Dialoghi tra Mosca e Damasco

Il presidente siriano Ahmed al-Shara e il presidente russo Vladimir V. Putin sono stati a Mosca martedì. Bashar al-Assad, l'ex dittatore siriano rovesciato da al-Shara, si è rifugiato in Russia.
Il presidente siriano Ahmed al-Shara e il presidente russo Vladimir V. Putin sono stati a Mosca martedì. Bashar al-Assad, l'ex dittatore siriano rovesciato da al-Shara, si è rifugiato in Russia.

Nonostante il regime change in Siria abbia determinato l’allontanamento di Bashar al-Assad, storico alleato di Mosca, la Federazione Russa non ha rinunciato a mantenere aperti i canali di dialogo con la “nuova” Siria guidata da al-Shara’.


Alleanze e necessità strategiche

La caduta del governo di Bashar al-Assad, avvenuta tra il 7 e l’8 dicembre 2024, si è conclusa con la fuga dell’ex presidente verso Mosca, dove risiede tuttora. Gli eventi hanno generato un’immediata e complessa reazione della comunità internazionale, che ha rapidamente iniziato a interrogarsi sulle implicazioni del nuovo assetto politico siriano, in particolare per la strategia russa in Medio Oriente e nel Mediterraneo[1].
Tra le molte reazioni e  analisi della situazione non si mancò di sottolineare quanto la nuova situazione politica siriana potesse tradursi in un grave danno alla strategia russa in Medio Oriente e nel Mediterraneo e, in effetti, sul breve periodo fu così. In base ad accordi siglati e successivamente rinnovati con il governo di al-Assad, la Federazione Russa aveva ottenuto la concessione della base aerea di Khmeimim e della base navale di Tartus, due infrastrutture chiave per la proiezione militare di Mosca nel Mediterraneo[2]. Il Mediterraneo fu già durante il periodo sovietico un teatro dove la presenza militare del Cremlino contribuiva in chiave di deterrenza nucleare[3] e ad oggi risulta parte del fianco sud di Mosca per la deterrenza sia nucleare che convenzionale[4]. Le truppe russe, oltre ad essere intervenute nella guerra civile siriana a partire dal 2015[5], avevano sfruttato ampiamente le due basi come parte della propria strategia a cluster difensivi A2/AD (anti-access/area-denial)[6]. In particolare, la base navale di Tartus – che ospitava già vascelli sovietici prima del ’91[7] – era diventata il centro logistico e quartier generale della squadra navale mediterranea del Cremlino. Rifondata con un annuncio nel 2013[8] e sebbene ridotta nei numeri, riusciva a garantire una presenza stabile nel Mediterraneo. Con la caduta del regime di Al Assad la certezza circa il futuro delle due basi è venuta a mancare a Mosca e sebbene non vi sia stato un completo abbandono[9], molti asset sembrano essere stati spostati (come i sistemi di difesa aerea S-400)[10]. Una simile situazione ha creato un contesto di incertezza, obbligando anche i vascelli ad allontanarsi dalla loro base stabile di appoggio[11] e spingendo il Cremlino a valutare nuove opzioni come la Libia di Haftar[12]. La Siria guidata da al-Shara’ appare tuttora caratterizzata da una marcata instabilità politica e territoriale, con scontri che continuano sia sul fronte interno sia lungo i confini. Ciò non ha tuttavia impedito al nuovo presidente di avviare una politica estera pragmatica, volta a costruire relazioni con diversi attori internazionali, inclusi Stati Uniti e Federazione Russa.. Nonostante le tensioni circa i nodi legati alla presenza militare russa in Siria nessuno dei due attori ha chiuso al dialogo, anzi. La necessità strategica del Cremlino verso gli asset in Siria incontra la volontà di stringere alleanze e partenariati tattici della Siria di al-Shara’, ancora fragile e instabile.

