“Poppy” è un simbolo che rappresenta i caduti delle guerre combattute dai britannici e che ha avuto notevoli implicazioni storiche e culturali.
Storia del papavero rosso come simbolo commemorativo
Il Regno Unito e altri paesi del Commonwealth si apprestano a commemorare tutti i caduti britannici nelle guerre del secolo scorso. Un avvenimento che si ripete ogni anno l’11 novembre e che si intreccia anche con lo sport. I papaveri della Giornata della Memoria rappresentano infatti un simbolo di rispetto e ricordo per coloro che persero la vita a partire dalla Prima guerra mondiale. Ad essa parteciparono più di 15 milioni di persone tra cui tanti uomini e donne di nazionalità britannica. La scelta della tipologia di fiore è stata dettata dal fatto che, nonostante la sua fragilità, era comune nei campi del fronte occidentale durante il conflitto. Al termine della drammatica guerra i papaveri spuntarono sui terreni devastati dalle bombe, dove nulla poteva più essere coltivato.
La poesia “In Flanders Fields“, scritta dal medico militare canadese John McCrae, immortalò l’immagine di questi papaveri rossi che fiorivano sulle tombe dei caduti, rendendoli simbolo di sacrificio[1]. Nell’aprile del 1915, McCrae, che prestava servizio con la Prima Brigata di Artiglieria canadese vicino a Ypres, in Belgio, durante la Seconda Battaglia di Ypres, assistette alla morte di oltre 6.000 canadesi, tra cui il suo amico, il tenente Alexis Helmer, ucciso dal fuoco dell’artiglieria.[2] Helmer, come molti altri, fu sepolto in una tomba improvvisata tra i campi di Fiandre, dove McCrae notò la fioritura di papaveri selvatici.[3] Quella scena lo ispirò a scrivere la sua celebre poesia, pubblicata l’8 dicembre 1915 sulla rivista Punch.[4] Sebbene la poesia risalga al 1915 e la guerra si sia conclusa nel 1918, fu solo nel 1921 che il papavero divenne ufficialmente il simbolo del Giorno della Memoria. Ancora oggi, la poesia di McCrae è centrale nelle commemorazioni del Giorno della Memoria in Canada, Europa e durante il Memorial Day e Veterans Day negli Stati Uniti. In Europa un esempio di commemorazione attraverso il “poppy” (come viene denominato il papavero rosso nel mondo anglofono) lo possiamo riscontrare nel Regno Unito. Oltremanica infatti ogni anno un papavero-gioiello, creato da prestigiosi orafi, viene messo all’asta ed il ricavato viene destinato alla Royal British Legion.[5] Questa rappresenta un’organizzazione benefica che nel corso dei decenni si è resa partecipe dell’assistenza di tutti i veterani di guerra.
Lo sport come via di fuga dalla guerra
Gli eventi sportivi hanno storicamente rappresentato un momento di unione anche in circostanze nelle quali i pensieri delle persone erano ben altri. Esempio emblematico sono i due conflitti mondiali. In quella circostanza migliaia di uomini erano pronti quotidianamente a sparare verso il nemico con il solo obiettivo di salvare la propria pelle e di sopraffare l’altro. Tuttavia, anche durante i momenti più bui dell’umanità, un pallone da calcio o uno da rugby hanno saputo unire. Un’unione resa possibile dallo spirito umano che alberga in ciascuno di noi anche durante una guerra. È questo infatti il caso della famosa tregua di Natale avvenuta nel 1914 quando i soldati inglesi e tedeschi decisero per una volta di deporre le armi e di sfidarsi non su un campo di battaglia ma su uno di calcio.[6] Certo, l’atmosfera non era quella delle grandi occasioni come direbbe qualche telecronista sportivo. E a ciò bisogna aggiungere che in realtà non si giocò con un pallone vero ma piuttosto uno di fortuna. Luogo dell’evento fu la cosiddetta “terra di nessuno” vicino a Ypres, in Belgio.[7] Soldati tedeschi e inglesi usarono lattine o palloni di fortuna per dare inizio a una delle partite più simboliche della storia. Si dice che la gara terminò con una vittoria tedesca per 3-2, ma l’esito non fu mai realmente importante. Fu il significato umano che si celò dietro quello straordinario momento di normalità a rendere epico quell’accadimento. Ciò infatti ha comportato che ci fossero delle persone, più di un secolo dopo, a raccontarlo. “Ho visto la cosa più straordinaria che si possa vedere: stavamo per sparare a quel tedesco (…) e poco dopo eravamo tutti in festa“, scrisse il soldato inglese Dougan Charter in una lettera alla famiglia.[8] Oltre al calcio i soldati si scambiarono cioccolato, tabacco, e persino bottoni delle uniformi.[9] La tregua di Natale non fu universale lungo tutto il fronte, e in alcune zone i combattimenti continuarono. Ma per coloro che vi presero parte, fu un momento raro di umanità che rimane una testimonianza del potere dello spirito umano anche nei momenti più drammatici.
