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UE: l’intero territorio dell’Unione ha vissuto una delle peggiori crisi idriche nella sua storia che ha portato diversi governi a ridurre la produzione di elettricità dalle centrali nucleari a causa della riduzione della portata di diversi grandi fiumi continentali.
Sono proseguite per diverse settimane le tensioni tra il governo di Madrid e gli altri partner europei, in particolare con i cosiddetti “falchi” sull’immigrazione i cui capofila sono i governi di Roma e Copenaghen. La decisione di alcuni Paesi di inasprire o ripristinare i controlli temporanei alle frontiere interne ha trasformato l’emergenza dell’exclave in un nuovo terreno di scontro istituzionale, lasciando sullo sfondo la difficile gestione dei flussi migratori. Le tensioni evidenziano come il nuovo patto migrazione e asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno rischi di mostrare la sua inadeguatezza a creare un sistema unitario.
Francia, Spagna e altri cinque governi europei hanno criticato le modalità di nomina di un’importante diplomatica danese a un ruolo chiave presso il Servizio europeo per l’azione esterna. La nomina di Tanja Fajon (politica socialista ed ex ministra degli Esteri slovena) a inviata speciale dell’UE per il Sahel è stata bloccata il mese scorso in seguito a un intervento del nuovo governo di destra del suo Paese. L’incarico è stato assegnato a Birgitte Nygaard Markussen, diplomatica di carriera danese, nominata durante una tesa riunione tra gli ambasciatori europei svoltasi il mese scorso. Belgio, Spagna e Romania si sono astenuti, insoddisfatti del fatto che la candidatura della Fajon sia rimasta coinvolta in una disputa politica interna. La Francia ha criticato la trasparenza della procedura e le modalità con cui la questione è stata gestita al di fuori dei canali ufficiali.
L’Ue sta valutando la decisione di rimpiazzare la tecnologia americana relativa ai sistemi cloud e IA utilizzate nelle proprie piattaforme di reclutamento del personale con alternative europee. Una valutazione che segue le preoccupazioni per i governi europei e dell’esecutivo Ue rispetto la protezione dei dati personali.
Il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha iniziato un tour delle capitali europee nel quadro delle consultazioni per il nuovo quadro finanziario pluriennale. La prima tappa è stata Bratislava, dove Robert Fico ha richiesto un sostanzioso capitolo per le politiche di coesione e maggiori risorse per gli Stati membri orientali.
Ursula von der Leyen si recherà i prossimi 6 e 7 settembre in Groenlandia assieme a Mette Frederiksen (Primo Ministro daniese) e Beinir Johannesen (Primo Ministro delle isole Faroe). Una visita che si inserisce nelle note tensioni transatlantiche sul possesso dell’Isola e nel quadro dell’elaborazione di una nuova strategia per l’Artico dell’Unione il prossimo autunno.
Le esigenze belliche e finanziarie di Kiev hanno rimesso al centro del dibattito europeo l’ipotesi dell’utilizzo dei fondi russi congelati sul territorio Ue e che per la maggior parte si trovano in Belgio e che evidenzia come il Paese necessiti di garanzie nel caso in cui tali asset venissero utilizzati e Mosca decidesse di ricorrere contro tale decisione. Il Ministro della difesa di Bruxelles ha chiuso la questione il 31 agosto scorso, affermando come la decisione di opporsi all’utilizzo degli asset congelati sia “non negoziabile”.
Danimarca: nuove tensioni con Washington dopo le affermazioni di Donald Trump che, in un intervento all’interno di un podcast conservatore, ha ribadito l’intenzione di portare la Groenlandia sotto il controllo degli Stati Uniti entro la fine del suo Secondo mandato.
