Xi Jinping e Trump al Vertice di Washington

Presidents Xi Jinping and Donald Trump during a state visit in the Rose Garden of the White House in Washington, DC, on Sept. 24.Photographer: Al Drago/Bloomberg
Presidents Xi Jinping and Donald Trump during a state visit in the Rose Garden of the White House in Washington, DC, on Sept. 24.Photographer: Al Drago/Bloomberg

La cooperazione economica e tecnologica al centro dell’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump, mentre restano un’incognita le principali crisi internazionali.


Si è conclusa la visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti, la sesta di un Presidente della Repubblica Popolare Cinese nel Paese, tenutasi dal 23 al 25 settembre. L’incontro tra i due leader, il secondo in pochi mesi, rappresenta un momento storico nelle relazioni tra Washington e Pechino e si inserisce in un quadro volto a stabilizzare i rapporti bilaterali tra le potenze, in un contesto caratterizzato da profonde divergenze economiche e strategiche.

Il confronto da Pechino a Washington

Per comprendere al meglio il nuovo vertice, risulta fondamentale richiamare brevemente la visita di Trump a Pechino, svoltasi nel maggio 2026. È in quell’occasione che si posero le basi per un dialogo volto a realizzare “una relazione costruttiva di stabilità strategica sulla base dell’equità e della reciprocità.”[1] Le tematiche centrali dell’incontro furono la crisi in Medio Oriente, il ruolo della Corea del Nord e la necessità di trovare un punto d’incontro sul piano commerciale.
Rispetto all’ultimo punto furono istituiti due strumenti fondamentali per rafforzare il coordinamento economico tra le parti, tra cui il Board of Trade ed il Board of Investment, concepiti per facilitare il confronto sul piano commerciale, promuovere gli investimenti tra le parti e contribuire al superamento delle tensioni commerciali esistenti.
La visita di Xi a Washington assume, in tal senso, una duplice funzione. Da un lato ha permesso di proseguire il dialogo avviato a Pechino, confermando la volontà di avvicinamento tra le parti; dall’altro ha reso possibile affrontare le questioni rimaste irrisolte.
Il confronto tra i Presidenti ha coinvolto numerosi ambiti, tra cui la sicurezza internazionale, la competizione tra i due Paesi, il contrasto al narcotraffico, le questioni commerciali e quelle tecnologiche.

Crisi internazionali e competizione strategica: Dall’Iran a Taiwan

Tra gli argomenti centrali del dibattito si distinguono quelli relativi alla sicurezza internazionale e alle divergenze geopolitiche tra i due Paesi.
Nel corso dell’incontro, i presidenti hanno discusso di alcune delle principali crisi internazionali, come quella del Medio Oriente e del conflitto in Ucraina, con lo scopo di promuovere il ritorno della pace e della prosperità nel sistema internazionale.
Rispetto alla prima i due Presidenti hanno ribadito che l’Iran non dovrà dotarsi di armi nucleari, dimostrando dunque una visione convergente rispetto all’obiettivo. Una visione che, tuttavia, risulta l’unico punto di convergenza tra le parti rispetto al conflitto. Dall’incontro non sono emerse discussioni circa le modalità attraverso cui porre fine al conflitto, a conferma delle differenti posizioni di due Stati con interessi diversi all’interno della regione.[2]
Una minore attenzione è stata dedicata alla questione russa, rispetto alla quale non sono emerse particolari intese. L’unico riferimento riportato dalla Casa Bianca è stato quello circa la necessità di avviare negoziati trilaterali sul controllo degli armamenti tra Cina, Russia e Stati Uniti.[3]
Tra le questioni affrontate figura anche quella relativa all’indipendenza di Taiwan, tradizionalmente appoggiata dagli Stati Uniti e principale elemento di attrito tra Washington e Pechino.
In tal senso il presidente cinese ha esortato Washington ad opporsi all’indipendenza dell’isola, gestendo la situazione con cautela al fine di “gettare le basi solide per la cooperazione sino-statunitense”[4]
Le tensioni fanno seguito alla decisione di Trump di sospendere un pacchetto da 14 miliardi di dollari di aiuti e forniture militari destinate a Taipei, e alle sue dichiarazioni circa la possibilità di utilizzare la vendita di armi come una carta negoziale nei confronti di Pechino [5]
Alla luce delle divergenze esistenti, assumono rilievo le parole del presidente Xi Jinping rispetto alla rivalità tra i due Paesi.
Il leader cinese, in linea con una posizione già espressa in precedenti occasioni[6], ha richiamato la metafora della trappola di Tucidide, sottolineando quanto sia necessario limitare la competizione entro una dimensione sana, evitando che si tramuti in un confronto diretto.
Secondo le parole del presidente, attraverso la cooperazione ed il dialogo, anche sul piano militare, “la trappola può essere superata.”[7]
Si inserisce in questa prospettiva l’impegno assunto dalle parti a sostenersi reciprocamente in qualità di Paesi ospitanti dei summit del G20 e dell’APEC, ai quali entrambi i leader intendono partecipare.

