World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 30 giugno 2025.
Angola: dal 22 al 25 giugno si è tenuto a Luanda il 17° Corporate Council of Africa, summit commerciale USA-Africa che ha riunito i leader del settore privato e pubblico. L’obiettivo di quest’anno è il rilancio delle relazioni tra gli Stati uniti e l’Africa a fronte delle tariffe dogali imposte dall’amministrazione Trump, soprattutto in ambito energetico.
Benin: a Cotonou si è tenuto il 24 e il 25 giugno il 5° Cyber Africa Forum con l’intento di favorire le sinergie del continente nella trasformazione digitale. Il tema centrale di quest’anno “Resilienza degli ecosistemi digitali: la necessità di un cambio di paradigma” vuole ripensare gli approcci per la costruzione di infrastrutture robuste, inclusive e sovrane, capaci di rispondere alle sfide attuali e future.
Ciad: Almeno 17 persone, tra cui 11 bambini e sei donne, sono state uccise in Ciad in un attacco “condotto da allevatori armati di machete” a Oregomel, nel sud-ovest del Paese: lo ha riferito il delegato generale del governatore della regione, Abdelmanane Katab, comunicando un bilancio provvisorio delle vittime. “I Fulani, in complicità con altre persone, hanno attaccato il piccolo villaggio.
Costa d’Avorio: prima visita ufficiale per il presidente della transizione guineano Mamadi Doumbouya che ad Abidjan ha incontrato il presidente Alassane Ouattara. Al tavolo il futuro elettorale di entrambi i Paesi e la minaccia dei gruppi armati radicali.
Kenya: il 25 giugno i kenioti sono scesi in piazza per ricordare le manifestazioni tenutesi l’anno scorso contro l’aumento delle tasse dove hanno trovato la morte una sessantina di manifestanti. Le manifestazioni commemorative sono state represse dalle forze di sicurezza e hanno visto una decina di vittime tra manifestanti e forze dell’ordine. Il governo keniota ha accusato i manifestanti di aver tentato un colpo di stato.
Mali: Wagner ha ufficializzato il suo ritiro dal paese africano, dopo quattro anni di combattimenti contro i gruppi armati locali. Il contratto tra il governo maliano e il gruppo è scaduto a fine febbraio Al suo posto subentra l’Afrika Corps, già da qualche mese presente sul territorio.
Nigeria: Un influente capo tradizionale del Delta del Niger, in Nigeria, zona ricca di petrolio, ha chiesto alla Shell di pagare 12 miliardi di dollari per far fronte all’inquinamento ambientale provocato al territorio, prima che lasci la regione.
Bubaraye Dakolo, del Regno di Ekpetiama, è comparso davanti a un’alta corte federale nella città meridionale di Yenagoa, chiedendo risarcimenti per la bonifica dopo decenni di danni ambientali causati dalla Shell, secondo una dichiarazione di una coalizione di gruppi della società civile.
RD Congo-Ruanda: il 27 giugno i ministri degli affari esteri dei due paesi hanno firmato un accordo di pace a Washington. Il testo prevede il ritiro delle truppe ruandesi dai territori congolesi, l’eradicazione dell’FDLR e il rafforzamento della cooperazione economica.
Roma: il 20 giugno si è svolto a Villa Doria Pamphilj il vertice “The Mattei Plan for Africa and the Global Gateway: a common effort with the African continent”. Copresieduto dalla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il fulcro dell’evento è stato l’accoppiamento tra Global Gateway e Piano Mattei nell’ottica della cooperazione condivisa.
Sudafrica: Il valore reale dei salari medi dei sudafricani nel mese di maggio registra una perdita dell’1,1% rispetto al mese precedente, secondo i dati di BankservAfrica, un istituto di credito con sede a Johannesburg ripresi da Bloomberg.
Il calo ha segnato la terza diminuzione mensile consecutiva dei salari, mostrando la realtà di un’economia fiacca, penalizzata ulteriormente dalla crescente volatilità globale, si legge nel comunicato emesso da BankServAfrica.
Tunisia: L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha facilitato il ritorno volontario di 196 migranti dalla Tunisia nei loro Paesi di origine, sottolineando l’impegno costante per un rimpatrio sicuro e dignitoso. Lo rende noto sui propri canali social l’agenzia dell’Onu in Tunisia, precisando che 149 beneficiari sono tornati in Guinea Conakry e 47 persone in Costa d’Avorio.













