Il 2026 si conferma un anno ricco di appuntamenti elettorali in Sudamerica, dopo il Perù sarà la volta della Colombia di recarsi alle urne elettorali il 31 maggio per decretare il nuovo presidente della nazione, con tutta probabilità qualora non vi fosse un candidato con oltre il 50% delle preferenze espresse si necessiterà della seconda tornata elettorale del 21 giugno 2026.
A cura di Antonio Scamardella
La situazione politica nel paese
La Colombia arriva alle elezioni presidenziali di maggio 2026, dopo aver rinnovato parte del Parlamento nelle legislative dello scorso 8 marzo, quest’ultime hanno segnato la parziale riconferma del Pacto Histórico (22,7% al Senato e 20,02% alla Camera dei Rappresentanti), in un tracciato di continuità con le elezioni presidenziali del 2022 che videro la vittoria della suddetta coalizione di sinistra e la nomina a presidente di Gustavo Petro, ma anche la riproposizione della destra uribista del Centro Democratico (15,6% al Senato e 13,54% alla Camera bassa) e la presenza della terza forza parlamentare centrista del Partido Liberal Colombiano (11,7% al Senato e 11,14% in Camera)[1].
Le votazioni legislative hanno rivelato che il divario tra i partiti resta tutt’altro che incolmabile, difatti l’attuale governo di Gustavo Petro detiene la maggioranza, ma non quella assoluta costringendo il Pacto Histórico a ricercare una coalizione parlamentare per porre in atto la propria agenda politica come avvenuto con la Alianza por Colombia, il già citato Partido Liberal Colombiano e il Partido de la U anch’esso di tendenze centriste.
I candidati presidenziali e i loro programmi elettorali
La corsa alla Casa de Nariño che prenderà il via ufficialmente domenica 31 maggio, prevede una sfida a tre fra Iván Cepeda, il cosiddetto “erede” del presidente Petro e del Pacto Histórico; Abelardo de la Espriella outsider di stampo populista dell’estrema destra e Paloma Valencia Laserna uscita trionfante dalla Gran Consulta por Colombia, ossia le primarie della coalizione del Centro Democratico[2]. Le intenzioni professate dai tre candidati in campagna elettorale denotano una netta contrapposizione tra due fenomeni politici presenti nel paese: il petrismo riformista e l’uribismo di stampo conservatore.
L’aspirante candidato presidenziale della coalizione ora al governo è il senatore progressista Iván Cepeda Castro che contestualmente al solco segnato dall’amministrazione Petro dal 2022, cerca di delineare una continuità politica con il suo predecessore. I temi ricorrenti dell’attuale presidente della Cómision de Paz del Senado sono: l’attenzione verso la tutela dei diritti umani in contrapposizione ad una possibile ascesa autoritaria delle destre come declinato nelle sue campagne social[3]; il miglioramento delle condizioni socioeconomiche attraverso i metodi del Capitalismo productivo concernenti una vendita disciplinata dei campi ai privati per stimolare la produzione agroalimentare affidata al popolo campesino; ultimo, ma decisivo argomento di confronto politico è la questione securitaria con riguardo agli accordi di pace post-conflitto con i movimenti guerriglieri presenti sul territorio nazionale: difatti, l’ereditarietà politica con il petrismo è da inquadrare anche nella prosecuzione mediante alcune correttivi della politica Paz Total dell’attuale governo[4].
La sua candidata alla vicepresidenza è la senatrice e leader indigena Aida Quilcué.
Di tutt’altro avviso è il programma securitario del candidato di estrema destra Abelardo de la Espriella che in campagna elettorale e social[5], arricchita dallo slogan “Firmes por la Patria” dichiara la necessità di utilizzare il pugno duro per contrastare il narcotraffico e le azioni antisistema dei movimenti guerriglieri e ridurre l’alto livello di criminalità all’interno del paese[6]. El Tigre, soprannome portato alla ribalta durante l’avvicinamento alla campagna presidenziale, è un avvocato penalista e imprenditore noto negli ambienti della destra tradizionale.
Classe 1978, nato a Barranquilla ma con cittadinanza statunitense, de la Espriella si fa promotore degli interessi della destra elitaria colombiana e quindi del mondo imprenditoriale sostenendo l’importanza dell’iniziativa economica privata per lo sviluppo del paese; oltre alle questioni economiche e finanziare, Abelardo supporta l’utilizzo della mano ferma in ambito securitario, con richiami al cosiddetto metodo Bukele in El Salvador, come segnalato all’interno del suo programma elettorale “Primeras 13 Propuestas para reconstruir la Patria Milagro”[7]. L’imprenditore del departamento del Atlántico nei riguardi del tema securitario promuove anche il diritto alla detenzione di armi da parte dei privati cittadini come strumento di deterrenza per la crescente criminalità presente nei confini nazionali. Anche dal punto di vista sociale, qualsiasi aspetto legato alla vita dei colombiani è strettamente correlata alla giustizia ferma dello Stato, mentre i temi progressisti sono criticati e dibattuti in una chiave conservatrice cristiana indirizzando colpi verso le ideologie di genere e posizionandosi come sostenitore di politiche pro-vita.
La sua formula vice presidenziale è con José Manuel Restrepo, ex ministro del Commercio e del ministero de Hacienda y Crédito Publico dell’amministrazione di Iván Duque.
