Cuba nel mirino statunitense: incriminato Raúl Castro

Raul Castro
Raul Castro

L’U.S. Department of Justice ha aperto un atto di accusa verso l’ex Presidente cubano Raúl Castro per l’abbattimento di due aerei nel cielo dell’isola nel febbraio 1996.


La tensione tra Stati Uniti e Cuba è crescente. In una fase di crisi energetica senza precedenti a causa dell’embargo statunitense, l’isola ha terminato le riserve petrolifere[1]. Durante questo momento delicato, l’Office of Public Affairs dell’U.S. Departement of Justice incrimina l’ex presidente Raúl Castro (2008-2018) – fratello di Filel – per l’abbattimento di due veicoli della missione “Brothers to the Rescue”[2].

Raúl Castro

Castro, classe 1931, ha ricoperto ruoli apicali dopo la Rivoluzione. Prima Ministro delle forze armate rivoluzionarie, poi Secondo Segretario del Partito Comunista e Primo Vicepresidente del Consiglio di Stato, durante la presidenza di Fidel, fino a ricoprire la più alta carica dello Stato a partire dal 2008[3]. In gioventù, iscritto al Partido Socialista Popular e militante nei movimenti studenteschi, fu arrestato insieme al fratello per l’attacco alla Caserma Moncada del luglio 1953[4]. Dopo l’amnistia, giunse a Cuba per dare il via alla guerriglia contro il regime di Fulgencio Batista, culminata con la caduta del dittatore il 1° gennaio 1959, con l’ingresso del Movimiento 26 de Julio a L’Avana[5].

Il suo ruolo chiave durante la guerriglia nel nord della provincia di Oriente[6], gli permise la nomina di Ministro delle forze armate rivoluzionare, carica tenuta fino alla successione alla presidenza. La Central Intelligence Agency (CIA) cercò di organizzare il suo assassinio nel 1960, senza ottenere il risultato sperato[7].

Anticipando la gravissima crisi causata dal crollo dell’Unione Sovietica, Raúl Castro istituì preventivamente a Cuba il “periodo especial[8]” per preparare il paese all’austerità attraverso due strategie fondamentali: la sensibilizzazione dei leader politici sulle tecnologie autarchiche necessarie a superare l’emergenza e l’attuazione di circa 1.800 raccomandazioni per il risparmio che permisero alle forze armate di raggiungere l’85% di autosufficienza senza compromettere la difesa nazionale[9].

Quando ottenne la carica di Presidente, promise riforme strutturali pragmatiche, che mantenessero l’economia socialista, ma tenendo conto anche del mercato e dell’impresa privata[10]. Durante la sua presidenza, iniziò un processo di normalizzazione delle relazioni con Washington grazie a Barack Obama[11], un percorso che tuttavia subì una battuta d’arresto a causa del cambio di rotta impresso dalla successiva amministrazione di Donald Trump.

Il giorno dell’anniversario dell’invasione della baia dei Porci[12], Raúl si dimise, passando il potere a Miguel Díaz-Canel. Pur non avendo un ruolo ufficiale, il quasi novantacinquenne mantiene ancora un certo potere sull’esercito e l’attuale leadership[13].

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Atto di accusa per la strage dei Cessna

Nel febbraio 1996 i mig dell’Avana abbatterono due velivoli Cessna dell’organizzazione Hermanos al Rescate, causando la morte di quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi[14]. Questo evento deteriorò le relazioni con Bill Clinton, l’allora Presidente degli Stati Uniti. Dopo trent’anni, l’ex leader è stato incriminato per il suo presunto ruolo nella vicenda. L’associazione organizzava voli per assistere i cittadini cubani che cercavano di raggiungere Washington via mare. L’isola accusò Hermanos al Rescate di condurre operazioni volte a far cadere il regime castrista, mentre l’esecutivo statunitense ritenne che i volontari fossero disarmati e non rappresentavano minacce verso Cuba[15].
Il gruppo, ad oggi inattivo, era un movimento umanitario pro-democrazia, finalizzato a sostenere il popolo cubano a liberarsi dal comunismo senza violenza[16]. El País riporta che le indagini condotte dall’Organización de las Naciones Unidas (ONU) e dalla Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) sostengono che l’abbattimento sia avvenuto in acque internazionali, rendendo l’incidente un attacco contro civili indifesi, in contraddizione alle dichiarazioni di Cuba[17].
All’epoca, Clinton condannò fermamente l’attacco e firmò successivamente l’Helms-Burton Act[18]. Secondo il Congresso era un «attacco premeditato avvenuto dopo una dura repressione contro una coalizione di gruppi pro-democrazia sull’isola»[19]. Fidel si assunse la responsabilità dell’incidente, sostenendo che l’abbattimento fosse avvenuto nello spazio aereo cubano, e non in quello internazionale, e che avessero emesso degli avvertimenti. Secondo l’ex ministro degli Esteri Roberto Robaina l’atto era legittima difesa, e anche gli altri Paesi – tra cui gli Stati Uniti – si sarebbero comportati nello stesso modo[20].
L’FBI, in seguito, accusò degli agenti dell’isola di essersi infiltrati in gruppi esuli, portando all’arresto di cinque spie, che furono rilasciate da Obama per cercare di normalizzare le relazioni tra i due Paesi[21]. Intanto, Juan Pablo Roque, ex infiltrato cubano, ammise di aver avvertito il governo americano di un ipotetico avvertimento per cercare di salvare i suoi compagni, ma non fu ascoltato[22].

