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DIRITTO INTERNAZIONALE
Assad condannato a morte da un Tribunale di Damasco
Un tribunale penale di Damasco ha condannato a morte in contumacia l’ex presidente siriano Bashar al-Assad, riconoscendolo colpevole di omicidio, tortura, detenzione arbitraria e crimini contro l’umanità. Si è trattato della prima sentenza emessa dai tribunali siriani contro il capo di un governo che ha guidato il Paese per decenni e ha represso la rivolta del 2011 con una dura campagna di repressione, scatenando un conflitto che ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone.
La Quarta Corte Penale di Damasco ha inoltre condannato a morte il fratello minore di Assad, Maher al-Assad, e il cugino Atef Najib. Maher al-Assad comandava la Guardia Repubblicana e la Quarta Divisione Corazzata dell’esercito, mentre Atef Najib era a capo della sezione per la sicurezza politica nella provincia di Daraa.
Le accuse risalgono all’inizio del 2011, nel pieno della Primavera Araba, che vide ondate di proteste a favore della democrazia in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa. Oltre ai membri della famiglia Assad, sono stati condannati a morte altri sei ex funzionari militari e della sicurezza processati in contumacia, tra cui il ministro della Difesa Fahd Jassim al-Freij e Louay al-Ali, che nel 2011 era a capo dell’intelligence militare a Daraa.
Fonte: Syrian Arab News Agency
La Turchia introduce un quadro giuridico condizionato per i membri del PKK
Il parlamento turco ha annunciato l’approvazione di una nuova legge che istituisce meccanismi giuridici condizionati per alcuni membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Tale svolta rappresenta un passo avanti per l’iniziativa governativa “Turchia libera dal terrorismo” e una potenziale de-escalation nel conflitto decennale del Paese con i militanti curdi.
La Legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale è stata approvata con 468 voti favorevoli, 88 contrari e sei astensioni. Il provvedimento non prevede un’amnistia generale né cancella le condanne penali, ma consente di sospendere indagini, procedimenti giudiziari ed esecuzione di pene relativi a reati connessi al PKK o all’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), a condizione che le autorità confermino preventivamente lo scioglimento di tali organizzazioni e la consegna delle armi.
Secondo la legge, per i reati che prevedono una pena massima pari o inferiore a 15 anni, il procedimento può essere sospeso per cinque anni; per i reati che comportano pene più severe (incluso l’ergastolo), la sospensione può durare 10 anni. Sono esclusi l’omicidio volontario commesso nell’ambito delle attività dell’organizzazione e altri gravi reati. Se i soggetti interessati non commettono reati legati al terrorismo durante il periodo di sospensione, i procedimenti verranno archiviati e le pene considerate scontate. Tuttavia, qualora l’individuo commetta un ulteriore reato di terrorismo durante tale periodo, il procedimento potrà riprendere. Le misure diverranno operative solo dopo che le istituzioni di sicurezza turche avranno accertato la cessazione dell’esistenza organizzativa del PKK/KCK e la consegna delle armi. Tale accertamento dovrà essere confermato dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento ha ottenuto un ampio sostegno parlamentare, inclusi i voti del partito di governo AK e dei partiti di opposizione MHP, CHP e del partito filo-curdo DEM. L’opposizione alla misura è giunta principalmente dal partito İYİ, secondo cui la legge potrebbe minare i principi costituzionali e configurarsi, di fatto, come un’amnistia.
Fonte: Grand National Assembly of Türkiye
Gli Stati Uniti annunciano sanzioni economiche contro entità straniere accusate di sostenere l’Iran
L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato sanzioni economiche contro sei entità (aziende e individui) accusate di sostenere il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran. Le società hanno sede in Cina, Russia, India e Iran.
Le nuove sanzioni riguardano in particolare due società iraniane. In particolare, Mahan Air è una compagnia aerea privata iraniana che l’OFAC accusa di essere la compagnia aerea di riferimento dell’IRGC per il trasporto di armi, personale militare ed equipaggiamenti, inclusi i droni. DadeNegar Startup Studio è un’azienda tecnologica che l’OFAC accusa di agire come società di copertura per l’IRGC, avendo raccolto informazioni sulla localizzazione di equipaggiamenti statunitensi e israeliani affinché l’IRGC potesse prenderli di mira. DadeNegar ha ottenuto tali dati gratuitamente tramite il crowdsourcing, utilizzando un sito web accessibile al pubblico.
Per quanto riguarda la Cina, secondo l’OFAC, Tang Xin – amministratore delegato della Shanghai Wings Logistics Company – ha coordinato i viaggi per conto di Mahan Air. Tang Xin ricopre inoltre la carica di direttore esecutivo e detiene una quota del 50% della Shanghai Elite International Travel Company. L’OFAC afferma che Tang e la Shanghai Wings hanno assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico, oppure beni o servizi a Mahan Air (o a sostegno della stessa), facilitando il trasporto di truppe e armi. La Skiez Travels and Logistics Private Limited (con sede in India) e la Air Cargo Pro Limited (con sede in Russia) hanno operato come agenti generali di vendita di Mahan Air nei rispettivi Paesi. La Shanghai Elite è stata sanzionata in quanto di proprietà, controllata o diretta da Tang Xin, oppure per aver agito o dichiarato di agire per conto dello stesso, direttamente o indirettamente.
L’OFAC precisa che le sanzioni sono autorizzate ai sensi dell’Ordine Esecutivo 13224, e successive modifiche, firmato dal Presidente Bush poco dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.
