World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Medio Oriente e Nord Africa? Notizie dal 1° al 31 maggio 2026.
Iran: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che avrebbe preso a breve una decisione per una proposta di cessate il fuoco con l’Iran, sebbene i due Paesi sembrano essere ancora in disaccordo su alcune questioni fondamentali. Tra le questioni si cui non si è trovato l’accordo la questione dell’apertura dello Stretto di Hormuz e lo smantellamento della capacità di produzione iraniana di armi nucleare.
Nonostante ciò, Trump ha dichiarato di aver preso una decisione definitiva che prorogherebbe di altri 60 giorni la tregua di aprile, dando ai mediatori il tempo necessario per trovare una soluzione definitiva al conflitto.
Striscia di Gaza: il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate israeliane di espandere il proprio controllo su Gaza, iniziando con la conquista del 70% del territorio, relegando la popolazione gazawi ad una minuscola striscia di terra lungo la costa. Si stima che Israele già controlli il 64% della Striscia sulla costa. in base alla tregua dello scorso ottobre, le truppe israeliane avrebbero dovuto ritirarsi fino ad una “linea gialla” che assegnava ad Israele circa il 53% del territorio. Le fonti di Reuters affermano che Israele ha unilateralmente spostato la linea di confine della “Linea Gialla” spingendosi più in profondità nel territorio di Gaza. Netanyahu ha dichiarato che le truppe conquisteranno ancora più territorio.
Libano: Lunedì il Libano ha annunciato un “cessate il fuoco” parziale tra Hezbollah e Israele. Tramite il cessate il fuoco, il Libano chiede a Israele di sospendere gli attacchi su Beirut e sulle zone controllate da Hezbollah.
Nei giorni scorsi, l’esercito israeliano aveva dichiarato una nuova fascia del Libano meridionale zona di combattimento e invitato i residenti a spostarsi verso nord. Negli attacchi sono morte almeno 14 persone. Tra Israele e Libano sarebbe in corso un “cessate il fuoco” concluso il 16 aprile e prolungato il 17 maggio in seguito a colloqui indiretti mediati dagli Stati Uniti.
Iraq: Due esplosioni hanno colpito una nave da carico nel Golfo, a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq; una delle due è stata causata dall’attacco di un drone, secondo quanto riferito lunedì da funzionari iracheni.
In precedenza, l’United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) aveva dichiarato che la nave era stata colpita da una sorta di proiettile sul lato di dritta, provocando una forte esplosione. Nessuno ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.
Siria: la leadership di transizione siriana ha individuato tracce del programma clandestino di armi chimiche dell’ex presidente Bashar Al-Assad, tra cui materie simili e munizioni simili a quelle utilizzate per gli attacchi con gas letali durante la lunga guerra civile. Le autorità siriane hanno inoltre arrestato circa 18 persone per presunto coinvolgimento nel programma di armi chimiche di Assad, tra cui militari, funzionari di alto livello, come dichiarato da Mohamad Katoub, rappresentante permanente della Siria presso l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche all’Aia.
Tunisia: L’Italia ha annunciato che avvierà una nuova missione bilaterale in Tunisia di assistenza e formazione a favore della Garde Nationale Maritime È previsto l’invio di un contingente composto da un massimo di 22 unità, con vari mezzi e attrezzature terrestri. Tra le attività che saranno promosse vi sono quelle di consulenza, assistenza, supporto tecnico-logistico e addestramento della Garde Nationale Maritime locale, attraverso l’istituzione di una “Unità di Supporto” con sedi a Tunisi e Sfax. La missione ha l’obiettivo di “garantire la stabilità del Paese e un adeguato controllo del territorio.” L’annuncio di questa missione ha provocato un acceso dibattito in Tunisia.
Israele: Lunedì decine di migliaia di ultraortodossi hanno manifestato in tutto Israele, bloccando strade e treni e dando fuoco ad alcune auto per protestare contro l’arruolamento obbligatorio nell’esercito israeliano. La protesta ha paralizzato gran parte del centro del Paese, con autostrade chiuse e trasporti pubblici bloccati dalle folle massicce sia a Gerusalemme che nell’area metropolitana di Tel Aviv. Il servizio militare è obbligatorio per la maggior parte degli uomini e delle donne ebrei in Israele. Gli ultraortodossi sono generalmente esenti dal servizio militare per poter studiare nei seminari religiosi, ma tali esenzioni sono ora a rischio. Ogni anno, circa 13.000 uomini ultraortodossi raggiungono l’età di leva di 18 anni, ma meno del 10% si arruola.
Turchia: Sabato scorso migliaia di persone hanno sfilato nel centro della capitale turca, Ankara, in segno di sostegno al leader dell’opposizione turca Ozgur Ozel.
La manifestazione è stata organizzata per protestare contro la rimozione di Ozel dalla carica di leader del Partito Popolare Repubblicano (CHP), dopo che il 21 maggio un tribunale di Ankara ha dichiarato nullo il congresso del partito del 2023 che aveva eletto Ozel presidente, a causa di presunte irregolarità.
Bahrain: Il Bahrein vieta ai propri cittadini di recarsi in Iran e in Iraq, adducendo motivi di sicurezza regionale. Il Ministero dell’Interno ha comunicato martedì che il Bahrein ha vietato ai propri cittadini di recarsi in Iran e in Iraq fino a nuovo ordine, adducendo motivi di sicurezza regionale. L’Iran e i suoi alleati in Iraq hanno sferrato attacchi contro i Paesi del Golfo, compreso il Bahrein, sin dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.













