Tra equilibri fragili e nuovi scenari: le elezioni del 2026 ridisegnano la mappa politica americana.
A cura di Riccardo Fiori
Il Super Tuesday
Lo scorso 3 marzo c’è stato il Super Tuesday, ovvero il giorno in cui canonicamente si dà il via alla stagione elettorale, in questo caso verso le midterm di fine anno. Il Super Tuesday dell’anno delle midterm non coinvolge tanti Stati come nelle presidenziali, ma resta un importante pressure test per i due partiti statunitensi, in termini di leader, ma anche in termini di forza.
Gli stati coinvolti sono stati il Texas, la North Carolina e l’Arkansas.
Il Texas, secondo stato più popoloso dell’Unione, fino all’elezione di Eisenhower è stata per più di un secolo una roccaforte democratica, per poi tornare negli anni ‘60 a votare democratico. Dopo l’avvicendamento Nixon-Carter, dall’elezione di Reagan in poi il Texas ha sempre votato per i repubblicani, diventando di fatto uno stato sicuro per il GOP.
Per quanto concerne la corsa al ruolo di governatore, l’uscente Greg Abbott, repubblicano, ha stravinto le primarie per il quarto mandato, nonostante avesse dieci sfidanti. Abbott a novembre sarà sfidato dalla democratica Gina Hinojosa, che ha vinto le primarie democratiche.
Molto più aperta, invece, la corsa per il seat in Senato per il Texas: nelle primarie repubblicane, l’incumbent John Cornyn e l’Attorney General Ken Paxton non hanno raggiunto il 50% ed andranno al ballottaggio il 26 maggio. Questa sfida intestina tra l’establishment del partito e l’ala più vicina a Trump rischia di dividere i repubblicani texani, i quali dovranno scegliere tra il vincitore dello scontro tra repubblicani ed il democratico James Talarico, il quale al momento nei sondaggi è avanti su entrambi i repubblicani[1]. Una vittoria di Talarico darebbe un impatto non indifferente anche su scala nazionale, proprio perché metterebbe in discussione un seat ritenuto relativamente sicuro dal GOP. Inoltre il Texas è al centro delle polemiche per il cosiddetto jerrymandering selvaggio da parte dei repubblicani, quindi anche in questo senso una vittoria democratica sarebbe significativa.
In North Carolina, come in Texas, è stata registrata una straordinaria affluenza per le primarie democratiche, che per la prima volta dal 2020 è stata superiore a quella repubblicana. Le votazioni caratterizzeranno il solo Senato e non il governatore ed a combattersi il seat c’è da un lato l’ex governatore democratico Roy Cooper, il quale ha ottenuto facilmente la nomination, mentre i repubblicani schierano Michael Whatley, ex presidente del Republican National Committee. Questo seggio è considerato uno dei più contendibili per spostare l’equilibrio del Senato.
I sondaggi danno ampio vantaggio per l’ex governatore[2], assicurando potenzialmente un’importante vittoria ai democratici nel Senato.
Infine il Super Tuesday in Arkansas non ha dato particolari segnali, confermando piuttosto la figura della governatrice Sarah Huckabee Sanders, la quale alle primarie repubblicane correva senza sfidante. La Sanders si sta costruendo l’immagine di papabile vicepresidente nel ticket repubblicano nel 2028, grazie al suo passato da addetta stampa presso la Casa Bianca durante il primo mandato Trump, ma anche grazie alla sua esperienza come governatrice e per l’appeal che può avere come donna, giovane e del sud.
I prossimi appuntamenti elettorali.
Nel 2026 negli USA si voterà per il governatore in ben 36 Stati, e 3 territori, ma la particolarità di questa tornata è l’alto numero di open seats, sia per i senatori che per i governatori a fine mandato.
Per quanto concerne il Senato, si voterà per 33 senatori in scadenza naturale, più le elezioni speciali in Florida e Ohio, dove i democratici ne difendono solo 13, mentre i Repubblicani 22.
