La tregua del Natale 1914 tra soldati tedeschi e britannici


La tregua del Natale. Il 25 dicembre 1914, lungo la frontiera delle Fiandre, i soldati tedeschi e quelli britannici festeggiarono il “cessate il fuoco” non ufficiale affrontandosi in un’improvvisata partita di calcio.


Si sono sfidate 33 volte nella loro storia[1] e si ritroveranno nuovamente l’una contro l’altra a giugno e settembre 2022, essendo state sorteggiate nel medesimo raggruppamento – che include anche Italia e Ungheria – della Nations League 2022/2023[2]. La rivalità calcistica tra Germania e Inghilterra è costituita da match divenuti dei veri e propri cult: dall’iconica finale del Mondiale 1966[3] alle due semifinali vinte ai calci di rigore dalla Mannschaft[4] negli anni Novanta[5], passando per i successi tedeschi nell’ultima gara giocata nel vecchio Wembley[6] e nel controverso ottavo di finale del campionato del mondo 2010[7], fino all’incrocio più recente dell’Europeo 2020[8], in cui i Three Lions[9] hanno battuto gli avversari eliminandoli dalla competizione[10].
Tuttavia, sebbene il primo confronto ufficiale tra le due nazionali risalga al 1930, già nel Natale del 1914 Germania e Inghilterra, con squadre composte dai soldati impegnati al fronte durante la Prima guerra mondiale, si scontrarono in una partita celebrata pure dalla UEFA[11], che, in occasione del centenario dell’evento nel 2014, ha svelato un monumento a Comines-Warneton (in Belgio), ‘campo neutro’ della sfida[12].
“Siamo qui riuniti per festeggiare un momento che ci ricorda la nostra umanità. È molto commovente immaginare i giovani di 100 anni fa che esprimono fratellanza parlando una sola lingua: il calcio”. Le parole dell’allora presidente della UEFA Michel Platini rendono manifesta l’importanza del calcio, e in generale dello sport, come emblema di aggregazione sociale.

Gli albori della Prima guerra mondiale

Logorati fisicamente e mentalmente da un conflitto che doveva essere di breve durata e che invece si trascinava da diversi mesi[13], in quanto costretti a combattere una statica guerra di posizione all’interno di trincee e bunker che si estendevano dalla Svizzera al Mare del Nord, i soldati avevano perso l’enorme entusiasmo che aveva accompagnato l’avvio della campagna bellica.
I sentimenti patriottici dell’estate avevano lasciato spazio allo stress e allo scoramento dell’inverno, poiché dal 28 luglio 1914 – giorno in cui l’Impero austro-ungarico aveva dichiarato guerra al Regno di Serbia dando ufficialmente inizio al conflitto – si contavano oltre un milione di morti o feriti, nonostante le potenze partecipanti avessero ritenuto che le ostilità si sarebbero concluse in poco tempo, come si evince dalle parole rivolte alle sue truppe, in partenza per il fronte nell’agosto del 1914, dall’imperatore tedesco Guglielmo II: “Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi”[14].
L’Impero germanico, in particolare, tramite il “Piano Schlieffen”[15], pensava di poter sconfiggere nell’arco di poche settimane prima la Francia a ovest e poi la Russia a est, ma l’azione tedesca fu bloccata tra il 5 e il 12 settembre dall’esercito francese, coadiuvato dal Corpo di spedizione britannico[16], nella prima battaglia della Marna e ciò trasformò la guerra di movimento immaginata da Schlieffen nella tanto temuta guerra di trincea[17].

“Vivi e lascia vivere”

