Tra percezione e realtà: sicurezza e presidenziali in Cile

Presidenziali in Cile
Presidenziali in Cile

Sta volgendo al termine il mandato del Presidente Gabriel Boric. Al ballottaggio si confronteranno Jeanette Jara e José Antonio Kast. Dopo quattro anni di sinistra, la destra conservatrice potrebbe vincere le elezioni. Tutto è ruotato attorno al tema della sicurezza, pilastro delle destre, nelle Presidenziali in Cile.


A cura di Donato Langone

Lo scenario elettorale cileno attuale è profondamente diverso da quello del 2021.
Gabriel Boric riuscì a imporsi in un contesto segnato dall’Estallido Social e dalla pandemia di Covid-19. Proveniente dai movimenti sociali, divenne il più giovane Presidente della storia del Paese dopo una stagione di proteste che chiedevano il cambiamento della Costituzione redatta durante la dittatura di Augusto Pinochet.
La sua elezione ebbe un forte valore simbolico: il suo programma elettorale si poneva in netta contrapposizione con i modelli economici e sociali ereditati dal regime militare. Il Paese arrivava alle urne in un clima di forte sfiducia verso la classe politica vigente, ritenuta responsabile di una società fortemente diseguale. I temi principali di quella tornata riflettevano le rivendicazioni emerse dalle proteste del 2019: la richiesta di una nuova Costituzione e l’avvio di ampie riforme sociali. Le proposte della coalizione Apruebo Dignidad, basate sull’aumento del salario minimo, delle pensioni, la riduzione dell’orario di lavoro, l’accesso equo a sanità ed istruzione, e l’attenzione ai diritti civili, riuscirono a conquistare l’elettorato.  Boric vinse al ballottaggio con il 55,87% contro José Antonio Kast[1], rompendo con le logiche dei partiti tradizionali.

Governo Boric e sicurezza pubblica

Quattro anni dopo, le priorità del dibattito politico cileno appaiono completamente mutate. Dopo il fallimento costituente e i successi parziali dell’esecutivo in materia di lavoro e pensioni, l’attenzione si concentra ora su insicurezza e immigrazione.
Nella sua ultima Cuenta Pública (discorso alla nazione), pronunciata il 1° giugno di quest’anno, Boric ha affrontato tali sfide, definendole fenomeni globale dai quali Santiago non è rimasta esente. Il Capo di Stato ha rivendicato che, durante il suo mandato, l’esecutivo sia riuscito a invertire la tendenza all’aumento di omicidi – in crescita da anni – grazie al lavoro delle forze dell’ordine e delle istituzioni[2].
Nel corso della sua amministrazione, il Congreso ha approvato più di sessanta leggi volte a combattere le nuove forme di criminalità, tra cui la Ley Antinarco, la modernizzazione della Ley Antiterrorista, l’istituzione del Ministerio de Seguridad Pública e il Plan Calles Sin Violencia[3]. Boric ha sostenuto che vi è stata una significativa diminuzione degli atti di violenza nella Macrozona Sur, affermando: «Il numero di feriti è diminuito di oltre il 70%, gli incendi dolosi sono diminuiti del 60% e il numero di edifici attaccati è diminuito dell’82%. Ma non siamo soddisfatti; vogliamo che tutto questo si riduca a zero»[4]. Per quanto riguarda l’immigrazione, lo Stato ha disposto il dispiegamento delle forze armate al confine settentrionale, registrando un calo del 48% dell’immigrazione irregolare[5], una delle eredità negative del governo di Sebastián Piñera.
Inoltre, il Plan Maestro de Infraestructura Penitenciaria consentirà di aggiungere oltre quindicimila nuovi posti in cinque anni, per far fronte all’aumento della popolazione carceraria e al sovraffollamento delle strutture. Boric ha poi puntato sul reinserimento e sulla prevenzione della criminalità, soprattutto tra i più giovani, coinvolgendo i Comuni per riportare la pace nei quartieri attraverso il Sistema Nacional de Seguridad Municipal. Aprendo il suo discorso con il tema della sicurezza pubblica, il Presidente ha voluto sottolineare la priorità attribuita a questa materia, rivendicare i successi conseguiti e, al tempo stesso, indirizzare una velata critica all’opposizione di destra, che fa di questo argomento il proprio cavallo di battaglia.

