L’influenza politica del buddismo: tra religione e nazionalismo


Il buddismo come strumento politico in Paesi asiatici come in Myanmar e nello Sri Lanka.


A cura di Marco Langiu

La diffusione del buddismo

Il buddismo nasce nel nord dell’India nel VI secolo a.C. Questa religione si diffuse grazie ad un principe vissuto in India, Siddharta Gautama, tra il 560 e 480 a.C. appartenente alla famiglia nobiliare dei Sakya.  I racconti che provengono dalla vita del principe hanno caratteri leggendari. Viene raccontato che nonostante gli ostacoli del padre, il principe riuscì ad uscire dal palazzo reale e incontrò un vecchio, un malato, e un monaco. Da quel momento si rese conto dell’esistenza della malattia, della vecchiaia, della morte ed anche della serenità di chi si è staccato dal mondo come il monaco che ha incontrato.
Secondo la leggenda, dopo il suo incontro con la sofferenza, Siddharta lasciò di notte il palazzo reale e la famiglia per cambiare vita, aiutando i più bisognosi. Egli intraprese nuove esperienze, seguì ad esempio gli insegnamenti dei bramini, i sacerdoti indù, ma non fu soddisfatto; in seguito si ritirò nella foresta per vivere come un asceta, un uomo che vive solitario e lontano dal mondo. Infine, ai piedi di un albero di ficus, dopo aver superato la tentazione di Mara, il sovrano infernale della morte, Siddharta ebbe il “Risveglio”, da qui il nome Buddha. Egli divenne consapevole della causa del male, della sofferenza e della morte che sono presenti nel mondo. Dopo un primo momento di esitazione il Buddha decise di trasmettere questa conoscenza al mondo. Si recò a Benares, dove nel Parco delle Gazzelle pronunciò il suo famoso discorso: era l’inizio di una vita di insegnamento, che vide numerosi discepoli riunirsi attorno a lui per formare le prime comunità di monaci e di monache. Alla fine, superati gli ottanta anni di età, il Buddha si spense a Kushinagara nel nord-est dell’India. Ma la dottrina buddista continuò a diffondersi[1].
Il buddismo si diffuse in tutta l’Asia, in particolare nel Sud-est asiatico come in Sri Lanka, Tailandia, Birmania, Cambogia e Laos.
In questa religione troviamo due rami principali: lo Hinayana (il Veicolo Modesto), il quale pone l’enfasi sulla liberazione individuale, e il Mahayana (il Veicolo Vasto), che mette in risalto il lavoro per diventare un Buddha pienamente illuminato per essere in grado di beneficiare gli altri. Sia il Veicolo Vasto che quello Modesto presentano  diverse forme. Oggi ne sopravvivono soltanto tre: una dello Hinayana nel Sud-est asiatico, conosciuta come il Theravada, e due del Mahayana, ovvero le forme tradizionali cinesi e tibetane. Il buddismo, oltre l’India si è diffuso nella vicina regione del Tibet (attuale regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese), nel quale la figura e guida spirituale più importante è il Dalai Lama. È importante soffermarsi come il buddismo si sia diffuso dal Tibet e poi, nel resto dell’Asia.

Leggi anche:

Il buddismo nel Tibet

Il buddismo si diffuse nel Tibet nel VII secolo, dopo essersi diffuso in Cina (dal I secolo) e in Nepal (V secolo). Il buddismo divenne religione ufficiale nel 791 d.C. Dall’VIII al XII secolo, periodo che coincide con la quasi totale scomparsa del buddismo in India a causa delle incursioni musulmane, i tibetani visitarono costantemente l’India e il Nepal per ricevere testi, istruzioni ed iniziazioni. Il buddismo iniziò a stabilirsi in Tibet nell’epoca di Srong-brtsan-sgam-po (che morì nel 650 circa e avrebbe fatto costruire il tempio buddista di Jokhang), considerato, insieme a Khri-srong-lde-brtsan e Ral-pa-can (Ralpacen, che regnò dall’815-833), uno dei Tre Grandi Re buddhisti[2].
Il primo monastero tibetano in cui si veniva educati per diventare monaci fu quello di bSam-yas (Sam-ya, Samye) dove, in concomitanza con la traduzione in tibetano di testi buddisti cinesi e indiani, nel 792 d.C. ebbe luogo il Grande Dibattito per stabilire se si dovessero seguire gli insegnamenti indiani o cinesi (in seguito allo scatenarsi di insegnamenti dottrinali). Il punto di vista indiano (sostenuto dal saggio Kamasila, chiamato da Santaraksita) si orientò in favore dei convenzionali insegnamenti del Mahayana e della educazione intellettuale e morale.
La posizione cinese di scuola Chan (sostenuta da Mo-ho-yen), invece, considerava la morale convenzionale e lo sforzo intellettuale del tutto irrilevanti allo scopo del raggiungimento dell’illuminazione, proponendo come via migliore la “via breve” ed immediata propria anch’essa del tantrismo e del Mahayana. Il successo del buddismo cinese era quello del quietismo Chan (o Zen) che dava poca importanza alle opere di bene e al lento e difficile progresso verso la santità. Tale successo infastidì i maestri indiani che predicavano alcune semplici regole di condotta morale e il principio della retribuzione delle opere buone o cattive in una vita futura. Il verdetto del Grande dibattito fu favorevole alla scuola indiana. Le due scuole di pensiero non erano però rappresentative del buddismo presenti in Cina e in India, ma solo di quelle partecipanti al dibattito[3]. 

