Directed energy weapons e condotta delle ostilità


Le armi a energia diretta, directed energy weapons, segmento del mercato della difesa e della sicurezza statale sempre più in crescita, sono soggette a limitazioni di applicabilità e a sfide legali: questa analisi propone una prospettiva generale sulla normativa e sulle lacune vigenti nel diritto internazionale umanitario.


Di Roberto Canale

Definizione e classificazione delle directed energy weapons

Le armi a energia diretta (DEWs, directed energy weapons) sono sistemi d’arma che usano l’energia elettromagnetica concentrata per colpire un bersaglio individuato.[1] L’Istituto di ricerca delle Nazioni Unite sul disarmo (UNIDIR) suggerisce la seguente classificazione delle DEWs:

  1. sistemi basati su laser (a bassa ed alta frequenza);
  2. sistemi a radiofrequenza (microonde ad alta potenza e onde millimetriche).

I sistemi d’arma a tecnologia laser possono essere implementati con laser a bassa ed alta frequenza di intensità. Esempi di dispositivi che impiegano laser a bassa frequenza sono gli ‘’abbagliatori’’, usati per accecare la vista dei nemici o per danneggiare i sensori ottici, come sistemi di sorveglianza o di puntamento. I laser ad alta frequenza (HEL, high energy laser), come ad esempio le armi laser termiche, utilizzano laser a infrarossi per riscaldare la pelle e causare dolore[2] o per danneggiare infrastrutture, veicoli o equipaggiamenti militari. Nella categoria dei sistemi a radiofrequenza, le armi a onde millimetriche hanno una dimensione del fascio di luce maggiore rispetto ai laser ad alta energia e quindi possono colpire più bersagli contemporaneamente[3]; le armi a microonde ad alta potenza (HPM, high power microwaves), invece, rilasciano una scarica di energia elettromagnetica progettata per degradare o distruggere i circuiti delle apparecchiature elettroniche. Tali armi producono microonde che hanno lunghezze d’onda maggiori rispetto sia ai laser ad alta energia e sia alle armi a onde millimetriche.[4] Non vengono utilizzate contro gli esseri umani.[5] In generale, secondo l’UNIDIR, le DEWs permettono di avere una serie di vantaggi economici e militari rispetto alle armi convenzionali, in quanto: hanno un basso costo per colpo; i colpi non sono influenzati dalla gravità; i colpi viaggiano molto più velocemente; gli attacchi possono essere silenziosi e invisibili. Allo stesso tempo, però, tali armamenti presentano anche svantaggi e limiti operativi: si pensi, ad esempio, ad un’operazione militare via mare in condizioni metereologiche avverse, dove l’impiego di un sistema HEL potrebbe essere messo in difficoltà da maltempo, umidità e polveri di vario genere nell’aria. Soprattutto nel contesto della difesa aerea, i sistemi HEL, al momento, sono ottimali solo se impiegati come risorse a basso costo e integrative ai sistemi difensivi multilivello. 

Impiego e mercato delle directed energy weapons

.Secondo un report di Fortune Business Insights, il valore del mercato delle DEWs nel 2023 è stato pari a 10,24 miliardi di dollari statunitensi e si stima una crescita fino a 20,89 miliardi di dollari statunitensi entro il 2031. Entro la metà degli anni 2030, si stima che le armi a energia diretta raggiungeranno gli standard prestazionali delle armi convenzionali e delle attuali armi a energia cinetica. Per ora, il Nord America ha dominato il mercato delle armi a energia diretta con una quota di mercato del 36,53% nel 2021. In base alla tipologia, la tecnologia laser ad alta frequenza è il segmento più grande e in più rapida crescita del mercato; in base alla letalità, seppur le DEWs con impiego letale rappresentino il segmento più ampio, le DEWs non letali sono in ampia crescita nel mercato. Al momento, diversi Paesi stanno investendo nella ricerca e nello sviluppo per le DEWs. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha già richiesto 1 miliardo di dollari di finanziamenti per programmi nazionali di energia diretta nel 2024.[6] Israele, con il supporto degli Stati Uniti, ha destinato 1,2 miliardi di dollari allo sviluppo del sistema di difesa aerea basato su laser, Iron Beam, per integrare il suo attuale Iron Dome nella difesa dagli attacchi di razzi o droni di Hamas e Hezbollah. Il Regno Unito è uno degli attori leader nella ‘’corsa’’alle DEWs: entro il 2027, la Royal Navy sarà in grado di dispiegare DragonFire, un sistema DEW di tipologia HEL in grado di tracciare e colpire bersagli sia aerei che marittimi, con un costo di lancio per colpo stimato di sole 10 sterline. Inoltre, tale arma dovrebbe essere dispiegata in futuro nella guerra russo-ucraina.