Le primarie della sinistra

Secondo l’articolo 25 della Costituzione, il Presidente non può ricoprire due mandati consecutivi[6]. Per questa ragione, la squadra di governo Unidad por Chile, ha deciso di indire le primarie per scegliere un candidato unitario.
La coalizione, composta dai partiti tradizionali ma anche dai nuovi soggetti politici emergenti nati negli anni Dieci[7], ha indetto le elezioni per il 29 giugno 2025. Si sono presentati quattro candidati: Jeanetta Jara, ministra del Lavoro, supportata dai comunisti e da Acción Humanista; Carolina Tohá, ministra dell’Interno e appoggiata dalle forze di centro-sinistra; Gonzalo Winter, deputato per il Frente Amplio; infine, Jaime Mullet dei verdi. Sebbene la principale favorita inizialmente fosse Tohá per l’ampio appoggio ricevuto, Jara iniziò a guadagnare terreno poco prima del voto.
Il giorno delle elezioni, infatti, la vincitrice fu la ex ministra del Lavoro, superando il 60%[8]. Le misure approvate durante il suo mandato, come la riduzione dell’orario lavorativo, il salario minimo adeguato all’inflazione e la riforma delle pensioni, hanno permesso a Jara di riguadagnare terreno ed ottenere una percentuale di consensi elevata. C’è da considerare che, la sua vittoria, non significa necessariamente un’approvazione elevata del comunismo, ma il collasso della socialdemocrazia e il declino per la preferenza elettorale del centro-sinistra[9]. Le candidature più centriste e moderate, dopo aver governato per trent’anni, stanno avendo difficoltà a riemergere. Da non sottovalutare il dato, notevolmente contenuto, dell’affluenza alle primarie. Questo, se paragonato al passato, sottolinea come la chiamata alle urne non abbia mobilitato l’intera base potenziale della coalizione. A differenza degli altri candidati, Unidad por Chile ha puntato in particolar modo sulle politiche sociali e i diritti civili, senza trascurare il tema della sicurezza. Su questo punto, il programma non si fonda sulla repressione, bensì sulla prevenzione.  Per Jara, infatti, è necessario prevenire la violenza sin dall’infanzia, sostenere le vittime e garantire loro giustizia, evitando che diventi un privilegio di pochi[10]. Il suo slogan è Seguridad sin miedo: l’obiettivo non è sfruttare la paura delle famiglie né minare lo Stato di Diritto. Secondo la sinistra non occorre solo rafforzare, ma anche modernizzare le forze dell’ordine. Tra le proposte figurano: l’istituzione di un’Agencia Nacional de Control de Armas (ANCA) per potenziare il controllo delle armi per smantellare il traffico illegale; il raddoppio del budget del Sistema Nacional de Seguridad Municipal per consolidare il lavoro degli enti locali; la promozione della sicurezza privata; l’aumento delle videocamere di sorveglianza e dei lettori di targhe per individuare i veicoli rubati, insieme all’acquisto di droni; l’utilizzo etico dei big data e dell’intelligenza artificiale; l’estensione delle Equipos de Crimen Organizado y Homicidios per rafforzare la presenza dello Stato nei territori più colpiti dalla criminalità organizzata[11].
Jara ritiene inoltre che la crisi del sistema carcerario sia dovuta al sovraffollamento e alla mancanza di infrastrutture. Per questa ragione, propone la costruzione di cinque nuovi carceri e creare progetti per i detenuti[12]. L’obiettivo è puntare non solo sull’aumento del personale della polizia penitenziaria, ma sulla sua formazione e benessere. Sul fronte dell’immigrazione, la coalizione intende contrastare la criminalità transnazionale attraverso una serie di misure che adottino una politica duratura di controllo efficace delle frontiere. Oltre al dispiegamento delle forze armate, si vuole implementare un Plan Estratégico de Control Fronteriz con la creazione della Dirección de Control Fronterizo all’interno dei carabinieri[13]. A ciò si aggiunge l’istituzione di programmi di investimento in attrezzature e tecnologie per il controllo delle frontiere. Infine, nei quartieri a rischio violenza, Jara desidera promuovere una cultura della pace e della convivenza, con attenzione ai bambini e agli adolescenti, al fine di recuperare queste zone e prevenire qualsiasi tipo di violenza[14].

