World News: notizie dal mondo – Americhe


World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in America? notizie dal 1° al 31 dicembre 2025.


Cuba: il Son è patrimonio dell’umanità
Il 10 dicembre 2025 il Son cubano è stato ufficialmente iscritto nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, un traguardo che sancisce il valore universale di una delle espressioni musicali più rappresentative non solo di Cuba, ma dell’intera cultura afro-caraibica. La decisione è stata presa durante la 20ª sessione del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale tenutasi a Nuova Delhi, in India. Secondo la scheda ufficiale diffusa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, il Son è una pratica culturale complessa che unisce musica, danza, canto, improvvisazione e socialità, trasmessa di generazione in generazione nelle comunità cubane e ricca di significato identitario. Nel documento ufficiale si legge: «Il son cubano è una manifestazione culturale che combina canto, strumenti, ritmo e movimento nella vita sociale e celebrativa delle comunità e rafforza il senso di appartenenza e identità. Rafforza i legami comunitari e contribuisce alla trasmissione orale della cultura popolare. Promuove inoltre la creatività, la comunicazione e un senso condiviso di eredità, appartenenza e identità, sia all’interno che all’esterno della comunità cubana». Questo riconoscimento non celebra soltanto un genere musicale, ma un insieme di pratiche sociali e culturali, dalle serenate alle feste comunitarie, alle modalità di trasmissione orale di testi e stili. È una musica viva, ancora oggi praticata nelle comunità locali, nelle scuole di musica e nelle celebrazioni popolari. In questo riconoscimento si riflette anche l’idea che la cultura viva non solo nei musei, ma nelle pratiche quotidiane, nei corpi che ballano e nelle voci che cantano storie di amore, nostalgia, ironia e resistenza.

Il Son è canto, danza, poesia orale, socialità, rito quotidiano. È una forma di sapere trasmessa di generazione in generazione, che ha accompagnato la vita dei cubani nei cortili, nei salotti, nelle piazze e nelle feste popolari.

Cile: Kast è eletto presidente
I voti dell’elettorato di destra e centrodestra, che durante il primo turno si erano divisi su diversi candidati consentendo alla comunista Jeannette Jara di arrivare prima, stavolta si sono riversati su José Antonio Kast: un populista di estrema destra, nostalgico del dittatore Pinochet e ammiratore dichiarato delle politiche di Donald Trump come di quelle, in Europa, di Viktor Orbán. E infatti Kast ottiene circa il 58% delle preferenze, lasciando indietro Jara al 42% circa. A spoglio ancora in corso, quando l’esito si è consolidato, Jara ha ammesso la sconfitta congratulandosi con l’avversario: «La democrazia ha parlato forte e chiaro. Ho appena contattato il presidente eletto José Antonio Kast per augurargli successo per il bene del Cile», ha scritto Jara su X. «A coloro che ci hanno sostenuto e hanno aderito alla nostra candidatura, sia chiaro che continueremo a lavorare per migliorare la vita nel nostro Paese. Insieme e a testa alta, come abbiamo sempre fatto». A soli sei anni dalle proteste sociali del 2019 che proiettarono Boric alla presidenza e a trentacinque dalla fine da una delle dittature più lunghe e sanguinarie del mondo, il Cile vede tornare adesso alla presidenza uno dei più convinti difensori del governo militare. Kast è infatti il primo presidente che votò a favore di Pinochet nello storico plebiscito del 1988, quello che impedì al dittatore cileno di perpetuarsi al potere.

Argentina: vasti incendi devastano la Patagonia argentina, distrutti 2.100 ettari di terreno
Due vasti incendi boschivi hanno già distrutto circa 2.100 ettari nella Patagonia argentina, colpendo aree di elevato valore ambientale e produttivo tra le province di Chubut e Río Negro.

