Elezioni in Brasile: la sfida tra Lula e Bolsonaro passa attraverso la politica estera.
Di Davide Simeoli
Il prossimo 4 ottobre i cittadini brasiliani saranno chiamati alle urne per decidere l’indirizzo politico del proprio Paese. Da un lato, Luiz Inàcio Da Silva, detto Lula, presidente in carica ed alla ricerca del quarto mandato (non consecutivo).
Dall’altro, il senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente condannato a 27 anni per aver giocato un ruolo nell’organizzazione dell’assalto al Congresso nazionale, che avrebbe tentato di rovesciare l’insediamento di Lula nel gennaio 2023.[1]
In tale contesto, a svolgere un ruolo importante nell’orientamento dell’elettorato è la politica estera, e più nel dettaglio le tensioni diplomatiche e commerciali con gli Stati Uniti d’America.
Sul piano diplomatico un’ulteriore escalation si è registrata in queste ultime settimane, a seguito della revoca, predisposta dall’amministrazione Trump, del visto all’ambasciatrice brasiliana a Washington, Maria Luiza Ribeiro Viotti.[2]
Non è mancata l’immediata risposta del governo brasiliano che, attraverso una protesta ufficiale[3], ha identificato tale azione in un contesto di ripetuta ingerenza statunitense nei processi politici nazionali.
Ad ogni modo, il principale elemento d’attrito tra Washington e Brasilia, o per meglio dire tra Trump e Lula, è rappresentato dall’ultima imposizione, da parte dell’amministrazione statunitense, di dazi sulle importazioni brasiliane pari al 25%.[4]
La misura, giustificata dalla presenza di pratiche commerciali sleali da parte dello Stato sudamericano, colpisce solo alcuni settori dell’economia, come quello dell’etanolo, dei servizi digitali, e dell’agricoltura.
Tale mossa, compiuta a meno di due mesi dalle elezioni presidenziali, appare poco significativa sul piano commerciale, diversamente da quanto invece manifesta su quello politico, dove il fine di compromettere l’immagine del presidente in carica appare più plausibile.
A valorare tale posizione è la lista delle merci sottoposte ad esenzione da parte di Washington, tra cui caffè, carne bovina, componenti energetici, ovvero beni che rappresentano le principali importazioni statunitensi dal Brasile[5], che non vengono dunque colpite dalle tariffe.[6]
Ad ogni modo, gli avvenimenti richiamati svolgono un ruolo significativo nel condizionare l’elettorato brasiliano, e soprattutto nell’orientare le strategie dei due principali candidati. Difatti, sembra che l’azione statunitense abbia generato l’effetto opposto rispetto a quello desiderato.
Questo perché, la scelta di Lula è stata quella di ribadire la sovranità nazionale dinanzi alle interferenze statunitensi, rafforzando la propria posizione ed alimentando, in tal modo, una ripresa dei consensi.
Come infatti riportato dagli ultimi sondaggi[7], il partito dei Lavoratori (PT) ed il suo rappresentante sono in testa, in vista del processo elettorale di ottobre, con circa il 43%.
Al contrario, il Partito Liberale (PL) ed in particolare il suo leader Bolsonaro, attualmente al 40%, sembra aver incassato maggiormente il colpo, con oltre metà della popolazione che gli attribuisce la responsabilità delle misure commerciali, nonostante i suoi tentativi, negli ultimi mesi, di richiesta di rinvio dei dazi.[8]
In caso di trionfo del Pt e della conferma di Lula alla presidenza è verosimile attendersi una sostanziale continuità della politica estera, basata sulla rivendicazione della sovranità nazionale, sull’affermazione del paese come potenza regionale, e sulla diversificazione commerciale, dettata in particolare dall’approfondimento dei rapporti commerciali con la Repubblica Popolare Cinese.[9]
D’altro canto, le relazioni con il gigante nordamericano potrebbero continuare ad essere caratterizzate da tensioni commerciali e politiche, fino alla scadenza del mandato del presidente Trump.
Rispetto al piano regionale, in linea con l’attuale amministrazione, è possibile prevedere un approfondimento delle relazioni bilaterali con le principali potenze dell’area, come per il Messico, con cui Lula ha annunciato, durante il sesto vertice della Commissione binazionale Brasile-Messico[10], l’intensificarsi dei rapporti e della cooperazione in settori fondamentali come quello energetico.