Il legame fra il “poppy” e lo sport
Dal 2012 ciascun club di Premier League (il massimo campionato di calcio inglese) ha deciso di mostrare la propria vicinanza nel giorno del ricordo.[10] Ogni anno, nelle settimane che precedono l’11 novembre (giorno dell’Armistizio che commemora la fine della Prima Guerra Mondiale), le squadre indossano il “poppy” sulle loro maglie come segno di rispetto e memoria per i soldati britannici caduti in guerra. Questa usanza è diventata particolarmente visibile durante le partite del fine settimana che precedono il Remembrance Sunday (la domenica più vicina all’11 novembre). Prima di ogni partita, viene osservato un minuto di silenzio, e i calciatori, gli allenatori e gli arbitri si uniscono in questo momento solenne. I papaveri vengono applicati sulle maglie delle squadre e queste, alla fine, vengono messe all’asta per raccogliere fondi a favore della Royal British Legion.[11] Questa scelta però ha scatenato anche alcune polemiche. Le prime sono sorte nel 2016 quando la FIFA vietò che la nazionale inglese potesse esporre il simbolo del papavero rosso in occasione di eventi ufficiali.[12] Ciò in quanto la massima organizzazione del calcio mondiale vieta l’esposizione di simboli politici e il “poppy” fu considerato come tale. A ciò si è poi aggiunta la scelta di alcuni calciatori di rifiutare di indossare il tanto discusso simbolo. Questo è accaduto soprattutto in relazione a giocatori nati nelle varie repubbliche costitutive dell’unica nazione sovrana ossia il Regno Unito. Nello specifico il riferimento va ai nordirlandesi, scozzesi e gallesi che benché debbano far riferimento a Londra per molte decisioni governative, allo stesso tempo non si riconoscono sotto un’unica egida. È questo il caso di James McClean. Originario di Derry in Irlanda del Nord, scelse di non aderire alla tradizione del “poppy” a causa di motivazioni storiche e personali legate al suo background irlandese.[13] Egli spiegò più volte che la sua decisione è legata al “Bloody Sunday”, un tragico evento del conflitto nordirlandese avvenuto nel 1972, in cui soldati britannici uccisero 14 manifestanti pacifici durante una marcia a Derry. Per molti irlandesi, infatti il papavero non rappresenta solo i soldati caduti nelle due guerre mondiali, ma anche le truppe britanniche coinvolte nei conflitti in Irlanda del Nord, un aspetto che rende il simbolo controverso.
McClean ha sempre sottolineato che non si tratta di una mancanza di rispetto verso i caduti britannici, ma piuttosto di una questione di coscienza personale. In una lettera aperta, dichiarò: “Se il poppy fosse unicamente per ricordare le vittime delle due guerre mondiali, lo indosserei con orgoglio. Tuttavia, rappresenta anche i soldati che hanno combattuto nelle guerre che hanno visto l’Irlanda coinvolta, e per me, sarebbe un tradimento della mia gente indossarlo.”[14]
La sua scelta ha ricevuto sia sostegno che critiche. Da un lato, molti fan e osservatori, specialmente in Irlanda, hanno rispettato la sua posizione come un atto di coraggio morale e coerenza con le sue radici. Dall’altro lato, McClean ha affrontato insulti, minacce e persino abusi sui social media per la sua decisione. Diverse volte, durante le partite, è stato preso di mira dai tifosi avversari con cori e insulti. Ad ogni modo, nonostante le pressioni e le critiche, il nordirlandese ha sempre mantenuto la sua posizione, sostenendo che il papavero rosso è un simbolo con un significato troppo complesso per lui, considerando la sua storia personale e il contesto della sua città natale. Questo caso ha sollevato questioni più ampie su simboli nazionali e identità culturale nel Regno Unito, soprattutto nel contesto di atleti con radici in aree con una storia di conflitto.