Uno dei roghi ha colpito il parco nazionale Los Alerces, patrimonio naturale del Paese, ed è stato contenuto dopo giorni di lavoro delle squadre di emergenza. Le autorità provinciali hanno riferito che i roghi sarebbero stati causati da negligenza umana. Produttori agricoli della zona hanno presentato una denuncia, sostenendo che il rogo abbia avuto origine in un’azienda rurale lungo il fiume Negro, a seguito dell’incendio non autorizzato di sterpaglie. Il fuoco ha distrutto boschi nativi, coltivazioni, recinzioni, stalle, magazzini, attrezzature agricole e linee elettriche ad alta tensione, causando gravi danni anche alla fauna locale. Spinte dal vento, fiamme e ceneri hanno attraversato il corso d’acqua, raggiungendo le isole vicine e propagandosi rapidamente in più direzioni. Proseguono le operazioni di bonifica e la valutazione dei danni.

Honduras: il candidato di destra Asfura è stato eletto presidente
Il Consiglio nazionale dell’Honduras, il Cne, ha proclamato Nasry Juan Tito Asfura, candidato della destra, presidente eletto per il periodo 2026-2030, ponendo fine a oltre tre settimane di incertezza politica e di polemiche seguite a una delle elezioni più combattute della storia recente del Paese centroamericano. La decisione è giunta al termine dello scrutinio speciale, avviato per verificare oltre 2.000 verbali contrassegnati da errori o anomalie nella trasmissione dei dati. Secondo il Cne, con il 99,2% delle schede scrutinate, il candidato del Partito Nazionale ha ottenuto il 40,27% dei voti, superando di stretta misura Salvador Nasralla, del Partito Liberale, di centro, fermo al 39,39%. Al terzo posto si è classificata la candidata del partito di sinistra Libertà e Rifondazione-Libre, che ha raccolto circa un quinto dei consensi, registrando un netto arretramento rispetto alla vittoria nel 2021 della presidente uscente, Xiomara Castro. «Honduras, sono pronto a governare. Non vi deluderò», ha scritto Asfura sulle sue reti sociali dopo l’annuncio ufficiale, mentre i suoi sostenitori festeggiavano nella sede della campagna elettorale. Dall’opposizione, Nasralla ha ribadito le accuse di irregolarità, pur escludendo il ricorso a mobilitazioni di piazza. Il Cne ha assicurato che il processo si è svolto nel rispetto della legge elettorale e che la proclamazione definitiva sarà pubblicata nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale dell’Honduras. Gli Stati Uniti si sono congratulati con il presidente eletto honduregno per la «sua chiara vittoria elettorale. Lavoreremo con la sua amministrazione per portare avanti la cooperazione bilaterale e regionale e mettere fine all’immigrazione illegale negli Stati Uniti», afferma il Dipartimento di Stato commentando la vittoria di Asfura, appoggiato da Donald Trump. «Gli Stati Unti invitano tutte le parti a rispettare i risultati in modo che possa essere assicurata una pacifica transizione di autorità», ha messo in evidenza il Dipartimento di Stato.

Venezuela: Il governo Maduro annuncia di aver distrutto nove aerei dei narcos
Il governo venezuelano di Nicolas Maduro ha annunciato di aver distrutto almeno nove velivoli utilizzati per il traffico di droga grazie ad un’operazione dell’aviazione militare condotta nello stato di Amazonas, in prossimità della frontiera con il Brasile. Lo riferisce lo stesso presidente Maduro in un messaggio pubblicato sul suo canale Telegram corredato anche da un video dove appare la presunta pista clandestina in mezzo alla foresta amazzonica con diversi aerei di tipo Cessna poi presumibilmente distrutti a terra. Nel contesto delle crescenti tensioni militari con gli Stati Uniti che accusano lo stesso Maduro di essere a capo di un presunto cartello della droga e che hanno dispiegato una massiccia flotta di fronte alle coste del Venezuela, il governo chavista afferma con questa operazione di aver distrutto 39 velivoli dei narcos durante il 2025 e un totale di 430 dal 2012.

