Il XVIII vertice dei BRICS nel (dis)ordine internazionale

Foto di gruppo dei leader al vertice di Nuova Delhi, 12 settembre 2026
Foto di gruppo dei leader al vertice di Nuova Delhi, 12 settembre 2026

Crisi internazionali, commercio e nuovi equilibri globali al centro del dibattito tra i BRICS.


Di Davide Simeoli

Il 12 e il 13 settembre si è tenuto a Nuova Delhi il XVIII summit dei Paesi BRICS+.
Il gruppo, il cui acronimo si deve all’economista Jim O’Neill, è emerso all’inizio degli anni 2000 guidato dalle principali economie emergenti del secolo, che secondo le proiezioni della banca Goldman Sachs avrebbero raggiunto una posizione dominante nell’economia mondiale nell’arco di 50 anni.[1]
Nel tempo il movimento si è ampliato, sia in termini di Paesi che ne aderiscono, sia in termini di potenza economica, sino a giungere a rappresentare circa il 49,5% della popolazione mondiale, il 40% del PIL globale e il 26% del commercio internazionale.[2] Inoltre, l’espansione dei Paesi membri ha portato il gruppo ad accrescere la propria influenza nel sistema energetico globale, riunendo tra le proprie fila alcuni dei principali produttori di risorse energetiche, tra cui Russia ed Emirati Arabi Uniti, e grandi consumatori, come la Repubblica Popolare Cinese e l’India.[3]
Il gruppo originario, composto da Brasile, Russia, India e Cina, si è ampliato nel 2010 con l’ingresso del Sudafrica e, più recentemente, con l’adesione di Egitto, Etiopia, Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti e Indonesia tra 2024 e 2025.
Parallelamente sono aumentati gli Stati che esprimono la volontà di aderire al blocco, e che oggi vengono considerati come Paesi partner, come Cuba, Bielorussia, Bolivia, Uzbekistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Kazakistan e Vietnam.[4]
Il movimento costituisce oggi una piattaforma politica ed economica attraverso cui i Paesi membri mirano ad incrementare il proprio potere decisionale nelle istituzioni multilaterali, promuovere un ordine mondiale multipolare e riformare un sistema internazionale ritenuto non più, o che forse non lo è mai stato, sufficientemente equo e rappresentativo.
Il vertice di Nuova Delhi rappresenta, in tal senso, un’occasione per il blocco di dare concreta attuazione alle proprie ambizioni ed iniziative delineate negli ultimi anni.
Il summit, intitolato “Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability” richiama i principali elementi attorno ai quali si è sviluppato il confronto tra i Paesi partecipanti e che trovano riscontro nel testo redatto, la Dichiarazione di Nuova Delhi.[5]
I temi al centro del dibattito sono stati molteplici, dalla sicurezza mondiale alle principali crisi internazionali, passando per la de-dollarizzazione ed il rafforzamento degli strumenti economici e finanziari del gruppo, fino alle questioni ambientali, energetiche e di innovazione tecnologica, con particolare attenzione al ruolo dell’intelligenza artificiale.