Le diverse forme di buddismo

Attualmente esistono diverse forme del buddismo come la scuola Theravada nota come “Via degli Anziani”. Questa predomina in paesi come Sri Lanka, Tailandia, Cambogia e Myanmar. La scuola Mahayana si diffuse in paesi dell’Asia Orientale quali Cina, e Giappone. Infine la scuola Vajrayana, nota anche come buddismo tantrico o esoterico, praticato in Tibet, Mongolia, Buthan ed in alcune parti dell’India e del Nepal.
Il buddismo Theravada pone al centro l’illuminazione individuale, invece il Mahayana si distingue per la figura Bodhisattva, persona che si sforza per la propria illuminazione ma anche per l’illuminazione e la salvezza di tutti gli esseri viventi, incarnando gli ideali di altruismo e compassione. Questa visione è più “liberale” nell’interpretazione della dottrina buddista rispetto alla tradizione del Theravada. Il buddismo Mahayana è quello che presenta anche il maggior numero di scuole derivate con propri insegnamenti distintivi.
Infine il buddismo Vajrayana arricchisce la sua dottrina con rituali e pratiche tantriche ed esoteriche facendo largo uso di mantra, mudra, mandala, meditazione e visualizzazioni[4].

Influenza del buddismo in Sri Lanka e Myanmar

Il buddismo influenza le società del Sri Lanka e Myanmar nei quali sono presenti episodi di violenza tra gruppi estremisti buddisti e le minoranze musulmane. Al riguardo concorrono tre fattori[5]:

  • una maggioranza-minoranza che sostiene le relazioni religiose-etiche;
  • collegamento tra Stato e clero;
  • l’inadeguatezza delle risposte statali a queste situazioni.