La terza candidata al seggio presidenziale è la senatrice uribista Paloma Valencia del Centro Democrático[8], che con lo slogan “Vivir sin miedo” colloca il tema della sicurezza al primo posto attraverso la dichiarata volontà di aumentare le spese per la Difesa con uno stanziamento di circa il 4% del PIL e un aumento nel numero dei contingenti militari. Un piano securitario detto delle 4 “R” incorporato nel suo Plan 10[9] (10 propuestas para una Colombia más grande): Reducir (“Ridurre” le entrate illegali delle organizzazioni criminali); Robustecer (“Irrobustire” l’apparato militare con ulteriori truppe); Renamorar (“Reinnamorare” il popolo colombiano nel suo rapporto con l’esercito); Restablecer (“Ripristinare” la legalità ed eliminare le storpiature del sistema di Giustizia). Per quanto riguarda le politiche sociali, la Paloma si staglia in favore dell’elargizione di sussidi in grado di supportare diversi strati della società e alcuni settori chiave per lo sviluppo sociale come quello dell’istruzione attraverso il Bono escolar (buono scolastico) per finanziare a livello statale l’accesso all’istruzione, mentre altre misure sono state pronunciate in merito al sostentamento della popolazione anziana con un’integrazione economica di 230mila pesos (circa €54 al cambio attuale) e incentivi alle imprese nell’assunzione di giovani tra i 18 e i 28 anni. A competere con la Paloma per la vicepresidenza del paese è il politico ed economista Juan Daniel Oviedo.
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Prospettive di voto al primo e al secondo turno
I sondaggi del primo turno dell’istituto privato Invamer Colombia Opina rilasciati da Noticias Caracol [10], prefigurano il passaggio blindato al secondo turno di Iván Cepeda con oltre il 44% delle preferenze, il rivale di quest’ultimo si decreterà dal testa a testa serrato tra Abelardo de la Espriella e Paloma Valencia in un panorama di incertezza che vede però in vantaggio il candidato della ultradestra con una media del 27,6 % a fronte della seconda ferma al 17 % facendo riferimento alla media dei principali istituti di sondaggi (Invamer, Garumo, GAD3, Garumo/EcoAnalítica Atlas Intel, CNC) analizzati dal sito aggregatore di dati Condorlatam[11].
L’eventuale confronto al ballottaggio tra Iván Cepeda e Abelardo de la Espriella viene riportato nei sondaggi Invamer come una sostanziale doppia vittoria per il Pacto Histórico (54,6%), con l’esponente del movimento Defensores de la Patria fermo al 42,6%. Maggiormente in bilico lo scenario che prevede il confronto tra Cepeda e Paloma con il primo che si attesterebbe sul 51%, mentre la candidata uribista si avvicinerebbe al 46,6% riducendo drasticamente il distacco. In questa proiezione si verrebbe a sottolineare ancora una volta la crucialità del “partito” del voto bianco, che sfiduciato e disilluso dalla politica nazionale si conferma al 4,8% nel primo turno e circa al 2,5% nella seconda chiamata alle urne per gli elettori colombiani.
Note
[1] Risultati elezioni parlamentari in Colombia dell’8 marzo 2026, consultabili al link: Visor Ciudadano (consultato il 20/5/2026).
[2] “Paloma Valencia es la ganadora y arrasó en la Gran Consulta por Colombia”, in El Colombiano, 8/3/2026, consultabile al link: Paloma Valencia es la ganadora y arrasó en la Gran Consulta por Colombia (consultato il 21/5/2026).
[3] Account ufficiale Instagram del candidato presidente Iván Cepeda Castro, consultabile al link: Iván Cepeda Castro (@ivancepedacastr) .
[4] International Crisis Group, Introducción. In Proteger a los colombianos más vulnerables en el camino hacia la “paz total”, 2023, pp.1-2.
[5] Account ufficiale del candidato presidente Abelardo de la Espriella consultabile al link: ABELARDO DE LA ESPRIELLA (@delaespriella_style).
[7] Programma elettorale del candidato Abelardo de la Espriella consultabile al link: BULLETS_13_PROPUESTAS-DDLP-01.
[8] “I am Uribista, and I will die Uribista”: An interview with Paloma Valencia, presidential pre-candidate in Colombia, in Latin America Reports, consultabile al link: “I am Uribista, and I will die Uribista”: An interview with Paloma Valencia, presidential pre-candidate in Colombia – Latin America Reports (consultato il 21/5/2026).
[9] Piano “10 propuestas para una Colombia más grande”, consultabile al link: Paloma Valencia — Candidata a la Presidencia de Colombia 2026 – Te Propongo.
[10] Risultati sondaggi del centro Invamer, rilasciato da Noticias Caracol, 26 aprile 2026, consultabile al link: Resultados de encuesta Invamer: Iván Cepeda 44,3%; De la Espriella 21,5%; Paloma Valencia 19,8% – NoticiasCaracol (consultato il 21/5/2026).
[11]Stime dei sondaggi dei maggiori 7 istituti di encuestas secondo il sito Condorlatam, consultabile al link: Encuestas Presidenciales Colombia 2026 — Promedio Actualizado | CONDOR (consultato il 21/5/2026).
Foto copertina: Elezioni Colombia