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Diverso, invece, potrebbe essere lo scenario in caso di vittoria del candidato filostatunitense Flávio Bolsonaro, che si caratterizzerebbe da un’inversione di rotta da parte dell’amministrazione brasiliana. Difatti, un eventuale mandato del senatore brasiliano potrebbe mettere fine alle tensioni con Washington ed assumere posizioni più vicine all’amministrazione statunitense. Un esempio potrebbe verificarsi rispetto alla postura di Brasilia nei confronti del conflitto israelo-palestinese, dove l’attuale presidenza[11] ha sempre manifestato profonda ostilità verso l’atteggiamento dello Stato d’Israele e del conflitto a Gaza.
Allo stesso tempo ed in maniera analoga a quanto avvenuto in Argentina con Milei, la nuova leadership di destra potrebbe favorire il deterioramento dei rapporti politici con la Cina. Occorre senz’altro specificare che, al contrario, potrebbero non essere intaccate le relazioni commerciali dato l’enorme peso di Pechino sull’economia brasiliana.
Un‘ultima considerazione spetta alla postura riguardante la scala regionale. In tal senso ci si potrebbe attendere una maggiore convergenza verso le amministrazioni latinoamericane di orientamento conservatore e filostatunitense.
In conclusione, è possibile analizzare come le elezioni brasiliane del 2026 non si possano circoscrivere esclusivamente ad una competizione tra due leader e personalità opposte, quanto piuttosto siano significative per le diverse interpretazioni che il futuro presidente potrà implementare in una delle principali potenze del subcontinente.
Note
[1]Supremo Tribunal Federal. (2025, 17 dicembre). STF concluiu julgamento de ações contra réus que planejaram golpe de Estado. Notícias STF.
https://noticias.stf.jus.br/postsnoticias/stf-concluiu-julgamento-de-acoes-contra-reus-que-planejaram-golpe-de-estado/
[2]Reuters. (2026, August 4). US revokes visa of Brazilian ambassador over diplomatic dispute, official says. Reuters. Reuters – US revokes visa of Brazilian ambassador
[3] Secretaria de Comunicação Social da Presidência da República. (2026, 4 agosto). Nota em reação à decisão dos EUA de alterar o visto da embaixadora do Brasil em Washington [Nota à imprensa]. Governo Federal. PDF della nota ufficiale
[4] Office of the United States Trade Representative. (2026, July 15). USTR Section 301 action on Brazil’s unreasonable acts, policies, and practices. U.S. Trade Representative. https://ustr.gov/about/policy-offices/press-office/press-releases/2026/july/ustr-section-301-action-brazils-unreasonable-acts-policies-and-practices
[5] Trachtenberg, D. M. (2025, September 29). Section 301 investigation into Brazil’s acts, policies, and practices (CRS Insight No. IN12613). Congressional Research Service. https://www.congress.gov/crs-product/IN12613
[6] Office of the United States Trade Representative. (2026, July 20). Notice of action: Brazil’s acts, policies, and practices related to digital trade and electronic payment services; unfair, preferential tariffs; anti-corruption enforcement; intellectual property protection; ethanol market access; and illegal deforestation. Federal Register, 91, 45516 45615. https://www.federalregister.gov/documents/2026/07/20/2026-14542/notice-of-action-brazils-acts-policies-and-practices-related-to-digital-trade-and-electronic-payment [7] G1. (2026, 14 agosto). Quaest: no 2º turno, Lula tem 43% e Flávio Bolsonaro, 40%. G1. https://g1.globo.com/jornal-nacional/noticia/2026/08/14/quaest-no-2o-turno-lula-tem-43percent-flavio-bolsonaro-40percent.ghtml
[8] Valor International. (2026, July 20). US tariffs deepen crisis in Flávio Bolsonaro’s pre-election campaign. Valor International. https://valorinternational.globo.com/politics/news/2026/07/20/us-tariffs-deepen-crisis-in-flavio-bolsonaros-pre-election-campaign.ghtml
[9] Vadell, J., & Spellmann, S. (2024, mayo). Relación China-Brasil en perspectiva histórica. Transiciones del Siglo XXI y China, 10, 5–18. CLACSO. Boletín #10 – Transiciones del siglo XXI y China
[10] Agenzia ANSA. (2026, 7 agosto). Brasile, Lula riceve il ministro degli Esteri messicano Velasco. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2026/08/07/brasile-lula-riceve-il-ministro-degli-esteri-messicano-velasco_cd5b319d-b326-41bc-ab35-7b9da9aa07c1.html
[11] United Nations. (2025, September 23). Amid multiple crises, Secretary-General urges leaders to choose cooperation over chaos, as General Assembly opens high-level general debate. United Nations. https://www.un.org/unispal/document/unga-80-meeting-coverage-23sep25/
Foto copertina: Elezioni in Brasile: Lula contro Bolsonaro












