Il sistema di difesa russo A2/AD, ovvero Anti Access/Area Denial, simile ad una matrioska e definito a “bolle”, ha fatto spesso parlare di sé e delle sue effettive capacità.
La guerra in Ucraina sembra aver fornito alcune risposte.
Introduzione
Con l’inasprirsi dei rapporti tra Mosca e la NATO e l’aumento costante delle tensioni nella regione baltica tra la Federazione Russa e l’Alleanza, si è visto un aumento dell’interesse – da parte di media e governi – circa il forte livello di militarizzazione presente nella regione e in generale delle capacità militari degli attori coinvolti. Tra i vari temi legati alla sicurezza che sono tornati in auge, il recente “riarmo” missilistico russo ha portato l’attenzione sulla strategia di difesa del Cremlino, la quale ha – tra alti e bassi – trasceso i confini nazionali russi nell’ultimo decennio. L’attuale strategia difensiva della Federazione Russa è composta da cluster, meglio noti come “bolle” A2-AD (Anti-Access – Area Denial), atti ad interdire l’accesso ai velivoli o ai vascelli ostili all’interno del territorio nazionale. Una dottrina difensiva che non risulta essere dissimile da quella adottata anche dalla NATO e già presente nel fianco est dell’Alleanza, sebbene applicata in modo meno estensivo del Cremlino[1]. Questa strategia – come vedremo – fonda su una triade difensiva composta da sistemi radar, missili e velivoli per l’intercettazione delle minacce. Nel complesso tutti questi dispositivi hanno l’obiettivo di impedire, teoricamente, o rendere difficoltoso l’accesso allo spazio aereo e marittimo russo alle minacce poste dai velivoli e vascelli avversari. Interdire l’accesso o limitarlo – in caso di conflitto – negherebbe la possibilità di ricevere supporto per le truppe avversarie. Negli anni la Federazione russa ha cercato di ampliare geograficamente le proprie “bolle” anche al di fuori del proprio territorio nazionale. Ad oggi tra le bolle attive e note, proprio in virtù dei sistemi difensivi installati in loco, troviamo le basi militari in Siria, Khmeimim e Tartus[2] (sebbene ad oggi la loro operatività presente e futura sia in forte dubbio a seguito del cambio di regime siriano), l’enclave di Kaliningrad[3], l’Artico (nello specifico la penisola di Kola dove va ad intrecciarsi al concetto di bastione)[4], la Crimea (con il porto di Sebastopoli)[5], la Kamchatka e le Isole Curili[6]. Inoltre, è bene aggiungere anche la Bielorussia[7], la quale vanta un sistema di difesa aerea congiunto con la Russia[8].
La composizione tecnica di una “bolla”
Abbiamo accennato al fatto che le bolle difensive russe sono atte ad interdire l’accesso a velivoli e vascelli nemici sia con sistemi di difesa passiva che con sistemi di difesa attiva. È bene specificare che stando a report del 2021 la dottrina difensiva russa non sembra applicare una netta distinzione tra sistemi d’arma attivi e passivi impiegandoli – in questo caso nei suoi cluster difensivi – in modo dinamico[9]. La differenza sta nella capacità di poter non solo intercettare ma anche minacciare i dispositivi nemici attivamente. Nello specifico, in base ai dati disponibili sulle bolle A2/AD russe, sappiamo che dispongono di difese aeree, difese antinavali, missili balistici a corto e medio raggio, missili da crociera e munizioni di precisione guidate[10]; un sistema difensivo multilivello che ricorda una matrioska. Andando ad approfondire alcuni dettagli tecnici dello schieramento difensivo del Cremlino troviamo dislocati in tutti i cluster A2/AD, in prima linea, sistemi radar “ground based” come i moderni – ma limitati nei numeri – Nebo-M e i più vecchi Struna 1 a compensare i gap nella copertura radar a bassa quota[11]. A questi si sommano sistemi di guerra elettronica, come lo Zhitel R-330Zh[12], utili per intercettazioni rapide e per “accecare” i velivoli o i vascelli avversari in avvicinamento.


