Ballottaggio in Cile: il pinochetista Kast conquista La Moneda

Ballottaggio in Cile: il pinochetista Kast conquista La Moneda
Ballottaggio in Cile: il pinochetista Kast conquista La Moneda

Il secondo turno in Cile ha visto la vittoria dell’ultraconservatore José Antonio Kast, che è riuscito a prevalere sulla candidata di sinistra Jeanette Jara, diventando il Presidente più votato della storia del Paese. La sua elezione segna la fine del governo di Gabriel Boric e riporta alla casa presidenziale un sostenitore del dittatore Augusto Pinochet.


Ad un mese dal primo turno, i cileni sono tornati alle urne. Il Paese ha deciso, dopo quattro anni di governo Boric, di chiudere questa esperienza eleggendo il candidato di estrema destra José Antonio Kast.

Il secondo turno

Il primo turno aveva visto in testa Jeanette Jara, sostenuta dai principali partiti di sinistra e moderati, seguita da José Antonio Kast, dal populista Franco Parisi, dal libertario Johannes Kaiser e dalla moderata di destra Evelyn Matthei. In vista del ballottaggio, Kaiser e Matthei hanno deciso di appoggiare Kast, mentre Parisi ha lasciato libertà di voto. Il suo elettorato, fortemente antipolitico e anti-élite, è raccolto attorno a un partito distante dalle ideologie tradizionali. Il 19% ottenuto al primo turno conferiva quindi a Parisi un notevole potere di indirizzo, ma il Partido de la Gente ha infine scelto di annullare il voto.
Durante la campagna del secondo turno, i temi fondamentali sono rimasti quelli della sicurezza e dell’immigrazione. Jara ha tentato un parziale riposizionamento verso il centro attraendo i voti dei più moderati[1].
Kast, al contrario, ha mantenuto un registro coerente con la sua linea originaria, facendo leva sulla percezione di insicurezza diffusa nel Paese. Una parte rilevante della popolazione associa infatti l’aumento della criminalità al mancato controllo delle frontiere e all’immigrazione. Sebbene i dati mostrino tassi di criminalità relativamente bassi rispetto ad altri Paesi latinoamericani, la sicurezza è percepita come una priorità assoluta.
Questa percezione si è intensificata nell’ultimo anno, alimentata dal timore per l’espansione delle bande criminali e dal ruolo dei media, che tendono ad enfatizzare la cronaca nera. Ne è derivato un consenso crescente verso modelli securitari come quello adottato del Presidente salvadoregno Nayib Bukele. Tuttavia, il Cile resta uno dei Paesi più sicuri della regione, con un tasso di omicidi contenuto, in netto contrasto con il sentimento diffuso di insicurezza. Nel corso di questo mese, Jara ha puntato sui risultati ottenuti durante il mandato come ministra del Lavoro, rivendicando l’adeguamento del salario minimo all’inflazione, l’aumento delle pensioni e la riduzione dell’orario di lavoro. Ha anche attaccato Kast per le sue posizioni estremiste e per alcune sue dichiarazioni[2].
Con l’obiettivo di attrarre l’elettorato di Parisi, ha riorganizzato il proprio team strategico, anche in assenza di altri candidati di sinistra pienamente allineati alle sue posizioni. Ha così adottato un profilo più centrista, riprendendo alcune proposte di Parisi, sperando di conquistare i voti degli indecisi[3].
Pur avendo posto anch’essa l’accento sulla sicurezza – promettendo mano ferma per combattere la criminalità e il narcotraffico – ha ribadito la volontà di proseguire riforme nella materia delle politiche sociali[4].
Ha affermato che i condannati per violazione dei diritti umani durante il regime militare di Augusto Pinochet avrebbero continuato a scontare la pena[5]. Di rilievo è anche l’appoggio ricevuto non solo delle frange giovanili di partito, ma anche dalle federazioni universitarie. La Confederación de Estudiantes de Chile (CONFECH), dopo la sua ultima plenaria nazionale, ha deciso di sostenere ufficialmente la candidata comunista[6]. Anche il gruppo Mujeres X Matthei, nonostante l’adesione ufficiale della candidata di destra moderata per Kast, ha sostenuto Jara[7]. Kast, pur beneficiando dell’appoggio di Kaiser e Matthei, ha incontrato diverse difficoltà durante la campagna. É stato ripetutamente criticato a causa delle sue posizioni estremiste riguardo la settimana lavorativa, le pensioni e l’aborto[8].
In aggiunta, la sua scarsa prestazione poco incisiva nei dibattiti e le dichiarazioni di alcuni suoi sostenitori hanno indebolito la sua leadership. Kast non ha presentato un’agenda di riforme articolata, preferendo concentrare tutto il suo messaggio politico sull’ordine pubblico. Egli ha insistito sull’idea che un’eventuale presidenza di Jara avrebbe rappresentato una continuità con quella di Gabriel Boric.
Il suo programma prevede la creazione di un governo d’emergenza per combattere la criminalità, dando novanta di giorni di tempo agli immigrati di lasciare il Paese[9]. Anche in questo secondo turno, Kast ha tenuto i propri comizi protetto da vetri antiproiettili. Parallelamente, ha accusato Jara e il suo gruppo di diffondere informazioni false sul suo conto[10].