Un eventuale flip del Senato implicherebbe un’importante battuta d’arresto per la presidenza in corso, ed il seat del Michigan è considerato il toss up più critico, dove per toss up si intende sostanzialmente un lancio di moneta per la probabilità di vedere uscire vincitore uno o l’altro candidato. Con il ritiro del democratico Gary Peters[3], senatore uscente quindi open seat, i repubblicani hanno la possibilità di recuperare un senatore. Al momento i sondaggi vanno verso il toss up, mentre l’aggregato[4] di parla di un leggero vantaggio democratico.
Nella già citata North Carolina, il ritiro di Thom Tillis ha creato una situazione analoga a quella del Michigan ma opposta, con i democratici che sperano nel successo di Roy Cooper, l’ex governatore, il quale è in leggero vantaggio.
In Georgia il democratico Ossof difende il suo seggio in uno stato che alle ultime presidenziali ha dato una leggerissima preferenza verso il ticket repubblicano. Sebbene Ossoff mantenga un leggero vantaggio nei sondaggi, circa il +2.8%[5], la rimonta repubblicana non è inimmaginabile.
Situazione opposta in Maine, dove Maine la repubblicana Susan Collins è l’unica del suo partito a difendere un seggio in uno stato vinto da Kamala Harris La polarizzazione crescente nel Maine rischia di ridurre ulteriormente il leggerissimo vantaggio repubblicano confermato dagli ultimi sondaggi.
Un’altra situazione straordinariamente interessante è quella dell’Alaska, dove l’ex repubblicana ora democratica Mary Peltola ha mostrato numeri forti nei sondaggi, dove supera leggermente il candidato uscente Dan Sullivan.
Le due votazioni speciali in Ohio e Florida sono figlie delle nomine rispettivamente di Vance e Rubio nella compagine di governo.
L’Ohio è uno stato solidamente repubblicano e l’incumbent, l’ex governatore Jon Husted nominato dall’attuale governor DeWine nel gennaio 2025, sta cercando di mantenere il seggio sfidato da Sherrod Brown. In un clamoroso ritorno sulla scena politica dopo la sconfitta del 2024, l’ex Senatore Brown ha deciso di correre per riprendersi il suo vecchio seggio. La sua capacità di attrarre il voto blue collar rende questa corsa estremamente competitiva ed al momento l’aggregato dei sondaggi parla di un leggero vantaggio per i democratici.
In Florida, invece, Ashley Moody, già procuratrice generale della Florida, è stata dominata dal governatore De Santis per riempire la casella lasciata libera da Marco Rubio. Moody, con un platform “ordine e disciplina”, è la favorita, godendo del sostegno dell’establishment repubblicano e del vantaggio dell’incumbency.
I due principali candidati democratici alle primarie sono Angie Nixon, deputata statale che rappresenta l’ala più progressista del partito; ed Alex Vindman, ex ufficiale dell’esercito e figura chiave nel primo tentativo di impeachment per Trump, il quale appare in diversi sondaggi esplorativi, posizionandosi come un’alternativa di profilo nazionale.
I sondaggi parlano di un buon vantaggio di Ashley Mood contro entrambi i candidati potenziali dem.
Secondo Race to the WH per quanto concerne i governatori siamo a quattro toss up: tre open seat, Michigan, Iowa e Georgia, ed il Nevada.
In Nevada il governatore repubblicano Joe Lombardo è in una posizione di estrema vulnerabilità, con una stima un margine di appena +1.6%[6] contro lo sfidante democratico Aaron Ford, già Attorney General, forte del +23% tra gli ispanici.
Il Michigan, orfano della democratica Gretchen Whitmer per scadenza del mandato, al momento è in perfetto equilibrio. Jocelyn Benson per i democratici, e John James, per i repubblicani sono letteralmente appaiati nei sondaggi nonostante siano comunque in attesa delle primarie d’agosto.
L’ingresso del sindaco di Detroit Mike Duggan come indipendente potrebbe togliere voti decisivi ai ad entrambe le fazioni e di fatto gli ultimi sondaggi danno Benson al 42%, mentre per i repubblicani il 30% e per Mike Duggan solo il 21%[7].
