World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 31 luglio 2025.
Camerun: ufficiale la ricandidatura di Paul Biya alla ricerca dell’ottavo mandato presidenziale. Il 13 luglio il presidente, 92 anni e in carica dal 1982, ha ufficializzato la sua candidatura alle prossime elezioni che si terranno a ottobre. Alla competizione elettorale si sono iscritti un’ottantina di candidati che dovranno passare per il filtro del Consiglio elettorale, il quale validerà ben poche candidature.
Etiopia: dal 27 al 28 luglio si è tenuto ad Addis Abeba il secondo vertice delle Nazioni Unie sui sistemi alimentari (UNFSS+4) co-presieduto da Etiopia e Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito nel suo intervento l’impegno italiano nel promuovere la sicurezza alimentare globale, evidenziando il ruolo centrale del continente africano e l’impatto delle crisi internazionali. Ha inoltre insistito sui progetti implementati nel quadro del Piano Mattei che puntano sull’agricoltura sostenibile, la formazione tecnica e la valorizzazione dei prodotti locali con l’obiettivo di favorire la sovranità alimentare. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali ha espresso la richiesta di maggiori investimenti sul continente per una concreta trasformazione del settore agricolo africano. Inoltre ha sottolineato come l’Etiopia stia portando avanti un’agenda per la trasformazione del sistema alimentare allineata alle riforme macroeconomiche interne che comprende interventi in materia di uso della terra, sviluppo agricolo e finanza rurale.
Kenya: il Saba Saba Day, festeggiato ogni 7 luglio, si è trasformato in un altro bagno di sangue. Giornata istituita per ricordare le proteste che nel 1990 chiedevano elezioni e democrazia all’allora presidente in carica Daniel Arap Moi, quest’anno hanno visto le forze di sicurezza reprimere brutalmente i manifestanti. L’episodio si iscrive in un periodo di contrasti tra le istituzioni kenyote e la popolazione. Il 25 giugno scorso le forze di sicurezza si sono scontrate contro i manifestanti che ricordavano i giovani scesi in piazza l’anno scorso per protestare contro le decisioni in materia di bilancio del governo.
Mali: Il 1° luglio si è verificato un attacco alla città di Kayes da parte di JNIM, un gruppo armato legato ad Al Qaeda, che si sta avvicinando sempre di più a Senegal e Mauritania. Per oltre dieci anni, dall’inizio delle attività di questo gruppo, l’ovest del Mali era considerato una zona relativamente sicura. Tuttavia, negli ultimi tempi si sono intensificati gli attacchi e i rapimenti nella regione, in particolare lungo il confine con Senegal e Mauritania, un’area strategica per il commercio maliano e dove la presenza dello Stato è più evidente. In risposta a questa escalation, è stato istituito un coprifuoco per garantire la sicurezza della popolazione.
Mali: il 14 luglio, per la prima volta, il FLA (Fronte di Liberazione dell’Azawad) e lo JNIM si sono coordinati per attaccare un convoglio militare tra la città di Kidal e Anefis, nel nord del Mali. Fonti locali hanno riferito della presenza dello JNIM, ma nessuno dei due gruppi armati ha confermato ufficialmente l’attacco congiunto, definendolo invece come un’azione coordinata. Un rappresentante delle FLA ha commentato a RFI che i due gruppi non hanno agito in modo sincronizzato, ma in momenti successivi. Ufficialmente, al momento, i due gruppi sono legati da un patto di non aggressione e conducono la loro guerra contro le forze armate maliane e gli Africa Korps in modo indipendente. Tuttavia, la stessa fonte delle FLA ha ammesso che sono in corso negoziati tra le due forze non statali.
Nigeria è morto al Londra lo scorso 13 luglio all’età di 82 anni l’ex presidente Muhammadu Buhari. La sua prima elezione nel 2015 era stata il simbolo del cambiamento politico in Nigeria, in quanto primo candidato all’opposizione a vincere un’elezione sulla candidatura di un presidente uscente. La sua lotta contro la corruzione nel Paese e per il miglioramento delle condizioni di vita dei nigeriani non sortirà grossi effetti, ma verrà comunque rieletto nel 2019.
RD Congo: il 25 luglio davanti alla Alta Corte Militare si è aperto il processo contro l’ex presidente Joseph Kabila. A lui imputata una lunga lista di accuse tra cui tradimento, apologia del terrorismo, cospirazione, partecipazione a movimenti insurrezionali, crimini contro l’umanità. Il 29 maggio era apparso ai giornalisti nella città di Goma in compagnia di Lawrence Kanyuka, portavoce dell’M23.
RD Congo-M23: il 19 luglio a Doha, dopo tre mesi di trattative, è stato firmato un accordo di pace tra il governo congolese e l’M23 per un cessate il fuoco permanente. Nell’accordo si legge che le parti si impegneranno ad attuare le disposizioni entro il 29 luglio e di avviare negoziati formali entro l’8 agosto per raggiungere un accordo di pace globale da firmare entro il 18 agosto. L’accordo segue la firma del 27 giugno scorso tra i ministri degli affari esteri congolese e ruandese a Washington. Intanto, il 25 luglio, ci sono stati scontri armati nel Kivu, nella città di Luke tra gruppi armati non statali pro Kinshasa e M23.
RD Congo: nella notte del 27 luglio si è registrato un attacco alla parrocchia di Bienheureuse Anuarite de Komanda nella provincia dell’Ituri. Secondo un rapporto delle Nazioni unite in totale le ADF, gruppo armato non statale legato allo Stato Islamico, hanno ucciso 43 persone, 38 durante questo attacco e i restanti in un attacco commesso in precedenza a Machongani.
Senegal: dopo sessantacinque anni finisce la presenza militare francese in Senegal e in generale in tutta l’Africa occidentale e centrale. Il ritiro, concordato tra il 2011 e il 2012 da una modifica del partenariato militare tra i due Paesi, è avvenuto con la restituzione ufficiale delle due ultime basi militari durante la cerimonia al Camp Geille, nel centro di Dakar.
Senegal: il primo ministro Ousmane Sonko ha attaccato pubblicamente il suo alleato, il presidente della Repubblica Bassirou Diomaye Faye. I due sono stati i fondatori del partito Pastef e Sonko a causa di una condanna ricevuta ancora in periodo elettorale non aveva potuto candidarsi alle presidenziali, cedendo il posto all’attuale presidente. Sonko ha riferito presunte spaccature all’interno del partito orchestrate da personalità vicino al presidente Faye nel tentativo di spingerlo alle dimissioni. La trappola politica sembra dietro l’angolo in quanto Sonko, se fosse licenziato, sarebbe il leader della coalizione di maggioranza all’interno del parlamento senegalese e potrebbe dare non pochi problemi al capo dello Stato.













