World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Africa? Notizie dal 1° al 31 dicembre 2025.
Benin: il 7 dicembre il Paese ha subito un tentativo di colpo di stato da parte di ammutinati dell’esercito guidati dal tenente colonnello Patrice Tigri. Se il tentato golpe è stato sventato dalle forze leali al presidente Talon e alle truppe aeree della Nigeria nella cornice di ECOWAS, dall’altra parte ha prodotto una tempesta di notizie false che si stanno diffondendo sui social network. Parte di queste, in sostegno al golpe, provengono da Burkina Faso, Mali e Niger.
Guinea Conakry: il 28 dicembre i guineani sono stati chiamati alle urne per eleggere il futuro presidente del Paese. I primi risultati sembrano confermare la vittoria del capo del governo militare di transizione Mamadi Doumbouya, la cui partecipazione alla competizione è stata resa possibile grazie al nuovo testo costituzionale introdotto con il referendum del settembre scorso. L’affluenza è stata dell’80,95% e i risultati provvisori confermano che 86,72% dei voti è stato in favore di Doumbouya. Parte della società civile si augura che con l’elezione ci sarà una maggiore apertura dello spazio politico e il ritorno ad un effettivo ordine costituzionale con l’indizione delle elezioni legislative e comunali.
Nigeria: tra il 25 e il 26 dicembre si è svolta un’operazione congiunta tra le forze armate nigeriane e l’AFRICOM con il bombardamento di postazioni di ISWAP nel nord-ovest del Paese. Trump ha inserito l’attacco in una narrazione che lega il jihadismo alla persecuzione dei cristiani, ma questa lettura è contestata e rischia di aprire un dibattito politico nei rispettivi Paesi. La violenza in Nigeria colpisce indiscriminatamente civili di ogni fede, con un numero molto elevato di vittime musulmane, e il governo nigeriano ribadisce che il conflitto non ha una matrice religiosa. Oltre ai gruppi jihadisti, il nord del Paese è colpito anche da bande criminali responsabili di rapimenti e attacchi che aggravano ulteriormente la sicurezza. La narrazione proposta da Trump, priva di riscontri concreti, sembra rispondere più a esigenze di politica interna ed estera che a un’analisi accurata della complessità delle crisi africane.
Repubblica Centrafricana: un fragile processo elettorale si è svolto nel Paese che per la prima volta dopo quarant’anni ha organizzato elezioni presidenziali, legislative e locali. Per permettere il corretto svolgimento delle elezioni, il presidente uscente Touadéra ha rafforzato il dispositivo securitario con il supporto di unità dell’African Corps e truppe ruandesi e tramite accordi con alcuni gruppi armati. Il processo elettorale, già inficiato da denunce di irregolarità da parte delle opposizioni, vedrà pubblicati i primi risultati a partire dal 5 gennaio.
Tanzania: cerimonie e festeggiamenti hanno lasciato spazio ad esercito e polizia nel giorno dell’anniversario dell’indipendenza. Il Paese, già segnato da un processo elettorale che nella sua ultima fase ha visto lo scoppio di proteste popolari represse duramente dalle autorità, è ancora in tensione per i risultati delle presidenziali e scosso dai massacri ed arresti di massa perpetrati dalle forze di sicurezza che stanno emergendo nel corso delle settimane. Il 9 dicembre si sono registrate sporadiche manifestazioni pacifiche a Dar el Salaam e Mwanza, subito fermate dalla polizia.













