Il potere russo in Africa tra Wagner, miniere e influenza

Il potere russo in Africa tra Wagner, miniere e influenza
Il potere russo in Africa tra Wagner, miniere e influenza

Come Mosca ha utilizzato compagnie militari private per accedere alle risorse africane.


A cura di Pierluigi Adriani

La guerra in Ucraina scoppiata nel 2022 ha portato la Russia a un isolamento internazionale e ad essere oggetto di pesanti sanzioni economiche. Questi avvenimenti hanno accelerato quei processi di impegno russo in Africa dove negli ultimi anni la presenza di Mosca è aumentata esponenzialmente. Il Cremlino scorge nel continente africano una grande opportunità di sfruttamento di risorse energetiche e minerali preziosi. Per mettere le mani su questi ultimi la Russia ha approfittato di vari e diversi contesti di crisi, ma quel che è stato evidente è il fatto che ha cercato di ridurre al minimo il proprio intervento diretto. All’interno del più ampio discorso sulla guerra ibrida si è assistito al crescere delle Private Military Companies, o PMC, come strumento centrale per Mosca in Repubblica centrafricana e Sudan soprattutto, ma anche in Mali, Burkina Faso e Mozambico.

PMC, imprese private e società di copertura al servizio del Cremlino

Nella Repubblica centrafricana nel 2020 si crea una nuova coalizione di forze armate che cercano di rovesciare il presidente, la “Coalition des patriotes pour le changement” o CPC, che comprendeva i gruppi armati più potenti del paese[1]
Dopo il fallimento del CPC nel conquistare Bangui, le Forze Armate della Repubblica Centrafricana (FACA), con il sostegno di istruttori russi, hanno effettuato una controffensiva, prendendo gradualmente le principali città dai ribelli. L’assistenza della Russia è stata stabilita attraverso accordi bilaterali tra i due rispettivi governi: la Federazione russa ha infatti notificato al Comitato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’invio di trecento istruttori, non armati, per sostenere il processo di addestramento della fanteria delle FACA nel fornire sicurezza nel periodo durante le elezioni[2].
Nonostante queste dichiarazioni al Comitato del Consiglio di Sicurezza, si possono scorgere, attraverso diverse ricostruzioni, azioni più profonde da parte della Russia nella nazione. Soggetta ad embargo sulle armi dal 2013, la Repubblica Centrafricana è riuscita a ottenere un accordo sull’invio di attrezzature militari da Mosca, grazie a una concessione dell’ONU nel 2017. Una volta istituiti questi rapporti ufficiali tra il Cremlino e la RCA, è però considerevolmente aumentata la presenza russa nella regione: col passare dei mesi e poi degli anni le stime sul numero, ma soprattutto sul tipo di personale, mandato da Mosca sono diventate sempre meno chiare. Oltre a coloro che sono stati definiti istruttori, viene accertata la presenza della PMC Wagner: in un comunicato stampa del 2023 di un gruppo di esperti delle Nazioni Unite viene espressa infatti preoccupazione per l’aumento del reclutamento e dell’impiego di compagnie militari private straniere e i loro legami con società come la “Sewa Security Service” e la “Lobaye Invest SARLU”. Il comunicato è volto a sottolineare i legami tra tali soggetti e una serie di attacchi violenti verificatesi a partire dalle elezioni presidenziali del dicembre 2020[3].
Ma che funzioni avevano queste società e perché sono considerate vicine al Gruppo Wagner?
La “Sewa Security Service” è una società privata con sede nella Repubblica Centrafricana che fornisce protezione agli alti funzionari governativi del paese e il personale di questo gruppo è stato fotografato mentre lavorava a contatto col presidente Touadèra[4].
La “Sewa Security Service” fungeva da copertura per le attività del Gruppo.
Wagner nella Repubblica Centrafricana. Era infatti controllata dalla “Lobaye Invest”, gestita da Dimitri Sytii, un importante dirigente del Gruppo, e da Yevgeny Khodotov, figura associata a Yevgeny Prigozhin. “Sewa Security Service” è stata coinvolta, insieme al Gruppo Wagner, in una serie di attacchi violenti verificatisi nella RCA a seguito delle elezioni del dicembre 2020[5].
La “Lobaye Invest SARLU” sopracitata è sempre una società privata, registrata anch’essa nella Repubblica Centrafricana: è controllata a sua volta da un’altra società russa, la M-Finans. Questa era riconducibile a Yevgeny Prigozhin ed era gestita anche in questo caso da Dimitri Sytii e da Yevgeny Khodotov. “Lobaye Invest SARLU” gestisce miniere di oro e diamanti nella RCA[6]: ma oltre queste attività emergono altri collegamenti.
La “Lobaye Invest”, infatti, in primo luogo ha dei propri mezzi di informazione nella regione, attraverso i quali promuoveva la presenza degli uomini di Prigozhin. In secondo luogo, non era l’unica società che il Gruppo Wagner utilizzava come copertura per sfruttare minerali pregiati: nella RCA, registrata nel 2019, era presente anche la DIAMVILLE, attraverso la quale il Gruppo commerciava illegalmente diamanti. Continuando a seguire lo sfruttamento delle risorse preziose, esiste ancora un’altra compagnia privata, la “Midas Ressources”. Questa ha ottenuto licenze di estrazione per diversi anni nella miniera d’oro di Ndassima. L’analisi di alcune immagini satellitari ha rivelato inoltre che, nel giro di un anno (12 febbraio 2022 – 9 febbraio 2023) sono avvenuti significativi ampliamenti di tale riserva, rendendola una miniera a cielo aperto, con espansioni industriali del sito, delle infrastrutture e una presenza di mezzi estrattivi pesanti[7].
Anche la “Midas Ressources” era affiliata a Prigozhin ed è proprietaria di concessioni e licenze minerarie per la prospezione e l’estrazione di minerali, metalli preziosi e gemme[8]
La PMC Wagner aveva quindi una presenza molto strutturata nella regione, con contatti personali con capi di governo[9] propri mezzi di informazione e partner commerciali.
Il ritorno che ne ha avuto la Federazione russa è stato un canale preferenziale nei legami commerciali con questo paese, come dimostrato dal vertice Russia-Africa, a luglio 2023, in cui il presidente Vladimir Putin ha parlato di come Mosca avrebbe fornito tra le venticinque e le cinquantamila tonnellate di grano nei tre o quattro mesi successivi ai paesi africani suoi alleati[10].