Directed energy weapons e diritto internazionale umanitario: il quadro normativo vigente

Come per qualsiasi altra tecnologia di recente sviluppo, anche le DEWs sono sottoposte ad una valutazione legale che tenga conto delle norme e dei principi del diritto internazionale umanitario, in merito alle regole sulla condotta e sui mezzi delle ostilità, nei conflitti armati e nei conflitti armati internazionali. L’Art. 22 delle Convenzioni dell’Aia stabilisce il principio generale del diritto limitato nell’adozione dei mezzi di guerra in capo ai belligeranti. Da tale principio derivano, di conseguenza, due regole consuetudinarie per la scelta delle armi nei conflitti armati:

  1. è proibito l’uso di mezzi di guerra di natura tale da causare sofferenza non necessaria e danno superfluo;
  2. è proibito l’uso di mezzi di guerra di natura indiscriminata.[7]

La prima regola esprime il contenuto del principio umanitario di necessità militare: il diritto internazionale umanitario riconosce alle parti in conflitto la scopo di ottenere un vantaggio militare ma quest’ultimo deve essere bilanciato al danno e alla sofferenza che l’utilizzo della specifica arma causerebbe. Il principio di necessità prevede, dunque, anche la valutazione di proporzionalità e di distinzione[8]. Nel primo caso, l’utilizzo dell’arma deve essere proporzionale all’obiettivo militare da raggiungere. Nel secondo caso, invece, si fa riferimento alla seconda regola sopracitata, corollario del principio umanitario di distinzione tra i civili e i combattenti; tra gli obiettivi civili e gli obiettivi militari; tra i combattenti legittimi e gli hors de combat.[9] Nello specifico delle armi laser, il diritto internazionale umanitario proibisce le armi laser specificamente progettate per causare cecità permanente, lasciando legittimo l’uso di armi laser in grado di causare cecità incidentale o collaterale e quelle definite come ‘’abbaglianti’’.[10]

Directed energy weapons e la questione della letalità nel ‘’vuoto’’ normativo vigente