Seguono a questa prima linea di intercettazione i sistemi antiaerei a lungo raggio come gli S-300 (in diverse accezioni come l’S-300V4 montato su cingoli) e i più moderni S-400, i quali hanno dimostrato non solo capacità di intercettazione di minacce aeree da parte di velivoli ostili ma anche di numerose munizioni in forze alla NATO come gli MGM-140 ATACMS, i BGM-109 Tomahawk, missili antiradar AGM-88 HARM e missili da “prima linea” come i Guided Multiple Launch Rocket System (G-MLRS) lanciati anche dagli oramai noti HIMARS[15].

Questo breve elenco di munizioni in forze alla NATO – che pare possano essere intercettate dai sistemi antiaerei russi – è importante, poiché molti dei dati circa questo tema giungono dalle esperienze maturate durante gli oramai 4 anni di guerra in Ucraina. Una guerra ancora in corso e sulla quale torneremo nei meriti dell’efficacia del sistema a cluster difensivi russo. Addentrandoci ancor più all’interno della matrioska difensiva russa troviamo sistemi di intercettazione a corto raggio come i moderni S-350 Vityaz, i cui lanciatori sono muniti di 12 missili rispetto ai 4 trasportati dai lanciatori dei sistemi a lungo raggio S-400. Questo li rende dunque più adatti a fronteggiare attacchi di saturazione delle difese con bersagli multipli. Questi moderni sistemi sono entrati in produzione nel 2019, andando a sostituire gli ultimi dispositivi di epoca sovietica S-300PS. Vantano un’alta mobilità e sono stati dislocati in aree chiave e strategiche anche per difendere le batterie antiaeree a lungo raggio previamente citate[17].

La difesa a corto raggio è composta anche da sistemi come i BuK – M3 Viking, Tor-M2U e i più comuni Pantsir-S (di cui abbiamo visto piazzare le torrette su edifici residenziali[19], bancari[20] e infrastrutture energetiche russe già dal 2023[21]). Questi sistemi erano già presenti a partire dal 2019 stando a fonti governative russe[22]. A questi strati difensivi antiaerei vanno aggiunti i sistemi di difesa costiera mobili K-300P Bastion-P equipaggiati con missili antinave supersonici P-800 Oniks. Questo sistema è stato dislocato per esempio presso le già citate isole Curili[23] e in forze alla Flotta del Nord[24]. È bene citare la presenza dei sistemi missilistici 9K720 Iskander-M, in grado di trasportare anche testate nucleari, il cui dislocamento è stato una delle cause che hanno condotto alla cessazione del trattato INF con gli Stati Uniti sui missili nucleari a media gittata[25]. Gli Iskander sono presenti ad esempio in “bolle” A2/AD come quelle di Kaliningrad, Siria e Crimea[26].

Infine, è bene indicare anche i velivoli adibiti all’intercettazione delle minacce in forze alla VKS, le Forze aerospaziali della Federazione Russa (Воздушно-космические силы Российской Федерации). Tra gli intercettori adibiti a tale ruolo troviamo principalmente i MiG-31BM / MiG-31K, versioni fortemente modernizzate di questo velivolo di tarda epoca sovietica. Questi velivoli sono in grado di intercettare ed ingaggiare bersagli a grandissima distanza grazie a radar ad ampio raggio e missili R-37M dal raggio di 400km[28] contestualmente al poter trasportare e lanciare missili balistici ipersonici Kinzal dando prova delle ancora elevate capacità operative nel quadro della guerra in Ucraina.

La guerra in Ucraina sta cambiando le regole del “gioco”?