Le crisi internazionali: la striscia di Gaza e la guerra in Iran

Uno degli argomenti centrali nella riunione è stata la tutela della pace e della sicurezza regionale ed internazionale.
I leader dei Paesi BRICS si sono confrontati sulle soluzioni che la comunità internazionale dovrebbe adottare per mettere fine alle crisi internazionali odierne.[6]
Nello specifico la Dichiarazione dedica un’apposita sezione alla “International and Regional Peace and Security”[7], all’interno della quale si richiamano diversi scenari di crisi, nelle disposizioni 30,31,35 e 38, quali il conflitto a Gaza e gli interventi militari israeliani (seppur senza richiamare esplicitamente Israele) in Libano e Siria.
Con riferimento a Gaza, il documento esprime profonda preoccupazione per la disastrosa situazione umanitaria, ribadendo la necessità di raggiungere un cessate il fuoco e di garantire il diritto di ritorno e di autodeterminazione del popolo palestinese con il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, nell’ottica della soluzione a due Stati. Rispetto agli attacchi sopra richiamati, vi è una piena condanna degli interventi militari, in quanto violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, unita alla difesa dell’integrità territoriale dei territori colpiti.
Ben diverso è, tuttavia, il modo in cui il testo affronta lo scenario della guerra tra USA ed Iran. Difatti, rispetto a ciò si rintraccia un solo riferimento, al paragrafo 35, in cui il gruppo riferisce profonda inquietudine per le incessanti escalation in Medio Oriente, limitandosi a formulare un mero invito ad una massima moderazione, oltre che alla tutela dei civili e al rispetto dell’integrità territoriale degli Stati coinvolti.
Le ragioni per tale discrezione sono diverse, ed illustrano quello che può essere definito come uno dei grandi limiti del gruppo.
In primis, occorre considerare la presenza congiunta di due attori significativi della regione, peraltro membri effettivi dei BRICS: da un lato l’Iran rappresentato al vertice dal Presidente Masoud Pezeshkian; e dall’altro, gli Emirati Arabi Uniti, rappresentati dal Principe Sheikh Khaled bin Mohamed Zayed al Nahyan, figlio del presidente.
È sulla base di questo fattore che l’elaborazione di una posizione comune sul conflitto è stata maggiormente problematica. È altrettanto fondamentale segnalare, nonostante ciò, l’incontro avvenuto tra i vertici iraniani ed emiratini all’ambasciata iraniana in India[8], che rappresenta un segnale di apertura al dialogo tra due potenze coinvolte, con le dovute differenze, negli equilibri della regione. In tal senso, seppur vero che l’estensione della membership accresce il peso internazionale dei BRICS, vanno considerate le difficoltà nel rintracciare un più complesso coordinamento politico che possa mediare tra le strategie dei diversi Stati membri.

La dimensione economica: dalla condanna alle misure unilaterali “ignote” all’approfondimento dei meccanismi BRICS:

Il secondo aspetto del vertice da considerare è quello relativo alla dimensione economica. Uno dei principali elementi da segnalare è la vaga condanna alla “proliferazione di azioni a restrizione del commercio incompatibili con le regole dell’OMC” (par.21).[9]
Una condanna apparentemente “ignota”, ma che richiama implicitamente le politiche commerciali e sanzionatorie adottate dagli Stati Uniti e che hanno interessato diversi membri dei BRICS, tra cui il Brasile[10] e, con la più recente “Operation Economic Outcast”, l’Iran, ed indirettamente la Cina.[11]
L’altra prospettiva perseguita riguarda la necessità di approfondire la cooperazione economica tra gli Stati membri, rafforzare gli strumenti costituiti nelle precedenti riunioni, stimolare un processo di riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, oltre che ridurre la dipendenza dal dollaro negli scambi internazionali.
Nello specifico la Dichiarazione mira, nei paragrafi 97 e 115, al rafforzamento dei meccanismi istituiti nel VI vertice BRICS tenutosi a Fortaleza nel 2014[12], ovvero la New Development Bank (NDB) ed il Contingent Reserve Arrangement (CRA).
Le due istituzioni si presentano, in parte, come un’alternativa a quelle di Bretton Woods, quali la Banca Mondiale (BM) ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI).
La prima svolge una funzione di sostegno agli investimenti ed ai progetti di sviluppo nei Paesi membri, mentre il secondo è finalizzato ad accrescere la resilienza degli Stati BRICS di fronte ad eventuali periodi di crisi economica e finanziaria.
Ultimo tassello del confronto economico riguarda la volontà di favorire una progressiva riduzione della dipendenza dal dollaro negli scambi internazionali. Il testo afferma, nel par. 90, la necessità di incrementare l’autonomia finanziaria del gruppo attraverso la promozione di transazioni ed accordi commerciali che coinvolgano le valute nazionali.
In conclusione, il vertice di Nuova Delhi ha confermato l’ambizione dei Paesi BRICS di assumere un ruolo significativo nel sistema internazionale, tanto sul piano politico quanto su quello economico. Gli obiettivi restano chiari: per contribuire alla costruzione di un ordine internazionale multipolare, occorre che i Paesi del blocco godano di maggiore autonomia e spazio all’interno delle organizzazioni multilaterali.
È in questa direzione che si collocano le richieste di riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per il quale i BRICS propongono l’attribuzione di seggi permanenti a Brasile ed India, e dell’OMC, dove l’obiettivo del gruppo è favorire l’ingresso dell’Iran e dell’Etiopia.[13]
Il principale problema resta, in tal senso, la possibilità di tradurre nel concreto tali obiettivi, al netto delle difficoltà dovute a differenti interessi nazionali, come dimostrato dalla stesura di alcuni passaggi della Dichiarazione stessa.
In questa prospettiva si inserisce la proposta presentata dal Primo Ministro indiano Narendra Modi di istituire un meccanismo di “Troika” che riunisca la presidenza in uscita, quella in carica e quella successiva, con il fine di garantire maggiore continuità alle iniziative del gruppo, rafforzandone il monitoraggio. [14]
La strada tracciata a Nuova Delhi sembra lasciare intendere la volontà del gruppo non tanto di creare un sistema internazionale alternativo, quanto quello di cambiare progressivamente quello esistente dall’interno.
L’allargamento ed il rafforzamento degli strumenti comuni ne hanno accresciuto il potenziale per poter incidere sulle questioni internazionali.
Resterà da verificare se tale potenziale sarà accompagnato da maggiore capacità di coordinamento, di parlare con una sola voce, elemento fondamentale per tradurre il peso politico ed economico guadagnato nella possibilità effettiva di giocare un ruolo più determinante nella ridefinizione delle regole e istituzioni che compongono l’ordine internazionale.


