Polonia: Karol Nawrocki, una vittoria che riapre il confronto tra governo e destra nazionalista


L’elezione di Karol Nawrocki e le implicazioni per la politica interna ed europea della Polonia tra identità nazionale, sovranismo e sfide al governo europeista.


Karol Nawrocki è il nuovo presidente della Repubblica di Polonia. Storico di formazione, classe 1983, sostenuto dal partito nazional-conservatore Diritto e Giustizia (PiS), ha conquistato il 50,89% dei voti contro il 49,11% di Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e candidato della Coalizione Civica, l’alleanza europeista attualmente al governo.[1] Una vittoria risicata, arrivata al termine di una delle campagne più polarizzate della recente storia polacca, e in netta controtendenza rispetto agli exit poll diffusi subito dopo la chiusura dei seggi, che davano in vantaggio l’avversario. L’affluenza è stata alta, al 71,6%, e a risultare decisivi sono stati probabilmente i voti del candidato della destra radicale Sławomir Mentzen, con cui Nawrocki aveva stretto un accordo dopo il primo turno.[2]

Il ritratto di Nawrocki

Nato a Danzica, Nawrocki è stato direttore del Museo della Seconda Guerra Mondiale e dell’Istituto della Memoria Nazionale (IPN), incaricato di indagare sui crimini dei regimi nazista e comunista. Appassionato di boxe, padre di tre figli, ha fatto leva su una retorica fortemente identitaria e populista, con slogan come “Prima la Polonia”, guadagnandosi l’appoggio esplicito di Donald Trump e della segretaria USA alla Sicurezza Interna Kristi Noem.[3] La sua campagna è stata costellata da controversie: dall’acquisto di un appartamento da un anziano pensionato in cambio di assistenza mai prestata, alla pubblicazione sotto pseudonimo di un libro sulla criminalità organizzata, fino alle accuse – da lui sempre respinte – di legami con ambienti neonazisti e scandali a sfondo sessuale. Nonostante ciò, è riuscito a raccogliere un consenso trasversale, soprattutto nelle aree rurali e conservatrici, con un messaggio semplice ma potente: difendere la famiglia, la sovranità e l’identità polacca.[4]

Le sfide per Bruxelles (e per Tusk)

La vittoria di Nawrocki rappresenta un possibile ostacolo per il governo europeista guidato da Donald Tusk, in carica dal 2023. Il potere del Presidente della Repubblica polacco è sostanziale e incisivo: il Capo dello Stato, infatti, detiene il potere di veto legislativo (superabile solo con una maggioranza di tre quinti del Sejm, la camera bassa del Parlamento bicamerale del Paese), la possibilità di influenzare la politica estera, nominare giudici costituzionali. Infine, oltre ad essere il comandante in capo delle forze armate, rappresenta la Polonia ai vertici della NATO e partecipa a fora internazionali. La presenza di un capo dello Stato di provenienza politica opposta rispetto a quello del Primo Ministro sicuramente creerà non pochi ostacoli alla navigazione del Governo, come si è ampiamente dimostrato durante il mandato di Andrzej Duda, predecessore di Nawrocki. Non bisogna dimenticare, infatti, che oltre alle già citate prerogative, il Presidente della Repubblica ha la possibilità di rallentare il processo di adozione dei testi di legge anche attraverso il rinvio preventivo al Tribunale costituzionale: sebbene si tratti di una possibilità inserita in Costituzione a garanzia dell’intero sistema democratico, è stata utilizzata politicamente a danno del programma del governo Tusk, in particolare su aborto, giustizia e rapporti con l’UE. Nawrocki si è detto ancor più determinato in questo senso.[5] Contrario all’interruzione volontaria di gravidanza, alla contraccezione d’emergenza e alle unioni civili, è critico verso il Green Deal e le politiche migratorie dell’UE, favorevole a maggiori controlli alle frontiere e alla richiesta di riparazioni di guerra alla Germania. Sul fronte ucraino, mantiene una linea intransigente di sostegno a Kyiv e di ostilità alla Russia, che ha definito “uno stato barbaro”, pur opponendosi all’ingresso dell’Ucraina nell’UE e nella NATO.[6]

Considerazioni finali

Il nuovo capo dello Stato si è dunque già presentato come un contrappeso ideologico e istituzionale al governo in carica. Ma se è vero che la sua elezione rafforza le aspirazioni dell’opposizione conservatrice in vista delle elezioni parlamentari del 2027, è altrettanto vero che il contesto internazionale e regionale è cambiato.
La Polonia rimane oggi sospesa tra l’attrazione europeista e la pulsione sovranista ed è certo che Bruxelles non può dirsi soddisfatta del risultato elettorale, ma ipotizzare un ritorno al cosiddetto “blocco di Visegrád” sarebbe affrettato. Negli ultimi anni, Varsavia (e Praga) hanno di fatto rotto con Budapest e Bratislava, due capitali ancorate su posizioni populiste, filorusse e antieuropee. La Polonia continua a mantenere un forte ancoraggio atlantico e a sostegno di Kiev, assumendo progressivamente un ruolo strategico crescente all’interno del concerto europeo, al punto da configurare un nuovo asse con Francia e Germania che, ad oggi, costituisce uno tra i motori politici e militari dell’UE (Triangolo di Weimar). Per quanto Nawrocki cerchi di riposizionare il paese su una linea più dura e sovranista, è improbabile che la Polonia scelga davvero l’isolamento. Il prezzo politico e strategico sarebbe troppo alto, anche per chi, come lui, sogna un ritorno alla piena sovranità nazionale.

Il risultato delle presidenziali sicuramente non è stato quello più favorevole per garantire al governo europeista di Donald Tusk una navigazione serena fino al prossimo appuntamento elettorale. Quello che appare è un paese diviso nel quale le promesse di riforma della coalizione di governo sono state per lo più disattese. La strada sarà sicuramente in salita per il Primo Ministro che si trova di fronte un Capo dello Stato che sicuramente sarà (se possibile) ancor più incline ad utilizzare tutti i poteri che la Costituzione gli affida. L’obiettivo del nuovo presidente sarà sicuramente un ritorno del PiS al potere, attraverso l’utilizzo di ogni possibile strumento ostruzionistico per immobilizzare ancor di più l’azione di governo.


Note

[1] Conservative historian wins Polish presidential vote, https://www.bbc.com/news/articles/cx27897vedno
[2] Right-winger wins Polish presidential election 
https://www.bbc.com/audio/play/w172zss32v8f7gy
[3] Polish nationalist Nawrocki wins presidency in setback for pro-EU government
https://www.reuters.com/world/europe/polish-conservative-nawrocki-wins-presidential-vote-electoral-commission-says-2025-06-02/
[4] Nawrocki’s win turns Poland toward nationalism and casts doubt on Tusk’s centrist government 
https://apnews.com/article/poland-presidential-election-karol-nawrocki-80a99eeb7a2f3ae64260a9263e7028ee
[5] Nationalist Nawrocki wins Polish presidential election https://www.politico.eu/article/liberal-rafal-trzaskowski-presidential-election-poland-donald-tusk-pis/
[6] Polonia, un voto spiazzante per tutti 
https://www.corriere.it/opinioni/25_giugno_02/polonia-un-voto-spiazzante-per-tutti-1b4a784b-31d1-45b1-a0e7-7125eca3fxlk.shtml


Foto copertina: Il sovranista Karol Nawrocki è il nuovo presidente della Polonia