Accomunati dalla stessa condizione e consci che avrebbero passato le festività natalizie lontani da casa e dagli affetti più cari, i soldati dei due schieramenti decisero spontaneamente di instaurare una sorta di clima da “vivi e lascia vivere”. In realtà, tale situazione non rappresentava un inedito, dato che già all’indomani della prima battaglia di Ypres[18], combattuta tra ottobre e novembre, l’Impero tedesco e le forze britanniche e francesi si erano accordati per non aprire il fuoco durante i pasti[19].
Il 19 dicembre ci fu un ‘assaggio’ di ciò che sarebbe avvenuto a Natale: i sopravvissuti delle due fazioni, infatti, uscirono dalle rispettive trincee per seppellire i caduti e approfittarono della circostanza per colloquiare con coloro che fino a poco prima avevano cercato di uccidere[20].
Il 24 sera i soldati tedeschi addobbarono la propria trincea con alberi di Natale e luci, che, per via dei bagliori, misero in allarme i britannici, impauriti da un possibile attacco. Ben presto, però, udendo dalla linea avversaria le melodie di Stille Natch[21] e dell’inno inglese God Save the King, capirono l’assenza di intenti bellicosi e contraccambiarono intonando l’inno nemico.
Benché non ci fosse l’approvazione da parte degli Stati maggiori – i quali, per evitare il ripetersi di episodi del genere, minacciarono la corte marziale per chi avesse fraternizzato con il nemico e da febbraio 1915 attuarono la censura militare, affinché non venissero scritti articoli sulla tregua del Natale[22] –, a partire dall’alba del 25, i soldati presero definitivamente coraggio, venendo fuori dalle trincee per incontrarsi, salutarsi e scambiarsi doni nella cosiddetta “terra di nessuno” (no man’s land)[23], in cui furono celebrate comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti.
A suggellare l’atmosfera festosa, i soldati tedeschi e britannici (aiutati dai francesi) giocarono una partita di calcio con le porte formate da giacconi ed elmetti, il campo delimitato dagli altri militari e un pallone di stracci tenuti insieme da uno spago. In base ai resoconti dell’epoca[24], il risultato finale arrise ai tedeschi, vittoriosi 3-2. 
Purtroppo, l’orrore di quella che Papa Benedetto XV[25] nel 1917 avrebbe definito “inutile strage”[26] riprese immediatamente e si sarebbe protratto per altri quattro anni[27], provocando la morte di 10 milioni di persone.