Dialoghi tra Mosca e Damasco

Il Presidente al-Shara’ ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin a Mosca già due volte dal suo insediamento (la prima volta fu il 15 ottobre 2025[13]) e incontri sono avvenuti anche tra i ministri degli esteri di entrambi i paesi[14] insieme ad una delegazione russa che si è recata in Siria nel gennaio 2025.
“The delegation met al-Sharaa to discuss Russia’s access to its Hmeimim airbase and Tartus naval facility and the nature of the future bilateral relationship.  Al-Sharaa and President Putin reportedly discussed similar topics by phone on February 12.  Al-Shaibani met Russia’s Permanent Representative to the United Nations April 29 in New York.”[15]

Il dialogo tra i due attori (costante nel tempo nonostante tutto[16]) non ha mai mancato di toccare il tema della sicurezza e nello specifico del futuro delle due basi fornite precedentemente in concessione al Cremlino[17]. Altro tema più volte discusso è stato quello di Bashar Al Assad. Quest’ultimo si trova oramai stabilmente sotto la protezione del Cremlino insieme alla sua famiglia ma sebbene sembrerebbe che in diverse occasioni la possibilità di un rimpatrio in Siria sia stata paventata da al-Shara’[18] il Cremlino continua a fare “orecchie da mercante” sul tema[19]. Nonostante al-Shara’ e le forze di Mosca siano state per anni avversari sui campi di battaglia siriani, non è una sorpresa il tentativo da parte di entrambi gli attori di mantenere toni amichevoli e di collaborazione. Stando a fonti russe, durante gli incontri bilaterali sono stati più volte sottolineati i rapporti storici tra la Russia e la Siria[20] e durante l’ultimo incontro al-Shara’ ha anche ringraziato il Presidente Putin per gli sforzi profusi nel tentativo di restituire stabilità al Paese e all’intera regione: “However, one of the greatest challenges is the unification of Syrian territory. We have been working consistently on this issue since last year. Russia, of course, plays a major role in Syria, contributing to the stabilisation not only in our country but in the entire region. Our region is in great need of stability. For this reason, I would like to express my sincere gratitude to you, Mr President, for your efforts in this regard.”

Sebbene il clima attuale appaia relativamente disteso, il quadro rimane tutt’altro che definito. Gli interessi strategici in gioco continuano a spingere entrambi gli attori a mantenere aperto il dialogo, in un contesto regionale segnato da forti incertezze e da dinamiche esterne che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Turchia. La Federazione Russa, come visto, ha investito nella sua presenza militare sul territorio siriano e per estensione nel Mediterraneo. Inoltre, detiene ancora l’oramai deposto Al Assad, ex alleato ma anche importante pedina da poter giocare in questo complesso scacchiere e della quale il Cremlino ben conosce il valore. al-Shara’ dal canto suo sembra essere alla ricerca di partner che possano effettivamente aiutare il suo Governo a ripristinare la stabilità del Paese e la sua integrità territoriale. Un ultimo punto che andrebbe sottolineato sono le dinamiche esterne anche ai due attori direttamente coinvolti, come quelle provenienti da Stati Uniti e Israele. Israele potrebbe trarre giovamento – stando ad indiscrezioni non confermate – da una Siria debole, che permetta ai russi di mantenere le proprie basi e che così facendo impedisca un controllo più saldo e diffuso da parte della Turchia sul territorio[21].