I candidati di destra

Le forze di destra, invece, non sono riuscite a organizzare le primarie per individuare un candidato unico alla presidenza. José Antonio Kast, si posizionò primo alle elezioni del 2021, ma fu superato da Boric al ballottaggio. La sua retorica dura, la vicinanza a Pinochet, le proposte controversie come l’eliminazione del Ministerio de la Mujer y la Equidad de Género, spinsero i più temperati a votare per la sinistra. Ad oggi, il panorama politico è completamente opposto. Tra gli altri protagonisti della campagna elettorale abbiamo avuto il populista Franco Parisi, Johannes Kaiser e Evelyn Matthei. Tra i temi principali per questa tornata spiccano sicurezza e immigrazione, cari alle destre. Tutti i candidati hanno a cuore queste questioni, sebbene Kast e Kaiser lo facciano in termini più radicali. Il primo, sostenuto dal Partido Republicano, già candidato alle presidenziali del 2017 e del 2021, è di origine tedesca: figlio di un membro del Partito Nazionalsocialista e fratello di Miguel Kast, ex ministro del lavoro per due anni durante il regime militare. Ha espresso più volte posizioni nostalgiche nei confronti di Pinochet, tanto che, durante le elezioni del 2017, dichiarò che, se il dittatore fosse stato ancora vivo, avrebbe votato per lui[15].
Il suo programma, La Fuerza Del Cambio, pone al centro la sicurezza e il sostegno alle forze dell’ordine. Kast attribuisce la responsabilità dell’attuale situazione al governo Boric e la sinistra, accusandoli di aver disarmato le autorità[16]. Con il Plan Implacable, propone l’incarcerazione dei narcotrafficanti in carceri di massima sicurezza, in totale isolamento e senza alcun beneficio[17]
Il repubblicano ritiene che il Cile avrebbe bisogno di un’Operación Rescate Capital, che consiste nel recupero di spazi pubblici controllati dalla criminalità, nell’aumento delle forze dell’ordine nei quartieri e illuminare le strade con tecnologia LED[18]. Sul piano carcerario, intende rafforzare i meccanismi di controllo e implementare l’uso della tecnologica nella polizia penitenziaria[19]. Inoltre, Kast ha annunciato che, in caso di vittoria, intende concedere la grazia ai carabinieri e poliziotti condannati o indagati durante l’Estallido Social. L’altra sfida è la lotta all’immigrazione illegale. Kast propone di eliminarla completamente attraverso l’elaborazione del Plan Iquique Glorioso e il Plan Escudo Froterizo. Il primo, consiste nell’aumento dei controlli al nord della frontiera con la chiusura totale[20]; il secondo, definito da Kast come «una dichiarazione di sovranità nazionale», prevede la costruzione di muri «simili a quelli utilizzati in Israele»[21]. Infine, si intende conferire alle forze armate la facoltà di detenere ed espellere qualsiasi straniero che entri illegalmente nel Paese[22].
Franco Parisi, invece, considerato come populista, nella tornata elettorale precedente riuscì a posizionarsi al terzo posto, grazie alle sue abilità comunicative, costruendosi l’immagine del politico outsider e anti-sistema. Il suo elettorato tende a collocarsi nella destra non tradizionale e soprattutto tra i giovani e nella classe media scontenta. Nel suo programma, propone l’installazione di cellule antiterrorismo nella polizia, la creazione dell’Agencia Nacional de Inteligencia Integral contra el Crimen Organizado y Terrorismo (ANICOT) e l’introduzione di zone speciali per intervenire nelle aree più colpite dalla violenza. Secondo il Plan ZAGLO[23]. Suggerisce, poi, la realizzazione di barcos cárceres (carceri galleggianti) per allontanare i detenuti dalla terra ferma[24]. Infine, intende installare droni alle frontiere[25].
Kaiser, anch’egli di origine tedesca e appartenente all’ultradestra, è il fondatore del Partido Nacional Libertario. Come Kast, mantiene posizioni pinochetiste e si definisce un reazionario, preferendo questa etichetta a quella di conservatore. Tra i candidati, è il più favorevole al libero mercato e uno Stato minimo. Inoltre, ha dichiarato più volte, che qualora si ripresentasse un contesto simile a quello del regime militare, non esiterebbe ad appoggiare un nuovo colpo di Stato[26]. Durante la chiusura della campagna elettorale, ha aperto il suo intervento con un minuto di silenzio per i mártires de Carabineros, centrando l’orazione sulla difesa delle forze dell’ordine, affermando che sarebbe orgoglioso di essere un carabiniere, attaccando il governo e il Partido Comunista[27]. Anche il suo programma, Defiende la Verdad, si concentra in particolare sulla sicurezza e sulla chiusura delle frontiere. Kaiser propone l’incremento del numero di militari, maggiori investimenti nell’industria miliare, il ripristino lo Stato di Diritto nelle zone coinvolte nel “narcoterrorismo”, oltre al potenziamento del sistema penitenziario tramite la costruzione di strutture detentive[28]. Riguardo l’immigrazione, anche per il libertario è indispensabile chiudere i confini e rafforzare il controllo delle frontiere, anche con il supporto di altre nazioni[29].
Infine, Matthei, appoggiata dall’Unión Demócrata Independiete, ex ministra con il primo governo di Sebastián Piñera e già candidata alle presidenziali del 2013, ha espresso posizioni ambigue riguardo il colpo di Stato del 1973, definendolo in parte giustificabile e ritenendo inevitabili le morti dei primi anni di dittatura[30]. A differenza di Kast e Kaiser, assume toni più moderati. Tuttavia, nel suo programma elettorale, il primo punto riguarda proprio la lotta al crimine organizzato, mostrando la centralità attribuita alla questione. Per Matthei, è fondamentale la costruzione di una Unidad de Cumplimento, aumentare le dotazioni e il personale della polizia e isolare i capi delle bande criminali[31]. Sul fronte dell’immigrazione, propone la creazione di una Policía Militar Fronteriza per il controllo delle frontiere, la costruzione di centri d’espulsione e l’installazione di barriere fisiche[32].

