Il popolo colombiano ha deciso: il presidente della Repubblica per il quadriennio 2026-2030 sarà Abelardo de la Espriella. Il candidato del movimento Defensores de la Patria vince con il 49,66% delle preferenze il secondo turno elettorale che lo vedeva in lotta serrata con il candidato del Pacto Histórico Iván Cepeda che si ferma al 48,70%.
A cura di Antonio Scamardella
I risultati della prima votazione del 31 maggio 2026
Contrariamente ai pronostici, i risultati del primo turno delle presidenziali colombiane decretarono come vincitore del primo turno il candidato di estrema destra Abelardo de la Espriella che con oltre dieci milioni di voti (43,74%)[1] segnalava una determinante svolta nell’elettorato colombiano che quattro anni prima eleggeva il suo primo presidente di sinistra, Gustavo Petro.
Nonostante il mancato raggiungimento del 50%+1 dei voti, a uscire vincitore delle urne fu senza alcun dubbio de la Espriella che era riuscito a polarizzare verso di sé il voto degli elettori di destra. Difatti, la grande sconfitta della tornata elettorale fu Valencia Paloma del Centro Democrático e quindi dell’ala meno radicale. Le proiezioni dei vari istituti di sondaggi vennero completamente disattese con il crollo delle sue percentuali al 6,92%, ottenendo quindi meno di due milioni di preferenze.
Ampiamente sconfitto, ma ancora in gioco con l’accesso al secondo turno, fu il delfino dell’attuale presidente, Iván Cepeda Castro che raccolse numeri decisamente ridimensionati rispetto alle inchieste effettuate durante le settimane che precedevano le elezioni, totalizzando il 40,90%.
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I primi effetti della vittoria al primo turno
L’inaspettata ascesa di Abelardo de la Espriella, dichiarata dai risultati del conteo rápido integral, innescava numerose manifestazioni di sostegno nell’intero continente americano sempre più tendente a destra, considerando le ultime tornate elettorali in America Latina.
Il primo a esprimere il proprio sostegno alla causa di Abelardo fu Daniel Noboa, giovane presidente eletto del vicino Ecuador che in forza delle proprie affinità elettive con il candidato della destra colombiana aveva già dichiarato la revoca dei dazi sui prodotti importati dalla Colombia che erano stati varati in risposta alle tensioni con il presidente Petro[2].
Ulteriore sostegno giungeva dai rappresentanti della destra quali: il presidente argentino Javier Milei che in linea con la sua eccentricità annunciava la sconfitta dei rivali della sinistra in segunda vuelta; il neoeletto presidente del Cile José Antonio Kast e la candidata presidente del Perù Keiko Fujimori, impegnata anch’essa nelle elezioni presidenziali.
A scuotere gli animi del panorama politico colombiano in vista del secondo turno vi fu l’endorsement ad Abelardo de la Espriella del presidente statunitense Donald Trump che dal suo account Truth rivolgeva i propri complimenti all’aspirante presidente le cui idee risultavano affini a quelle del mandatario nordamericano.

Il dichiarato sostegno di Trump suscitò la reazione piccata del presidente Petro che tramite i propri account social denunciava ipotesi di influenze straniere e su tutte quella degli Stati Uniti durante il secondo turno.
Come si è arrivati al ballottaggio del 21 giugno 2026
Poche ore dopo lo spoglio elettorale, l’ex candidata Paloma Valencia annunciava il proprio supporto ad Abelardo de la Espriella che vedeva quindi ingrossare le proprie fila, potendo contare su un ulteriore bacino di voti dall’elettorato di destra.
A non sbilanciarsi in tal senso, fu l’ex candidato Sergio Fajardo che con poco più di un milione di voti espressi in suo favore deteneva il 4,26%. Il rappresentante del centro progressista nutriva riserve su ambedue i candidati giunti alla segunda vuelta, ma esortava i propri elettori a esercitare il proprio diritto di voto senza annunciare il sostegno esplicito a uno dei candidati.
Virata a sinistra fu invece effettuata da Claudia López che nonostante gli attriti con il Pacto Histórico, supportava pubblicamente la candidatura a presidente di Iván Cepeda e chiedendo ai suoi elettori rappresentanti lo 0,95% delle preferenze ottenute al primo turno (poco più di duecentomila unità) di sostenere il candidato della sinistra.