Fonte: OFAC
SICUREZZA, SPAZIO E DIFESA
Un rapporto Interpol rivela che l’IA è collegata a oltre la metà dei crimini informatici in Africa
In un rapporto dell’INTERPOL intitolato African Cyberthreat Assessment Report 2026 emerge che l’intelligenza artificiale (IA) è ormai alla base di oltre il 55% della criminalità informatica in Africa, con perdite finanziarie raddoppiate a 484 milioni di dollari dal 2024. I risultati dell’INTERPOL indicano che il crimine informatico nel continente africano dipende fortemente da strumenti di IA come il phishing automatizzato, i ransomware, l’ingegneria sociale e le frodi sull’identità. Le perdite, passate da 192 a 484 milioni di dollari nel 2025, sono state causate in gran parte da truffe basate sull’IA e dal furto di credenziali.
Il rapporto individua l’Africa orientale come un importante centro per le frodi legate ai pagamenti mobili e per i ransomware diretti alle infrastrutture. Nel frattempo, l’Africa centrale e occidentale sono teatro di attacchi di tipo Business Email Compromise (BEC) e di truffe sentimentali (romance scams), mentre l’elevata connettività dell’Africa meridionale la rende un polo di attrazione per attori malevoli a livello globale.
Il documento ha registrato oltre 600.000 casi di estorsione a sfondo sessuale (sextortion), rilevando il frequente utilizzo di contenuti sintetici generati dall’IA. Avverte inoltre che la criminalità informatica basata sull’IA non è solo più sofisticata, ma anche più scalabile, consentendo ai criminali di colpire più paesi contemporaneamente.
Il rapporto giunge in un momento cruciale per le attività di contrasto al crimine in Sudafrica, a seguito di una serie di incidenti informatici complessi e di grande risonanza che hanno causato gravi disagi nel Paese; tra questi, il caso di impersonificazione tramite deepfake ai danni della South African Reserve Bank (SARB), in cui i criminali hanno utilizzato tecnologie avanzate di clonazione vocale e video per fingersi il governatore della SARB, Lesetja Kganyago, inducendo i cittadini a trasferire denaro su false piattaforme di investimento. In Tanzania e Kenya, i criminali informatici hanno sfruttato strumenti di IA per creare identità interamente sintetiche, combinando dati personali rubati con volti biometrici generati tramite deepfake; tali identità risultavano così realistiche da ingannare i protocolli di verifica bancari, rendendo impossibile rilevare la contraffazione.
Fonte: INTERPOL
La Commissione europea rafforza la vigilanza sulle aziende di IA per contrastare deepfake e minacce informatiche.
La Commissione Europea ha annunciato che il suo Ufficio per l’IA a Bruxelles e le autorità di regolamentazione nazionali inizieranno ad applicare le disposizioni chiave dell’Artificial Intelligence Act dell’UE, inclusi i nuovi obblighi di identificare i deepfake, etichettare i materiali generati dall’IA e monitorare i rischi associati ai sistemi di IA più potenti.
Questa iniziativa conferisce alle autorità di regolamentazione dell’UE maggiori poteri per ispezionare modelli di IA avanzati, richiedere documentazione tecnica e intervenire contro le aziende che non etichettano i contenuti sintetici o non gestiscono gravi rischi informatici. Il team dedicato verificherà se le aziende operanti nell’UE agiscano nel pieno rispetto dell’Artificial Intelligence Act: i funzionari potranno richiedere documentazione tecnica, esaminare il funzionamento dei modelli, interrogare il personale aziendale e imporre modifiche qualora i sistemi non soddisfino i requisiti di legge. La Commissione ha inoltre istituito canali riservati affinché dipendenti e utenti possano segnalare presunte violazioni.
Questo sviluppo giunge mentre le autorità di regolamentazione europee prestano maggiore attenzione alla molteplicità di rischi per la sicurezza generati da agenti di IA sempre più competenti. Di recente, OpenAI e Anthropic hanno informato i funzionari dell’UE in merito a casi distinti che hanno coinvolto attività informatiche non autorizzate da parte di sistemi di IA. Tali incidenti hanno alimentato la preoccupazione che i controlli di sicurezza debbano proseguire anche dopo il rilascio del modello, anziché limitarsi alla fase di test.
Fonte: Commissione Europea
LBA Systems, Joint Venture tra Leonardo e Baykar, diviene operativa
In occasione del Farnborough International Airshow, Leonardo e Baykar hanno annunciato l’avvio a pieno regime di LBA Systems, la joint venture nata dalla partnership tra i due gruppi e destinata a rafforzare la presenza nel comparto dei sistemi aerei senza equipaggio. Il completamento dell’iter autorizzativo e la nomina del management della nuova società segnano infatti la conclusione della fase di costituzione della JV. Leonardo e Baykar partecipano all’iniziativa in parti uguali, con una quota del 50% ciascuna, mentre la sede legale e operativa di LBA Systems è stabilita in Italia.
La nuova realtà nasce dalla combinazione di competenze industriali e tecnologiche complementari. Da un lato, Leonardo mette a disposizione le proprie capacità nel campo dell’elettronica avanzata, nell’integrazione di payload e sistemi di bordo e nei processi di approvazione e certificazione secondo gli standard europei; dall’altro, Baykar contribuisce con la propria esperienza nella progettazione e nello sviluppo di piattaforme UAS, affiancata da un portafoglio diversificato di soluzioni e da consolidate capacità produttive. L’obiettivo è creare una struttura in grado di operare lungo l’intera filiera dei sistemi a pilotaggio remoto, dalla progettazione alla produzione, fino alla manutenzione.
A sostenere il progetto contribuirà inoltre la Business Unit dedicata ai sistemi a pilotaggio remoto istituita all’interno della Divisione Aeronautica di Leonardo. La nuova struttura dovrebbe favorire un maggiore coordinamento delle attività industriali e commerciali, rafforzando la capacità della partnership di sviluppare e portare sul mercato soluzioni UAS avanzate.
Fonte: Leonardo