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Percezione dei cittadini

Una delle dinamiche che hanno maggiormente alimentato la tensione cilena e influenzato l’opinione pubblica sono i reati violenti attribuiti alle organizzazioni criminali straniere, provenienti da Bolivia, Colombia e Venezuela, spesso associate ai flussi migratori. Per una parte significativa della popolazione, l’insicurezza è riconducibile alla mancanza di controllo delle frontiere.
I cileni associano la delinquenza agli immigrati, argomento sul quale la destra concentra gran parte della sua strategia. In realtà, i tassi di criminalità risultano relativamente bassi se confrontati con quelli di altri Paesi della regione. Secondo un sondaggio IPSOS, il 66% degli intervistati, ritiene che la criminalità debba essere una delle prime tre priorità dell’agenda pubblica, mentre il 41% la colloca al primo posto[33]. Inoltre, il 47% considera lo scarso controllo delle frontiere la principale causa dell’aumento di insicurezza[34].
Nel corso dell’ultimo anno tale percezione si è intensificata: secondo l’opinione pubblica, il problema è riconducibile all’ascesa di bande criminali. Questo clima di allarme si riflette nella vita quotidiana, dato che, molti cittadini, dichiarano di evitare determinati luoghi o orari per paura. Anche la stampa locale e la televisione contribuiscono ad alimentare permanentemente la sensazione di pericolosità, dedicando ampio spazio di cronaca a crimini violenti. Non sorprende l’elevato apprezzamento espresso da una parte dei cileni verso il Presidente salvadoregno Nayib Bukele[35].
La realtà appare differente: il tasso di 6 omicidi ogni 100.000 abitanti, è da considerarsi basso rispetto altre nazioni latinoamericane[36]. Nonostante il Cile sia percepito come il quinto Paese più insicuro al mondo e il primo con una criminalità in ascesa, invece, è il quinto più sicuro del continente e il sessantaduesimo al mondo[37].
Tutti i candidati di destra hanno posto la sicurezza al centro del loro programma. Il tema viene utilizzato come strumento di campagna elettorale, diffondendo la paura tra i cittadini, che in questo modo chiedono maggiore tutela e salvaguardia. Ad esempio, per accentuare la percezione di rischio tra i propri sostenitori, Kast ha tenuto alcuni comizi protetto da vetri balistici e indossando un giubbotto antiproiettile[38].