La guerra in Ucraina, in corso oramai da quattro lunghi anni, ha in diverse occasioni rotto alcuni tabù legati alla Federazione Russa, soprattutto colpendone direttamente il territorio, le infrastrutture e il personale militare ben oltre la linea del fronte. Questo è avvenuto sia tramite atti di sabotaggio mirati[30], tentativi di assassinio[31] e attacchi aerei. Entrando nel merito proprio del sistema difensivo A2/AD russo questo è sicuramente un sistema efficace ed avanzato che però ha dimostrato evidenti vulnerabilità rispetto ad alcune nuove tattiche che si sono sviluppate sul campo di battaglia. Innanzitutto, le ondate di droni e missili, vastamente utilizzate da entrambe le parti in guerra in quelli che sono noti come attacchi di saturazione. Questi attacchi hanno portato a segno diversi colpi da parte Ucraina verso il territorio russo, traducendosi in incursioni di droni che volando a bassa velocità e quota sono riusciti a superare i radar. Tra i danni più evidenti e sensibili per il Cremlino vi sono stati i numerosi colpi inferti alle infrastrutture energetiche legate alla produzione di petrolio e gas[32] nonché colpi andati a segno nel cuore del territorio russo, compresa la regione di Mosca[33] e recentemente San Pietroburgo[34]. I droni ucraini sono riusciti anche a superare i sistemi difensivi dei porti militari russi in diverse occasioni, infliggendo danni soprattutto alle unità della flotta russa del Mar Nero, tra vascelli di superficie e sottomarini[35]. È bene specificare che è altrettanto vero che l’adattamento delle difese antiaeree di entrambi gli schieramenti sta portando ad un aumento delle intercettazioni di droni e missili in questo genere di attacchi. Questo, nel caso russo, è dimostrato anche dall’ implementazione di nuovi sistemi dedicati a contrastare la minaccia posta dai droni. L’esercito russo si sta difatti dotando di nuovi dispositivi – meno costosi di quelli “convenzionali ”-come ad esempio il sistema di intercettazione cinetica Yolka[36] e il sistema di artiglieria antiaerea ZAK-30 Citadel (recentemente presentato alla ROSOBORONEXPORT[37]). La guerra in Ucraina sta certamente cambiando in modo radicale i modi in cui verranno combattute le guerre che vi faranno purtroppo seguito. In Iran, ad esempio, questo è già accaduto e i droni si sono resi nuovamente protagonisti di un tipo di guerra “al ribasso”. L’intercettazione di un drone dal costo di 20 o 50 mila dollari – come i modelli Shahed 136 – da parte di missili antiaerei dal costo di milioni di dollari come i Patriot[38] può essere letta come una vittoria strategico/economica più che tattica. Il sistema russo a “bolle” A2/AD è stato evidentemente pensato, a seguito di anni di ammodernamento, per contrastare minacce provenienti ad esempio dalla NATO. Queste minacce, sino all’avvento dei droni, si potevano considerare convenzionali, figlie delle dinamiche della Guerra fredda. La fornitura da parte dei Paesi membri dell’Alleanza dei più disparati dispositivi militari a Kiev ha fornito al Cremlino diverse risposte e dati utili, così come è vero anche il contrario. Le guerre cambiano inevitabilmente il modo stesso di fare la guerra e questo è specialmente vero per gli attori che vi sono direttamente coinvolti. Questi potrebbero difatti maturare un expertise che se tradotta in effettive applicazioni sul campo potrebbe significare un passo avanti notevole rispetto ad altri attori, con ricadute strategiche importanti. Sia la Federazione Russa che l’Ucraina stanno infatti maturando esperienze importanti dal campo di battaglia ma alla domanda se queste si tradurranno in una effettiva ristrutturazione tattica e strategica più che a mere risposte ad esigenze contingenti, la risposta è ancora fortemente legata all’esito ma soprattutto alla durata di questo conflitto.
