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Angola: A fine agosto l’Angola ha continuato a rafforzare il proprio ruolo nella gestione delle relazioni regionali, anche attraverso il sostegno ai processi di cooperazione infrastrutturale nell’Africa australe e centrale. Particolare rilievo assume il ruolo di Luanda nel Corridoio di Lobito, infrastruttura strategica destinata a collegare le aree minerarie della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia ai porti angolani sull’Atlantico. Il progetto rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui Stati Uniti, Unione Europea e partner africani puntano a sviluppare alternative alle tradizionali rotte commerciali controllate o influenzate dalla Cina.
Benin: La transizione politica avviata lo scorso anno ha portato l’ex presidente Patrice Talon alla presidenza del nuovo Senato, incarico creato nell’ambito della riforma costituzionale che ha introdotto un sistema parlamentare bicamerale. Talon è stato eletto con 24 voti favorevoli su 25, con una scheda bianca e nessun voto contrario, in una votazione segreta e a porte chiuse. Il Senato, i cui membri sono prevalentemente designati e non eletti direttamente, avrà il compito di partecipare alla gestione della vita politica nazionale e rappresenta una delle principali novità istituzionali del Paese.
Burkina Faso: Il Burkina Faso ha continuato ad agosto il processo di progressivo allontanamento dall’Occidente e di consolidamento dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) insieme a Mali e Niger. La sicurezza rimane tuttavia il principale problema per la giunta guidata da Ibrahim Traoré: nonostante il rafforzamento della cooperazione militare con Russia e altri partner, gli attacchi dei gruppi jihadisti continuano a rappresentare una grave minaccia. La situazione burkinabé conferma quindi la crescente autonomia politica e militare del blocco saheliano rispetto all’ECOWAS e ai tradizionali partner occidentali.
Camerun: Il Camerun ha continuato ad agosto a prepararsi alle elezioni presidenziali e a gestire le tensioni legate alla lunga permanenza al potere di Paul Biya. Il Paese rimane inoltre alle prese con le crisi nelle regioni anglofone e con le problematiche di sicurezza nell’estremo nord, dove operano gruppi jihadisti collegati a Boko Haram e allo Stato Islamico dell’Africa occidentale. Le dinamiche interne camerunesi assumono particolare rilevanza anche per la stabilità dell’Africa centrale.
Costa d’Avorio: La Costa d’Avorio ha continuato ad affrontare la crisi del settore del cacao, fondamentale per l’economia nazionale. Il mercato internazionale ha registrato un forte calo dei prezzi dopo i massimi raggiunti negli anni precedenti, mentre Abidjan deve gestire l’accumulo di prodotto invenduto e le difficoltà finanziarie dei produttori. La situazione assume una dimensione strategica per un Paese che rappresenta il principale produttore mondiale di cacao e nel quale il comparto costituisce una componente essenziale delle esportazioni.
Etiopia: L’Ambasciatore italiano in Etiopia, Sem Fabrizi, è rientrato a Roma dopo meno di un anno di servizio, alimentando interrogativi sulle ragioni dell’interruzione anticipata del mandato. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di una dichiarazione di persona non grata da parte del Governo etiope, mentre la Farnesina ha escluso l’espulsione, facendo riferimento a motivazioni personali e alla possibilità di un nuovo incarico. Il decreto presidenziale del 30 luglio conferma il richiamo, senza tuttavia specificarne le ragioni. Il caso ha portato il senatore Ivan Scalfarotto ad annunciare un’interrogazione parlamentare.
Ghana: Ad agosto Accra ha cercato di rafforzare i rapporti con la Russia, con i due Paesi che hanno discusso di cooperazione nel settore della sicurezza e del sostegno alla stabilizzazione del Sahel. Il Ghana rimane tuttavia alle prese con la crisi del settore del cacao, aggravata dal crollo dei prezzi internazionali e dalle difficoltà finanziarie del sistema di acquisto statale. La situazione del comparto rappresenta una delle principali sfide economiche per il Governo di Accra.
Guinea: Il 23 agosto un grave incidente ha colpito la capitale Conakry, dove il cedimento di una grande discarica provocato dalle forti piogge ha causato almeno 30 morti e 22 feriti. Il disastro ha riacceso il dibattito sulle condizioni delle infrastrutture urbane e sulla gestione dei rifiuti in Guinea, pochi giorni dopo che il Governo aveva annunciato l’intenzione di chiudere la discarica proprio per i rischi legati alla stagione delle piogge.