In Iowa il ritiro della repubblicana Kim Reynolds ha trasformato uno stato in un toss up, con i democratici, nella figura di Rob Sand, che sperano in un flip dello stato contro il repubblicano Randy Feenstra. I sondaggi parlano di un 45% per Sand ed un 43% per Feenstra: nei limiti dell’errore statistico siamo ad un lancio di moneta.
In Georgia Brian Kemp, governatore repubblicano dal 2019, non può ricandidarsi ed al momento secondo i sondaggisti siamo davanti ad un toss up. Questa situazione è principalmente data dalle divisioni interne al GOP, con l’outsider Rick Jackson in grande rimonta sul vicegovernatore Burt Jones[8], mentre i Dem sono compatti su Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta.
Leggi anche:
- La politica americana di containment verso la Cina
- Trump e le Americhe: verso una nuova dottrina Monroe?
- Il ritorno di Trump
Al momento i sondaggi danno la democratica Bottoms con un vantaggio previsto del 3%[9]. Sempre secondo Race to the WH, gli unici due stati per cui si ha una consolidata certezza in termini di previsione del prossimo governor sono Pennsylvania e la California.
In Pennsylvania l’incumbent democratico Josh Shapiro è il governatore più popolare dell’intera unione con oltre il 60% di rating approval[10] ed attualmente è avanti di quasi venti punti percentuali sulla repubblicana Stacy Garrity.
Josh Shapiro si sta ritagliando, anche su base nazionale oltre che locale, un’importante immagine incentrata sulla competenza pragmatica anziché sull’ideologia, non a caso è apprezzato anche dai repubblicani tradizionali e dagli indipendenti.
Il suo slogan “Get Stuff Done” è sostenuto da molti risultati ottenuti sia a livello ad esempio infrastrutturale, che in termini di posti di lavoro, lasciando definitivamente alle spalle l’era della Rust Belt.
Inoltre Shapiro è la voce pro-Israele per eccellenza delle nuove leve democratiche, rendendolo un perfetto candidato moderato.
La California è uno stato che ha visto la sua base elettorale cambiare radicalmente negli anni.
Il Golden State ha sempre guardato ai Democratici fino al ‘52, quando ad uscire vincitore fu Eisenhower, e da allora, con l’eccezione di Lyndon Johnson nel ‘64, ha votato repubblicano fino al 1992 quandò optò per Clinton. Da allora è sempre stato uno stato radicalmente democratico e liberal, non a caso l’università di Berkeley che ha dato il via ai moti studenteschi negli Stati Uniti è proprio lì.
Gavin Newsom, governatore uscente, è considerato l’Anti-Trump per eccellenza nel panorama democratico del 2026. È un classe ‘67 carismatico che già su base nazionale ha raccolto parecchio consenso nazionale, grazie ad esempio alla causa intentata all’amministrazione Trump per l’invio della Guardia Nazionale su San Francisco e Los Angeles[11], ed internazionale avendo presenziato al World Economic Forum.[12]
Newsom lascia un open seat e dunque lo stato è alla ricerca di una nuova guida democratica ed è possibile ritenere che una candidatura molto forte alle primarie dem dell’ex governatore possa implicare una sorta di passo indietro di Kamala Harris nella corsa alle primarie. L’ex vicepresidente Harris è californiana ed ha avuto anche ruoli di spicco nell’amministrazione dello stato in quanto Attorney General tra 2011 e 2017, e dunque una sua candidatura come governor implicherebbe da un lato una nomina di spicco democratica per lo stato, e contemporaneamente un porto sicuro dopo la sconfitta presidenziale del 2024.

Questa suggestione è probabilmente destinata a restar tale dato che l’ex vicepresidente nell’estate del 2025 ha dichiarato di non volersi candidare come governatrice[13], ma d’altronde la politica è capace di tutto, figuriamoci quella statunitense.
Lasciando per il momento la fanta-politica alle spalle, senza Newsom la battaglia vera e propria è nelle primarie dem, il cui leader nei sondaggi è Eric Swalwell.
Nonostante la candidatura dell’outsider repubblicano Steve Hilton, già giornalista per Fox News, Race to the WH dà un 95% di possibilità che lo stato continuerà ad avere un governatore democratico.
