Alla fine di aprile, i reporter Nanni Schiavo e Francesco Nocco intraprenderanno un viaggio in Ucraina per documentare il contributo essenziale proveniente dalle donazioni di autobus dell’azienda di trasporti piemontese GTT al trasporto pubblico nella città di Kharkiv, sconvolta da oltre quattro anni dagli attacchi russi.
Dal capoluogo piemontese alla città ucraina di Kharkiv, alla fine del mese di aprile Nanni Schiavo e Francesco Nocco daranno avvio al loro ultimo reportage. Obiettivo: mettere in luce il contributo vitale della città di Torino, ed in particolare dell’azienda locale di trasporti GTT, al funzionamento delle infrastrutture ucraine per il trasporto di civili.
Nell’ambito degli aiuti e soprattutto dei progetti di ricostruzione dell’Ucraina, già discussi in una serie di conferenze tenutosi in diversi paesi europei nonostante il conflitto ancora in corso, il Piemonte si è infatti distinto per un’immediata mobilitazione poi tradottasi nella fornitura di autobus dell’azienda metropolitana GTT, che a Torino avrebbero concluso il loro ciclo vitale dismessi in un deposito periferico. Al contrario, a Kharkiv – città di 1,4 milioni di abitanti a 20 km dal fronte bellico- i mezzi hanno trovato un nuovo inizio, traducendosi in un’infrastruttura di vitale importanza per la metropoli colpita dagli attacchi russi da oltre quattro anni.
“Insieme al mio collega Francesco Nocco di Berlino Magazine abbiamo subito notato un grande potenziale giornalistico in questa storia. La cosiddetta “diplomazia dal basso” in questo caso si fa materiale: due città si passano una infrastruttura. Da cittadini a cittadini”. Così Nanni Schiavo sulle motivazioni e gli obiettivi del reportage, che non si limita a raccontare l’invio progressivo degli autobus, ma altresì si pone l’obiettivo di dare voce ad una serie di attori che hanno contribuito al successo di un progetto che punta a raggiungere una flotta di 70 mezzi. I due reporter includeranno infatti anche le testimonianze dei passeggeri e degli autisti di Kharkiv che ogni giorno usufruiscono della mobilità locale in una città stravolta dalla guerra, così come del sindaco di Torino Stefano Lo Russo e dei vertici dell’azienda GTT, in prima linea nel programma di aiuti.
Nonostante ciò, il contributo di Torino e in generale del Piemonte alla causa ucraina non si limita all’invio di autobus. “Lo scorso anno sono stato a visitare il villaggio per sfollati interni sostenuto da Fondazione Specchio dei Tempi, responsabile anche del progetto Forza Mamme Ucraine. L’Associazione Ucraina Libera organizza eventi culturali di alto livello, e anche fuori da Torino città scopro spesso realtà associative – anche di piccole dimensioni – che dal Piemonte contribuiscono all’invio di mezzi, ambulanze e aiuti in generale”.
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Come ci racconta Nanni Schiavo, la sensibilità del territorio nei confronti del conflitto ucraino e soprattutto della sua popolazione rimane vivida, agevolando e talvolta addirittura agendo in modo complementare alle iniziative di alto livello intraprese da Stati e Organizzazioni Internazionali. La già menzionata “diplomazia dal basso” assume dunque un ruolo cruciale: “riempie di sostanza le dichiarazioni di principio: quando un autobus di Torino circola a Kharkiv le persone lo vedono, rende la loro vita più agevole, ed è un pezzo di politica estera che passa attraverso una municipalizzata dei trasporti e non solo attraverso le cancellerie. In questo senso, ha un ruolo di assoluto primo piano”, commenta Schiavo. E ancora: “In un conflitto dove la Russia usa la disinformazione per minare il sostegno occidentale all’Ucraina, ogni legame concreto tra due comunità rende più difficile rompere questo supporto”.
Torino non è infatti sfuggita alle numerose campagne di guerra ibrida portate avanti in modo parallelo nei confronti dei paesi europei da parte di Mosca. “A Torino il tema della propaganda russa è molto forte nel dibattito pubblico. Sia a livello politico che di iniziative di solidarietà come questa, ma anche a proposito di attivismo politico locale c’è grande movimento attorno alla causa della resistenza ucraina e al contrasto alla propaganda russa. Questo movimento sicuramente provvede agli anticorpi necessari alla città. Anche le istituzioni, come in questo caso, bisogna riconoscerlo, hanno fatto il loro dovere. Tuttavia, la spinta dall’esterno è forte, e arriva da tutti i lati”.
Dalle piccole realtà alle grandi città, il prezioso lavoro di ricostruzione della compattezza della società civile a fianco della popolazione ucraina colpita dalla guerra non potrà che beneficiare una ricerca della verità limpida e una raffigurazione della solidarietà umana scevra da propaganda e manipolazione dell’informazione. Al contempo, l’importanza di un simile reportage non dovrà limitarsi alla narrazione del contributo piemontese alle infrastrutture ucraine: il lavoro sul campo dovrà infatti fungere da riflessione collettiva sul dialogo e le responsabilità condivise “dall’alto verso il basso”, in un ecosistema di imprese, enti governativi, priorità politiche ed influenze sociali che attualmente plasmano l’andamento dei conflitti e soprattutto le loro fasi di ricostruzione post-bellica.
Foto copertina: Da Torino a Kharkiv: gli autobus GTT per l’Ucraina in un reportage