Uno strumento politico?
MCome visto il “poppy” è stato più volte al centro di controversie legate a questioni di identità nazionale e memoria storica. Alcuni politici e personalità pubbliche, in particolare quelle provenienti da minoranze o dalle ex colonie britanniche, hanno sollevato dubbi sul significato inclusivo del papavero[15]. Per molte di queste persone, il simbolo non rappresenta solo i caduti delle guerre mondiali, ma anche le campagne militari coloniali britanniche, il che può rendere l’uso di questo simbolo molto divisivo. Ciò ha portato alcuni esponenti politici a riflettere su come un simbolo apparentemente universale possa essere percepito in modi molto diversi da diverse comunità. Nel Regno Unito, il papavero rosso è spesso associato al concetto di “britishness” e di orgoglio nazionale, e i politici sono consapevoli della sua importanza nell’opinione pubblica. Alcuni critici, tuttavia, hanno accusato i leader politici di usare il papavero per guadagnare consenso e rafforzare la loro immagine patriottica, trasformando un simbolo di memoria in uno strumento politico.[16] Questo è particolarmente evidente durante le campagne elettorali o i periodi di tensione politica, quando il papavero diventa una questione di opportunità mediatica.
Note
[1] «In Flanders Fields: The Life and Death of War Poet John McCrae», Commonwealth war graves commission, 2023, https://www.cwgc.org/our-work/blog/in-flanders-fields-the-life-and-death-of-war-poet-john-mccrae/
[2] Ibidem.
[3] Ibidem.
[4] Ibidem.
[5] «Cos’è il papavero rosso che indossano il principe Carlo, Boris Johnson e Justin Trudeau», Ansa, 2021, https://www.ansa.it/sito/photogallery/curiosita/2021/11/01/cose-il-papavero-rosso-che-indossano-il-principe-carlo-boris-johnson-e-trudeau-_645f1d15-7a94-4577-a716-ccd669c9827d.html#:~:text=Il%20papavero%20rosso%20%C3%A8%20il,morti%20di%20tutte%20le%20guerre.
[6] Stefano Scarinzi, «La tregua del Natale1914 tra soldati tedeschi e britannici», Opinio Juris, 2021, https://www.opiniojuris.it/opinio/la-tregua-del-natale/
[7] Ibidem.
[8] Una favola di Natale vera: pace in trincea tra i soldati della Prima guerra mondiale, Focus.it, https://www.focus.it/cultura/storia/favola-natale-pace-trincea-soldati-prima-guerra-mondiale
[9] Ibidem.
[10] «Premier League & the poppy – why do UK players, managers & presenters wear red flower pin?», Goal.com, 2021, https://www.goal.com/en/news/premier-league–the-poppy—why-do-uk-players-managers–presenters-wear-red-flower-pin/1dvg00jtbe3kz1mfyi0me7rlxk
[11] Ibidem.
[12] «Fifa set to reverse controversial poppy ban for home-nations teams», The Guardian, 2017, https://www.theguardian.com/football/2017/sep/24/fifa-poppy-ban-armistice-day-home-nations-england
[13] «Why does James McClean not wear a poppy? Wrexham & Ireland star’s reasons explained», Goal.com, 2023, https://www.goal.com/en/news/why-james-mcclean-not-wear-poppy/blt8ceb2c713385d65c
[14] Ibidem.
[15] «Is the poppy a political symbol?», BBC, 2016, https://www.bbc.com/news/magazine-37834224.
[16] D. Murray, «The politics of poppies», The Spectator, 2012, https://www.spectator.co.uk/article/the-politics-of-poppies/
Foto copertina: Red Poppy













