Israele ha lanciato l’Operazione Leone Nascente, un attacco contro l’Iran, colpendo oltre 100 obiettivi strategici tra cui impianti nucleari, fabbriche di missili balistici e centri di comando militare. L’attacco, condotto con 200 caccia israeliani, ha riguardato almeno 60 località in otto province, tra cui Teheran, Isfahan, Azerbaigian iraniano, Kermanshah e Khuzestan.
Alle 2 del mattino, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha annunciato ufficialmente l’avvio dell’Operazione Rising Lion, segnando l’inizio di un attacco militare diretto contro obiettivi in Iran. Contestualmente, è stato proclamato uno stato di emergenza speciale su tutto il territorio israeliano, in previsione di una possibile e imminente rappresaglia con missili e droni da parte di Teheran.
Il governo ha attivato i sistemi di allarme su scala nazionale, inviando notifiche di emergenza sui telefoni cellulari per allertare la popolazione. Secondo fonti militari, tra i bersagli colpiti nel primo raid figurano anche infrastrutture legate al programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti, nel frattempo, hanno dichiarato che non prenderanno parte all’operazione.
“Non è un’operazione: è una guerra”
Una fonte della sicurezza israeliana, citata dall’emittente Channel 12, ha definito l’iniziativa «una guerra aperta contro l’Iran, non un semplice attacco», aggiungendo che potrebbe protrarsi per settimane. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, in un messaggio televisivo alla nazione, ha confermato che l’operazione continuerà “per tutto il tempo necessario a neutralizzare la minaccia iraniana”. Ha sottolineato che “l’Iran conserva ancora capacità significative per colpire Israele”.
Nel suo intervento, Netanyahu ha dichiarato:
“Israele ha avviato l’Operazione Rising Lion, un’azione militare mirata per affrontare una minaccia esistenziale. Per anni i leader di Teheran hanno invocato apertamente la distruzione dello Stato ebraico. Non possiamo più permettere che ciò resti solo una minaccia: l’Iran è sul punto di costruire un’arma nucleare, e fermarlo ora è una necessità vitale.” Il premier ha descritto il programma nucleare iraniano come “un pericolo immediato e reale per la sopravvivenza di Israele”, giustificando così l’azione militare intrapresa.
Obiettivi e vittime eccellenti
L’obiettivo dichiarato dell’operazione è stato quello di fermare il programma nucleare iraniano e indebolire la catena di comando militare. Secondo fonti israeliane, tra le vittime ci sono:
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Mohammad Bagheri, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane;
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Hossein Salami, comandante delle Guardie Rivoluzionarie;
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Gholam Ali Rashid, responsabile del comando strategico Khatam-al Anbiya;
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Mohammad Ali Jafari, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie;
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I fisici nucleari Fereydoon Abbasi e Mohammad Mehdi Tehranchi;
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Ali Shamkhani, consigliere della Guida Suprema³.
Colpiti anche edifici residenziali a Teheran, dove secondo media statali sono stati trovati corpi di donne e bambini tra le vittime⁴.
La risposta dell’Iran
In rappresaglia, l’Iran ha lanciato oltre 100 droni verso Israele. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno iniziato ad abbatterli anche fuori dal proprio spazio aereo. Israele ha intanto dichiarato lo stato d’emergenza, temendo ulteriori attacchi missilistici.
Le forze armate iraniane hanno però avvertito che non hanno «limiti» nella loro risposta a Israele dopo gli attacchi dell’Idf su diverse città, tra cui la capitale Teheran. «Ora che il regime terroristico che occupa Al-Quds ha oltrepassato ogni linea rossa…(non ci sono) limiti nella risposta a questo crimine», ha dichiarato lo Stato maggiore delle forze armate della Repubblica islamica in una nota.
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Il messaggio di Khamenei
Il leader supremo iraniano, ayatollah Ali Khamenei, ha reagito poche ore dopo l’attacco in un discorso trasmesso dall’IRNA: “Il regime sionista ha compiuto con la sua mano malvagia e sanguinaria un crimine nel nostro caro Paese. Colpendo zone residenziali, ha rivelato la sua vera natura malvagia. Dovrà attendersi una risposta dura.”
Ha poi aggiunto che il sangue dei comandanti e scienziati assassinati non sarà versato invano: “I loro successori riprenderanno immediatamente il lavoro. La mano potente delle nostre Forze Armate non lascerà andare Israele.”⁶
Escalation senza precedenti
Secondo le IDF, gli attacchi avevano come scopo la prevenzione della costruzione di un’arma atomica da parte dell’Iran. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha dichiarato di non aver rilevato aumenti di radiazioni nel sito di Natanz, tra i principali impianti nucleari iraniani.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di un momento “decisivo per la sopravvivenza di Israele” e ha affermato che l’operazione proseguirà “per tutti i giorni necessari a rimuovere la minaccia iraniana”.
Le reazioni
L’attacco di Israele contro l’Iran ha suscitato forti reazioni in Medio Oriente e nel contesto internazionale.
Gran Bretagna: secondo fonti della difesa britannica, Londra non è coinvolta negli attacchi e non intende proteggere Israele in caso di ritorsione iraniana, al contrario di quanto avvenuto nell’ottobre 2024, quando contribuì alla difesa aerea senza compiere attacchi diretti.
Turchia: Ankara ha definito l’azione israeliana un “attacco barbaro e selvaggio”, privo di legittimità e pericoloso per l’intera regione. Il portavoce della presidenza, Omer Celik, ha condannato fermamente l’aggressione, accusando Israele di “gettare fuoco” sul Medio Oriente.
Giordania: il governo ha dichiarato che non tollererà alcuna violazione del proprio spazio aereo né accetterà di essere coinvolto nel conflitto. Ha ribadito che la sicurezza nazionale è una linea rossa, facendo eco a precedenti dichiarazioni durante la crisi dell’aprile 2024³.
Arabia Saudita: Riad ha condannato l’attacco come una “palese aggressione” che viola la sovranità iraniana e il diritto internazionale, esprimendo solidarietà a Teheran.
Foto copertina: immagini dopo l’attacco di Israele all’Iran