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Con la presenza della PMC sul posto, la Russia ha aumentato la propria influenza politica a costo zero e ottenuto accesso a importanti siti di minerali preziosi.
Anche in Sudan è stato constatato il coinvolgimento della formazione paramilitare con interessi e azioni simili. Durante le proteste tra il 26 e il 31 dicembre 2018 viene avvistato nei pressi delle manifestazioni un camion blindato modello Ural-4320, un tipo di mezzo utilizzato dalle forze russe[11]. La presenza di mezzi identici è stata confermata in quei mesi, prima durante una cerimonia militare a Berengo, nella Repubblica Centrafricana, e poi in un convoglio con uomini armati russi nei pressi di Um Dafuq, un valico al confine tra RCA e Sudan. Ciò che sembrerebbe, attraverso questa ricostruzione compiuta dal Conflict Intelligence Team e confermata dal Times, è che membri non dichiarati della Wagner abbiano avuto un ruolo nel sopprimere le proteste antigovernative del 2018[12].
A conferma delle operazioni non ufficiali russe nel paese è quanto viene fuori dall’analisi dello SBU, i servizi di sicurezza ucraini: da agosto a dicembre del 2018 sono stati trasportati oltre mille militari russi tra Sudan, Repubblica centrafricana e altri paesi del continente. Tali spostamenti sono avvenuti su aerei Tu-154M, velivoli riconducibili ad altre operazioni compiute dal Ministero della Difesa russo[13]; sempre secondo lo SBU i profili dei soldati mandati da Mosca facevano in realtà parte delle forze paramilitari della Wagner.[14]
Il dispiegamento di queste forze non solo non è stato ufficiale ma è stato sempre il più ambiguo possibile per evitare collegamenti diretti. I biglietti aerei per questi voli non sono stati infatti forniti dal Ministero della Difesa, ma regolarmente acquistati da una società di estrazione di oro e minerali, la M Invest. Questa è registrata a San Pietroburgo ma ha la sua sede principale a Khartoum: era in realtà anche questa un’entità di copertura del Gruppo Wagner.[15]
Nel 2017 la M Invest ha ottenuto concessioni per l’esplorazione di siti auriferi in Sudan, durante un vertice tra il governo russo e quello sudanese guidato da al-Bashir. Per supervisionare le attività sul campo, M Invest si affidava ad una seconda società, la Meroe Gold: nonostante quest’ultima sia registrata a Khartoum è in realtà una compagnia sussidiaria della M Invest e apparteneva anch’essa a Prigozhin. La Meroe Gold, che ha anche un nome di copertura sudanese, ovvero “al-Solag”, ha costruito una rete di operazioni ben radicata di estrazioni e contrabbando di oro in Sudan[16].
La sua struttura così complessa, con società minerarie registrate sul luogo, ha permesso alla Federazione russa di eludere le sanzioni economiche statunitensi e di finanziare la guerra in Ucraina[17].
Mosca, che teoricamente aveva legami storici con le Forze armate sudanesi, ha però per anni supportato informalmente le RSF del generale Hemedti: il motivo è da ricercarsi proprio per il loro controllo della maggior parte delle miniere d’oro della nazione. Secondo funzionari statunitensi, Wagner avrebbe contrabbandato 32,7 tonnellate d’oro sudanese per un valore di 1,9 miliardi di dollari nel primo anno dell’invasione russa dell’Ucraina.
In Mali invece la PMC ha lavorato per garantire la sopravvivenza del regime pro- Mosca, comportandosi come agente di influenza, creando campagne informative antifrancesi e pro-Russia. Anche in questo caso, gli uomini della Wagner hanno ottenuto accesso a siti di risorse naturali e auree, alimentando i proventi per sostenere la guerra in Ucraina[18].