Guinea-Bissau: Il 30 agosto si è svolto il referendum sulla riforma della Costituzione, destinata a modificare profondamente l’assetto istituzionale del Paese e ad accrescere i poteri presidenziali. Il voto si è svolto in un contesto fortemente contestato dalle opposizioni, che non riconoscono la legittimità del Consiglio nazionale di transizione e del Governo guidato da Horta N’Tam, insediatisi dopo il colpo di Stato del novembre 2025. Le forze di opposizione e diverse organizzazioni della società civile hanno promosso il boicottaggio del referendum. Al termine del mese erano ancora attesi i risultati ufficiali.
Kenya: Il Kenya ha vissuto ad agosto una fase di forte tensione sociale ed economica. Il 28 agosto la polizia di Nairobi ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere piccoli commercianti che protestavano contro l’aumento dei dazi sulle importazioni. Pochi giorni dopo, uno sciopero dei lavoratori dell’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta ha provocato ritardi e cancellazioni di voli, coinvolgendo anche collegamenti con diversi Paesi dell’Africa orientale.
Mali: Il Mali ha proseguito il processo di consolidamento del regime militare guidato da Assimi Goïta e della cooperazione con Russia e Niger e Burkina Faso all’interno dell’AES. La questione della sicurezza continua tuttavia a rappresentare il principale problema per Bamako: i gruppi jihadisti mantengono una significativa capacità operativa e il progressivo disimpegno dei partner occidentali ha spostato il baricentro della strategia di sicurezza verso la cooperazione con Mosca.
Mozambico: Il Mozambico ha continuato ad affrontare la crisi di sicurezza nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove l’insurrezione jihadista rimane una minaccia nonostante il sostegno militare regionale. La stabilizzazione dell’area assume particolare importanza anche dal punto di vista economico, considerando gli ingenti giacimenti di gas naturale offshore e gli investimenti internazionali legati al settore energetico.
Niger: Tra il 28 e il 29 agosto la capitale Niamey è stata teatro di un tentativo di ammutinamento da parte di militari provenienti anche da reparti esterni alla capitale. Le forze fedeli alla giunta, sostenute dagli Africa Corps russi, sono riuscite a riprendere il controllo della principale base aerea. L’episodio rappresenta una significativa sfida interna per il generale Abdourahamane Tiani, al potere dal golpe del 2023. La rivolta evidenzia inoltre le difficoltà dell’esercito nel contrastare i gruppi jihadisti e il crescente malcontento all’interno delle forze armate.
Nigeria: La Nigeria ha registrato ad agosto una nuova escalation della minaccia jihadista e criminale, con attacchi e rapimenti di massa in diverse comunità. Il Governo ha intensificato le operazioni di sicurezza, mentre il Paese si prepara già alla campagna politica in vista delle elezioni generali del 2027. Sul piano istituzionale, inoltre, la crisi della Federazione calcistica nazionale ha portato alle dimissioni del presidente Ibrahim Musa Gusau e di altri dirigenti, dopo le pesanti critiche ricevute per i risultati delle nazionali.
Repubblica Centrafricana: Un grave incidente nella miniera artigianale di Zamboi, nella prefettura di Nana-Mambéré, al confine con il Camerun, ha provocato più di 100 vittime. Il cedimento del terreno, favorito dalle forti piogge, ha travolto i lavoratori presenti nella miniera e successivamente anche alcune delle persone accorse per i soccorsi. La tragedia ha riportato l’attenzione sui rischi dell’estrazione mineraria artigianale e sulla necessità di una maggiore regolamentazione del settore.
RD Congo: A fine agosto il Presidente Félix Tshisekedi ha incontrato a Kinshasa il Presidente angolano João Lourenço per la firma dell’accordo relativo alla riabilitazione della tratta ferroviaria Dilolo-Sakania, parte del Corridoio di Lobito. La concessione trentennale è stata affidata a Mota-Engil África, che investirà circa 1,25 miliardi di dollari per l’ammodernamento e la manutenzione della linea. Il progetto rafforza il ruolo strategico del Corridoio di Lobito nell’esportazione delle risorse minerarie dell’Africa centrale verso l’Atlantico.
