L’eredità tradita: il caso di Sandro Castro

Sandro Castro
Sandro Castro

La famiglia Castro ha governato l’isola per quasi sessant’anni. Uno dei nipoti di Fidel, Sandro, rinnega i valori della rivoluzione.


Fidel Castro andò al potere il 1° gennaio 1959, in seguito alla Rivoluzione cubana quando, insieme ai guerriglieri del Movimiento 26 de Julio (M26J), rovesciò la feroce dittatura di Fulgencio Batista[1]. Egli governò fino al 2008, lasciando il posto al fratello Raúl, che mantenne la carica di Presidente del Consejo de Estado y de Ministros de la República de Cuba. Adesso, nonostante non vi sia un Castro al potere e l’esecutivo sia presieduto da Miguel Díaz-Canel[2], il castrismo è ancora ampiamente diffuso. Nonostante ciò, uno dei loro eredi, il nipote Sandro, appare in netto contrasto con l’idea socialista.

Sandro Castro

Oggi Cuba sta vivendo una preoccupante crisi energetica, aggravata dal bloqueo introdotto dagli Stati Uniti nel 1962 che continua a danneggiare profondamente l’economia dell’isola[3]. In questi anni, nonostante i tentativi di rimozione dell’embargo da parte dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Washington ha mantenuto la stessa linea. Il decreto emanato dal Presidente statunitense Donald Trump, che vieta la vendita sia diretta che indiretta di petrolio verso Cuba[4], ha il fine di comprimere la capacità energetica di l’Avana.
Mentre l’isola affronta la sua peggior crisi umanitaria, emerge con forza la figura di Sandro Castro, nipote di Fidel, influencer e imprenditore. Egli sostiene di non volersi occupare di politica ma di «far ridere la gente»[5]. Nonostante le critiche per uno stile di vita in contrapposizione con le difficoltà della popolazione, Sandro nega di godere di privilegi.
Egli si definisce un rivoluzionario, anche se si occupa di cultura e non di politica, affermando che il nonno sarebbe orgoglioso di lui dato che ha sempre attuato politiche in sostegno degli artisti[6].
Nato nel 1991, in pieno Periodo Especial, ha vissuto l’esodo cubano, blackout, carestie e prigionieri politici[7].
Come content creator, utilizza il personaggio di “Vampirach” per promuovere i suoi prodotti in modo provocatorio[8]. Spesso fa ricorso all’ironia per descrivere le crisi dell’isola, mantenendo un equilibrio ambiguo senza mai entrare in rottura con il regime.

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Controversie e scontro ideologico

Mentre alcuni analisti ritengono che Sandro rappresenti la deturpazione del castrismo, secondo altri è il prodotto naturale del fallimento del progetto sociale cubano[9]. Non ha mai nascosto la propria agiatezza, ostentando auto di lusso (anche se successivamente dichiarate in prestito) e organizzando eventi esclusivi nel suo bar mentre l’Avana restava al buio[10].
Sui social ha persino mostrato la bandiera statunitense, cercando il dialogo con Trump sulla questione dei migranti cubani. Ma, la dichiarazione più dirompente riguarda la convinzione che il popolo cubano desideri il capitalismo, invalidando la retorica ufficiale di Díaz-Canel[11]. Pur considerarsi un cittadino comune che si è costruito da solo, è evidente che il suo cognome non serva più a guidare le masse, bensì a proteggere i propri interessi privati. In un video postato su Instagram, arriva persino a ironizzare sulla minaccia di Trump di voler acquistare Cuba, ridicolizzando la gravità della situazione geopolitica.[12]. Il dibattito sulla sua condotta alimenta le polemiche attorno la sua famiglia. Secondo CNN, per gli esuli cubani rappresenta l’ipocrisia del comunismo, mentre per i sostenitori della rivoluzione è, a tutti gli effetti, un traditore[13]. Si dichiara fiero del suo nome e sostiene di non considerarlo un vantaggio. Inoltre, ha mostrato interesse nell’ottenere un visto statunitense per andare a trovare degli amici[14]. Si è mostrato anche favorevole all’apertura del modello economico e l’eliminazione della burocrazia, contrastando, quindi, i principi della rivoluzione. Tale posizione è in aperto contrasto con il lavoro dell’attuale presidenza, definendosi un «rivoluzionario di idee, di progresso, di cambiamento»[15].

