La Zeitenwende ha fallito? Forse, ma non ancora del tutto


Tre giorni dopo l’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, il 27 febbraio 2022, il Cancelliere tedesco Olaf Scholz si rivolge al Bundestag. Nel suo discorso, il Cancelliere spiega come l’invasione rappresenti una Zeitenwende, un punto di svolta, nella storia della Germania e del mondo, nonché nella politica di difesa e nelle relazioni con la Russia.


A cura di Cominotto Lorenzo

Il discorso sulla Zeitenwende ha sorpreso molti, in particolare lo stesso partito di Scholz, il Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD), che da anni mantiene rapporti amichevoli con Mosca, compresi i legami personali e le attività di lobbying dell’ex Cancelliere Schröder.[1] Scholz ha descritto la nuova strategia come un evento storico, annunciando l’impegno a raggiungere l’obiettivo NATO del 2% della spesa militare e la creazione di un piano d’investimenti da 100 miliardi di euro per la Bundeswehr – le forze armate della Repubblica Federale –, oltre alla fornitura di armi all’Ucraina. Olaf Scholz è a lungo stato restio nello schierarsi apertamente, soprattutto per la storica tolleranza della Germania nei confronti del Cremlino e la dipendenza tedesca dalle importazioni di energia a basso costo dalla Russia.
La Zeitenwende doveva essere una rivoluzione nell’approccio della Germania alla politica estera e di difesa, una nuova era caratterizzata da una mentalità strategica e dal rinnovato ruolo nell’UE e nella NATO.
Tuttavia, le riforme attuate non sono state del tutto all’altezza delle aspettative. Anche se la percezione pubblica nei confronti delle politiche di sicurezza è cambiata significamente, il governo Scholz è stato lento nell’adottare le misure annunciate. Questo ritardo si lega a difficoltà nell’abbandonare le politiche precedenti, ai disaccordi tra i partner di coalizione e alla speranza latente di evitare un distacco completo dalle vecchie strategie.
Ciononostante, il nuovo governo e i cambiamenti all’interno dell’UE e della NATO, come i nuovi investimenti nella difesa e il timore di un riallineamento statunitense, potrebbero ridare vita al progetto Zeitenwende, nella speranza che gli obiettivi iniziali possano ancora essere raggiunti.

Contesto storico

Per valutare chiaramente il significato della Zeitenwende, è importante ricordare la storia recente della Repubblica Federale Tedesca.
La dissoluzione della Wehrmacht, le forze armate della Germania nazista, fu decisa nel 1946 ma, con l’acuirsi del confronto ideologico all’inizio della Guerra Fredda, divenne chiaro che il riarmo della Germania Ovest era un passo necessario per la difesa dell’Occidente dal comunismo. La Bundeswehr fu ricostituita nel 1955 ed integrata nell’ambito della NATO dopo il fallimento del Piano Pleven che mirava a creare un esercito europeo unificato. In questo contesto, la ricostruzione dell’esercito fu possibile sia per la minaccia sovietica sia perché inserita in un’alleanza in grado di prevenire il ritorno a impulsi militaristi (preoccupazione principale della Francia).
Dopo decenni di sforzi per la riunificazione e le grandi spese militari della Guerra Fredda, la Germania post-1989 si impegnò a perseguire una politica estera pacifica.
Questa politica fu inizialmente influenzata dai limiti imposti dagli accordi per la riunificazione – che limitavano le dimensioni dell’esercito – e dai timori degli alleati, soprattutto di Francia e Italia, verso una Germania unificata. Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giulio Andreotti ironizzò: «Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due», citando lo scrittore francese François Mauriac.[2]
Presto però l’idea di una Bundeswehr debole si radicò nella mentalità nazionale. Molti partiti politici fecero del pacifismo un punto centrale della propria ideologia e l’astensione dell’interventismo divenne il principio guida della politica di difesa tedesca.
La partecipazione a missioni NATO all’estero fu sempre accompagnata da forti critiche interne – sia nel caso dell’ex Jugoslavia che dell’Afghanistan – e il ruolo delle forze armate tedesche sul terreno fu prevalentemente limitato alla raccolta di informazioni e all’addestramento delle forze di polizia locali.
Il bilancio militare è stato più volte ridotto. La Germania ha a lungo fallito nel raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL fissato dalla NATO, le dimensioni delle forze armate si sono ridotte e i livelli di prontezza si sono fortemente abbassati; le tanto necessarie riforme alla logistica e all’acquisizione di equipaggiamenti sono state trascurate.
In politica estera, Berlino ha fatto affidamento sugli Stati Uniti per la sua sicurezza e ha ignorato la crescente minaccia russa, anche alla luce dell’annessione della Crimea nel 2014. La Germania ha evitato di diversificare i propri fornitori energetici e ha continuato a dipendere dal gas a basso costo moscovita.
In questo contesto di investimenti inadeguati, inefficienza deliberata ed eccessiva dipendenza sia dagli alleati che dagli avversari, l’invasione su larga scala dell’Ucraina è stata una doccia fredda per la politica di difesa tedesca.

