Tensioni bilaterali tra Russia e Azerbaijan


Crescono le tensioni tra Russia e Azerbaijan, tra incidenti diplomatici, arresti e proteste incrociate.


I rapporti tra Russia e Azerbaijan si sono sensibilmente deteriorati da qualche mese a questa parte. Gli eventi recenti hanno rappresentato un punto di rottura nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi, esacerbando delle tensioni venutesi a sviluppare nel corso di quest’anno. Alla fine di dicembre del 2024, un incidente aereo[1] ha coinvolto un velivolo dell’Azerbaijan Airlines. L’aereo era partito da Baku con direzione Grozny, in Cecenia, ma durante il volo ha subito abbattimento accidentale da parte della contraerea russa, causando la morte di 38 persone. Lo stesso Presidente russo Vladimir Putin si scusò con il Presidente azero Aliyev per l’accaduto.
Il 30 giugno, l’Azerbaigian ha arrestato circa sette giornalisti appartenenti all’agenzia di stampa Sputnik[2], nella sede di Baku, con accuse nei loro confronti connesse all’appartenenza al FSB, il servizio di sicurezza interno russo. Tali arresti potrebbero apparire come una ritorsione nei confronti di Mosca, le cui autorità avevano consentito un raid di arresti nella città uralica di Ekaterinburg il 27 giugno[3]. Durante tale operazione, le forze dell’ordine russe hanno arrestato 50 persone, indicati come cittadini russi di origine azerbaigiana.

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L’operazione russa risulterebbe essere connessa ad un’indagine riguardo una serie di omicidi e tentati omicidi di uomini d’affari avvenuti proprio ad Ekaterinburg negli anni Duemila. L’Azerbaijan ha protestato in merito all’operazione a seguito della morte di due uomini, ossia i fratelli Safarov, le cui cause di morte sono ancora da chiarire a pieno. Il 29 giugno, due giorni dopo l’operazione russa, l’Azerbaijan ha annullato tutti gli eventi culturali[4] e istituzionali con la Federazione Russa[5], a cui poi sono seguiti gli arresti nella sede di Sputnik il 30 giugno. A seguito di queste operazioni, la Russia ha protestato convocando l’ambasciatore azerbaigiano a Mosca.
Il 1° luglio è stato arrestato un importante capo locale della diaspora azera, nuovamente nella città di Ekaterinburg. Baku ha risposto convocando, a sua volta, l’ambasciatore russo per presentare formali proteste, sottolineando come la situazione definita “inaccettabile” dalle autorità azerbaigiane. Emerge chiaramente una crisi diplomatica in atto tra i due Paesi, i quali stanno attuando ritorsioni reciproche. Già prima degli eventi sopracitati i rapporti stavano conoscendo un raffreddamento. All’inizio del 2025, il governo di Baku aveva provveduto a dichiarare “persone non grate” alcuni rappresentanti della Duma di Stato russa[6] a cui seguì la chiusura dell’ufficio rappresentativo di Russia Today[7], compagnia d’informazione statale russa.

Contesto geopolitico

Le recenti tensioni tra Mosca e Baku si inseriscono in un quadro geopolitico più ampio, che vede l’Azerbaigian progressivamente allontanarsi dall’influenza russa, in un’area – quella del Caucaso – sempre più teatro della competizione strategica tra Russia e Turchia. Se da un lato Mosca sta cercando di riaffermare il proprio ruolo nella regione dopo la perdita di prestigio derivante dalla guerra in Ucraina, dall’altro Ankara rafforza i propri legami con l’Azerbaijan, anche in chiave pan-turca, sostenendone le ambizioni energetiche e regionali. La progressiva marginalizzazione della Russia nel Caucaso è evidente anche sul piano simbolico e diplomatico: la chiusura degli uffici di Russia Today, gli arresti dei giornalisti russi e il trattamento dei cittadini azerbaigiani in Russia pongono interrogativi rilevanti sotto il profilo del diritto internazionale.
In particolare, gli arresti di reporter di Sputnik pongono il tema del bilanciamento tra sovranità statale e tutela della libertà di stampa, soprattutto se – come sembra emergere – le motivazioni sono collegate a presunti legami con servizi segreti. Allo stesso modo, il trattamento riservato ai cittadini azeri arrestati a Ekaterinburg, alcuni dei quali deceduti in circostanze poco chiare, potrebbe configurare una violazione del diritto consolare (Convenzione di Vienna del 1963), in assenza di notifiche formali alle autorità azere o garanzie procedurali minime.
Sul piano storico, il riassetto seguito alla riconquista azerbaigiana del Nagorno-Karabakh nel 2023 ha determinato un mutamento profondo negli equilibri regionali. La Russia, tradizionalmente garante della sicurezza armena, ha visto la propria influenza ridursi a causa della sua passività nel conflitto. Al contrario, l’Azerbaijan – rafforzato militarmente e diplomaticamente – ha iniziato a sottrarsi alla tutela russa, ridisegnando le proprie alleanze su basi più pragmatiche, soprattutto con la Turchia, Israele e altri attori emergenti. Le recenti frizioni bilaterali, pertanto, non sono che l’espressione di una dinamica più ampia: la fine della pax russa nel Caucaso e l’apertura a un nuovo, incerto multipolarismo regionale.


Note

[1] https://www.aljazeera.com/news/2024/12/26/why-did-an-azerbaijan-airline-plane-crash-in-kazakhstan-what-we-know
[2] https://www.dw.com/en/azerbaijan-police-raid-russias-sputnik-media-offices/a-73097961
[3] https://www.themoscowtimes.com/2025/07/02/from-plane-crash-to-deadly-arrests-whats-behind-the-russia-azerbaijan-standoff-a89644
[4] https://www.arabnews.com/node/2606352/world
[5] https://it.euronews.com/my-europe/2025/06/30/lazerbaigian-protesta-con-la-russia-per-le-detenzioni-e-le-morti-di-membri-della-diaspora-
[6] https://www.themoscowtimes.com/2025/02/10/azerbaijan-bans-entry-to-russian-lawmaker-over-offensive-remarks-a87931
[7] https://www.themoscowtimes.com/2025/02/24/azerbaijan-shuts-russia-today-office-amid-media-clampdown-a88138


Foto copertina: epa11555230 Russian President Vladimir Putin (L) and Azerbaijani President Ilham Aliyev attend a state reception at the Gulustan Palace in Baku, Azerbaijan, 19 August 2024. The Russian president is on a two-day state visit to Azerbaijan. EPA/MIKHAIL TERESHCHENKO / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT