World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 31 gennaio 2026.
Benin: Elezioni parlamentari e risultati preliminari: L’11 gennaio 2026 si sono tenute le elezioni legislative in Benin per tutti i 109 seggi dell’Assemblea nazionale. I partiti vicini al presidente Patrice Talon hanno conquistato l’intero parlamento (Progressive Union Renewal + Republican Bloc), consolidando l’assetto di potere in vista dei prossimi anni
Burkina Faso: il protagonista del golpe del gennaio 2022 – precedente a quello che ha consegnato il potere all’attuale capo del Paese Ibrahim Traoré – Paul-Henri Sandaogo Damiba è stato estradato dal Togo e consegnato alle autorità burkinabé. La decisione di Lomé arriva dopo rassicurazioni in merito al trattamento dell’ex golpista. Secondo Ouagadougou, Damiba sarebbe la mente cospiratrice dietro un presunto tentativo di colpo di stato perpetrato a inizio 2026. Jeune Afrique riporta l’apertura di un’indagine giudiziaria a suo carico per appropriazione indebita di fondi pubblici, ricettazione aggravata, corruzione, istigazione e riciclaggio di denaro, finalizzati alla destabilizzazione dello Stato. Intanto all’Assemblea nazionale è approdato il progetto di legge per la reintroduzione della pena di morte in casi di gravi reati, ma Damiba, sebbene potrebbe essere condannato per taluni crimini, non potrebbe subire la pena capitale dato il principio di irretroattività della legge penale.
Etiopia: è partito da Addis Abeba l’annuale tour africano di Wang Yi, quest’anno concentrato su Somalia per la sicurezza marittima, la Tanzania per le riserve minerarie, il Lesotho per implementare la cooperazione commerciale. Nella sede dell’Unione africana il capo della diplomazia cinese ha espresso l’intenzione di rafforzare i legami commerciali con il continente, eliminando tutti i dazi per le merci africane dirette in Cina. Altri punti fondamentali la cooperazione culturale con l’implementazione di programmi permanenti e piattaforme di cooperazione politica e governance per lo sviluppo di pratiche di gestione statale.
Guinea: Transizione post-elettorale e ruolo dell’Unione Africana: Dopo le elezioni del 28 dicembre 2025, il leader della giunta Mamady Doumbouya è stato confermato presidente e insediato nel gennaio 2026; l’Unione Africana ha riconosciuto questo progresso come un “punto decisivo” nel processo di transizione verso un governo civile.
Ghana: Conferenza di cooperazione regionale su sicurezza e sviluppo: Dal 29 al 30 gennaio si è svolta ad Accra una conferenza di alto livello sul rafforzamento della cooperazione regionale in materia di sicurezza, terrorismo e sviluppo socio-politico tra gli Stati membri dell’Africa occidentale.
Kenya: Tensione politica crescente collegata a proteste della gioventù: In Kenya si sono registrate proteste di cittadini giovani e attivisti contro questioni politiche e sociali, con le richieste di maggior trasparenza e riforme (parte di fenomeni più ampi di “Gen Z protests”).
Marocco: una finale di Coppa d’Africa molto turbolenta quella che si è conclusa il 18 gennaio a Rabat tra i padroni di casa e il Senegal. Partita bloccata sullo 0-0, i tempi di recupero della seconda parte di gioco hanno visto un gol annullato a sfavore degli ospiti e l’assegnazione di un rigore a favore del Marocco esacerbando gli umori dei leoni del Teranga che hanno abbandonato il campo, rientrando una ventina di minuti dopo. La vittoria senegalese è stata decisa al quarto minuto del primo tempo supplementare con un gol di Pape Gueye.
Niger: poco dopo la mezzanotte del 29 gennaio, si sono uditi spari ed esplosioni nei pressi dell’aeroporto Diori Hamani e la vicina base militare 101, situati nella capitale Niamey. Il Ministro della Difesa ha dichiarato che le forze di sicurezza dello scalo e della città, supportati dalle forze russe African Corps, hanno respinto l’attacco, riuscendo a neutralizzare 22 “mercenari” e arrestare 11 persone. Il presidente del Paese, il capo della giunta militare Abdourahamane Tiani, recatosi sul posto alla fine degli scontri, si è pronunciato contro Macron, Ouattara e Talon, considerati i promotori dell’attacco. Il gesto è stato rivendicato il 30 gennaio dal braccio affiliato allo Stato islamico. È la prima volta che il Paese viene colpito da un’offensiva di questo genere, che rievoca quanto avvenuto all’aeroporto Modibo-Keïta a Bamako nel 2024.
Repubblica Centrafricana: il 19 gennaio la Corte costituzionale ha pubblicato i risultati delle elezioni presidenziali, legislative, regionali e municipali svoltesi il 28 dicembre scorso. L’esito delle presidenziali ha consegnato l’incarico a Faustin-Archange Touaderà che con la modifica della Costituzione, adottata nel 2023, ora può governare il Paese per un terzo mandato consecutivo. Presidente dal 2016, Touaderà ha guadagnato il 77,90% dei voti mentre il principale avversario Anicet-Georges Dologuélé ha ottenuto il 13,50% dei voti. Quest’ultimo ha presentato ricorso, respinto dalla Corte costituzionale.
Sudan: l’11 gennaio il Primo ministro sudanese Kamil Idris ha ufficializzato il rientro del governo nella capitale Khartoum dopo tre anni di guerra civile, scoppiata nella capitale nell’aprile 2023. La riconquista della città era avvenuta nel maggio 2025 con il trasferimento parziale delle autorità e la prima riunione organizzata nell’agosto successivo.
Uganda: Yoweri Museveni, presidente del Paese in carica dal 1986, ha ottenuto una vittoria schiacciante nel processo elettorale conclusosi a inizio 2026. Il 17 gennaio la Commissione elettorale ha pubblicato i risultati delle presidenziali che hanno attribuito il 71,65% dei voti al presidente uscente, lasciando il 24,72% al concorrente principale, Bobi Wine. Il clima del processo elettorale è stato caratterizzato da intimidazioni, un massiccio stanziamento dell’apparato securitario a Kampala volto a impedire manifestazioni contro i risultati e l’interruzione di internet.