Accanto a questi stati relativamente più prevedibili, nel gergo sondaggistico statunitense ci sono i cosiddetti tilt, lean, ed i già citati toss up.
Per lean si intende un vantaggio sostanziale ma non con percentuali bulgare nei sondaggi, mentre per tilt si intende un vantaggio marginale ma comunque non tendente al toss up.
I due lean secondo Race to the WH sono Arizona e Texas, due stati per certi versi anche molto simili.
In Arizona la governatrice incumbent democratica Katie Hobbs cerca conferma in uno stato che nelle ultime presidenziali ha espresso preferenza, seppur di soli duecentomila voti, per Trump. Dunque, nonostante lo stato sia di fatto spaccato, Hobbs sta beneficiando della debolezza dei candidati repubblicani. Il frontrunner del GOP Andy Biggs guida le primarie interne ma fatica nei sondaggi contro Hobbs, in vantaggio di circa sette punti percentuali, avendo raccolto consensi anche tra gli indipendenti, anche grazie al fatto che Biggs è un fedelissimo MAGA e dunque per sua natura divisivo.
Come già ricordato in apertura di questo articolo, il Texas è un porto sicuro per il partito repubblicano da ormai molti anni e Greg Abbott, governatore repubblicano in carica dal 2015, guida i sondaggi di circa otto punti percentuali sulla candidata democratica Gina Hinojosa.
Greg Abbott, stravincitore delle primarie, è riuscito a raccogliere ben 106 milioni di dollari per la sua campagna elettorale[14], ed il suo elettorato è prettamente riconducibile alle aree rurali dello stato. La sfidante democratica, invece, cerca voti nelle zone urbane del Texas, in particolare nelle grandi città come Houston, Dallas, San Antonio e la capitale Austin.
Uno dei principali snodi della campagna elettorale è la questione dei Education Savings Accounts – ESA[15].
Il governatore Greg Abbott ha voluto questa legislazione per consentire alle famiglie di utilizzare fondi pubblici per pagare rette di scuole private o per il cosiddetto Homeschooling, togliendo risorse preziose alle scuole pubbliche, che sono frequentate da oltre il 90% degli studenti texani[16].
In Texas, le scuole sono finanziate in base al numero di studenti: se gli studenti diminuiscono, i distretti perdono fondi operativi, aggravando ulteriormente le carenze di budget.
Inoltre le scuole private possono rifiutare studenti per motivi di religione, disabilità, voti o “incompatibilità”, limitando di fatto l’accesso ai soli studenti selezionati. Gli studenti con disabilità, in particolare, possono perdere i diritti federali e le tutele garantite nel sistema pubblico.
Le ricerche mostrano, tra l’altro, che spesso la maggior parte dei beneficiari dei voucher sono famiglie che già mandavano i propri figli a scuole private, trasformando il voucher in un sussidio statale per i benestanti piuttosto che un aiuto per le famiglie a basso reddito.[17]
La candidata dem Hinojosa sta cavalcando l’onda della contrarietà al fatto che il governatore Abbott abbia legato i nuovi finanziamenti alle scuole all’approvazione dei voucher[18] creando frustrazione tra gli educatori e i genitori, verso cui Hinojosa cerca consensi.
Dall’altro lato della barricata, Abbott porta avanti il suo platform facendo prettamente leva sulla logica del Law and Order repubblicano, in quanto stato di frontiera col Messico.
La Florida rappresenta un’altra roccaforte repubblicana dove però il vantaggio di circa 20 punti ottenuto nel 2022 dal governatore uscente Ron Desantis, in carica dal 2019, si è particolarmente ridotto.
Ad oggi il repubblicano Byron Donalds, sostenuto dalla base MAGA, è in vantaggio sul candidato democratico, che sia un moderato come Jerry Demings, sindaco di Orange County, il quale potrebbe rendere la corsa competitiva se riuscisse a mobilitare l’elettorato ispanico del sud dello stato, attualmente in fase di spostamento verso destra, oppure colui che ad oggi è nelle primarie democratiche, ovvero l’ex repubblicano David Jolly.