Conclusioni

La presenza russa in Africa si è diffusa sempre di più in questo decennio e il suo modo informale di arrivare a creare contatti con paesi in forti crisi di sicurezza ha riempito il vuoto lasciato da anni di interventismo occidentale senza risultati. In questo scenario l’utilizzo di soggetti parastatali come la Compagnia militare privata Wagner ha portato grandi vantaggi alla Russia: con un intervento ufficiale minimo per oltre dieci anni e di cui ora si trova a raccogliere l’eredità con gli Africa Corps, il Cremlino ha sfruttato grandi risorse africane riuscendo ad aggirare le sanzioni economiche. Non è un caso quindi che la stessa Ucraina abbia tentato di spostare un fronte della guerra verso la regione, attraverso intelligence e tentativi di destabilizzazione dei russi negli ultimi tempi[19]


Note

[1] Come analizzato dal report del gruppo di esperti sulla Repubblica Centrafricana, indirizzato al Comitato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si trattava dei seguenti gruppi: Mouvement patriottique pour la Centrafrique (MPC), Front populaire pour la renaissance de la Centrafrique (FPRC), Retour, réclamation et réhabilitation (3R), Unité pour la paix en Centrafrique (UPC).
[2] Questo accordo è avvenuto sulla scia di precedenti rapporti tra Russia e Repubblica Centrafricana. Già nel 2018 i due Stati avevano infatti firmato un’intesa militare per un’intensificazione dell’addestramento delle Forze Armate centrafricane. Russia Signs Military Deal With the Central African Republic, “The Moscow Times”, agosto 2018, al link https://www.themoscowtimes.com/2018/08/21/russia-to-sign-military-cooperation-accord-with-central-african-republic-a62600.
[3] Press releases, CAR: Experts alarmed by government’s use of “Russian trainers”, close contacts with UN peacekeepers, “United Nations Humans Rights”, marzo 2023, al link https://www.ohchr.org/en/press-releases/2021/03/car-experts-alarmed-governments-use-russian-trainers-close-contacts-un.
[4] Nelle foto si riconoscono delle toppe sulle giacche dei militari col simbolo di questa società, tre S di colori giallo, rosso e verde. Russian Private Military Companies, “Asymmetric Warfare Group”, 2020, p. 81, al link https://publicintelligence.net/awg-russian-private-military-companies/.
[5] Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, Regolamento di esecuzione 2023/430 del Consiglio del 25 febbraio 2023 che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani, febbraio 2023, al link https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32023R0430.
[6] Ibidem
[7]C. Doxsee, J.S. Bermudez Jr., J. Jun, Central African Republic Mine Displays Stakes for Wagner Group’s Future, “Center for Strategic and International Studies (CSIS)”, luglio 2023, al link https://www.csis.org/analysis/central-african-republic-mine-displays-stakes-wagner-groups-future.
[8] Midas Ressources” aveva un permesso minerario preferenziale per la miniera d’oro di Ndassima che, secondo gli esperti, contiene oro per un valore superiore al miliardo di dollari. Inoltre, “Midas”, insieme al Gruppo Wagner, è responsabile di aver negato ai funzionari governativi della RCA la possibilità di ispezionare la miniera. “Midas”, insieme ad altre aziende legate a Prigozhin che operano nella RCA, è stata fondamentale per finanziare le operazioni di Wagner nella RCA e oltre. Un altro collegamento tra questa società e scontri armati nel paese è che, nel 2021, le Nazioni Unite hanno confermato che “Midas” collaborava apertamente con un gruppo ribelle, “Unité pour la Paix en Centrafrique” (UPC) con sede nella RCA, in violazione delle norme della RCA e delle sanzioni ONU. Treasury Sanctions Illicit Gold Companies Funding Wagner Forces and Wagner Group Facilitator, U.S. Department of the Treasury, giugno 2023, al link https://home.treasury.gov/news/press-releases/jy1581.
