Elezioni Kazakistan: il trionfo di Ädilet, Tokayev rafforza il Kurultai

Elezioni Kazakistan 2026
Elezioni Kazakistan 2026

Alle elezioni in Kazakistan il 71,17% ottenuto dal partito filogovernativo Ädilet inaugura il nuovo sistema parlamentare e offre a Tokayev una solida base per le prossime riforme. Sullo sfondo, gli equilibri tra Russia, Cina e Occidente


Le prime elezioni del nuovo Parlamento monocamerale del Kazakistan consegnano a Kassym-Jomart Tokayev una vittoria politica di grande portata. Il partito Ädilet, formazione filogovernativa nata nel maggio ’26 e guidata da figure vicine al presidente (Aybek Dädebay, ex capo dell’amministrazione presidenziale), ha ottenuto il 71,17% dei voti, secondo i risultati preliminari diffusi il 24 agosto dalla Commissione elettorale centrale.
Il risultato non rappresenta soltanto il successo di un partito. È il primo passaggio elettorale del nuovo assetto istituzionale scaturito dalla riforma costituzionale approvata nel marzo scorso e introduce una nuova fase nella trasformazione politica del Kazakistan.
Il precedente Parlamento bicamerale è stato sostituito dal Kurultai, un’unica assemblea composta da 145 deputati ed eletta attraverso liste di partito su base nazionale. La nuova legge costituzionale sul Kurultai è entrata in vigore il 1° luglio 2026.

Un risultato che rafforza il blocco presidenziale

Alle urne si sono recati 9.351.539 elettori su 12.623.289 aventi diritto, con un’affluenza preliminare del 74,08%. Dietro Ädilet, il Partito Democratico Patriottico Popolare Auyl ha ottenuto il 6,26%, Respublica il 5,56%, Aq Zhol il 5,21% e il Partito Socialdemocratico Nazionale il 5,11%. Tutti e cinque hanno superato la soglia del 5% necessaria per ottenere rappresentanza.
Restano invece fuori dal nuovo Parlamento il Partito Popolare del Kazakistan, fermatosi al 3,11%, e il Partito Verde Baitaq, all’1,07%.
La distribuzione del voto conferma la centralità del blocco presidenziale nella politica kazaka. Il sistema resta formalmente multipartitico, ma le principali forze rappresentate condividono in larga misura l’impostazione generale del governo. Questo può favorire la stabilità e rendere più agevole l’approvazione delle riforme, anche se riduce lo spazio per un confronto netto tra programmi alternativi.
L’OSCE/ODIHR ha definito le elezioni tecnicamente ben preparate, segnalando al tempo stesso la necessità di ampliare ulteriormente il pluralismo e la differenziazione tra le forze politiche. Il riferimento a un “undue advantage” a favore di Ädilet invita soprattutto a osservare come evolveranno il dibattito parlamentare e la competizione politica nei prossimi anni.

La trasformazione del sistema politico

La vittoria di Ädilet deve essere letta anche alla luce della trasformazione del precedente partito di governo. La nuova formazione è stata creata all’inizio del 2026 da esponenti vicini a Tokayev e, poco dopo la sua nascita, ha incorporato Amanat, il partito precedentemente dominante.
Il passaggio da Amanat ad Ädilet non ha quindi rappresentato una rottura radicale, ma una riorganizzazione del principale blocco politico del Paese. Il nuovo partito si presenta come lo strumento attraverso cui il presidente può accompagnare la transizione istituzionale e dare una forma più coerente al proprio progetto politico.
Il 71,17% alle elezioni ottenuto alle urne conferisce ora ad Ädilet una posizione dominante all’interno del Kurultai. La distribuzione definitiva dei 145 seggi sarà resa nota con la conclusione delle procedure elettorali, ma il margine tra Ädilet e le altre forze è già politicamente evidente.