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Le ambizioni dello Zeitenwende

Il discorso di Scholz delinea cinque riforme chiave al centro della reazione tedesca:

  • Sostegno all’Ucraina
  • Riduzione della dipendenza dall’energia russa
  • Approccio più severo verso Russia e regimi autoritari
  • Rafforzamento del ruolo e dell’impegno della Germania nell’UE e nella NATO
  • Incremento delle spese militari e modernizzazione della Bundeswehr

Tali obiettivi segnalano l’idea di una rottura con l’identità tradizionale della Germania come potenza civile, richiamando una nuova postura strategica e l’integrazione di un rinnovato hard power al fianco del tradizionale potere normativo.

Come descritto da Scholz: «Stiamo vivendo un’epoca spartiacque. Ciò significa che il mondo di domani non sarà più lo stesso di ieri.»[3]
Tuttavia, senza una strategia efficace, la Germania rischia di limitarsi a cambiamenti superficiali, restando impreparata ad affrontare nuove sfide politiche ed economiche e compromettendo la fiducia degli alleati nella sua leadership.

Risultati

Sostegno all’Ucraina

Il governo Scholz non è riuscito a comprendere l’importanza strategica del sostegno a Kyiv. Anziché sostenere esplicitamente l’obiettivo della vittoria dell’Ucraina e agire di conseguenza, il governo non ha mai dichiarato che l’Ucraina dovrebbe vincere la guerra.[4] Sebbene la Germania si sia distinta come il secondo maggior donatore di equipaggiamento e aiuti in termini assoluti, e nonostante accolga un numero considerevole di rifugiati ucraini, esperti e alleati hanno criticato l’impegno tedesco, giudicato inadeguato in proporzione al PIL rispetto ad altri stati dell’UE.[5] La Germania è il 12° maggiore contributore in Europa in termini percentuali rispetto al PIL, con un totale dello 0,75% del PIL se si sommano contributi bilaterali ed europei. In confronto, gli Stati baltici hanno destinato oltre il 2% del loro PIL in aiuti a Kyiv.[6]
Inoltre, le limitate scorte di equipaggiamento a disposizione di Berlino non permettono alla Germania di contribuire significamente di più a causa del basso stato di prontezza dei suoi veicoli. Tuttavia, è plausibile che alcuni mezzi considerati non operativi da Berlino sarebbero stati comunque apprezzati da Kyiv, e che la Germania avrebbe potuto fornire più fondi per l’acquisto di mezzi da terze parti.
Il governo Scholz è caduto nel novembre 2024, portando a elezioni anticipate nel febbraio 2025. Il nuovo governo, insediatosi lo scorso maggio, e il nuovo Cancelliere Friederich Merz si sono mostrati molto più espliciti nel sostenere le ambizioni dell’Ucraina e gli aiuti destinati a Kyiv.[7] Tuttavia, nonostante essere stati favorevoli alle forniture quando all’opposizione, il nuovo governo non ha ancora risolto la disputa sulla fornitura del missile da crociera Taurus all’Ucraina.[8]

