Israele ha dichiarato di aver eliminato in un attacco aereo due importanti figure del sistema di sicurezza iraniano: Ali Larijani e Gholamreza Soleimani.
Secondo il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, i due sarebbero stati uccisi durante un’operazione mirata contro i vertici del regime. L’azione rientrerebbe nella strategia del governo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu di colpire direttamente i principali responsabili politici e militari iraniani.
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Chi era Ali Larijani
Ali Larijani è stato per decenni una delle figure più influenti della Repubblica Islamica iraniana. Nato nel 1957 a Najaf, in Iraq, da una famiglia religiosa sciita molto potente all’interno dell’establishment iraniano, Larijani ha costruito una lunga carriera nelle istituzioni dello Stato. Negli anni ’90 ha guidato la televisione pubblica iraniana, uno degli strumenti principali della comunicazione e della propaganda del regime, per poi assumere incarichi sempre più rilevanti nella sicurezza nazionale.

Nel 2005 è diventato segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e principale negoziatore dell’Iran sul programma nucleare nei colloqui con l’Occidente.
Dal 2008 al 2020 ha inoltre ricoperto la carica di presidente del Parlamento iraniano (Majles) per tre mandati consecutivi, consolidando la sua posizione tra i leader più influenti del sistema politico. Anche dopo aver lasciato il Parlamento è rimasto vicino ai centri decisionali del potere come consigliere e figura di mediazione tra le diverse correnti della Repubblica Islamica.
Secondo Israele, Larijani avrebbe avuto un ruolo nel coordinamento strategico e nella gestione della sicurezza del regime durante il conflitto in corso; per questo la sua eventuale uccisione rappresenterebbe uno dei colpi più significativi ai vertici politici e di sicurezza iraniani dall’inizio della guerra.
Chi era Gholamreza Soleimani
Gholamreza Soleimani è stato uno dei principali comandanti militari legati all’apparato di sicurezza della Repubblica Islamica. Generale delle Islamic Revolutionary Guard Corps (le Guardie Rivoluzionarie), dal 2018 guidava la milizia Basij, una vasta organizzazione paramilitare composta da centinaia di migliaia di volontari e strettamente collegata alle Guardie Rivoluzionarie. La Basij svolge un ruolo centrale nel sistema di sicurezza interno iraniano: è utilizzata per il controllo del territorio, la repressione delle proteste e la mobilitazione popolare a sostegno del regime, oltre a fornire supporto logistico e umano alle operazioni militari.

Sotto la guida di Soleimani, la milizia ha rafforzato la propria presenza nella sicurezza interna e nelle strutture civili, diventando uno strumento fondamentale per mantenere la stabilità del sistema politico iraniano. Proprio per il suo ruolo nel coordinamento della Basij e per la sua vicinanza ai vertici delle Guardie Rivoluzionarie, Soleimani era considerato una figura chiave nell’apparato di difesa e controllo interno del paese; la sua eventuale uccisione rappresenterebbe quindi un duro colpo alla struttura militare e di sicurezza della Repubblica Islamica.
Un colpo simbolico ai vertici del regime
Se confermata da Teheran, la morte di Larijani e Soleimani rappresenterebbe uno dei colpi più significativi ai vertici della Repubblica Islamica dall’inizio della guerra tra Iran e Israele.
Al momento, tuttavia, le autorità iraniane non hanno ancora confermato ufficialmente l’uccisione dei due dirigenti. Nel frattempo il conflitto continua con nuovi attacchi missilistici e raid aerei da entrambe le parti.