Senegal: Il Senegal ha continuato ad agosto il processo di riorientamento politico ed economico avviato dal Governo di Bassirou Diomaye Faye e dal Primo Ministro Ousmane Sonko. Dakar sta cercando di rafforzare la propria autonomia economica e finanziaria, mentre il nuovo Governo deve confrontarsi con le difficoltà di bilancio ereditate dalla precedente amministrazione e con la necessità di ridefinire i rapporti con i partner internazionali.
Somalia: La Somalia ha attraversato ad agosto una nuova fase di incertezza politica. Il Parlamento ha eletto Abdulkadir Mohamed Nur come nuovo speaker della Camera del Popolo con 142 voti su 171, nonostante il mandato della legislatura fosse formalmente scaduto nell’aprile 2026. L’elezione si inserisce nella più ampia disputa sul futuro del sistema elettorale e istituzionale somalo, mentre il Governo continua contemporaneamente la lotta contro al-Shabaab.
Sud Africa: Il Sudafrica ha rafforzato ad agosto la propria cooperazione finanziaria internazionale. Il 28 agosto Pretoria ha firmato con la New Development Bank due accordi di finanziamento per complessivi 405 milioni di dollari, destinati a progetti infrastrutturali. La scelta conferma il ruolo del Sudafrica all’interno delle istituzioni finanziarie legate ai BRICS e la volontà di utilizzare partnership alternative per sostenere lo sviluppo infrastrutturale nazionale.
Sud Sudan: Il Paese ha affrontato ad agosto una grave emergenza umanitaria. Più di 650.000 rifugiati e richiedenti asilo rischiano di perdere gli aiuti alimentari a causa della drammatica carenza di finanziamenti internazionali. Secondo le agenzie ONU, oltre 7,8 milioni di persone nel Paese soffrono di insicurezza alimentare acuta e circa 2,2 milioni di bambini sono gravemente malnutriti. La situazione è aggravata dal continuo afflusso di persone provenienti dal Sudan.
Sudan: La guerra civile tra le Forze armate sudanesi e le Rapid Support Forces ha continuato a devastare il Paese. Ad agosto, oltre ai combattimenti, la distruzione delle infrastrutture energetiche ha provocato ampie interruzioni dell’elettricità, soprattutto nelle aree controllate dall’esercito. La guerra si sta trasformando sempre più in un conflitto caratterizzato dall’impiego sistematico di droni contro infrastrutture strategiche, aggravando la crisi economica e umanitaria.
Tanzania: Il 25 agosto il vicepresidente Emmanuel John Nchimbi si è dimesso dall’incarico. Due giorni più tardi il partito di governo CCM ha annunciato la sua espulsione, citando violazioni delle norme interne di condotta e disciplina senza fornire ulteriori dettagli. Nchimbi è stato sostituito dal Ministro dell’Energia Deogratius Ndenjembi. L’episodio si inserisce nel complesso quadro politico tanzaniano alla vigilia delle prossime fasi della legislatura.
Uganda: Il generale Muhoozi Kainerugaba, figlio del Presidente Yoweri Museveni e capo delle forze armate, ha annunciato pubblicamente la propria intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2031. L’annuncio apre formalmente la prospettiva di una successione dinastica alla guida dell’Uganda, dopo il settimo mandato consecutivo conquistato da Museveni alle elezioni di gennaio. Kainerugaba è da anni al centro del dibattito sulla possibile successione al padre.
Zambia: Le elezioni di metà agosto hanno riconfermato Hakainde Hichilema alla presidenza con circa il 60% dei voti. Il processo elettorale è stato tuttavia accompagnato da tensioni e contestazioni. Il principale candidato dell’opposizione, Brian Mundubile, ha sollevato dubbi sulle procedure elettorali e, insieme ad altri esponenti politici, ha contestato il clima di intimidazione e gli arresti registrati durante la campagna. La chiusura di alcuni uffici giudiziari il 24 agosto, proprio alla scadenza del termine per la presentazione dei ricorsi, ha ulteriormente alimentato le polemiche.
Zimbabwe: Lo Zimbabwe ha affrontato ad agosto una serie di emergenze che hanno evidenziato la fragilità delle infrastrutture e delle condizioni socioeconomiche del Paese. Particolarmente grave è stato l’incidente sul Lago Kariba, dove il bilancio del naufragio di un’imbarcazione è salito a 72 vittime. Sul piano economico, Harare ha inoltre cercato di rafforzare la cooperazione con i partner regionali della SADC e di aumentare le proprie esportazioni verso la Cina.