Sati Uniti: professore del Mit ucciso a colpi d’arma da fuoco vicino a Boston
Un professore del Massachusetts Institute of Technology è stato colpito a colpi d’arma da fuoco e ucciso nella sua abitazione. Nuno  F.G. Loureiro, 47 anni, di origini portoghesi, è stato trovato lunedì sera nella sua casa nell’elegante sobborgo bostoniano di Brookline. È stato trasportato in ospedale con ferite da arma da fuoco ed è stato dichiarato morto martedì, ha riferito l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Norfolk. L’ufficio del procuratore ha fatto sapere che l’indagine per omicidio è tuttora in corso. L’ufficio del procuratore ha fatto sapere che l’indagine per omicidio è tuttora in corso. L’università ha dichiarato che Loureiro era «membro del corpo docente nei dipartimenti di Scienze e Ingegneria Nucleare e di Fisica, nonché direttore del Plasma Science and Fusion Center del Mit». Loureiro, originario del Portogallo, desiderava diventare uno scienziato fin dall’infanzia, secondo quanto riferito dal MIT. Lo scienziato di grande talento è entrato a far parte della facoltà del MIT nel 2016 e «è rapidamente diventato noto come uno studioso creativo, un amministratore di talento e un mentore entusiasta», ha dichiarato in una nota la presidente del Mit, Sally Kornbluth.

Stati Uniti: Trump ordina attacchi aerei Usa su basi Isis
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno lanciato «un potente e mortale attacco» contro le forze dello Stato Islamico in Nigeria. L’attacco arriva dopo che Trump nelle scorse settimane aveva criticato più volte il governo del Paese africano, accusato di non riuscire a frenare la persecuzione dei cristiani. Il mese scorso aveva Trump dichiarato di aver ordinato al Pentagono di iniziare a pianificare una potenziale azione militare in Nigeria, a seguito delle denunce di persecuzione dei cristiani. Il Dipartimento di Stato ha quindi annunciato che avrebbe limitato i visti per i nigeriani e i loro familiari coinvolti in uccisioni di massa e violenze contro i cristiani. Gli Stati Uniti hanno recentemente designato la Nigeria come “paese di particolare preoccupazione” ai sensi dell’International Religious Freedom Act. «Stasera, su mia indicazione in qualità di Comandante in Capo, gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco potente e letale contro la ‘feccia terroristica’ dell’Isis nel nord-ovest della Nigeria, che ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente, cristiani innocenti, a livelli che non si vedevano da molti anni, e persino da secoli!». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel post che ha annunciato l’attacco in Nigeria. «Avevo già avvertito questi terroristi che se non avessero smesso di massacrare i cristiani, avrebbero pagato un prezzo altissimo, e stasera è successo. Il Dipartimento della Guerra ha eseguito numerosi attacchi perfetti, come solo gli Stati Uniti sono in grado di fare. Sotto la mia guida, il nostro Paese non permetterà al terrorismo islamico radicale di prosperare. Che Dio benedica le nostre forze armate e Buon Natale a tutti, compresi i terroristi morti, che saranno molti di più se continueranno a massacrare i cristiani», ha aggiunto Trump.

Stati Uniti: caso Epstein, dem pubblicano nuove foto con Chomsky e Gates
I Dem della Commissione di Vigilanza della Camera hanno diffuso altre cinque fotografie provenienti dalla proprietà di Jeffrey Epstein. Le immagini, pubblicate senza ulteriore contesto, includono un passaporto ucraino con indicazione di sesso femminile, il filosofo Noam Chomsky su un aereo con Epstein, e Bill Gates in posa per una foto con una donna il cui volto è stato oscurato. Le foto comprendono anche uno screenshot di un estratto di una conversazione via sms, in cui una persona discute del’’invio di ragazze. Una quinta fotografia mostra il piede di una donna con scritta sopra una citazione di “Lolita”, il romanzo di Nabokov. Nello scambio di messaggi si discute l’invio di ragazze. «Non lo so, prova a mandare qualcun’altra. Ho un’amica scout, oggi mi ha mandato alcune ragazze. Ma chiede 1.000 dollari a ragazza. Ti mando le ragazze ora. Forse qualcuna andrà bene per J?», si legge nella serie di sms. L’individuo invia poi una descrizione dettagliata che include nome, “18 anni”, altezza, misure, peso, un riferimento all’area Schengen e una “città di partenza”. Molti dettagli sono oscurati, ma l’età, un segno di spunta accanto a Schengen e la Russia sono chiaramente visibili. Non viene fornito alcun contesto su questa conversazione, e non è chiaro chi siano i partecipanti allo scambio di messaggi.