Dalla riforma costituzionale al nuovo Kurultai

Il voto del 23 agosto costituisce il punto di arrivo di una riforma costituzionale molto più ampia. Nel referendum del marzo 2026, l’87% dei votanti aveva approvato il nuovo assetto istituzionale. La riforma ha eliminato il Parlamento bicamerale, istituito il Kurultai e modificato gli equilibri tra presidenza e Parlamento.
Tra le novità vi è anche il ritorno della vicepresidenza, carica che Tokayev dovrebbe attribuire nelle prossime settimane. Il presidente ha inoltre annunciato che la formazione del nuovo Kurultai sarà seguita da cambiamenti nella composizione del governo.
La riforma, quindi, non si limita a modificare la struttura del Parlamento: ridisegna l’intero sistema politico kazako.
La riforma, quindi, non si limita a modificare la struttura del Parlamento: ridisegna l’intero sistema politico kazako. Il successo di Ädilet offre ora a Tokayev una maggioranza politica favorevole all’attuazione di questo nuovo modello.

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Tokayev dopo Tokayev

Il dato elettorale rafforza ulteriormente la posizione del presidente, già dominante dopo la crisi del gennaio 2022 e il progressivo ridimensionamento dell’eredità politica di Nursultan Nazarbayev.
La nuova architettura istituzionale arriva inoltre in un momento particolarmente delicato.
Il Kazakistan deve mantenere un difficile equilibrio tra Russia, Cina e potenze occidentali, sfruttando al tempo stesso la propria posizione strategica, le risorse energetiche e minerarie e il ruolo di principale economia dell’Asia centrale.
Il voto potrebbe rafforzare la capacità di Astana di perseguire una politica estera multilaterale. Con una maggioranza parlamentare solida, Tokayev dispone di maggiore margine per continuare a collaborare con Mosca senza allinearsi completamente alle sue posizioni, approfondire i rapporti economici con Pechino e mantenere aperti i canali con Unione europea e Stati Uniti. 
Il Kazakistan è infatti uno snodo importante per le rotte energetiche e commerciali tra Asia ed Europa. La sua posizione nel corridoio transcaspico, le esportazioni di petrolio e uranio e la crescente attenzione occidentale verso le materie prime strategiche rendono il Paese sempre più rilevante nella competizione geopolitica regionale.
Sul piano interno, invece, Tokayev deve governare una società attraversata da aspettative di modernizzazione e da pressioni economiche. L’inflazione, le riforme fiscali e il ricordo delle proteste del gennaio 2022 costituiscono elementi di vulnerabilità che il presidente non può ignorare.

Le possibili conseguenze geopolitiche

Il risultato di Ädilet potrebbe avere almeno tre conseguenze sul piano internazionale.
La prima riguarda la continuità della politica estera kazaka. Una maggioranza parlamentare favorevole al presidente dovrebbe consentire a Tokayev di proseguire la linea del cosiddetto multivettorialismo: rapporti stretti con la Russia, cooperazione crescente con la Cina e apertura verso i partner occidentali.
La seconda riguarda il peso regionale del Kazakistan. Un sistema politico più centralizzato e una nuova istituzione parlamentare potrebbero permettere ad Astana di presentarsi come il principale centro di stabilità dell’Asia centrale, rafforzando i rapporti con Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan.
La terza riguarda le infrastrutture e le risorse strategiche. Il governo potrebbe accelerare gli investimenti nei corridoi ferroviari e portuali che collegano la Cina al Mar Caspio, oltre a cercare nuovi sbocchi per petrolio, gas, uranio e minerali critici. In questo scenario, il Kazakistan diventerebbe ancora più importante per la diversificazione delle catene di approvvigionamento europee e asiatiche.
Il successo elettorale, tuttavia, non elimina i rischi. Una concentrazione eccessiva del consenso attorno al presidente potrebbe rendere più difficile intercettare il malcontento sociale prima che si trasformi in protesta. La stabilità politica sarà quindi credibile soltanto se accompagnata da risultati concreti sul piano economico e da un graduale ampliamento della partecipazione istituzionale.


Foto copertina: Elezioni Kazakistan 2026.