficiente.
Sottovalutare la situazione o – paradossalmente – apporvi un controllo troppo serrato sono azioni che potrebbero portare a sviluppi non dissimili. Una degenerazione della situazione potrebbe difatti portare a disordini nella regione sino a sfociare in violenze e scontri che potrebbero anche chiamare in causa Mosca, già presente al confine.
D’altro canto, la “questione di Narva” potrebbe continuare a rimanere congelata e silente, così come lo è stata dagli anni Novanta, rimanendo un esempio di ciò che avrebbe potuto essere, cristallizzata nel gelo estone.
Un ruolo fondamentale a questo punto è giocato dall’informazione, o meglio, dalle campagne di propaganda e differenti narrative della questione in un mix particolarmente delicato dove troppa attenzione o troppa poca dedicate al tema potrebbero tradursi in nuova legna gettata sulle braci di Narva. Per Tallinn la questione Narva non è più solo un problema legato all’integrazione delle minoranze (come avvenuto nel ’93), ma è diventata una questione anche di integrità fisica del Paese e del proprio confine.


Note

[1] R. Service, Storia della Russia nel XX Secolo, Editori Riuniti, Roma 1999, cit. p. 544
[2] Human Rights Watch, NEW CITIZENSHIP LAWS IN THE REPUBLICS OF THE FORMER USSR, April 15, 1992 Volume 4, Issue 7, cit. p. 3. In: https://www.hrw.org/reports/pdfs/u/ussr/ussr924.pdf
[3] “Välismaalane
(1) Välismaalane on käesoleva seaduse mõistes isik, kes ei ole Eesti kodanik.
(2) Pagulaste Eestis viibimise kord sätestatakse eraldi seadusega.
4. Alaline elanik
(1) Alaline elanik on Eestis elav Eesti kodanik või Eestis elav välismaalane, kellel on alaline elamisluba.
(2) Alalise elaniku määratlus käesoleva seaduse tähenduses ei laiene õigusaktidele, mis on vastu võetud enne käesoleva seaduse jõustumist.” Riigi Teataja, Välismaalaste seadus, Vastu võetud 08.07.1993, RT I 1993, 44, 637, jõustumine 12.07.1993. In: https://www.riigiteataja.ee/akt/22260
[4] Supreme Court of Estonia, Constitutional judgment III-4/A-2, JUDGMENT OF THE CONSTITUTIONAL REVIEW CHAMBER OF THE SUPREME COURT of 11 August 1993. In: https://www.riigikohus.ee/en/constitutional-judgment-iii-4a-2
[5] Riigi Teataja, Õiguskantsleri poolt põhiseaduse § 142 lg. 2 korras esitatud ettepaneku, tunnistada Narva Linnavolikogu 28. juuni 1993. a. otsus nr. 15.lb3 «Suhtumisest välismaalaste seadusesse» kehtetuks, läbivaatamine. In: https://www.riigiteataja.ee/akt/13102824
[6] Riigi Teataja, National Minorities Cultural Autonomy Act, Passed 26.10.1993, RT I 1993, 71, 1001 Entry into force 28.11.1993. In: https://www.riigiteataja.ee/en/eli/504042019005/consolide
[7] Statistics Estonia, Narva City, Population from foreign countries by citizenship, In: https://juhtimislauad.stat.ee/en/regional-statistics-3/narva-city-26/graph-831
[8] E. Rumer, The Primakov (Not Gerasimov) Doctrine in Action, Carnegie Endowment for International Peace, 5 June 2019. In: https://carnegieendowment.org/research/2019/06/the-primakov-not-gerasimov-doctrine-in-action
[9] President of Russia, Указ Президента Российской Федерации от 21.06.2007 г. № 796 О создании фонда «Русский мир». In: http://www.kremlin.ru/acts/bank/25689
[10] President of Russia, Russian President Vladimir Putin addressed the Compatriots Congress October 11, 2001. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/40497
[11]In the early 1990s, Georgia and its breakaway South Ossetia region had agreed to a Russian-mediated ceasefire that provided for Russian “peacekeepers” to be stationed in the region.  Moscow extended citizenship and passports to most ethnic Ossetians.  Simmering long-time tensions erupted on the evening of August 7, 2008, when South Ossetia and Georgia accused each other of launching intense artillery barrages against each other.” J. Nichol, Russia-Georgia Conflict in South Ossetia: Context and Implications for U.S. Interests, DTIC, 2008 Oct 07. In: https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA488382
[12] President of Russia, Address by President of the Russian Federation, Vladimir Putin addressed State Duma deputies, Federation Council members, heads of Russian regions and civil society representatives in the Kremlin. March 18, 2014. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/20603
[13] “As I said in my previous address, you cannot look without compassion at what is happening there. It became impossible to tolerate it. We had to stop that atrocity, that genocide of the millions of people who live there and who pinned their hopes on Russia, on all of us. It is their aspirations, the feelings and pain of these people that were the main motivating force behind our decision to recognise the independence of the Donbass people’s republics.” President of Russia, Address by the President of the Russian Federation, February 24, 2022. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/67843
[14] C. Edwards, N. Seidenstein, The Scale of Russian Sabotage Operations Against Europe’s Critical Infrastructure, IISS, Research Papers, 19th August 2025.
[15] Republic of Estonia, Ministry of Defence, Baltic countries to build defensive installations on their borders, 19. January 2024.
[16] Burak Dag and Burcu Yagci, Estonia decides to remove Soviet-era monuments in Narva town, Anadolu Ajansı, 16 August 2022. In: https://www.aa.com.tr/en/europe/estonia-decides-to-remove-soviet-era-monuments-in-narva-town/2662576
[17] Republic of Estonia Government, Government will remove Soviet Union war monuments in Narva, 16.08.2022. In: https://valitsus.ee/en/news/government-will-remove-soviet-union-war-monuments-narva
[18] Ibidem.
[19] Estonian Internal Security Service. Annual review 2024-2025, Number 1, April 2025, cit. p. 61. In: https://dea.digar.ee/?a=is&oid=JVestinternal202504&type=staticpdf&e=——-en-25–1–txt-txIN%7ctxTI%7ctxAU%7ctxTA————-
[20] Propastop, Separatist “Narva People’s Republic” idea spreads on social media, 11. Mar 2026. In: https://www.propastop.org/en/2026/03/11/separatist-narva-peoples-republic-idea-spreads-on-social-media/
[21] Politsei – ja Piirivalveamet, Border guard of the Russian Federation removed light buoys from Narva River May 2024. https://www.politsei.ee/en/news/border-guard-of-the-russian-federation-removed-light-buoys-from-narva-river-11981
[22] “”This spring, we made a new proposal for an agreement on the location of the buoys during the navigation period, but this also did not lead to a constructive outcome. Therefore, we decided to end the talks with Russia regarding the navigation buoys because it is futile,” Veski said.” Republic of Estonia, Ministry of Foreign Affairs, Estonia ends talks with Russia over Narva River navigation buoys, 30.05.2025. In: https://vm.ee/en/news/estonia-ends-talks-russia-over-narva-river-navigation-buoys


Foto copertina: Confine Estonia – Russia