Note

[1] Segreto, L. (2018). L’economia mondiale dopo la guerra fredda. Il Mulino.
[2] Infobrics. (2026, 14 settembre). BRICS summit: Members, partner countries discuss ‘Resilience, innovation, cooperation’. https://infobrics.org/en/post/103030/
[3] Shahid, G. A. (2026, 10 settembre). BRICS summit 2026: $32 trillion! How wealthy is BRICS and who are the richest countries in the bloc? https://infobrics.org/en/post/103005/
[4] Infobrics. (2026, 11 settembre). BRICS: Built brick-by-brick from an investing acronym 25 years ago. https://infobrics.org/en/post/103010/
[5] BRICS. (2026, 12 settembre). New Delhi Declaration: Building for resilience, innovation, cooperation and sustainability. https://infobrics.org/files/country/russia/documents/2026/declaration/New-Delhi-Declaration-2026-1.pdf
[6] È tuttavia necessario segnalare che nella Dichiarazione vi è totale assenza di alcun riferimento al conflitto in Ucraina.
[7] Ivi, p.7.
[8] Reuters. (2026, 12 settembre). BRICS agrees joint declaration before New Delhi summit, sources say. https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/brics-agrees-joint-declaration-before-new-delhi-summit-sources-say-2026-09-12/
[9] BRICS, Op. cit.
[10] Simeoli, D. (2026, 19 agosto). Brasile: Uno sguardo alle elezioni presidenziali. Opinio Juris. https://www.opiniojuris.it/americhe/sud-america/brasile-it/brasile-uno-sguardo-alle-elezioni-presidenziali/

[11] Simeoli, D. (2026, 1 settembre). USA: nuove sanzioni all’Iran, nuove tensioni con la Cina. Opinio Juris https://www.opiniojuris.it/opinio/usa-nuove-sanzioni-alliran-nuove-tensioni-con-la-cina/
[12] BRICS. (2014, 15 luglio). Sixth BRICS Summit—Fortaleza Declaration. University of Toronto http://www.brics.utoronto.ca/docs/140715-leaders.html
[13] Infobrics. (2026, 14 settembre). BRICS Summit Declaration Unanimously Approved; India Advances Crucial Proposals. https://infobrics.org/en/post/103031/
[14] Ibidem


Foto copertina: Foto di gruppo dei leader al vertice di Nuova Delhi, 12 settembre 2026