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I risultati

Grazie all’introduzione del voto obbligatorio, circa tredici milioni di cittadini si sono recati alle urne. Kast ha vinto con il 58,16% dei voti contro il 41,84% di Jara[11]. I voti nulli, pari al 5,83%, indicano che una parte dell’elettorato di Parisi ha scelto comunque di esprimersi, probabilmente a favore del candidato vincitore. Con questo risultato, Kast diventa il Presidente più votato nella storia del Paese.
Per la prima volta dal ritorno alla democrazia nel 1990, un esponente della destra radicale si è insedia a La Moneda. Inoltre, ha vinto in tutte le regioni, un fatto senza precedenti[12]. Il Presidente Boric, dopo essersi congratulato con il futuro Capo di Stato – che si entrerà ufficialmente in carica l’11 marzo 2026 – ha garantito una transizione pacifica[13]. Nonostante Jara sia stata una delle principali artefici dei successi del Governo in materia di politiche sociali[14], ciò non è bastato per garantirle la presidenza. I cittadini hanno preferito un modello incentrato sulla sicurezza e sul mantenimento dell’ordine pubblico. Il nuovo Presidente è di origine tedesca: figlio di un membro del Partito Nazionalsocialista e fratello di Miguel Kast, ex ministro del lavoro per due anni durante il regime militare. In occasione del plebiscito del 1988 ha votato la permanenza di Pinochet al potere per altri otto anni. Inoltre, ha dichiarato che, se il dittatore fosse stato ancora vivo, avrebbe votato per lui[15]. Sebbene in questa tornata abbia moderato i toni per attrarre l’elettorato centrista, le sue posizioni securitarie, l’approccio restrittivo all’immigrazione e le riforme orientate al mercato hanno convinto una larga parte dei votanti. Il ballottaggio ha evidenziato una forte polarizzazione, portando al confronto finale una candidata comunista e un esponente apertamente legato all’eredità pinochetista. Il forte sostegno ottenuto da Kast nelle aree meridionali – quelle più colpite dalla violenza – si è rivelato decisivo.
La percezione diffusa di insicurezza e il giudizio critico sulle politiche di Boric hanno spinto una parte consistente dell’elettorato verso destra. Il Cile si trova di fronte a un Capo di Stato con posizioni nostalgiche e ambigue verso i diritti civili, sociali e umani, e con una visione che richiama il modello ereditato dalla dittatura, che l’ultimo esecutivo ha tentato di superare. Con Kast al potere, cambia anche il posizionamento del Cile nel sistema internazionale, da adesso molto più vicino allo statunitense Donald Trump e all’argentino Javier Milei. Questo non è uno scenario isolato, inserendosi in una tendenza regionale più ampia: nel 2025, su cinque competizioni elettorali in America Latina, la destra ha trionfato ovunque, segnalando uno spostamento dell’elettorato verso politiche neoliberiste, delusi dai governi progressisti. Tuttavia, il nuovo Presidente, dovrà confrontarsi con un Congreso molto frammentato, senza una maggioranza netta, che potrebbe limitare la sua capacità di attuare riforme.
Il Parlamento diventa così l’attore chiave per evitare un arretramento sulle conquiste sociali. Se l’esplosione sociale del 2019 aveva aperto la strada all’ascesa di Gabriel Boric nel 2021 e a un progetto di rottura con i modelli economici e sociali ereditati dalla dittatura, oggi il voto segna un’inversione di tendenza: una parte maggioritaria della società cilena sceglie di affidarsi a chi quell’assetto lo ha sempre difeso.
La vittoria di Kast rappresenta una difficoltà strutturale del Cile nel fare i conti con il proprio passato. A più di trent’anni dalla fine del regime militare, l’eredità di Pinochet continua a riemergere nel dibattito politico. Il risultato del secondo turno suggerisce che il Paese non abbia ancora superato la propria transizione, mostrando come il modello della dittatura continui a influenzare una parte significativa della società cilena.


