Nel suo primo discorso, Blaise Metreweli avverte su una minaccia da parte della Russia considerata “aggressiva, espansionista e revisionista” e chiede un salto tecnologico e culturale nella sicurezza britannica.
Nel suo primo intervento pubblico da capo del Secret Intelligence Service, Blaise Metreweli — prima donna a guidare l’MI6 nei suoi 116 anni — ha definito la Russia una minaccia diretta per il Regno Unito e per l’Europa. Secondo Metreweli, l’“esportazione del caos” è parte integrante della strategia internazionale di Mosca e continuerà finché il presidente Vladimir Putin non sarà costretto a rivedere i propri calcoli. Il sostegno britannico all’Ucraina, ha assicurato, resterà “duraturo”, in un contesto internazionale segnato da guerra ibrida, disinformazione, sabotaggi e cyberattacchi.
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Fronte “ovunque”
Metreweli ha sottolineato che la sicurezza nazionale richiede oggi una piena integrazione tra intelligence umana e tecnologia avanzata. Gli agenti, ha detto, devono essere “a loro agio con le righe di codice quanto con le fonti umane”, padroneggiando strumenti digitali e linguaggi di programmazione come parte essenziale del mestiere. Terrorismo, guerra informatica e manipolazione dell’informazione rappresentano minacce interconnesse che rendono il fronte “ovunque”, mentre anche i vertici militari britannici avvertono di una crescente probabilità di escalation russa contro la NATO.
Una storia tesa
Le parole della nuova direttrice dell’MI6 si inseriscono in una lunga storia di rapporti tesi tra Londra e Mosca, spesso segnati proprio dallo spionaggio. Dai casi storici dei “Cambridge Five” durante la Guerra Fredda, fino agli episodi più recenti come l’avvelenamento dell’ex agente Aleksandr Litvinenko a Londra nel 2006 e l’attacco con agente nervino contro Sergei Skripal a Salisbury nel 2018, culminato nella morte della cittadina britannica Dawn Sturgess, le accuse reciproche hanno profondamente avvelenato le relazioni bilaterali.
In questo contesto, Metreweli ha ribadito che la risposta britannica dovrà essere non solo tecnologica e militare, ma anche morale e collettiva, coinvolgendo l’intera società nella difesa della sicurezza nazionale.
Foto copertina: Spionaggio Gran Bretagna – Russia