Gruppi buddisti radicali quali il Bodu Bala Sena (BBS) in Sri Lanka e Ma Ba Tha in Myanmar giustificano l’intolleranza, la violenza contro la popolazione di minoranza musulmana utilizzando la dottrina del Theravada, largamente diffusa nel Sudest-asiatico.
La maggioranza della popolazione dello Sri Lanka e del Myanmar, rispettivamente il 75 % e il 90 %, è buddista. In entrambi è presente una consistente minoranza musulmana[6].
Nonostante questi dati, è presente la percezione che il buddismo sia in pericolo e questo trova riscontro nelle maggioranze buddiste singalesi e bamar, sia in Sri Lanka sia in Myanmar. La giustificazione di questa percezione deriva da interpretazioni distorte di scritture del Theravada, che eleva la difesa del buddismo al di sopra di altri valori tradizionali come la pace e la compassione. La difesa del buddismo è praticata con modalità differenti rispetto ai gruppi identitari. Movimenti come il Ma Ba Tha in Myanmar e il Bodu Bala Sena in Sri Lanka hanno sfruttato queste narrazioni per sostenere la protezione e la promozione del buddismo e dello Stato contro le minacce percepite dall’interno e dall’esterno del Paese[7].
Questa retorica è stata utilizzata contro i movimenti islamici coinvolti nel terrorismo ed estremismo globali. Nel dicembre 2018 si è verificata una crisi politica in Sri Lanka che ha coinvolto il Presidente e il Primo ministro e che si è trasformata in violenza tra milizie secessioniste buddiste e l’esercito del Myanmar nello Stato di Rakhine, suscitando preoccupazioni che questi scontri potessero espandersi maggiormente.
In Sri Lanka in particolare, questioni come il colonialismo, un buddismo radicato nella storia mitologica, le difficoltà economiche e la violenza nella società hanno contribuito a porre le basi del buddismo singalese o chiamato anche nazionalismo buddismo singalese[8].  Secondo il politologo Neil Devotta la costituzione svolge un ruolo fondamentale nel condizionare il grado di istituzionalizzare e la traiettoria delle narrazioni etno-nazionaliste e delle relazioni intercomunitarie negli Stati nazionali[9].
La struttura politica della costituzione post-coloniale creata nello Sri Lanka era priva di garanzie specifiche per le minoranze, e secondo Devotta, soddisfaceva un programma maggioritario. Le caratteristiche principali che allineavano lo Stato con la visione singalese furono le revisioni della Costituzione nel 1972 e del 1978, che adottavano il singalese come lingua ufficiale e il buddismo come una delle più importanti religioni dello Sri Lanka. Queste discriminazioni nel settore educativo ed economico esacerbarono le divisioni identitarie dal punto di vista linguistico tra la maggioranza singalese e la minoranza Tamil, che culminarono poi in 30 anni di guerra civile scoppiata nella parte nord-est dello Stato insulare. Secondo gli osservatori, la successiva sconfitta nel 2009 delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil non fece altro che incoraggiare i nazionalisti buddisti singalesi, appoggiati dal governo di allora.
In generale lo Sri Lanka e il Myanmar, da circostanze storiche comuni, hanno visto nascere movimenti buddisti con l’obiettivo di alimentare sentimenti nazionalisti in risposta all’occupazione coloniale. Questi sentimenti hanno aiutato lo Sri Lanka e il Myanmar a raggiungere l’indipendenza. Nell’ultimo decennio entrambi i Paesi hanno affrontato rapide trasformazioni economiche e politiche. Nel 2011 ad esempio il Myanmar ha avviato riforme democratiche dopo cinquant’anni di dittatura militare, mentre la guerra civile in Sri Lanka si è conclusa nel 2009.
Questi eventi hanno creato le condizioni necessarie affinché l’estremismo buddista proliferasse più o meno contemporaneamente in entrambi i Paesi. Esistono comunque delle differenze: nello Sri Lanka la partecipazione diretta dei monaci buddisti alla politica del Paese esprime una versione del buddismo in una “classe diversa”, mentre in Myanmar le regole limitano la partecipazione dei monaci alla politica. Un’altra sfida che i due Paesi devono affrontare riguarda la scarsa condizione socio-economica in cui vive la popolazione rurale. La crescente diseguaglianza di reddito e disordini potrebbe alimentare un conflitto più ampio nella società. Entrambi i governi dovrebbero compiere delle azioni contro le narrazioni buddiste radicali e affrontare i problemi sociali ed economici delle comunità colpite. La non riuscita di questo obiettivo potrebbe portare ad incitamenti all’odio e alla violenza politica in tutta la regione.


Note

[1] La storia del Buddhismo, Unione Buddhista Italiana, https://unionebuddhistaitaliana.it/buddhismo/la-storia/.
[2] L’arrivo del Buddismo in Tibet, 12 Settembre 2017, https://www.mirabiletibet.com/storia/larrivo-del-buddhismo-tibet/
[3] Ibidem
[4] Le diverse forme del buddismo, https://dharma-academy.it/le-diverse-forme-di-buddhismo/.
[5] Buddhist Extremism in Sri Lanka and Myanmar: An Examination. (2019). Counter Terrorist Trends and Analyses, 11(3), 1–6. https://www.jstor.org/stable/26617827
[6] Buddhist Extremism: Meet the Violent Followers”, ABC News, October 21, 2018, https://www.abc.net.au/news/2018-10-21/buddhist-extremism-meet-the-religions-violent-followers/10360288.
[7] Buddhism And State Power In Myanmar,International Crisis Group, September 5, 2017, https://www.crisisgroup.org/asia/south-east-asia/myanmar/290-buddhism-and-state-power-myanmar
[8] Majoritarian Politics in Sri Lanka, Global Centre For Pluralism, Neil Devotta April 2017.
[9] Ibidem.


Foto copertina: Pagoda di Kyaikhtiyo è uno dei luoghi più sacri del buddismo dl Myanmar