Il risultato del primo turno

Alle urne si sono recati più di tredici milioni di cittadini. Quest’affluenza è stata favorita dalla legge che ha ristabilito il voto obbligatorio. I due candidati ammessi al ballottaggio sono Jara e Kast, con rispettivamente il 26,85% e il 23,92% dei voti[39]. Seguono Franco Parisi – contro tutti i sondaggi – con il 19,71% delle preferenze, Kaiser con 13,94% e Matthei con il 12,46%[40]. Al secondo turno si sfideranno due estremi opposti, confermando la polarizzazione del Cile e l’indebolimento del centro, mentre le forze estreme guadagnano spazio. Jara ha ricevuto il sostegno da tutte le forze di sinistra, con l’obiettivo di garantire continuità con l’esecutivo di Boric. La destra, pur divisa, potrebbe arrivare compatta al ballottaggio del 14 dicembre. Ad oggi, Matthei e Kaiser hanno già annunciato il loro appoggio a Kast. Parisi, invece, per ora ha dichiarato di non sostenere nessuno, affermando che i candidati «debbano guadagnarsi i voti»[41]. La campagna elettorale di Jara si è concentrata sui diritti civili e sociali, con particolare attenzione a istruzione, lavoro, sanità e trasporti, senza escludere la sicurezza, ma puntando sulla prevenzione. Gli altri candidati hanno fatto leva sulla paura, approfittando del senso di pericolo percepito dalla popolazione, per raccogliere consensi. La sorpresa di questa elezione è stata Parisi, che ha ribaltato i sondaggi che lo collocavano in quinta posizione. Il suo elettorato sarà determinante per il futuro Capo di Stato. I due candidati ammessi al secondo turno dovranno cercare di conquistare il consenso dei votanti di Parisi, cittadini disillusi dalla politica che hanno scelto un populista visto come “anti-establishment”. Questa immagina è stata fondamentale per superare sia il candidato di estrema destra Kaiser sia Matthei, rappresentante dell’ala moderata della destra tradizionale.

La sfida di Jara e Kast sarà quella di attrarre l’elettorato di Parisi, mentre è probabile la maggior parte dei votanti di Kaiser e Matthei riporranno la loro preferenza sul repubblicano. In un contesto politico estremamente politicizzato, il risultato sarà decisivo non solo per il prossimo governo, ma anche per il posizionamento del Cile all’interno del sistema internazionale.


