World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 31 maggio 2026.
Benin: il 24 maggio è stata svelata la squadra di governo del nuovo presidente del Paese, Romuald Wadagni, vincitore delle elezioni che si sono tenute il 12 aprile. Il successore di Patrice Talon ha voluto assicurare una certa continuità con il suo predecessore inserendo nell’esecutivo sette ex ministri appartenenti al governo uscente.
Camerun: nel corso del mese di maggio il governo ha promosso una riforma costituzionale che reintroduce la figura del vicepresidente della Repubblica. La decisione ha alimentato il dibattito sulla successione del presidente Paul Biya, al potere dal 1982, in vista delle prossime elezioni presidenziali.
Etiopia: il governo federale guidato dal primo ministro Abiy Ahmed ha intensificato nel mese di maggio i colloqui con le autorità regionali e con i partner internazionali per affrontare le persistenti tensioni nelle regioni di Amhara e Oromia, considerate tra le principali sfide politiche e di sicurezza del Paese nel 2026.
Gabon: il presidente di transizione Brice Clotaire Oligui Nguema ha proseguito nel mese di maggio il processo di riorganizzazione delle istituzioni statali dopo la vittoria alle elezioni che hanno segnato la fine del periodo di transizione seguito al colpo di Stato del 2023. Tra le priorità figurano la riforma dell’amministrazione pubblica e il rafforzamento delle istituzioni democratiche.
Ghana: il 29 maggio il Parlamento ha approvato il nuovo disegno di legge sui “Valori della Famiglia e dei Diritti Sessuali Umani”, che introduce sanzioni più severe contro la promozione e il sostegno alle attività LGBTQ+. Il provvedimento ha suscitato un ampio dibattito politico e critiche da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani. Il testo dovrà ora essere promulgato dal presidente John Dramani Mahama.
Kenya: il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha effettuato una serie di visite nel continente, recandosi in Egitto, Etiopia e Kenya. In quest’ultimo, nella capitale Nairobi, si è tenuto l’11 e il 12 maggio, il summit Africa Forward, co-organizzato tra il Paese ospitante e la Francia, al quale hanno partecipato numerosi leader dei Paesi africani, esponenti dell’Unione europea e dell’African Union, di istituzioni finanziarie internazionali, del settore privato e della società civile. Il vertice si è concentrato in particolare: energie rinnovabili, trasporti urbani, agricoltura, sanità, infrastrutture digitali, pace e sicurezza. Alla fine dei lavori è stata adottata la Dichiarazione di Nairobi che sarà inclusa nei lavori per il prossimo G7 che si terrà ad Evian.
Madagascar: l’Alta Corte costituzionale ha rigettato il 28 maggio la domanda di destituzione del presidente ad interim, il colonnello Michael Randrianina, presentata dal deputato della provincia di Antananarivo Antoine Rajerison. Quest’ultimo ha contestato al presidente gravi violazioni della Costituzione come l’arresto arbitrario di oppositori politici. Al potere dopo il colpo di stato dello scorso ottobre, Randrianina aveva ricevuto il suo mandato dalla stessa corte che ha rigettato l’istanza.
Nigeria: un’operazione congiunta tra il Paese africano e gli USA ha portato alla neutralizzazione di Abu Bilal al-Minuki, membro dello Stato islamico e considerato dagli USA come secondo membro più attivo a livello mondiale. Secondo dichiarazioni rilasciate ad Al Jazeera da Dennis Amachree, ex direttore del Dipartimento dei Servizi di Stato della Nigeria, la sua uccisione «creerà un enorme vuoto nella leadership e nel finanziamento dell’ISWAP, poiché molti alti funzionari sono stati eliminati insieme a lui». Permangono dei dubbi sull’impatto dell’operazione in quanto il gruppo armato affiliato a IS ha dato sempre segnali di resilienza alla perdita di elementi della propria leadership.
Senegal: il 22 maggio il presidente della Repubblica Bassirou Diomaye Faye ha licenziato il suo primo ministro Ousmane Sonko e il governo tramite decreto, ponendo fine a mesi di tensione. Alle presidenziali del 2024, a causa di una condanna giudiziaria che gli ha impedito di partecipare alla competizione elettorale, Sonko aveva designato Faye come suo sostituto alla corsa presidenziale. Il 25 maggio è stato nominato il nuovo Primo ministro nella persona di Ahmadou Al Aminou Mohamed Lô, ex funzionario della Banca Centrale degli Stati dell’Africa Occidentale (BCEAO) ed ex ministro alla guida del governo. Nel frattempo, il presidente dell’Assemblea nazionale si è dimesso cedendo il posto a Sonko, creando una situazione in cui il nuovo governo potrebbe essere messo in difficoltà da un’assemblea guidata dall’ex Primo ministro.
Sudafrica: i primi trecento ghanesi sono rimpatriati dal Sudafrica, Paese in cui un’ondata di proteste xenofobe contro stranieri regolari e non ha acceso violente proteste che accusano gli stranieri di contribuire al clima di violenza endemica e alla disoccupazione. Non è la prima volta che scoppiano queste proteste: nel 2019 circa 600 cittadini nigeriani erano stati rimpatriati volontariamente dal Paese sudafricano.
Tanzania: il governo della presidente Samia Suluhu Hassan ha raggiunto a maggio un accordo preliminare con il Fondo Monetario Internazionale per la conclusione del programma di assistenza finanziaria avviato negli anni precedenti. L’intesa rafforza la posizione dell’esecutivo in vista delle future riforme economiche e fiscali.
Uganda: il 12 maggio Yoweri Museveni ha prestato giuramento per il suo settimo mandato presidenziale consecutivo dopo le elezioni di gennaio 2026. La cerimonia di insediamento si è svolta a Kampala alla presenza di numerosi capi di Stato africani, mentre l’opposizione continua a contestare la regolarità del processo elettorale.