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Note

[1] Il bilancio vede 14 vittorie dell’Inghilterra, 13 della Germania e 6 pareggi
[2] https://it.uefa.com/uefanationsleague/news/0270-13f92228b31f-9d726eab2722-1000–l-italia-pesca-inghilterra-e-germania/
[3] Anche grazie al celebre ‘gol fantasma’ del 3-2 segnato da Geoff Hurst (a oggi, il solo calciatore ad aver realizzato una tripletta in una finale del campionato del mondo), l’Inghilterra padrona di casa batté 4-2 la Germania Ovest conquistando il primo e finora unico Mondiale della sua storia
[4] “La Squadra”, soprannome della Nazionale tedesca
[5] Dopo un doppio 1-1 al termine dei tempi supplementari, la Germania superò l’Inghilterra ai rigori sia nel Mondiale italiano del 1990 (a Torino) sia nell’Europeo inglese del 1996 (a Londra, https://www.guerinsportivo.it/news/calcio/calcio-internazionale/2021/06/28-4434723/inghilterra-germania_la_notte_di_southgate), vincendo poi le rispettive finali (nel 1990 contro l’Argentina e nel 1996 contro la Repubblica Ceca)
[6] Il 7 ottobre 2000, con la rete di Dietmar Hamann, la Germania espugnò Wembley in una sfida valida per le qualificazioni al Mondiale 2002. Nella gara di ritorno, giocata a Monaco di Baviera il 1° settembre 2001, l’Inghilterra travolse la Mannschaft con un perentorio 5-1
[7] A Bloemfontein, in Sudafrica, la Germania sconfisse 4-1 l’Inghilterra, allenata dall’italiano Fabio Capello, in un match reso famoso dalla mancata convalida, malgrado la palla avesse ampiamente superato la linea di porta, del gol di Frank Lampard (sarebbe stata la rete del 2-2)
[8] Il 17 marzo 2020, a causa del dilagare della pandemia di coronavirus, la UEFA ufficializzava lo slittamento del campionato europeo di calcio dal 2020 al 2021. Il nome della competizione è comunque rimasto Euro 2020 (https://it.uefa.com/uefaeuro-2020/)
[9] “I Tre Leoni”, soprannome della Nazionale inglese
[10] Il 2-0 dell’ottavo di finale disputato a Wembley ha interrotto l’astinenza di successi, che durava dall’ultimo atto del Mondiale 1966, dell’Inghilterra contro la Germania in una fase a eliminazione diretta di un torneo internazionale
[11] https://it.uefa.com/
[12] https://it.uefa.com/insideuefa/about-uefa/news/021c-0e8ea3f70029-b91bd6ed9773-1000–la-uefa-festeggia-il-centenario-della-tregua-di-natale/
[13] Il casus belli della Prima guerra mondiale fu l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Impero austro-ungarico, ucciso a Sarajevo il 28 giugno 1914 da Gavrilo Princip, appartenente all’organizzazione politico-rivoluzionaria Mlada Bosna (Giovane Bosnia) (https://www.ilpost.it/2014/06/28/sarajevo-prima-guerra-mondiale/)
[14] Barbara W. Tuchman, I cannoni d’agosto, Milano, Bompiani, 1999
[15] Conosciuto pure come Aufmarsch II West, fu così chiamato dal suo ideatore, il conte Alfred Von Schlieffen, il quale, per evitare che la Germania fosse coinvolta su due fronti contemporaneamente, stabilì che l’80% dell’esercito dovesse essere stanziato a ovest per sconfiggere rapidamente la Francia mediante una manovra di aggiramento che contemplava il passaggio attraverso il neutrale Belgio. Da lì si sarebbe spostato a est per attaccare la Russia
[16] British Expeditionary Force (BEF)
[17] https://www.ilpost.it/2014/12/25/tregua-natale-1914/
[18] Adolf Hitler, il futuro Führer della Germania, prese parte a questa battaglia con l’incarico di staffetta portaordini
[19] https://thevision.com/cultura/guerra-sospesa-natale/
[20] Il tenente britannico Geoffrey Heinkey scrisse una lettera a sua madre menzionando l’episodio: “È accaduto un fatto straordinario: alcuni tedeschi sono usciti dalle loro trincee e hanno iniziato a portare via i loro feriti e così noi siamo subito usciti dalle trincee e abbiamo cominciato a portare dentro i nostri morti […] È davvero ironico: la notte scorsa abbiamo avuto uno scontro tremendo e la mattina dopo eccoci qui, con loro che fumano le nostre sigarette e noi che fumiamo le loro”
[21] Canto natalizio corrispondente in inglese a Silent Night e in italiano ad Astro del ciel
[22] Il New York Times (https://www.nytimes.com/) fu il primo quotidiano a parlare della tregua di Natale (31 dicembre 1914, quando gli Stati Uniti, entrati in guerra nel 1917, erano ancora neutrali). Nelle nazioni interessate, il Daily Mirror (https://www.mirror.co.uk/) pubblicò in prima pagina la fotografia scattata a Natale ai soldati britannici e tedeschi (8 gennaio 1915), mentre in Germania e in Francia, dove fraternizzare con il nemico era visto dall’opinione pubblica come alto tradimento, prevalse la volontà di minimizzare l’accaduto, limitando l’eccessiva diffusione di immagini e di lettere spedite dai soldati. In Italia, il giornale che diede maggiore risalto alla notizia fu La Nazione di Firenze (https://www.lanazione.it/)

[23] Nella Grande Guerra l’espressione, coniata dagli inglesi, delineava l’area situata tra due trincee in cui nessuno osava muoversi apertamente per non essere colpito dal fuoco nemico
[24] La cronaca della gara giocata tra 133° Reggimento reale sassone e Scottish Seaforth Highlanders apparve sul Times (https://www.thetimes.co.uk/)
[25] Il 7 dicembre 1914 Papa Benedetto XV aveva inutilmente proposto una tregua natalizia tra i governi belligeranti
[26] https://www.vatican.va/content/benedict-xv/it/letters/1917/documents/hf_ben-xv_let_19170801_popoli-belligeranti.html
[27] L’11 novembre 1918 la Germania, ultimo degli Imperi centrali (gli altri erano Austria-Ungheria, Impero ottomano e Regno di Bulgaria) a deporre le armi, firmò l’armistizio imposto dagli Alleati (alla Triplice Intesa – Impero britannico, Francia e Impero russo – si aggiunsero l’Impero giapponese nel 1914, il Regno d’Italia nel 1915 e gli USA nel 1917)


Foto copertina: Soldati di entrambe le parti (britannici e tedeschi) si scambiano un’allegra conversazione (un’impressione di un artista da The Illustrated London News del 9 gennaio 1915: “Soldati britannici e tedeschi si scambiano a braccetto il copricapo: una tregua di Natale tra trincee opposte”). Fonte Wikipedia.