Note

[1] Servicio Electoral de Chile, consultabile al link: https://app.powerbi.com/view?r=eyJrIjoiNTNmN2QzYjItYTU4Zi00MGZiLWEyMDktZjQyZjYyMGNmNmE5IiwidCI6IjI0ODMxZWJlLWQyNmQtNGQzMC05ZmE4LWVmM2MwMjQzYjMyZSIsImMiOjR9.
[2] Prensa Presidencial, consultabile al link: https://prensa.presidencia.cl/comunicado.aspx?id=300213
[3] Ibidem.
[4] Ibidem.
[5] Ibidem.
[6] Constitución Política de la República de Chile, in Cámara de Diputadas y Diputados, p. 26, consultabile al link: https://www.camara.cl/camara/doc/leyes_normas/constitucion.pdf [7] I partiti della coalizione sono: Acción Humanista, Federación Regionalista Verde Social, Frente Amplio, Partido Comunista, Partido Democráta Cristiano, Partido Liberal, Partido por la Democracia, Partido Radical.
[8] Servicio Electoral de Chile, consultabile al link: https://www.servel.cl/boletines-2025/. [9] A. Mascareño, J. Rozas, F. Belmar, P. Henríquez, “Elecciones 2025. Tercer Informe C22-CEP, primaria junio, in Centro de Estudios Públicos, n. 732, 2025, pp. 27-28.
[10] Programa 2025 Jeanette Jara, consultabile al link: https://jeannettejara.cl/programa-2025/#seguridad-defensa.
[11] Ibidem.
[12] Ibidem.
[13] Ibidem.
[14] Ibidem.
[15] “José Antonio Kast por Pinochet: “Si estuviera vivo votaría por mí”, in La Tercera, 09/11/2017, consultabile al link: https://www.latercera.com/noticia/jose-antonio-kast-pinochet-estuviera-vivo-votaria/.
[16] José Antonio Kast, Plan Implacable, p. 2, consultabile al link: https://kast.cl/wp-content/uploads/2025/10/PLAN-IMPLACABLE-2.pdf.
[17] Canale YouTube di José Antonio Kast, consultabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=3JTYEd-LUqY.
[18] Profilo Instagram di José Antonio Kast, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DQnPqkygHv8/?igsh=MjFvejM4cjVnaXl3&img_index=6.
[19] José Antonio Kast, Plan Cancerbero, pp. 7-9, consultabile al link: https://kast.cl/wp-content/uploads/2025/10/PDF_PLAN-CANCERBERO_compressed.pdf.
[20] José Antonio Kast, Plan Iquique Glorioso, p. 1, consultabile al link: https://kast.cl/wp-content/uploads/2025/10/PDF_PLAN-IQUIQUE-GLORIOSO-2_compressed.pdf.
[21] José Antonio Kast, Plan Escudo Froterizo, pp. 1-2, consultabile al link: https://kast.cl/wp-content/uploads/2025/09/PLAN-ESCUDO-FRONTERIZO_compressed-1.pdf.
[22] Ivi, p. 3.
[23] Programa Presidencial Franco Parisi 2026, pp. 43-49, consultabile al link: https://storage.googleapis.com/parisipresidente/programa%20de%20gobierno/programa-de-gobierno-parisi-presidente-2026.pdf.
[24] Ivi, p. 54.
[25] Ivi, p. 58.
[26] “Kaiser elige tercera estrofa del himno para abrir su acto final de campaña”, in Diario UChile, 13/11/2025, consultabile al link: https://radio.uchile.cl/2025/11/13/kaiser-elige-tercera-estrofa-del-himno-para-abrir-su-acto-final-de-campana/.
[27] Canale Youtube El Nacional-Libertario, consultabile al link: https://www.youtube.com/watch?v=6qcKoV9LznQ.
[28] Johannes Kaiser Presidente, Programa de Gobierno 2026-2030, pp. 73-73, consultabile al link: https://static.emol.cl/emol50/documentos/archivos/2025/09/25/202509251166.pdf.
[29] Ibidem.
[30] P. Rosas, D. Tralma, “”Era necesario”: Matthei justific golpe de Estado, desada fuertes críticas y abre flanco en campaña, in La Tercera, 17/04/2025, consultabile al link: https://www.latercera.com/politica/noticia/era-necesario-matthei-justifica-golpe-de-estado-desata-fuertes-criticas-y-abre-flanco-en-campana/.
[31] Bases programáticas de la candidatura presidencial de Evelyn Matthei, pp. 13-14, consultabile al link: https://static.emol.cl/emol50/documentos/archivos/2025/08/19/20250819181649.pdf.
[32] Ivi, p. 15.
[33] IPSOS, 08/05/2025, consultabile al link: https://www.ipsos.com/es-cl/51-de-las-personas-en-chile-declara-recibir-semanalmente-comunicaciones-con-intentos-de-delitos?_gl=1*1tf540p*_up*MQ..*_ga*NDYyOTg2NzMyLjE3NjMzMDIxMzM.*_ga_X263VWZR69*czE3NjMzMDIxMzIkbzEkZzAkdDE3NjMzMDIxMzIkajYwJGwwJGgxMzI4NTI2MDY0.
[34] Ibidem.
[35] “Mark Carney (76%, +15pts) y Nayib Bukele (71%, -6pts) son los líderes internacionales mejor evaluados en Chile”, in Cadem Research & Strategia, 02/11/2025, consultabile al link: https://cadem.cl/estudios/mark-carney-76-15pts-y-nayib-bukele-71-6pts-son-los-lideres-internacionales-mejor-evaluados-en-chile/.
[36] G. Lissardy, “Chile está extremadamente atemorizado. Pero está lejos de ser el país con el mayor problema por crimen y violencia”, in BBC News Mundo, 11/11/2025, consultabile al link: https://www.bbc.com/mundo/articles/cql9766ykw5o.amp#amp_tf=De%20%251%24s&aoh=17629402128916&csi=0&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com.
[37] A. Reyes Vergana, “Inseguridad en Chile, ¿cuánta culpa tiene la TV?”, in El Mostrador, 13/11/2025, consultabile al link: https://www.elmostrador.cl/noticias/opinion/columnas/2025/11/13/inseguridad-en-chile-cuanta-culpa-tiene-la-tv/.
[38] “Kast está utilizando chaleco antibalas en traslados a actividades y Jara responde: “Al parecer desconfía del pueblo chileno”, in CNN Chile, 11/11/2025, consultabile al link: https://www.cnnchile.com/pais/kast-esta-utilizando-chalecos-antibalas-en-traslados-a-actividades-y-jara-responde-al-parecer-desconfia-del-pueblo-chileno_20251111/.
[39] Servicio Electoral de Chile, consultabile al link: https://elecciones.servel.cl/.
[40] Ibidem.
[41] M. Castro, “Franco Parisi, el populista que (nuevamente) sorprende en la elección presidencial de Chile”, in El País, 17/11/2025, consultabile al link: https://elpais.com/chile/2025-11-17/franco-parisi-el-populista-que-nuevamente-sorprende-en-la-eleccion-presidencial-de-chile.html.


Foto copertina: Presidenziali in Cile