Note
[1] I. Williams, The Russia – NATO A2AD Environment, CSIS Missile Defense Project’s, January 3, 2017. In: https://missilethreat.csis.org/russia-nato-a2ad-environment/
[2] Pierini, M., Russia’s Posture in the Mediterranean: Implications for NATO and Europe, Carnegie Europe, 8, 2021. Cit. p. 3
[3] Sergey Sukhankin, David vs. Goliath: Kaliningrad Oblast as Russia’s A2/AD ‘Bubble’, Jamestown Foundation, 2019. In: https://sjms.nu/articles/20/files/submission/proof/20-1-264-1-10-20190821.pdf
[4] Jonas Kjellén. “The Russian Northern Fleet and the (Re)militarisation of the Arctic”, Arctic Review on Law and Politics, Vol. 13, 2022, pp. 34–52. Cit. p. 39. Cit. pp. 41-42. In: https://brill.com/view/journals/arlp/13/1/article-p34_3.xml
[5] K. Weinberger, Russian Anti-Access and Area Denial (A2AD), ISW, August 29, 2016. In: https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-anti-access-and-area-denial/
[6] Polish Institute of International Affairs, Prospects for Russia-Japan Rapprochement PISM, 09.10.2018. In: https://pism.pl/publications/Prospects_for_Russia_Japan_Rapprochement
[7] Military Watch Magazine Editorial Staff, Belarus Signs Major Air Defence Sustainment Deal with Russia After S-400 Missile System Procurements, Military Watch Magazine, December-25th-2025. In: https://militarywatchmagazine.com/article/belarus-major-air-defence-sustainment-russia-s400
[8] Da redazione, Belarus gets another batch of Tor-M2 air defense missile systems, BELTA, 25 November 2025. In: https://eng.belta.by/society/view/belarus-gets-another-batch-of-tor-m2-air-defense-missile-systems-173988-2025/
[9] M. Kofman, A. Fink, D. Gorenburg, M. Chesnut, J. Edmonds, J. Waller, With contributions by K. Stricklin and S. Bendett, Russian Military Strategy: Core Tenets and Operational Concepts, Cna, October 2021. In: https://www.cna.org/reports/2021/10/Russian-Military%20-Strategy-Core-Tenets-and-Operational-Concepts.pdf
[10] I. Williams, The Russia – NATO A2AD Environment, CSIS, Missile Threat, January 3, 2017. In: https://missilethreat.csis.org/russia-nato-a2ad-environment/
[11] Defeating Threat Air Defences: The Return of the DEAD, IISS, Defence and Military Analysis Programme, December 2020, cit, p. 11. In: https://www.iiss.org/globalassets/media-library—content–migration/files/research-papers/iad-report.pdf
[12] Roger N. McDermott, REPORT, Russia’s Electronic Warfare Capabilities to 2025, Republic of Estonia, Ministry of Defence, September 2017, cit. p. 18. In: https://icds.ee/wp-content/uploads/2018/ICDS_Report_Russias_Electronic_Warfare_to_2025.pdf
[13] Jamestown.org, Immagine, R-330Zh “Zhitel”, Media, 08.27.2021. In: https://jamestown.org/blind-confuse-and-demoralize-russian-electronic-warfare-operations-in-donbas/r-330zh-zhitel/
[14] By Mil.ru, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70260713
[15] J. Bronk, J. Watling, Rebalancing European Joint Fires to Deter Russia, RUSI, Wilson Center, April 2025, Cit. pp. 6-7. In: https://static.rusi.org/rebalancing-european-joint-fires-to-deter-russia.pdf
[16] Di Соколрус – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40082350
[17] Military Watch Magazine Editorial Staff, Last Line of Defence; What is Russia’s New S-350 Missile Platform Capable Of Eastern Europe and Central Asia , Military Watch Magazine, Missile and Space, April-21st-2019. In: https://militarywatchmagazine.com/article/last-line-of-defence-what-is-russia-s-new-s-350-missile-platform-capable-o
[18] Di Vitaly V. Kuzmin – http://vitalykuzmin.net/?q=node/513, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27929849
[19] B. Vitkine (Moscow (Russia) correspondent), Air defense systems installed on Moscow roofs, Pantsir S-1 and S-400 systems have appeared in recent days in the Russian capital, sometimes on top of private buildings, Le Monde, 21 January 2023. In: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/01/21/air-defense-systems-installed-on-moscow-roofs_6012473_4.html
[20] Al Jazeera Staff and The Associated Press, Russia to task bankers with shooting down Ukrainian drones, Al Jazeera, 27 May 2026. In: https://www.aljazeera.com/news/2026/5/27/russia-to-task-bankers-with-shooting-down-ukrainian-drones
[21] Da redazione, Russia plans to defend oil and gas facilities with missile systems, Reuters, March 19, 2024. In: https://www.reuters.com/world/europe/russia-plans-defend-oil-gas-facilities-with-missile-systems-2024-03-19/