Il IV Protocollo sulle armi laser accecanti del 1995 non può, da solo, integrare l’applicabilità del diritto internazionale umanitario: la distinzione sulla base della cecità come effetto permanente o incidentale dell’impiego di armi laser apre il dibattito in merito alle lacune dell’attuale regime normativo delle DEWs, emerso dalla classificazione di tali sistemi in base al proprio grado di letalità, con particolare riferimento alla categoria di armi non letali. L’International Review of the Red Cross (IRRC) definisce le armi non letali come quelle armi in grado di inabilitare e non uccidere[11]; analogamente, la North Atlantic Treaty Organization (NATO) definisce le armi non letali come quelle armi in grado esplicitamente di inabilitare o respingere il personale con una bassa probabilità di uccidere o lesionare permanentemente.[12] Nel caso dell’impiego delle DEWs, gli effetti collaterali di secondo ordine, ad esempio l’ interruzione di un sistema di comunicazione come il controllo del traffico aereo o i servizi di emergenza, o gli effetti indesiderati sul bersaglio umano, dovuti alle caratteristiche di salute sconosciute, possono essere dovuti al rischio associato di lesioni o morte per i civili.[13] Queste conseguenze rendono labile il confine tra le armi non letali e le armi letali – soprattutto se si considera, in aggiunta, che le armi non letali possono anche essere impiegate in combinato disposto con le armi letali.[14] La questione si complica se si considera che le DEWs emanano radiazioni tali da causare ustioni e danni cutanei, raggiungendo anche nervi, ghiandole e vasi[15], tutti effetti non letali ma comunque permanentemente dannosi. Il quadro normativo presentato – Convenzioni dell’Aia, Convenzioni di Ginevra, relativi Protocolli Aggiuntivi e IV Protocollo sulle armi laser accecanti – non disciplinano sufficientemente l’impiego di armi non letali a energia diretta: o la disciplina serve ‘’solo’’ per stabilire i principi di riferimento nella condotta delle ostilità, senza mai direttamente riferirsi alle DEWs non letali, o la disciplina affronta una sola singola architettura, con un obiettivo fin troppo limitato nel contesto delle DEWs non letali. In altre parole, l’intenzione del quadro normativo è di limitare la gamma di effetti (indesiderati) che le ostilità possono avere sulla popolazione civile.[16] Questo vuoto normativo potrebbe, in virtù dello sviluppo tecnologico futuro, creare effetti restrittivi in ambito legale, limitando l’uso delle armi non letali a energia diretta durante le ostilità.[17] Una corretta e approfondita normativa dovrebbe, invece, essere sviluppata sulla base di un bilanciamento degli effetti positivi e negativi. Al fronte della difficoltà di determinare la linea di demarcazione tra effetti cosiddetti letali e non letali e al fronte degli effetti comunque dannosi e indesiderati delle armi non letali, sopra descritti, è comunque rilevante notare i vantaggi che le armi non letali, nel contesto delle DEWs, conferiscono durante la condotta delle ostilità. Ad esempio, rispetto alle armi non letali convenzionali o alle armi convenzionali in generale, le armi non letali a energia diretta hanno un grado di precisione e di controllabilità molto più elevati, soprattutto quando vengono impiegate contro bersagli umani: i sistemi a energia diretta sono noti per la loro capacità di abilitare la cosiddetta ‘’letalità graduata’’, mentre un’arma tradizionale dispiegata nel tentativo di generare un effetto non letale non conferisce garanzie in merito.[18]  La difficoltà in ambito legale nello stabilire il grado di letalità di un sistema DEW, sulla base dei suoi effetti, può essere illustrata con l’esempio di un eventuale dispiegamento di SINUS-6, un dispositivo HPM che genera microonde ad altissima frequenza per un breve lasso di tempo, in grado di disabilitare le apparecchiature e l’quipaggiamento elettronici nemici senza generare effetti sulla materia biologica. In questo caso, dunque, i principi del diritto internazionale umanitario sembrano essere rispettati senza lacune di applicabilità legale: l’arma, apparentemente non letale, è in grado di essere dispiegata con discriminazione e senza causare sofferenza innecessaria. Tuttavia, se calibrata su una frequenza più bassa – molto simile a un’arma basata sul suono – allora si potrebbero generare effetti indiscriminati e sofferenza innecessaria, dovuti al cosiddetto Effetto Frey[19], che conduce alla percezione di effetti uditivi indotti da frequenze radio pulsate o modulate senza la necessità di alcun dispositivo elettronico ricevente, causando lesioni cerebrali, gonfiore e sintomi simili alla nausea. In questo caso, il sistema muta in un’arma letale e in contrasto con il diritto internazionale umanitario, in quanto i sintomi sopra menzionati sarebbero considerati innecessari e sarebbero causati senza distinzione tra combattenti legittimi e no.