Cooperazione economica e tecnologica

Sul versante economico, la riunione ha portato all’approfondimento degli strumenti sviluppati nell’incontro di maggio. Nello specifico sono stati resi operativi il Board of Trade ed il Board of Investment, con il raggiungimento di un’intesa in grado di favorire un “trattamento tariffario più favorevole per 30 miliardi di dollari di merci non sensibili in ciascuna direzione.”[8]
Per quanto concerne le merci statunitensi, l’accordo comprende i prodotti agricoli, ittici, legname, cosmetici e dispositivi medici.
Inoltre, l’accordo ha istituito un gruppo di lavoro incentrato sulla ricerca di soluzioni alle barriere che ostacolano le esportazioni di prodotti agricoli statunitensi verso la Repubblica Popolare Cinese.
L’iniziativa assume particolare importanza se inquadrata in un contesto caratterizzato dalle forti difficoltà per i produttori agricoli statunitensi, danneggiati dai dazi cinesi sulla soia e dalla concorrenza brasiliana.
In seguito all’introduzione delle tariffe, la stessa Pechino ha diversificato i propri approvvigionamenti, riducendo gli acquisti dagli Stati Uniti.
In merito a questo punto, Trump ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, dichiarando che gli “agricoltori statunitensi ne sarebbero stati felici.”[9]
Un ulteriore ambito di confronto tra le due potenze è stato quello della cooperazione tecnologica, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale.
Nel dettaglio i due Presidenti hanno convenuto sulla necessità di mantenere “un dialogo sull’IA, sui suoi rischi e benefici, e di lavorare insieme per prevenire l’uso improprio e l’abuso dell’IA.”[10] In tal senso, l’istituzione del U.S-China Super Intelligence (SI) Dialogue rappresenta uno strumento volto ad approfondire il confronto tra le parti.[11]
Tirando le somme rispetto alla riunione, resta evidente come l’incontro abbia deluso le aspettative, riprendendo in gran parte le tematiche affrontate durante il precedente a Pechino, senza oltretutto introdurre nuovi e significativi progressi sul piano geopolitico. Nonostante il raggiungimento di accordi in ambito economico e tecnologico, le divergenze tra Cina e Stati Uniti sulle principali questioni relative al sistema internazionale restano irrisolte.
Il confronto tra le parti è tuttavia destinato a proseguire nei prossimi mesi, in occasione dei vertici del G20 e dell’APEC.


Note

[1] The White House. (2026, 17 maggio). Fact sheet: President Donald J. Trump secures historic deals with China, delivering for American workers, farmers, and industry. https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2026/05/fact-sheet-president-donald-j-trump-secures-historic-deals-with-china-delivering-for-american-workers-farmers-and-industry/
[2] The White House. (2026, 25 settembre). Fact sheet: President Donald J. Trump advances a fair and reciprocal relationship with China while hosting historic state visit. https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2026/09/fact-sheet-president-donald-j-trump-advances-a-fair-and-reciprocal-relationship-with-china-while-hosting-historic-state-visit/
[3] Ibidem
[4] Ministry of Foreign Affairs of the People’s Republic of China. (2026, 25 settembre). President Xi Jinping holds talks with U.S. President Donald J. Trump https://www.fmprc.gov.cn/eng/xw/zyxw/202609/t20260925_12031181.html
[5] Reuters. (2026, 24 settembre). Trump welcomes China’s Xi with fanfare, but no breakthroughs emerge.https://www.reuters.com/world/china/trump-welcomes-xi-washington-looking-trade-win-2026-09-24/
[6] Il richiamo alla Trappola di Tucidide non è una novità, già in passato Xi Jinping ne aveva fatto uso, come in occasione della visita a Seattle, nel corso della presidenza di Obama; e durante l’incontro con Trump a Pechino. Consulate General of the People’s Republic of China in New York Spotlight: Xi offers ways to build new model of major-country relationship with U.S. https://newyork.china-consulate.gov.cn/eng/xbwz/zt/14you/201509/t20150924_5429289.htm Xinhua. (2026, 14 maggio). Xi says China, U.S. must jointly answer questions of times. https://english.news.cn/20260514/148e1cac5b894d4d827bce9ac6e4e228/c.html
[7] Xinhua. (2026, 25 settembre). Full text: Xi’s remarks at arrival ceremony at the White House. https://english.news.cn/20260925/64a72413475046f4a9a9d666dfc0c9ac/c.html
[8] The White House, Op. cit.
[9] CNN. (2026, 24 settembre). Trump meeting China Xi: US visit. https://edition.cnn.com/2026/09/24/politics/live-news/trump-meeting-china-xi-us-visit

[10] Xinhua. (2026, 25 settembre). Xinhua commentary: Turning vision into action for China-U.S. constructive strategic stability. https://english.news.cn/20260925/750513ba99c24755a4fceef9e5f81abd/c.html
[11] The White House, Op. cit.


Foto copertina: Presidents Xi Jinping and Donald Trump during a state visit in the Rose Garden of the White House in Washington, DC, on Sept. 24.Photographer: Al Drago/Bloomberg