Note

[1] G. Zegarra, “Chile elige presidente entre dos extremos, pero con una misma agenda: la seguridad y la inmigración”, in CNN, 12/12/2025, consultabile al link: https://cnnespanol.cnn.com/2025/12/12/latinoamerica/chile-elecciones-presidenciales-segunda-vuelta-kast-jara-extremos-orix.
[2] Profilo Instagram di Jeanette Jara, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DR0jHr4kaZ7/.
[3] M. Castro, A. Laborde, “Kast cierra su campaña volcado en la inseguridad y Jara llama a no votar nulo”, in El País, 12/12/2025, consultabile al link: https://elpais.com/chile/2025-12-12/kast-cierra-su-campana-volcado-en-la-inseguridad-y-jara-llama-a-no-votar-nulo.html.
[4] “Kast y Jara cierran campaña en Chile de cara a elecciones”, in DW, 12/12/2025, consultabile al link: https://www.dw.com/es/kast-y-jara-cierran-campa%C3%B1a-en-chile-de-cara-a-elecciones/a-74707142.
[5] Canale Youtube di Jeanette Jara, consultabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=UFOOWLcxugM.
[6] Profilo Instagram della CONFECH, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DR-CdF4iX5f/.
[7] Profilo Instagram di Mujeres X Matthei, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DR0gO8vD9T9/.
[8] R. E. Troncoso, R. M. Burgos, “Chile en la encrucijada: una segunda vuelta marcada por la polarización”, in CIPER, 11/12/2025, consultabile al link: https://www.ciperchile.cl/2025/12/11/chile-en-la-encrucijada-una-segunda-vuelta-marcada-por-la-polarizacion/.
[9] Canale Youtube José Antonio Kast, consultabile al link. https://www.youtube.com/watch?v=z6N80upkrM4
[10] Profilo Instagram di José Antonio Kast, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DSAPV4TEcV4/?img_index=1.
[11] SERVEL, consultabile al link: https://segundavotacion.servel.cl/.
[12] “Resultados de las elecciones presidenciales de Chile 2025, en vivo | Marco Rubio felicita a Kast: “Estados Unidos espera colaborar con su Administración””, in El País, 15/12/2025, consultabile al link: https://elpais.com/chile/2025-12-15/resultados-de-las-elecciones-presidenciales-de-chile-2025-en-vivo.html.
[13] Canale YouTube Gobierno de Chile, consultabile al link: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=AK87jmr3ErE&fbclid=PAb21jcAOsvLxleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA81NjcwNjczNDMzNTI0MjcAAafgXjOO2K2XKI36GAzEApRUN6btnseTZflrO9HluDmkh5xDnn_wUI6i5aEI-g_aem_qET9qLBvyJOl2wJADGgbIA.
[14] L. Abruzzese, R. Nocera, “La corsa per la Presidenza della Repubblica in Cile”, in Il Mulino, 24/11/2025, consultabile al link: https://www.rivistailmulino.it/a/la-corsa-per-la-presidenza-della-repubblica-in-cile?fbclid=IwdGRjcAOrs9hjbGNrA6uzzGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHk-vtiRFnzGfl8cYhsnzumgCFolLYe4IVpVDK-GddO_sKsLScqSk7YIgW-3c_aem_I1GEq1CnB1txTE7EKaL-fQ.
[15]  “José Antonio Kast por Pinochet: “Si estuviera vivo votaría por mí”, in La Tercera, 09/11/2017, consultabile al link: https://www.latercera.com/noticia/jose-antonio-kast-pinochet-estuviera-vivo-votaria/.


Foto copertina: Ballottaggio in Cile: il pinochetista Kast conquista La Moneda