Note

[1] A. Brezar & Euronews Parsi, One year after Syria ouster, al-Assad lives under strict Russian supervision in Moscow exile, Euronews., 08/12/2025. In: https://www.euronews.com/2025/12/08/one-year-after-syria-ouster-al-assad-lives-under-strict-russian-supervision-in-moscow-exil
[2] President of Russia, Law ratifying Agreement between Russia and Syria on deployment of Russian Armed Forces air group, October 14, 2016. In: http://en.kremlin.ru/catalog/countries/SY/events/53089
[3] Directorate of Intelligence, Intelligence Report, The Soviet Mediterranean Squadron, 1968, Approved for Release: 2017/06/14, C02775031. In: https://www.cia.gov/readingroom/docs/DOC_0002775031.pdf
[4] D. Gorenburg, Russia’s Naval Strategy in the Mediterranean, George C. Marshall European Center for Security Studies, July 2019, Number 035. In: https://www.marshallcenter.org/en/publications/security-insights/russias-naval-strategy-mediterranean-0
[5] President of Russia, Meeting on Russia’s Armed Forces actions in Syria, November 17, 2015. In:  http://en.kremlin.ru/events/president/news/50714
[6] Russian Anti-Access and Area Denial (A2AD) Range, ISW, August 30, 2016
[7] “The Soviet navy has been using the Syrian ports at Tartus and Latakia since the 1973 war for the replenishment of some of its naval ships in the eastern Mediterranean.” C.I.A, Memorandum, Relations Between Syria and the USSR, June 1, 1976. In: https://www.cia.gov/readingroom/docs/CIA-RDP85T00353R000100290001-4.pdf
[8] РИА Новости, Шойгу: создание постоянной группировки ВМФ в Средиземном море возможно [RIA Novosti, Shoigu: possibile la creazione di un gruppo navale permanente nel Mediterraneo], 11.03.2013. In: https://ria.ru/20130311/926660214.html
[9] Commander Edward Black and Dr Sidharth Kaushal, Russia’s Options for Naval Basing in the Mediterranean After Syria’s Tartus, RUSI, 14 January 2025. In: https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/russias-options-naval-basing-mediterranean-after-syrias-tartus
[10] C. Harward, N. Wolkov, D. Gasparyan, G. Mappes, G. Barros, Russian Offensive Campaign Assessment, ISW, December 8, 2024. In: https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-december-8-2024/
[11] L. Alajlouni, J. Dempsey, A. Vidal Ribe, Tartus port and Syria’s new geo-economic strategy, IISS, 3rd July 2025. In: https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2025/07/tartus-port-and-syrias-new-geo-economic-strategy/
[12] C. Stephen, Putin’s Empire-Building Base Hunt Reaches Libya, CEPA, January 9, 2025. In: https://cepa.org/article/putins-empire-building-base-hunt-reaches-libya/
[13] President of Russia, Russia-Syria talks, 15 october 2025. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/78213/photos
[14] K. Doyle and News Agencies, Syria-Russia ties entering ‘new stage’ as foreign ministers meet in Moscow, Al Jazeera, 24 December 2025. In: https://www.aljazeera.com/news/2025/12/24/syria-ministers-discuss-military-cooperation-with-putin-in-russia-report
[15] Updated Report to Congress Detailing the Support of the Government of Russia  for the Government of Syria and the Government of  Iran, U.S. Department of State. In: https://www.state.gov/wp-content/uploads/2025/12/Tab-1-Congressional-Report-006724-2025-Update-on-RUS-Support-for-Syria-and-Iran-HRC1251263.pdf
[16] “[President of the Syrian Arab Republic Ahmed al-Sharaa] I am truly pleased to be here; this is my second visit. To date, there have already been 13 delegation exchanges between our countries. I believe a year has passed since the first such visit.” President of Russia, Russian-Syrian talks, 28 January 2026. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/79055
[17] K. Doyle and News Agencies, Syria-Russia ties entering ‘new stage’ as foreign ministers meet in Moscow, Al Jazeera, 24 December 2025. In: https://www.aljazeera.com/news/2025/12/24/syria-ministers-discuss-military-cooperation-with-putin-in-russia-report
[18] Faisal Ali and News Agencies, Al-Sharaa meets Putin as Russia seeks to secure military bases in Syria, Al Jazeera, 28 Jan 2026. In: https://www.aljazeera.com/news/2026/1/28/syrias-al-sharaa-discusses-fate-of-russian-military-bases-with-putin
[19] K. Jochecova’, Kremlin refuses to comment on report Syria asked for Assad to be extradited, Politico, 29 january 2026. In: https://www.politico.eu/article/russia-refuses-comment-report-syria-bashar-assad-extradition/
[20] President of Russia, Russia-Syria talks October 15, 2025. In: http://en.special.kremlin.ru/events/president/transcripts/78213
[21] M. Gebeily, H. Pamuk, Exclusive: Israel lobbies US to keep Russian bases in a ‘weak’ Syria, sources say, Reuters, February 28, 2025. In: https://www.reuters.com/world/israel-lobbies-us-keep-russian-bases-weak-syria-sources-say-2025-02-28/


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