Riduzione della dipendenza dall’energia russa

Per quanto riguarda la politica energetica, alcuni hanno descritto la diversificazione dal gas russo come “il più grande successo della Zeitenwende.”[9] Gli stessi esperti, tuttavia, si sono mostrati meno convinti degli sforzi del governo nel trovare un mix energetico che fosse geopoliticamente, ecologicamente ed economicamente sostenibile.
Le forniture di gas da Mosca sono state interrotte alla fine del 2022, con risultati molto più rapidi di quanto molti pensassero possibile. Tuttavia, l’ambizione di porre fine rapidamente alla dipendenza dal gas russo e completare contemporaneamente la prestabilita chiusura degli impianti nucleari ha comportato un aumento nell’uso di carbone.
Nonostante i miglioramenti, la Germania rimane dipendente da paesi autoritari per la sua energia – importando gas dal Qatar e dall’Azerbaigian, e ricevendo materiali e componenti chiave per i suoi sistemi eolici e solari dalla Cina. Inoltre, secondo vari rapporti, la Germania riceve ancora quantità significative di gas naturale liquefatto (GNL) russo, sebbene in misura molto inferiore rispetto ai livelli pre-2022.[10]

Assumere un approccio più deciso verso Russia e stati autoritari

La dipendenza dagli stati sopracitati, specialmente la dipendenza economica dalla Cina, dimostra i progressi limitati che la Germania ha potuto compiere nell’allontanarsi da tali regimi.
Sebbene il rapido distacco dal gas russo richiedesse necessariamente nuovi accordi con altri paesi non sempre democratici, il fatto che la politica della Zeitenwende invocasse un distaccamento da tali stati fa apparire l’intera politica come inefficace e ipocrita.
Né il precedente governo Scholz né parlamentari della CDU (ora al governo) hanno escluso future relazioni con la Russia, lasciando le porte aperte per un eventuale ritorno alle precedenti forme di cooperazione, o comunque per future forniture di gas.[11]
Il ritardo nella fornitura di sistemi militari all’Ucraina, assieme ai ripetuti segnali di preoccupazione per un possibile uso di armi nucleari da parte della Russia, è stato percepito da molti come un’incapacità di comprendere la situazione strategica, come un segno di vulnerabilità alle coercizioni e come un pretesto per preservare la possibilità di futuri rapporti con Mosca.
La lenta reazione alla crescente influenza economica della Cina in Germania e l’ostruzionismo agli sforzi europei di decoupling segnalano difficoltà nell’interrompere i rapporti con stati autoritari e l’accettazione di un alto rischio geopolitico.

Rafforzare il ruolo della Germania e il suo impegno nell’UE e nella NATO

Durante il governo Scholz, Berlino è stata molto riluttante nel confrontarsi con Mosca e non ha ridotto la propria dipendenza dagli Stati Uniti in termini di sicurezza, nonostante abbia affermato la necessità che la Germania svolgesse un ruolo più rilevante nelle sue reti di alleanze. Il nuovo governo Merz, invece, ha annunciato l’obiettivo di rendere la Bundeswehr “la forza armata più forte d’Europa”[12] e ha promesso di raggiungere il nuovo obiettivo di spesa per la difesa del 3,5% entro il 2029.[13]
In ambito UE, la cooperazione con gli alleati è stata descritta come inefficace e non coordinata.[14]
Berlino è stata percepita come più attenta agli equilibri politici della coalizione interna e agli interessi industriali nazionali piuttosto che alla collaborazione costruttiva con l’Europa e agli obiettivi ambientali.[15]
Tuttavia, mentre Scholz rifiutava l’idea di utilizzare il debito comune per aumentare la spesa per la difesa, il nuovo governo è riuscito a riformare il vincolo del freno al debito per la spesa militare.[16] Inoltre, il dispiegamento di un’intera brigata da combattimento in Lituania e l’iniziativa European Sky Shield (ESSI) – sebbene quest’ultima sia stata criticata da Francia e Polonia, che si sono rifiutate di partecipare – rappresentano due importanti eccezioni in un quadro altrimenti segnato da difficili rapporti con gli alleati.
Ciononostante, la Germania è stata accusata di aver fallito sia nell’assumere il ruolo di guida, sia nel seguire la guida di altri.[17]