In ogni caso il margine di vantaggio repubblicano si sta erodendo velocemente, proprio grazie alla mobilitazione avvenuta nelle grandi aree urbane della Florida.
Ohio, New Hampshire e Kansas sono altri stati che rientrano nella categoria di lean e tilt, dove in particolare quest’ultimo si è molto vicini al flip in favore repubblicano.
Ad oggi, secondo l’algoritmo di Race to the WH, considerando i sondaggi per i 36 stati al voto per il governatore, la situazione ci darebbe 25 stati a testa per i due partiti nel 2027.
Scorrendo lo storico delle elezioni americane si nota subito come effettivamente la maggior parte delle votazioni, chiaramente in termini di voto popolare, risulti di fatto in una spaccatura sostanzialmente speculare dell’elettorato, confermando anche nel 2026 che la Legge di Duverger, ovvero la teoria che sostiene che i sistemi elettorali maggioritari a turno unico in collegi uninominali favoriscono strutturalmente il bipartitismo, sia più che mai attuale.
Il banco di prova del 2026 per le due fazioni è dunque un valico fondamentale dal punto di vista non solo del breve termine, ma anche dal punto di vista di indirizzo dei due partiti, tendenzialmente azzarderei a sottolineare che la pressione è in particolare sui Democratici, in quanto ancora alla ricerca di una nuova identità.
In conclusione, l’avvento di posizioni fortemente identitarie ha agito da catalizzatore sulle tensioni intrinseche al sistema statunitense, estremizzando ulteriormente la polarizzazione. Questa dinamica ha prodotto una cristallizzazione ideologica ai poli della distribuzione elettorale, tracciando delle trincee molto ampie tra le opposte fazioni e riducendo il baricentro moderato a un’area di estrema volatilità.
Ciò che ne emerge un panorama politico in cui la stabilità degli estremi contrasta con le incessanti fluttuazioni di un centro sempre più esiguo, cosiddetto fenomeno dell’hollowing out of the center, ormai vero e unico ago della bilancia di un sistema in continua tensione.
Note
[1] https://punchbowl.news/article/campaigns/paxton-cornyn-poll/
[2] https://www.racetothewh.com/senate/26polls [3]https://www.mlive.com/news/2025/01/sen-gary-peters-plans-to-step-down-when-term-ends-in-2027.html#:~:text=*%20Public%20Interest.%20*%20Business.
[4] https://www.racetothewh.com/senate/26polls
[5] ibidem
[6] ibidem
[7]https://www.metrotimes.com/news/poll-shows-jocelyn-benson-leading-early-in-2026-governors-race-38797048/
[8] https://www.racetothewh.com/governor/26polls
[9] ibidem
[10]https://poll.qu.edu/poll-release?releaseid=3933#:~:text=As%20Pennsylvania%20Governor%20Josh%20Shapiro,Shapiro%20leads%2056%20%2D%2039%20percent.
[11] https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/newsom-california?card=10 [12]https://www.weforum.org/meetings/world-economic-forum-annual-meeting-2026/sessions/conversation-with-gavin-newsom-governor-of-california/
[13] https://www.nbcnews.com/politics/2026-election/kamala-harris-decides-not-run-governor-california-rcna222048
[14] https://www.houstonchronicle.com/politics/texas/article/greg-abbott-campaign-cash-21299196.php
[15]https://www.texastribune.org/2025/01/23/texas-vouchers/#:~:text=Texas%20is%20constitutionally%20obligated%20to,of%20universal%20public%20school%20distrust.%E2%80%9D
[16] https://learningpolicyinstitute.org/sites/default/files/2025-03/pub_private_Texas_MAP.pdf
[17]https://defendernetwork.com/community/voucher-system-texas-voters/#:~:text=So%2C%20the%20drum%20majors%20for,the%20Texas%20Private%20School%20Association.
[18]https://www.courthousenews.com/texas-governor-signs-school-voucher-bill-into-law/#:~:text=%E2%80%9CToday%20is%20a%20confirmation%20of,billion%20public%20school%20finance%20plan.
Foto copertina: Prossimi appuntamenti elettorali Stati Uniti













