World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Medio Oriente e Nord Africa? Notizie dal 1° al 30 novembre 2025.
Arabia Saudita: Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha incontrato i membri del Congresso presso il Campidoglio degli Stati Uniti, durante il secondo giorno della sua visita a Washington, volta a promuovere legami economici e di sicurezza più forti che mai, ignorando le critiche relative alla sua politica in materia di diritti umani. Il presidente Donald Trump ha riservato a bin Salman un’accoglienza sontuosa alla Casa Bianca e lo ha difeso in merito all’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, avvenuto nel 2018 per mano di agenti sauditi, che secondo le conclusioni delle agenzie di intelligence statunitensi sarebbe stato approvato dal principe ereditario.
Cisgiordania: Mercoledì le forze di sicurezza israeliane hanno preso posizione all’interno della città di Tubas, in Cisgiordania, e hanno ordinato ad alcuni residenti palestinesi di abbandonare le loro case, nell’ultimo assalto di una campagna durata mesi nelle città della Cisgiordania settentrionale.
Il governatore di Tubas, Ahmed Al-Asaad, ha riferito alla Reuters che le forze israeliane, supportate da un elicottero che ha aperto il fuoco, stavano circondando la città e stabilendo posizioni in diversi quartieri. Secondo le autorità israeliane si tratta di un’ampia operazione anti-terrorismo. Nel corso di un’operazione nella città di Jenin, un video mostra le forze di sicurezza israeliane mentre sparano e uccidono due palestinesi che sembravano essersi arresi.
Egitto: La Corte amministrativa suprema egiziana ha annullato i risultati delle elezioni parlamentari in 26 circoscrizioni elettorali a causa di violazioni, secondo quanto riportato dai media locali, portando il numero totale dei risultati elettorali annullati al 64%.
La prima fase delle elezioni parlamentari si è svolta il 10 e l’11 novembre per eleggere i membri della Camera dei rappresentanti in 14 delle 27 province egiziane. La seconda e ultima fase delle elezioni si è svolta il 24 e 25 novembre in 73 distretti di 13 governatorati, e i risultati dovrebbero essere annunciati il 2 dicembre.
Iran: Il viceministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha affermato che l’Iran vuole raggiungere un accordo nucleare “pacifico” con gli Stati Uniti per risolvere una disputa che dura da decenni, ma non comprometterà la propria sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti, i loro alleati europei e Israele accusano Teheran di utilizzare il proprio programma nucleare come copertura per cercare di sviluppare la capacità di produrre armi. L’Iran sostiene che il proprio programma nucleare abbia esclusivamente scopi pacifici. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler raggiungere un accordo con l’Iran durante una conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con il principe ereditario dell’Arabia Saudita.
Iraq: l’11 novembre gli iracheni hanno votato alle elezioni parlamentari. Il blocco politico del primo ministro Mohammed Shia al-Sudani ha ottenuto il maggior numero di seggi nelle elezioni irachene, secondo i risultati definitivi, ma la formazione di un nuovo governo potrebbe richiedere ancora mesi a causa delle controversie per la creazione di una maggioranza. Per al-Sudani è il secondo mandato.
Il prossimo governo dovrà trovare un delicato equilibrio tra l’influenza degli Stati Uniti e quella dell’Iran. Dovrà gestire decine di gruppi armati che sono più vicini all’Iran e rispondono più ai propri leader che allo Stato, il tutto mentre deve affrontare la crescente pressione di Washington per smantellare quelle milizie.
Israele: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto domenica al presidente del Paese la grazia nel suo lungo processo per corruzione, sostenendo che il procedimento penale sta ostacolando la sua capacità di governare e che la grazia sarebbe positiva per Israele.
Netanyahu, il primo ministro più longevo del Paese, nega le accuse di corruzione, frode e abuso di fiducia. I suoi avvocati hanno affermato in una lettera all’ufficio del presidente che il primo ministro continua a ritenere che il procedimento legale si concluderà con una completa assoluzione.
Secondo il sistema israeliano, le grazie vengono concesse una volta che il processo si è concluso e l’imputato condannato.
Libano: Libano e Cipro hanno firmato un accordo di demarcazione marittima atteso da tempo, aprendo la strada alla potenziale esplorazione dei giacimenti di gas offshore e alla cooperazione energetica nel Mediterraneo.
Il presidente libanese Joseph Aoun e il presidente cipriota Nikos Christodoulides hanno firmato l’accordo presso il palazzo presidenziale libanese, dichiarando ai giornalisti che esso segnerà una cooperazione più profonda tra il Libano, Cipro, membro dell’Unione Europea, e l’Unione Europea in generale.
La Turchia si è espressa contraria all’accordo, dicendo che viola i diritti dei turco-ciprioti presenti sull’isola.
Tunisia: Un’importante attivista politica, Chayma Issa, è stata arrestata qualche giorno fa mentre manifestava, insieme ad un centinaio di persone, contro le limitazioni delle libertà. La protesta a Tunisi è avvenuta il giorno dopo che un processo di appello di massa ha visto circa 40 personaggi pubblici, principalmente critici del presidente Kais Saied, condannati a pesanti pene ed accusati di aver complottato contro lo Stato.
Il Parlamento europeo ha votato a favore del rilascio di tutte le persone detenute per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione. Il Presidente tunisino Saied ha condannato la risoluzione europea come “palese interferenza” e ha convocato l’ambasciatore UE in Tunisia.
Turchia: Il presidente Tayyip Erdogan ha affermato che la Turchia sta ancora valutando come impiegare le proprie forze di sicurezza in una forza di stabilizzazione internazionale che si sta pianificando a Gaza. La Turchia, membro della NATO, ha svolto un ruolo chiave nei negoziati per il cessate il fuoco a Gaza, diventando uno dei firmatari dell’accordo siglato in Egitto. Si è impegnata a monitorarne l’attuazione e ha espresso il desiderio di unirsi alla forza di stabilizzazione prevista.