Aumento della spesa per la difesa e modernizzazione della Bundeswehr

L’annuncio di un fondo speciale di 100 miliardi di euro per le forze armate è stato il punto centrale del discorso sulla Zeitenwende. Nonostante l’incertezza su come finanziare il proseguimento della spesa una volta esaurito il fondo speciale, il governo Scholz ha raggiunto l’obiettivo del 2% nel 2024.[18] Inoltre, il nuovo governo ha sostenuto l’obiettivo del 5% fissato durante il vertice NATO del 2025.[19]
In termini di capacità, molti dei nuovi mezzi e sistemi d’arma dati in dotazione alla Bundeswehr facevano in realtà parte di ordini firmati precedentemente al 2022.[20] Sebbene le nuove acquisizioni abbiano sicuramente migliorato le capacità dell’esercito, il numero di nuovi ordini e consegne non è in linea con il livello di ambizione dichiarato da Scholz. Il nuovo obiettivo del 5% promette investimenti importanti in nuovi macchinari ma è necessaria una riforma più ampia dei sistemi di approvvigionamento tedeschi per tradurre i nuovi fondi in una reale trasformazione delle capacità della Bundeswehr.
L’obiettivo di diventare “la forza militare più forte d’Europa” appare ancora lontano, oscurato dalla crescita impressionante degli sforzi polacchi; tuttavia, le attuali dichiarazioni e iniziative dei governi tedeschi sarebbero state inimmaginabili prima della Zeitenwende.

Conclusione

Alla luce di quest’analisi, è difficile sostenere che la politica della Zeitenwende abbia prodotto i risultati promessi.
Le narrazioni e le politiche di lungo termine, come la dipendenza incondizionata dal gas russo, hanno subito cambiamenti significativi. Tuttavia, vincoli strutturali e mancanza di volontà politica hanno impedito il raggiungimento di diversi obiettivi.
Il governo Scholz ha raggiunto l’obiettivo del 2% di spesa per la difesa, ha infranto vecchi tabù fornendo armi a paesi in guerra e ha diversificato le fonti energetiche della Germania, ottenendo allo stesso tempo successi limitati nella cooperazione con gli alleati. Nonostante ciò, però, la nuova politica mancava di una strategia coerente e globale, non ha risolto diversi problemi strutturali, e non ha soddisfatto gli alleati di Berlino.
I risultati misti suggeriscono che la Zeitenwende non sia riuscita a realizzare pienamente cambiamenti radicali nella politica estera e di difesa della Germania e che abbia fallito nel capitalizzare lo slancio creato dall’invasione su larga scala dell’Ucraina.
La leadership di Scholz è stata ritenuta inadeguata rispetto alle sfide che la Germania si è trovata ad affrontare. Al contrario, il nuovo cancelliere – il quale sembrerebbe stare già promuovendo riforme significative – insieme alla mutata strategia della NATO e dell’UE e al riorientamento degli Stati Uniti sotto Trump, potrebbe imprimere un nuovo slancio al progetto Zeitenwende.
Gli effetti combinati della guerra, del riallineamento degli Stati Uniti, delle rinnovate iniziative europee e del cambiamento nella leadership tedesca potrebbero ancora dar vita alla Zeitenwende che la Germania e i suoi alleati stavano aspettando.