[22] “The Supreme Commander-in-Chief also examined air defence equipment – the Kasta 2-2B, Podlet and Valdai radar stations, the Fundament-M automated control system, the Pantsir family of air defence missiles, the Vityaz S-350 air defence missile system, the Tor-M2U combat vehicle, the Buk-M3 self-propelled missile system, and the S-300V4 air defence missile launcher.” President of Russia, Visit to Chkalov State Flight Test Centre, May 14, 2019. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/60517
[23] Da redazione, Russia deploys coastal missile system on island chain near Japan, Reuters, December 2, 2021. In: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/russia-deploys-coastal-missile-system-island-chain-near-japan-2021-12-02/
[24] Da redazione, Northern Fleet deploys Bastion launchers on Barents Sea coast in Russian Navy’s drills, TASS, 24 Jul 2025. In: https://tass.com/defense/1993657
[25] A. Minervini, Riarmo nucleare russo, Opinio Juris – Law and Politics Review, 17 gennaio 2026. In https://www.opiniojuris.it/opinio/riarmo-nucleare-russo/
[26] Missile Defense Advocacy Alliance, Iskander-M (SS-26). In: https://www.missiledefenseadvocacy.org/missile-threat-and-proliferation/todays-missile-threat/russia/iskander-m-ss-26/
[27] By Mil.ru, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=106875525
[28] Military Watch Magazine Editorial Staff, Evaluating All 15 of Russia’s Operational Fighter/Interceptor Classes: Ranked From Most to Least Dangerous, Military Watch Magazine Editorial Staff , July-30th-2023. In: https://militarywatchmagazine.com/article/all-russias-15-ftrintercp-classes-dangerous
[29] Di Vitaly Kuzmin – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14915696
[30] A. Minervini, Attacco coordinato su infrastrutture militari russe: gravi danni ai bombardieri strategici Opinio Juris – Law and Politics Review, Giugno 2, 2025. In: https://www.opiniojuris.it/russia-exspaziosovietico/russia-russia-csi/attacco-coordinato-su-infrastrutture-militari-russe-gravi-danni-ai-bombardieri-strategici/
[31] F. Iovine, Gli attacchi ucraini agli ufficiali russi, Opinio Juris – Law and Politics Review, Febbraio 13, 2026. In: https://www.opiniojuris.it/russia-exspaziosovietico/russia-russia-csi/gli-attacchi-ucraini-agli-ufficiali-russi/
[32] Da redazione, Ukrainian drones hit pipeline, refinery, fuel depot in overnight strikes on Russia, Reuters, May 31, 2026. In: https://www.reuters.com/world/europe/ukrainian-drones-hit-targets-across-several-russian-regions-2026-05-31/
[33] Da redazione, Ukraine targets Moscow in biggest drone attack yet, Reuters, September 10, 2024. In: https://www.reuters.com/world/europe/russia-destroys-ukraine-launched-drone-flying-towards-moscow-mayor-says-2024-09-09/
[34] RAI News, Ucraina, colpito terminal petrolio a San Pietroburgo nel giorno della ‘Davos russa’, 3 giugni 2026. In: https://www.rainews.it/maratona/2026/06/ucraina-guerra-pioggia-missili-droni-citta-ucraine-zelensky-chiede-difesa-aerea-717a4772-b120-4d88-975b-3105cc9007cf.html
[35] F. Van Lokeren, Ukraine strikes Russian submarine with ‘Sub Sea Baby’ drone, Naval News, 16/12/2025. In: https://www.navalnews.com/naval-news/2025/12/ukraine-strikes-russian-submarine-with-sub-sea-baby-drone/
[36] Da redazione, Yolka drone spots targets unseen by human eye — soldier, TASS, 4th march 2026. In: https://tass.com/defense/2096051
[37] “The world premiere of the ZAK-30 Citadel anti-aircraft artillery system, manufactured by Rostec, is taking place at ROSOBORONEXPORT’s exhibition site. The system is designed to protect fixed facilities against multicopter and fixed-wing UAVs. It provides round-the-clock detection, automatic tracking and engagement of pinpoint air targets.” ROSOBORONEXPORT to showcase new products of the Russian defence industry at the International Security Forum, ROSOBORONEXPORT, 26 / 05 / 2026. In: https://roe.ru/en/media/posts/kategoriya-1/rosoboroneksport-pokazhet-novinki-rossiyskoy-oboronnoy-promyshlennosti-na-mezhdunarodnom-forume-po-b/
[38] S. Feldstein, D. Massicot, What We Know About Drone Use in the Iran War, Carnegie Endowment for International Peace, Mar 2, 2026. In: https://carnegieendowment.org/emissary/2026/03/iran-drones-shahed-us-lessons
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