Tensioni trent’anni dopo

Nel comunicato stampa dell’U.S. Department of Justice si legge: «Per la prima volta in quasi 70 anni, alti vertici del regime cubano sono stati incriminati negli Stati Uniti per presunti atti di violenza che hanno causato la morte di cittadini americani. Il Presidente Trump e il Dipartimento di Giustizia si impegnano a ripristinare un principio semplice: se uccidete degli americani, vi perseguiremo. Non importa chi siate. Non importa quale carica ricopriate. […] Per 30 anni, le famiglie di questi uomini hanno atteso. La comunità di Miami ha atteso. Il nostro Paese ha atteso. Oggi si compie un passo verso la giustizia.[23]»

Tutto ciò è avvenuto in un momento di crescente tensione tra i due Stati. Per l’attuale Presidente Miguel Díaz-Canel si tratta chiaramente di un’azione politica priva di qualsiasi fondamento giuridico, orchestrata per gettare le basi propagandistiche e giustificare un potenziale un attacco militare diretto verso Cuba[24]. In questo contesto, l’utilizzo politico della giustizia contro l’isola segna uno snodo fondamentale della strategia di isolamento da parte di Washington. La forte valenza dell’operazione è testimoniata anche dalla scelta fortemente simbolica, da parte del U.S. Department of Justice, di ufficializzare l’atto il 20 maggio, una data iconica per la comunità cubana in esilio che in quel giorno celebra l’indipendenza di Cuba dalla Spagna[25]. Riattivando un caso giudiziario rimasto congedato per trent’anni, l’amministrazione statunitense non compie un semplice atto di giustizia retroattiva, ma cerca di colpire la continuità politica del regime castrista nel suo momento di massima vulnerabilità interna dovuta al collasso delle forniture energetiche e della tenuta economica dell’isola. La tattica geopolitica degli Stati Uniti si delinea come una combinazione tra la morsa dell’embargo economico e una rinnovata pressione giudiziaria, mirata a delegittimare la leadership storica e l’apparato militare dell’isola, ancora parzialmente fedele a Raúl Castro. L’arma legale diventa un nuovo strumento di pressione per forzare il collasso dell’esecutivo comunista cubano. Cuba si trova in una posizione di fragilità che ricorda quella del periodo especial con la differenza della progressiva scomparsa della leadership storica della Rivoluzione. L’interrogativo cruciale risiede nell’efficacia di questa strategia. Occorrerà valutare se provocherà il collasso del governo cubano o se l’interventismo esterno compatterà l’apparato militare e statale dell’isola nella difesa della propria sovranità.