Note

[1] Germany loses patience with ex-chancellor’s Russia lobbying, France24, 13 febbraio 2022, https://www.france24.com/en/live-news/20220213-germany-loses-patience-with-ex-chancellor-s-russia-lobbying.
[2] Le Frasi Celebri di Andreotti, Il Sole 24 Ore, https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-06/talmente-tanto-germania-preferivo-153020.shtml?uuid=AbHYnXtH.
[3] Policy statement by Olaf Scholz, Chancellor of the Federal Republic of Germany and Member of the German Bundestag, 27 febbraio 2022 in Berlin, Bundesregierung, https://www.bundesregierung.de/breg-en/service/archive/policy-statement-by-olaf-scholz-chancellor-of-the-federal-republic-of-germany-and-member-of-the-german-bundestag-27-february-2022-in-berlin-2008378.
[4] The End of the Zeitenwende?, Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik (DGAP), 2024, https://dgap.org/en/research/publications/end-zeitenwende.
[5] Ibid.
[6] Ukraine Support Tracker, Kiel Institute for the World Economy, https://www.ifw-kiel.de/topics/war-against-ukraine/ukraine-support-tracker/.
[7] Ukraine Must Win, Regain Full Territory: Germany’s Merz, Barron’s, 24 gennaio 2025, https://www.barrons.com/news/ukraine-must-win-regain-full-territory-germany-s-merz-edcf2fb4.
[8] Chancellor Merz: Taurus Missiles to Ukraine Still on the Table, but Training Not Started, UNITED24 Media, 2025, https://united24media.com/latest-news/chancellor-merz-taurus-missiles-to-ukraine-still-on-the-table-but-training-not-started-9561.
[9] The End of the Zeitenwende?, DGAP, loc. cit.
[10] German demand soars for Russian LNG via European ports, Financial Times, 28 gennaio 2025, https://www.ft.com/content/81f60240-9f01-4dd8-85b0-1fec654a5257.
[11] Germany’s CDU: Nord Stream, Russia Gas, AfD, Far Right, Deutsche Welle (DW), 27 marzo 2025, https://www.dw.com/en/germany-cdu-nord-stream-russia-gas-afd-far-right/a-72060104.
[12] Germany Aims to Have ‘Strongest Military in Europe’: Merz, Deutsche Welle (DW), 14 maggio 2025, https://www.dw.com/en/germany-aims-to-have-strongest-military-in-europe-merz/a-72546478.
[13] Germany pledges to hit 3.5 percent defense spending target by 2029, Politico, 23 giugno 2025, https://www.politico.eu/article/germany-pledges-to-hit-3-5-percent-defense-spending-target-by-2029/.
[14] Germany’s Failure to Lead the EU Is Becoming a Problem, The Economist, 25 luglio 2024, https://www.economist.com/leaders/2024/07/25/germanys-failure-to-lead-the-eu-is-becoming-a-problem.
[15] Germany Is Letting a Domestic Squabble Pollute Europe’s Green Ambitions, The Economist, 9 marzo 2023, https://www.economist.com/europe/2023/03/09/germany-is-letting-a-domestic-squabble-pollute-europes-green-ambitions.
[16] Germany’s Bundestag votes in favor of reforming debt brake, Deutsche Welle (DW), 2025, https://www.dw.com/en/germanys-bundestag-votes-in-favor-of-reforming-debt-brake/live-71956815.
[17] The End of the Zeitenwende?, DGAP, loc. cit.
[18] Germany met NATO 2% defence spending target in 2024, sources say, Reuters, 20 gennaio 2025, https://www.reuters.com/world/europe/germany-met-nato-2-defence-spending-target-2024-sources-say-2025-01-20/.  
[19] Germany backs 5% NATO defense spending target, Deutsche Welle (DW), 2025, https://www.dw.com/en/germany-backs-5-nato-defense-spending-target/a-72549909.
[20] Germany Needs to Finish the Job and Think Bigger, Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik (DGAP), 2024, https://dgap.org/en/research/publications/germany-needs-finish-job-and-think-bigger.


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