World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Notizie dal 1° al 30 settembre 2026.
DIRITTO INTERNAZIONALE
A Belgrado le esequie controverse del Generale Ratko Mladić
Ratko Mladić, ex comandante dell’esercito serbo-bosniaco, è morto il 27 agosto 2026 all’Aia, mentre scontava una condanna all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. I suoi funerali, celebrati a Belgrado il 7 settembre con una cerimonia religiosa e onori militari, hanno suscitato forti proteste in Serbia e all’estero: migliaia di sostenitori hanno reso omaggio a Mladić, considerato ancora un eroe da parte della popolazione serba, mentre l’Unione europea e rappresentanti delle vittime hanno criticato quella che è stata percepita come una celebrazione di un criminale di guerra.
Fonte: Balkan Insight
Al via l’iter legislativo dell’EU Kids Act
L’UE KIDS Act è la nuova proposta della Commissione europea per limitare e rendere più sicuro l’accesso dei minori ai social e ai servizi online. La proposta vieta l’accesso ai social ai minori di 13 anni e prevede, tra i 13 e i 15 anni, account limitati gestiti con il consenso dei genitori; dai 15 anni i ragazzi potranno invece gestire autonomamente i propri account. Il provvedimento introduce inoltre verifiche dell’età e obblighi di “safety by design”, limitando funzioni considerate particolarmente coinvolgenti, come lo scrolling infinito e alcune notifiche. La proposta dovrà ora essere esaminata da Parlamento europeo e Stati membri e potrebbe quindi essere modificata prima dell’eventuale approvazione.
Fonte: Commissione Europea
Thailandia e Cambogia avviano un processo di conciliazione in merito a rivendicazioni sui confini marittimi
I rappresentanti di Cambogia e Thailandia hanno esposto le loro dichiarazioni iniziali durante la prima riunione di una procedura arbitrale promossa dalle Nazioni Unite, volta a risolvere una disputa marittima di lunga data tra i due paesi confinanti. L’incontro, svoltosi a Singapore, ha rappresentato la prima fase della procedura di conciliazione obbligatoria prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), avviata dal governo cambogiano. Entrambi i paesi del Sud-est asiatico rivendicano diritti su porzioni dello stesso fondale marino nel Golfo di Thailandia, area che racchiude ingenti riserve sfruttabili di gas naturale e altre risorse di valore. Nota come “Overlapping Claims Area” (OCA) – ovvero zona di sovrapposizione delle rivendicazioni – questa regione di 26.000 chilometri quadrati sovrasta enormi giacimenti di idrocarburi; valutazioni geologiche ne stimano il valore economico complessivo in circa 300 miliardi di dollari. Al centro della controversia vi è la sovrapposizione delle mappe dei confini marittimi tracciate dalla Cambogia nel 1972 e dalla Thailandia nel 1973, su cui i due paesi non riescono a trovare un accordo. Mentre la Cambogia ha espresso la volontà di accantonare le dispute sui confini a favore di una “Zona di sviluppo congiunto” (Joint Development Area) – che consentirebbe ai paesi di suddividere equamente i proventi energetici – la Thailandia ha respinto tale proposta, insistendo sulla necessità di definire innanzitutto i confini territoriali.
Fonte: Permanent Court of Arbitration
SICUREZZA, SPAZIO E DIFESA
A Parigi il primo International Space Summit
Promosso dal Presidente francese Emmanuel Macron e co-presieduto da Francia e Germania, l’evento – primo nel suo genere – ha riunito circa 120 delegazioni internazionali, 2.000 partecipanti, capi di Stato, leader del settore e astronauti (tra cui l’inviato speciale dell’ESA Thomas Pesquet). I dibattiti si sono concentrati su difesa e sicurezza, economia spaziale, governance globale e normative responsabili, ricerca scientifica e sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali.
Fonte: French Ministry of Foreign Affairs
L’Italia chiede il rafforzamento di ASPIDES
L’Italia ha chiesto all’Unione Europea di rafforzare la missione navale EUNAVFOR Aspides nel Mar Rosso, in risposta al deterioramento della sicurezza nell’area e alle crescenti minacce alla navigazione commerciale. La richiesta è arrivata dopo l’attacco del 18 settembre alla base saudita di Ta’if, dove un Eurofighter F-2000 italiano è stato danneggiato senza provocare feriti tra il personale italiano. Roma ha chiesto un maggiore contributo degli altri Stati membri, in termini di navi e risorse, mentre l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha sollecitato un sostanziale incremento degli assetti navali e aerei europei. Aspides mantiene formalmente un mandato difensivo volto a garantire la libertà di navigazione e la protezione dei mercantili nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb. L’attacco a Ta’if ha riportato al centro del dibattito anche la presenza militare italiana in Arabia Saudita, distinta dalla missione Aspides, e il rischio che l’Italia possa essere percepita come coinvolta nel conflitto regionale. Il governo italiano ha ribadito che il Paese non è in guerra con gli Houthi e che Aspides conserva una funzione esclusivamente difensiva. Fonte: Euronews
Von Der Leyen propone la creazione dello European Security Council
Il 16 settembre, nel discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha proposto la creazione di un European Security Council, aperto non solo agli Stati membri dell’UE, ma anche a partner come Regno Unito, Norvegia, Ucraina e Canada. L’iniziativa si inserisce nella volontà di rafforzare la capacità europea di rispondere alle nuove minacce ibride, tra cui sabotaggi, cyberattacchi, incendi dolosi e incursioni di droni. La Commissione intende inoltre elaborare un Emergency Security Protocol, pensato per consentire una risposta coordinata degli Stati membri agli incidenti che, pur non configurandosi necessariamente come attacchi armati, possono mettere a rischio la sicurezza europea. La proposta dovrà ora essere tradotta in strumenti concreti e dovrà confrontarsi con la questione centrale di come rafforzare il ruolo dell’UE nella sicurezza senza creare sovrapposizioni con i meccanismi già esistenti della NATO.
Fonte: Commissione Europea