Le elezioni presidenziali del 21 giugno 2026
Nonostante alcune vicissitudini e accuse mosse da ambedue i candidati, il cammino verso l’appuntamento del 21 giugno è giunto con relativa tranquillità.
L’affluenza record da oltre 26 milioni di votanti sottolineava il forte interesse del popolo colombiano per le sorti del paese per i futuri quattro anni. La giornata elettorale cominciata alle prime ore del mattino si chiudeva in tranquillità, senza turbamenti come segnalato dalla Registraduría Nacional del Estado Civil.
Il conteggio rapido effettuato dai giurati, svolto sotto la supervisione delle missioni straniere volte a scongiurare la possibilità di brogli, decretava un testa a testa serrato tra i due candidati. Con il 99,997% delle mesas di votazione conteggiate il vincitore delle elezioni presidenziali in Colombia del 2026 era Abelardo de la Espriella che staccava il proprio opponente per poco più di 250mila preferenze.
Con Cepeda fermo a 12.708.712 voti pari al 48,70%, Abelardo de la Espriella conquistava Casa de Nariño con 12.959.542 voti che rappresentavano il 49,66% dei voti espressi, mentre il voto in bianco o nullo risultava decisivo attestandosi all’1,74%, ossia oltre 450mila voti[3].
La vittoria abelardista veniva decretata dalla conquista del Dipartimento di Antioquia valevole per oltre 1/3 del totale dei voti e dalla conquista delle città di Medellin (64.45%), Cúcuta (79,05%), Bucaramanga (64.93%) e Pereira (54.26%). Mentre, Cepeda non riusciva il sorpasso nonostante il dominio nella capitale Bogotá (52.47%); nella Región Caribe con la presa di Barranquilla (54.18%) e Cartagena (65.24%) e nel Valle del Cauca con il successo in Cali (59.64%)[4].
Lo scrutinio e l’ufficialità
Ai festeggiamenti della formula presidenziale composta da Abelardo de la Espriella e José Manuel Restrepo presso la città di Barranquilla, fecero da contraltare le proteste degli elettori del Pacto Histórico e la richiesta di scrutinio ufficiale da parte del presidente uscente e del candidato Cepeda.
In data 23 giugno 2026, con lo scrutinio ufficiale effettuato con l’impiego di oltre novemila professionisti del settore giuridico, Abelardo de la Espriella si confermava vincitore delle elezioni presidenziali della Repubblica di Colombia per il periodo 2026-2030.
A sottolineare la bonarietà dello scrutinio intervenivano la Registraduría e la Missione di Osservazione Elettorale dell’Unione Europea, nella figura di Esteban González Pons che sottolineavano la perfetta corrispondenza tra i risultati del conteggio rapido e lo scrutinio ufficiale (99.997%), affermando l’assenza di brogli elettorali e l’efficienza del sistema elettorale colombiano[5].
Note
[1] Risultati ufficiali Registraduría Nacional del Estado Civil, elezioni del 31 maggio 2026, votos por partidos, consultabili al link: https://resultados.registraduria.gov.co/resultados/0/00/.
[2]“Noboa dice que quitará los aranceles a los productos colombianos, pero Colombia le responde que la declaración es “engañosa””, in CNN Español, 2026, consultabile al link: https://cnnespanol.cnn.com/2026/05/30/latinoamerica/noboa-aranceles-colombia-declaracion-enganosa-efe.
[3] Risultati ufficiali Registraduría Nacional del Estado Civil, Elezioni del 21 giugno 2026, Votos a partidos, consultabili al link: https://resultados.registraduria.gov.co/v2/resultados/0/00/.
[4] Dati ufficiali Registraduría Nacional del Estado Civil, Elezioni del 21 giugno 2026, Votos por territorios, consultabile al link: https://resultados.registraduria.gov.co/v2/territorios/0/00/.
[5] “Una segunda vuelta transparente y bien organizada, respaldada por instituciones democráticas sólidas, culmina un proceso muy polarizado”, in EEAS- MOE Colombia 2026, consultabile al link: https://www.eeas.europa.eu/moe-colombia-2026/una-segunda-vuelta-transparente-y-bien-organizada-respaldada-por-instituciones-democr%C3%A1ticas-s%C3%B3lidas_es?s=410529.
Foto copertina: Abelardo de la Espriella