Verso il tramonto dell’egemonia culturale?

Il caso di Sandro Castro suggerisce che il castrismo stia attraversando una fase di secolarizzazione. Se per decenni il cognome della dinastia ha rappresentato un modello da seguire, oggi si trasforma in un mero brand.
La figura di Sandro si inserisce in un contesto di crisi sistemica dove emerge un’aristocrazia ereditaria. Le sue dichiarazioni favorevoli a un modello di libero mercato e al dialogo con Trump indicano la sua disponibilità a una transizione economica pragmatica.
Egli utilizza il peso dinastico per attirare più follower anziché mobilitare le masse. Ostentando ricchezza e riportando il desiderio materiale al centro della scena pubblica, Sandro rinnega i valori dell’egualitarismo socialista, arrivando a sostenere che il popolo desideri il capitalismo e invalidando la linea politica di Díaz-Canel.
Negli ultimi anni il Presidente abbia promosso faticosamente aperture economiche e sociali, queste sono state presentate in continuità con la Rivoluzione. Sandro, invece, diventa un testimone per un’inversione di rotta.
Egli non rappresenta un’anomalia, ma il prodotto di una metamorfosi: il messaggio che il nipote di Castro lancia al mondo non è quello di una controrivoluzione, ma la sconsacrazione del mito rivoluzionario.


Note

[1] K. B. Ariztimuño, La Revolución Cubana 1952-1976. Una mirada crítica, Donostia-San Sebastián, Tercera Prensa-Hirugarren Prentsa, p. 59.
[2] A. Kapcia, “Cuba under Miguel Díaz-Canel Bermúdez: Reflections on Three Challenging Years”, in The Canning Brief, p. 1.
[3] R. Nocera, A. Trento, “America Latina, un secolo di storia. Dalla Rivoluzione messicana a oggi”, Roma, Carocci, 2013, pp. 151-152.
[4] Addressing threats to the United States by the Government of Cuba, in White House, 29/01/2026, consultabile al link: https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/addressing-threats-to-the-united-states-by-the-government-of-cuba/
[5] “Sandro Castro breaks his silence for Argentine television: “I don’t get involved in politics.””, in CiberCuba, 02/08/2025, consultabile al link: https://en.cibercuba.com/noticias/2025-08-02-u1-e208933-s27061-nid308238-sandro-castro-rompe-silencio-television-argentina-me
[6] Ibidem.
[7] C. G. Colomé, “Sandro Castro: Fidel’s grandson is an influencer”, in El País, 20/07/2025, consultabile al link:  https://english.elpais.com/international/2025-07-20/sandro-castro-fidels-grandson-is-an-influencer.html
[8] G. Sánchez, “Il “Vampirach” del castrismo: Sandro Castro e la sua grossolana strategia per vendere birra”, in Ciber Cuba, 26/04/2025, consultabile al link: https://it.cibercuba.com/noticias/2025-04-26-u199370-e199370-s27061-nid301621-vampirach-castrismo-sandro-castro-burda
[9] C. G. Colomé, “Sandro Castro: Fidel’s grandson is an influencer”, in El País, 20/07/2025, consultabile al link:  https://english.elpais.com/international/2025-07-20/sandro-castro-fidels-grandson-is-an-influencer.html
[10] Ibidem.
[11] R. Livi, “Castro e altri Castro, riflettori su Sandro ma il potere è altrove”, in Il Manifesto, 09/04/2026, consultabile al link: https://ilmanifesto.it/castro-e-altri-castro-riflettori-su-sandro-ma-il-potere-e-altrove  
[12] Profilo Instagram di Sandro Castro, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DV2C7xqAAzn/
[13] A. Alvarado, P. Oppmann, “‘The majority of Cubans want to be capitalist’: Why Fidel Castro’s influencer grandson is for a deal with Trump”, in CNN, 31/03/2026, consultabile al link: https://edition.cnn.com/2026/03/30/americas/cuba-sandro-castro-interview-latam-intl
[14] Ibidem.
[15] Ibidem.


Foto copertina: Sandro Castro