Francia: l’ex primo ministro Gabriel Attal è stato preso di mira da una campagna di disinformazione russa, unendosi a Édouard Philippe e Raphaël Glucksmann tra i potenziali candidati alle presidenziali del 2027 colpiti da operazioni di influenza filorusse. I tre politici sono stati oggetto di campagne di disinformazione che includevano accuse di corruzione, illazioni sul loro stato di salute e l’attribuzione di posizioni politiche inventate. Attal ha accusato la Russia di voler “rubare” le elezioni del 2027 agli elettori francesi, avvertendo che, in assenza di maggiori tutele, il voto stesso potrebbe subire manipolazioni. Il tema della disinformazione russa sarà centrale mentre ci si avvicina al 2027, durante il quale importanti consultazioni elettorali si terranno in Francia, Italia, Spagna tre dei maggiori Paesi dell’UE.
Gabriel Attal, leader del partito centrista Renaissance, ha espresso l’intenzione di procedere ad una vasta revisione costituzionale nel caso in cui sia eletto alla Presidenza della Repubblica l’anno prossimo.
Germania: il leader della CSU, Markus Söder ha espresso il suo sostegno per il Cancelliere federale Merz. Si tratta di una mossa che si inserisce nelle ultime settimane di frizioni politiche nonché per tentare di bloccare l’ascesa ormai considerata inarrestabile del partito di estrema destra AfD. Secondo il Ministro Presidente della Baviera l’unico modo per recuperare terreno rispetto alla formazione di Alice Weidel sarebbe quello di garantire una robusta crescita economica e garantire una politica dell’immigrazione severa.
Le prossime elezioni regionali nel Land della Sassonia-Anhalt preannunciano una affermazione senza precedenti dell’AfD. La regione orientale della Germania vive da anni una situazione di stagnazione economica e dove la retorica antimmigrazione del partito di Alice Weidel ha fatto breccia. Secondo i sondaggi, l’AfD potrebbe raggiungere il 43%, mentre i cristianodemocratici sarebbero fermi al 20%. L’affermazione alle urne del Partito rappresenterebbe per molti osservatori la breccia finale del Brandmauer e aprirebbe una stagione nuova per la politica tedesca.
Grecia: Atene si appresta a siglare un accordo di 3,5 miliardi di euro con Israele, all’interno di un più ampio programma di modernizzazione delle forze armate. L’accordo dovrebbe permettere la fornitura di sistemi missilistici a breve, media e lunga gittata.
Secondo un post social del Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis (al potere dal 2019), la Grecia dovrebbe ripagare prima della scadenza 13 miliardi di euro di debito. Secondo il Primo Ministro, entro il 2031 il debito pubblico greco dovrebbe scendere al di sotto del 110% rispetto al Pil.
Islanda: si è tenuto il referendum per la riapertura dei negoziati per l’ingresso nell’UE interrotti un decennio fa nel periodo della crisi dei debiti sovrani europei. Con il 52,84% dei “No” gli islandesi hanno rifiutato la riapertura dei negoziati: hanno pesato in particolare i timori del comparto della pesca che rappresenta il 6% del PIL e il 40% delle esportazioni nazionali.
Kosovo: il Consiglio Giudiziario del Kosovo ha rifiutato la richiesta di diversi magistrati di origine serba nonché di membri dell’amministrazione di riprendere le proprie funzioni. Funzionari e magistrati che si erano dimessi in blocco nel 2022 per protesta contro l’incapacità del governo di implementare l’accordo (mediato dall’Ue) tra Belgrado e Pristina. L’Ocse ha avvertito che il Kosovo ha l’obbligo di assicurare la partecipazione dei serbi nelle istituzioni del Paese. Anche l’Ue aveva aspramente criticato il governo kosovaro poiché rischiava di infiammare tensioni interetniche mai sopite.
Montenegro: il Parlamento ha tenuto due sessioni straordinarie al fine di procedere con l’approvazione di proposte di legge costituzionali e ordinarie intese ad accelerare l’accesso del Paese all’Ue. Cinque gli emendamenti costituzionali discussi che trattano di giustizia nonché della protezione dei dati personali.