[9] Yevgeny Prigozhin è stato fotografato a San Pietroburgo durante il vertice Russia-Africa del 28 luglio 2023 mentre stringeva la mano all’ambasciatore Freddy Mapouka, consigliere presidenziale della Repubblica Centrafricana. Prigozhin: Wagner boss spotted in Russia during Africa summit, “BBC”, luglio 2023, al link https://www.bbc.com/news/world-africa-66333403.
[10] Ibidem
[11] Utilizzato dalla Wagner già nella battaglia di Debaltseve durante la guerra nel Donbass all’inizio del 2015. A maggio del 2018, inoltre, 20 blindati Ural-4320, dal valore superiore al mezzo milione di dollari, sono stati comprati e spediti ad una società di estrazione mineraria con sede a Khartoum, la Meroe Gold, legata a Prigozhin. Russia’s Corporate Soldiers: The Global Expansion of Russia’s Private Military Companies, “Center For Strategic And International Studies”, luglio 2021, p. 53, al link https://csis-website-prod.s3.amazonaws.com/s3fs-public/publication/210721_Jones_Russia%27s_Corporate_Soldiers.pdf?VersionId=7f%20y3TGV3HqDtRKoe8vDq2J2 GGVz7N586.
[12] From Russia with Wagner: are Russian mercenaries suppressing the Sudan protests, “Conflict Intelligence Team”, gennaio 2019, al link https://citeam.org/are-ru-mercenaries-suppressing-the-sudan-protests/?lang=en. J. Flanagan, Russian mercenaries help put down Sudan protests, “The Times”, gennaio 2019, al link https://www.thetimes.com/uk/politics/article/russian-mercenaries-help-put-down-sudan-protestsvw0gzngq8?region=global.
[13] Wagner PMC part of Russian military intel, IDs of “mercenaries” confirm – Ukraine security chief, “UNIAN information agency”, gennaio 2019, al link https://www.unian.info/world/10424754-wagner-pmc-part-of-russian-military-intel-ids-of-mercenaries-confirm-ukraine-security-chief.html.
[14] Ihor Huskov, capo di gabinetto dei servizi di sicurezza ucraini, ha inoltre riportato, a febbraio del 2019, che il Gruppo Wagner ha svolto una campagna di reclutamento in Crimea per mandare soldati in Sudan. Mercenaries recruited to Russia’s Wagner PMC in occupied Crimea – SBU, “UNIAN information agency”, febbraio 2019, al link https://www.unian.info/war/10454832-mercenaries-recruited-to-russia-s-wagner-pmc-in-occupied-crimea-sbu.html.
[15] Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, Regolamento di esecuzione 2023/430 del Consiglio del 25 febbraio 2023 che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani, febbraio 2023, al link https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32023R0430.
[16] Comunicato stampa del Dipartimento del Tesoro statunitense, Treasury Targets Financier’s Illicit Sanctions
[17] E. Pokalova, The Wagner Group in Africa: Russia’s Quasi-State Agent of Influence, “Studies in Conflict & “Studies in Conflict & Terrorism”, luglio 2023, p.14 al link https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1057610X.2023.2231642. Evasion Activity, U.S. Department of the Treasury, luglio 2020.
[18] Ivi, p. 16. 
[19] Kiev avrebbe infatti dato sostegno ai separatisti che combattono il governo sostenuto dalla Russia in Mali tramite fornitura di droni e inviato personale speciale in Sudan per “sconvolgere gli interessi russi”, S. Bowden, A Shadow War in the Global South: Are Kyiv’s Operations in Africa Paying Off?, “Carnegie: Endowment for international peace”, novembre 2025, al link https://carnegieendowment.org/research/2025/11/a-shadow-war-in-the-global-south-are-kyivsoperations-in-africa-paying-off.


Foto: Il potere russo in Africa tra Wagner, miniere e influenza