Stato Uniti: Trump ha firmato finora 221 ordini esecutivi, più dell’intero primo mandato. Un terzo è stato impugnato in tribunale
Donald Trump ha firmato più ordini esecutivi in meno di un anno di presidenza di quanti ne avesse firmati nell’intero primo mandato, aggirando ripetutamente il Congresso e costringendo i tribunali a confrontarsi con i limiti costituzionali del suo potere. Lo scrive il Washington Post. Lunedì Trump ha firmato un provvedimento che dispone la designazione del fentanyl come “arma di distruzione di massa”, il 221/mo ordine esecutivo del suo secondo mandato. Dalla sua inaugurazione, Trump ha utilizzato questi ordini per imporre dazi su larga scala, cercare rappresaglie contro quelli che considera i suoi nemici e intervenire su questioni culturali di ogni tipo, dalle leggi sull’immigrazione alla regolamentazione della pressione dell’acqua nelle docce. Secondo un’analisi del Wp basata su dati delle organizzazioni non profit CourtListener e JustSecurity, un terzo degli ordini esecutivi di Trump è stato esplicitamente impugnato in tribunale entro il 12 dicembre. I presidenti statunitensi hanno progressivamente concentrato il potere esecutivo per aggirare il Congresso sin dall’inizio del XX secolo. Tuttavia, Trump ha accelerato una tendenza che si è intensificata negli ultimi decenni, in un contesto di calo dell’attività legislativa e di crescente scontro partitico.

Canada: perché il giacimento di scisto più caldo del Canada sta catturando l’attenzione dei produttori statunitensi
I produttori di petrolio e gas statunitensi in cerca di nuovi territori di trivellazione stanno cercando di espandersi nel bacino di Montney, nel Canada occidentale, un remoto ma enorme giacimento di scisto che è già un focolaio di attività di fusioni e acquisizioni e che potrebbe presto registrare altri accordi, secondo dirigenti, analisti e consulenti. Le estese trivellazioni nei giacimenti di scisto statunitensi negli ultimi 15 anni circa hanno reso il Paese il più grande produttore di petrolio al mondo. Le prospettive di trivellazione nel Permiano, il più grande giacimento petrolifero statunitense che si estende tra Texas e Nuovo Messico, stanno diventando meno attraenti per i produttori di petrolio dopo un così lungo periodo di espansione, perché l’area con potenziale di produzione elevata si sta riducendo. Al contrario, il Montney è relativamente inutilizzato, il che ha spinto i pionieri dello scisto texano a guardare al giacimento canadese per una crescita futura. «Tutti sono alla ricerca di inventario», ha affermato Clint Barnette, direttore geologico di Indigo Energy Advisors. «Gli operatori stanno ampliando i propri orizzonti e cercando di trovare inventario che possa essere assicurato a un prezzo inferiore». Il Montney, che si estende per 130.000 km attraverso la Columbia Britannica nord-orientale e l’Alberta nord-occidentale, è attualmente dominato da trivellatori di gas naturale canadesi come ARC Resources e olio di tormalina. La regione produce circa 10 miliardi di piedi cubi al giorno di gas naturale, circa il 50% della produzione totale del Canada. Negli ultimi anni, le aziende canadesi hanno acquisito terreni a Montney, preparandosi ad aumentare l’offerta per alimentare la nuova industria nazionale di esportazione di gas naturale liquefatto. Acquisire terreni nel Montney è molto più economico che nel Permiano. I siti di perforazione negli Stati Uniti costano fino a sei volte di più di quelli nel Montney, ha affermato Michael Spyker, analista principale della società canadese di consulenza HTM Energy Partners. «Mentre questo divario si allarga, diventa quasi un dovere fiduciario dire dobbiamo almeno essere aggiornati e consapevoli di ciò che sta accadendo in Canada», ha affermato Spyker. Ha affermato che più di 20 società petrolifere e del gas statunitensi finanziate da private equity stanno ora valutando il giacimento di Montney e altri giacimenti petroliferi canadesi a vario titolo. Due fonti coinvolte negli accordi sul petrolio e sul gas hanno inoltre affermato che diverse aziende statunitensi, sia private che pubbliche, stanno valutando possibili acquisizioni in Canada.