Note

[1] P. Oppman, “La crisis energética de Cuba empeorará a medida que se agote el petróleo ruso donado, advierte ministro”, in CNN Español, 13/03/2026, consultabile al link: https://cnnespanol.cnn.com/2026/05/13/latinoamerica/crisis-energetica-cuba-agotar-petroleo-ruso-trax
[2] U.S. Department of Justice, consultabile al link: https://www.justice.gov/opa/pr/united-states-unseals-superseding-indictment-charging-raul-castro-and-five-castro-regime-co
[3] C. Mesa-Lago, J. Pérez-López, Cuba under Raúl Castro. Assessing the reforms, Boulder, Rienner, 2013, p. 4.
[4] A. Gugnin, G. Ostasz, Y. Lisnewvskaya, “Castro II. Raúl – Ideological leadership in the Antilles, in Humanities and Social Sciences, vol. XXV, n. 2, 2020, p. 69.
[5] K. Bilbao Ariztimuño, La revolución Cubana 1952-1976. Una mirada crítica, Duque de Mandas-Donostia San Sebastián, Tercera Prensa-Hirugarren Prentsa, 2018, p. 59.
[6] A. Gugnin, G. Ostasz, Y. Lisnewvskaya, “Castro II. Raúl – Ideological leadership in the Antilles, in Humanities and Social Sciences, cit., p. 70.
[7] “CIA, Memorandum, “Questionable Activities,” Top Secret, January 17, 1975”, in National Security Archive, 17/01/1975, consultabile al link: https://nsarchive.gwu.edu/document/20837-1
[8] Una fase di crisi economica dovuta alla perdita del suo principale partner economico e alle misure dell’embargo.
[9] Ivi, p. 72.
[10] C. Mesa-Lago, J. Pérez-López, Cuba under Raúl Castro. Assessing the reforms, Boulder, Rienner, 2013, p. 23.
[11] A. Guida, “Continuità strategica, diversità di approcci: Stati Uniti e America Latina nel sistema post-bipolare”, in Nocera R., Wulzer P. (a cura di), L’America Latina nella politica internazionale. Dalla fine del sistema bipolare alla crisi dell’ordine liberale, Roma, Carocci, 2020, p. 135.
[12] Tentativo statunitense di rovesciare il regime di Fidel Castro tra il 17 e il 20 aprile 1961.
[13] E. Nemo, “Incriminato Raúl Castro, Cuba sempre di più nella morsa Usa”, in Il Manifesto, 21/05/2026, consultabile al link: https://ilmanifesto.it/incriminato-raul-castro-cuba-sempre-di-piu-nella-morsa-usa
[14] Ibidem.
[15] H. Humayun, “What to know about Brothers to the Rescue and Cuba’s 1996 shootdown of two planes”, in CNN, 20/05/2026, consultabile al link: https://edition.cnn.com/2026/05/19/americas/brothers-rescue-cuba-raul-castro-indictment-intl-latam
[16] Ibidem.
[17] M. Vidal Liy, A. Fernández, “Raúl Castro, imputado en Estados Unidos por el derribo de avionetas de Hermanos al Rescate”, in El País, 20/05/2026, consultabile al link: https://elpais.com/us/2026-05-20/raul-castro-a-la-espera-de-ser-imputado-en-estados-unidos-por-el-derribo-de-avionetas-de-hermanos-al-rescate.html
[18] Provvedimento che negava l’ingresso di azionisti e dirigenti che avevano investimenti a l’Avana.
[19] H. Humayun, “What to know about Brothers to the Rescue and Cuba’s 1996 shootdown of two planes”, cit., consultabile al link: https://edition.cnn.com/2026/05/19/americas/brothers-rescue-cuba-raul-castro-indictment-intl-latam
[20] I. Cembrero, “”Responderemos con contundencia a nuevas sanciones de EE UU contra Cuba””, in El País, 27/02/1996, consultabile al link: https://elpais.com/diario/1996/02/27/internacional/825375604_850215.html?outputType=amp
[21] H. Humayun, “What to know about Brothers to the Rescue and Cuba’s 1996 shootdown of two planes”, cit., consultabile al link: https://edition.cnn.com/2026/05/19/americas/brothers-rescue-cuba-raul-castro-indictment-intl-latam
[22] “Juan Pablo Roque: The cuban spy who double-crossed the FBI”, in Spyscape, consultabile al link: https://spyscape.com/article/juan-pablo-roque-the-cuban-spy-who-double-crossed-the-fbi
[23] U.S. Department of Justice, consultabile al link: https://www.justice.gov/opa/pr/united-states-unseals-superseding-indictment-charging-raul-castro-and-five-castro-regime-co
[24] Profilo X di Miguel Díaz-Canel, consultabile al link: https://x.com/DiazCanelB/status/2057157886208606381
[25] M. Vidal Liy, A. Fernández, “Raúl Castro, imputado en Estados Unidos por el derribo de avionetas de Hermanos al Rescate”, cit., consultabile al link: https://elpais.com/us/2026-05-20/raul-castro-a-la-espera-de-ser-imputado-en-estados-unidos-por-el-derribo-de-avionetas-de-hermanos-al-rescate.html


Foto copertina:Raul Castro