Conclusione e suggerimento  

Questa breve analisi ha avuto lo scopo di illustrare il ‘’vuoto’’ normativo nella disciplina attuale in merito alle armi a energia diretta, al fronte delle reali difficoltà a cui il legislatore va in contro. In merito, è bene ricordare che spesso gli accordi di diritto internazionale che regolamentano la tecnologia militare non esistono fino a quando la tecnologia interessata non si presenta come un chiaro rischio per l’ordine internazionale.[20] Lo sviluppo tecnologico con applicazioni militari può essere affrontato o con la proibizione o con la regolamentazione. Questa seconda via, alla luce del mix di effetti positivi e negativi e allo stato dell’arte attuale delle armi a energia diretta, pare essere preferibile.


Note

[1] GAO.  «Science and Tech Spotlight: Directed Energy Weapons», Science, Technology Assessment, and Analytics, n. GAO-23-106717, 2023.
[2] S. CASEY-MASLEN «Non-Kinetic-Energy Weapons Termed ‘Non-Lethal’: A Preliminary Assessment under International Humanitarian Law and International Human Rights Law», Geneva Academy of International Humanitarian Law and Human Rights, 2010.
[3] GAO, 2023
[4] Ibid.
[5] S. CASEY-MASLEN, 2010

[6] GAO, 2023
[7] D. EVANS, MALCOLM., International Law, Fifth edition, Oxford, United Kingdom: Oxford University Press, 2018.
[8] Art. 57, I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977.
[9] Art. 48 e 52, I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977; Art. 13, II Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977.
[10] Art. 1 e 3, IV Protocollo sulle armi laser accecanti del 1995 (ai sensi della Convenzione su certe armi convenzionali del 1980).
[11] E. MASSINGHAM, «Conflict without casualties … a note of caution: non-lethal weapons and international humanitarian law», IRRC, Vol. 94, N. 886, 2012.
[12] NATO Policy on non-lethal weapons, 1999.
[13] A. BACKSTROM e I. HENDERSON, «New Capabilities in Warfare: An Overview of Contemporary Technological Developments and the Associated Legal and Engineering Issues», Article 36 Weapons Reviews, IRRC, Vol. 94, N. 886, 2012.
[14] Ibid.
[15] Physicians for Human Rights (PHR) e International Network of Civil Liberties Organizations (INCLO), «Health Impacts of Crowd-Control Weapons: Directed Energy Devices», 2020.

[16] S.E. GORDON, «Directed-Energy Non-Lethal Weapons: An Evaluation of their ehical use and potential applications», in Disruptive and game changing technologies in modern warfare – Development, Use, and Proliferation, Springer, USA, 2020.
[17] Ibid.
[18] Ibid.
[19] A.B. GOLOMB, «Diplomats’ Mystery Illness and Pulsed Radiofrequency/Microwave Radiation», Neural Comput, Nov 30(11), 2882-2985, 2018

[20] S.E. GORDON, 2020


Link interni ed esterni: (in ordine di citazione nel testo)

https://unidir.org/directed-energy-weapons-a-new-look-at-an-old-technology/
https://www.cesi-italia.org/it/articoli/le-armi-ad-energia-diretta-tra-proliferazione-e-prospettive
https://www.fortunebusinessinsights.com/directed-energy-weapons-market-104063
https://www.rand.org/pubs/commentary/2024/02/directed-energy-dilemmas-industrial-implications-of.html
https://armyrecognition.com/focus-analysis-conflicts/army/conflicts-in-the-world/ukraine-russia-conflict/ukraine-could-receive-dragonfire-laser-weapon-systems-from-united-kingdom
https://thedefensepost.com/2024/12/17/ukraine-possess-laser-weapon/


Foto copertina: Il sistema d’arma laser a energia diretta (LDEW) DragonFire, di produzione britannica, in una prova di collaudo del 2022. Fonte: militaryleak.com/2022/07/18/uks-dragonfire-laser-directed-energy-weapon-ldew-proving-trials-underway/