Il 24 luglio 2025, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’intenzione della Francia di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. Le reazioni politiche in Francia sono state immediate e contrastanti. Jean-Luc Mélenchon: “vittoria morale”, Bardella: “Macron premia il terrorismo”.
La Francia va dritta verso il riconoscimento della Palestina. Il Console Generale francese a Gerusalemme, Nicolas Kassianides, ha consegnato al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, una lettera ufficiale firmata dal presidente Emmanuel Macron. In essa, il capo di Stato francese ha annunciato l’intenzione di riconoscere ufficialmente la Palestina come Stato sovrano nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prevista per settembre a New York. Macron ha definito questo gesto come un “contributo decisivo alla pace in Medio Oriente”, riaffermando la volontà della Francia di sostenere la soluzione dei due Stati, come delineato in numerose risoluzioni ONU (es. Risoluzione 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza).
La decisione si inserisce in un contesto geopolitico particolarmente teso. In una precedente lettera (10 giugno), Abbas aveva chiesto l’intervento della comunità internazionale per sostenere la causa palestinese, condannando le azioni di Hamas e dichiarandosi favorevole a una sua smilitarizzazione e a riforme nella governance dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Una scelta simbolica e politica
L’annuncio francese avviene mentre Parigi e Riyadh si preparano a co-presiedere una conferenza internazionale volta a rilanciare i negoziati israelo-palestinesi, inizialmente programmata per giugno e rinviata a settembre a causa della recente escalation tra Israele e Iran. Secondo il presidente Macron, il riconoscimento della Palestina risponde all'”impegno storico della Francia per una pace giusta e duratura”, e mira a garantire la vitalità di un futuro Stato palestinese smilitarizzato, capace di convivere in sicurezza con Israele.
Reazioni interne e internazionali
Le reazioni politiche in Francia sono state immediate e contrastanti. Le forze progressiste, in particolare La France Insoumise (LFI) e Europe Écologie Les Verts (EELV), hanno accolto favorevolmente la decisione, pur criticando il ritardo e l’assenza di misure concrete contro Israele. Jean-Luc Mélenchon ha parlato di una “vittoria morale”, ma ha chiesto al governo di accompagnare il gesto con sanzioni e un chiaro impegno per i diritti umani.
Sul fronte opposto, la destra e l’estrema destra hanno denunciato la mossa come un errore strategico. Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National, ha affermato che riconoscere la Palestina oggi equivale a legittimare Hamas, che definisce “organizzazione terrorista”. Simili toni sono stati usati dal leader del partito Jordan Bardella e dal deputato Julien Odoul, che hanno accusato Macron di “premiare il terrorismo”.
In campo internazionale, Israele ha reagito duramente. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito la decisione un “premio al terrore”, accusando Macron di indebolire la sicurezza regionale e di legittimare un futuro “Stato alleato dell’Iran”. D’altro canto, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ha ringraziato la Francia, parlando di un “passo storico nel rispetto del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese”. Anche Hamas, in un comunicato separato, ha salutato positivamente la decisione.
Leggi anche:
- Caos Medio Oriente
- La Francia laicista e lo scontro frontale con l’Islam.
- Quali Stati riconoscono la Palestina?
Un contesto sociale e securitario interno
La mossa francese è stata influenzata anche da dinamiche interne. Secondo un rapporto sui Fratelli Musulmani commissionato dal Ministero dell’Interno francese (Bruno Retailleau) e pubblicato da Le Figaro a maggio 2025, la percezione nelle comunità musulmane di una “islamofobia di Stato” avrebbe aumentato il rischio di radicalizzazione. Gli autori del dossier suggerivano che un gesto politico come il riconoscimento della Palestina potesse contribuire ad attenuare tali tensioni.
Conclusione
A oggi, 142 Paesi nel mondo riconoscono ufficialmente lo Stato di Palestina. Tuttavia, potenze chiave come gli Stati Uniti, il Regno Unito e Germania mantengono una posizione prudente, vincolando il riconoscimento a negoziati diretti tra le parti.
La decisione di Emmanuel Macron, seppur significativa sul piano simbolico, lascia aperti numerosi interrogativi: potrà davvero favorire un rilancio del processo di pace o rischia, come temono i critici, di irrigidire ulteriormente le posizioni? Lo scenario resta incerto, ma la mossa francese segna un nuovo capitolo nella lunga e travagliata storia del conflitto israelo-palestinese.
Foto copertina: Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas con il presidente francese Emmanuel Macron