Norvegia: è scomparso all’età di 89 anni re Harald V asceso al trono nel 1991 alla morte del padre, Olaf V. Haakon VIII è il nuovo sovrano di Norvegia.
Paesi Bassi: le discussioni sul bilancio per il 2027 sono bloccate per le distanze tra il Primo Ministro Rob Jetten, il suo governo di minoranza e il partito di centrosinistra PRO. Maggiori frizioni in particolare sui tagli allo stato sociale previsto per 6,5 miliardi. Le opposizioni vorrebbero stimolare investimenti pubblici attraverso l’aumento delle tasse sulla ricchezza e sulle aziende, soluzione rifiutata dal partito liberale VVD. La mancanza di una maggioranza per la coalizione di governo richiede una complessa fase di negoziazione che però dovrebbe concludersi entro il 15 settembre, data entro la quale tradizionalmente l’esecutivo presenta la propria proposta di bilancio.
Polonia: Caccia polacchi hanno intercettato un velivolo da ricognizione russo sopra il Mar Baltico; lo ha reso noto il Ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz. L’aereo è rimasto nello spazio aereo internazionale, a circa 56 chilometri a nord-ovest di Koszalin, senza violare il territorio polacco. Kosiniak-Kamysz ha accusato Mosca di voler mettere alla prova la prontezza della NATO attraverso attività sempre più provocatorie in prossimità dei confini dell’Alleanza.
I pubblici ministeri hanno accusato il deputato europeo di estrema destra Grzegorz Braun di aver negato i crimini nazisti in Polonia, dopo aver affermato che le camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz sarebbero state un “mito”. Secondo la legge polacca il negazionismo dell’Olocausto comporta una pena detentiva fino a tre anni.
Regno Unito: il neo Primo Ministro Andy Burnham ha espresso l’intenzione di approfondire gli sforzi per ricostituire i legami con l’Ue dopo aver incontrato il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a Kiev. I due leader hanno discusso di collaborazione nei settori della difesa e della sicurezza.
Romania: il Parlamento ha approvato a larga maggioranza una legge che dovrebbe permettere a Bucarest di sbloccare 770 milioni di euro del Recovery Fund. La proposta ha dei confini controversi in particolare per l’inserimento di emendamenti che inseriscono norme retroattive e che richiederebbero la conclusione anticipata dal mandato per pubblici ufficiali con sanzioni attive per conflitto di interessi. Il Partito Popolare Europeo e Renew Europe hanno chiesto alla Commissione di bloccare i fondi a meno che la legge non venga emendata.
Serbia: la notizia della scomparsa del criminale di guerra condannato per genocidio Ratko Mladic e la decisione del governo di garantirgli gli onori militari e il funerale di Stato hanno creato fortissime tensioni tra Belgrado, gli altri partner regionali e la stessa Ue.
Slovenia: il governo ha bloccato una dichiarazione dell’Ue che avrebbe condannato i nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Spagna: il Governo ha richiesto alla Commissione dei fondi di emergenza per affrontare la crisi migratoria che si è aperta nell’exclave nordafricana di Ceuta. Il Primo Ministro si trova al centro di critiche bipartisan per non aver convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale prima della fine di agosto, mentre le autorità di Ceuta hanno accusato Madrid di non aver dichiarato l’emergenza nazionale e di non aver costituito una cabina di regia unificata. La crisi migratoria è forse una delle più pericolose per il leader socialista a un anno dalle elezioni generali. Nel frattempo, il Governo starebbe preparando un pacchetto di aiuti da 165 milioni di euro.
Ungheria: András Baka è il nuovo presidente della Repubblica. L’ex magistrato (rimosso nel 2011 da Viktor Orbán per aver criticato le scelte del Governo che a suo parere mettevano a rischio l’indipendenza del potere giudiziario) è stato eletto dal Parlamento nel nuovo corso guidato dal premier Péter Magyar.












