World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 31 marzo 2026.
Burkina Faso: il 12 marzo l’alto funzionario dell’Ufficio Affari africani, Nick Checker, è stato ricevuto a Ouagadougou dal Ministro degli Affari Esteri Karamoko Jean-Marie Traoré con l’obiettivo di ripristinare le relazioni tra Stati Uniti e Burkina Faso, interrotte dopo l’ascesa al potere di Ibrahim Traoré. Al centro della visita il rilancio della collaborazione in materia di sicurezza, con l’intenzione statunitense di revocare la sospensione dell’invio di equipaggiamento militare e rilanciare gli scambi economici e commerciali. Il giorno successivo il funzionario si è recato a Niamey con gli stessi obiettivi. Questa visita segue quella avvenuta a Bamako ad inizio febbraio.
Ghana: il 24 marzo l’Unione europea nella persona di Kaja Kallas ha firmato con il Paese africano il primo partenariato in materia di sicurezza e difesa, che rientra nella cornice più ampia di un programma di supporto lanciato nel 2023. La cooperazione controfirmata dalla vicepresidente ghanese Jane Naana mira a rafforzare la collaborazione in materia di contrasto al terrorismo, condivisione delle informazioni e la gestione della crisi che dal Sahel si sta spostando verso i paesi del Golfo di Guinea. Jeune Afrique riporta che alla firma sono stati consegnati materiali militari come droni di sorveglianza, strumenti di contrasto anti-drone e motociclette.
Madagascar: il presidente ad interim del Paese, il colonnello Randrianirina, ha sciolto il governo e incaricato il suo nuovo Primo ministro Mamitiana Rajaonarison di creare una nuova squadra. Al momento la metà dei componenti del precedente esecutivo è stata riconfermata, lasciando fuori gli artefici delle proteste contro l’ex presidente Rajoelina, ovvero i giovani. Rimane in piedi il programma che entro la fine del 2027 dovrebbe portare alla redazione di una nuova Costituzione e le elezioni presidenziali.
Mauritania-Mali: Tensioni tra i due Paesi, con reciproche accuse di destabilizzazione, scaturite dai recenti incidenti avvenuti alla frontiera. Due allevatori mauritani sono stati uccisi — si sospetta dalle forze armate maliane — mentre due militari del Mali sono stati esfiltrati da un campo profughi in Mauritania, dove erano trattenuti da gruppi terroristici. Quest’ultimo episodio, insieme alle accuse di Bamako di lassismo da parte di Nouakchott nei confronti dei gruppi armati radicali, ha spinto la Mauritania a convocare l’ambasciatore maliano.
Repubblica centrafricana: il Ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot si è recato in visita ufficiale a Bangui il 12 marzo scorso con l’obiettivo di consolidare le relazioni tra i due Paesi. Dopo sette anni, per la prima volta un capo della diplomazia francese si reca in visita nel Paese per valutare la ripresa dei rapporti bilaterali, come previsto dal cronoprogramma congiunto lanciato nel 2024 a seguito dell’incontro tra Emmanuel Macron e Faustin-Archange Touadéra.
Repubblica del Congo: le elezioni del 15 marzo hanno assegnato la vittoria al presidente uscente Denis Sassou Nguesso, consegnandoli il quinto mandato consecutivo dopo essere tornato al potere nel 1997. La Corte costituzionale ha convalidato il risultato il 28 marzo dichiarando che il 94,90% dei voti è andato Nguesso, riconfermando la sua egemonia sul Paese. Secondo il candidato dell’opposizione Destin Gavet lo scrutinio è stato caratterizzato da irregolarità e un altro candidato, Dave Mafoula, ha presentato ricorso alla Corte costituzionale che è stato rigettato.
Ruanda: il Paese ha minacciato il ritiro delle sue mille unità dalle operazioni di contrasto ai gruppi armati che combattono nelle regioni a nord del Mozambico. Le sovvenzioni dell’UE — 20 milioni di euro destinati a finanziare la missione — sono infatti in scadenza e Kigali le considera insufficienti rispetto ai costi sostenuti dal Paese dal 2021 per le operazioni nella regione mozambicana.
Senegal: Macky Sall, ex presidente del Senegal (2012-2024), si è proposto come successore di Antonio Guterres alle Nazioni unite, sollevando non poche polemiche da parte della classe politica del suo Paese d’origine, attualmente in crisi finanziaria a causa della malagestione del debito pubblico durante il suo mandato. La sua candidatura ha inoltre provocato una frattura all’interno dell’Unione africana: 20 Paesi membri su 55 hanno rigettato la proposta mentre il presidente di turno dell’organizzazione — il capo di Stato del Burundi, Évariste Ndayishimiye — è stato accusato di aver sostenuto l’endorsement senza consultare adeguatamente gli altri leader africani.
Sierra Leone-Guinea: perdurano i contrasti alle frontiere dei due Paesi. L’11 marzo dei tiri d’avvertimento si sono uditi e gli eserciti dei due Paesi si accusano a vicenda di incursioni illegali. Al centro del contrasto vi è un sito estrattivo situato nei pressi del fiume Makona, rivendicato da entrambe le parti e collocato in un’area ricca di risorse diamantifere e auree. ECOWAS ha dichiarato attraverso un comunicato che verrà stabilita una squadra di valutazione da inviare sul terreno e incita al dialogo e alla diplomazia.













