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Notizie dal 1° al 31 luglio 2026.
Algeria: Nel corso del mese di luglio 2026, Algeri ha intensificato il dialogo energetico con i partner europei, confermando la volontà di aumentare le esportazioni di gas naturale verso l’Europa e rafforzare il proprio ruolo quale fornitore strategico nel Mediterraneo.
Arabia Saudita: Nel corso del mese di luglio 2026, Riyadh ha annunciato la costituzione di una nuova coalizione multinazionale per la sicurezza marittima nel Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Golfo di Aden. Alla conferenza inaugurale hanno partecipato rappresentanti di 43 Paesi e dell’Unione europea; quattordici Stati, tra cui Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Gibuti, hanno sottoscritto la dichiarazione istitutiva. L’Arabia Saudita ospiterà il quartier generale permanente, il comando congiunto e il centro operativo della coalizione.
Bahrein: Nel mese di luglio 2026, Manama ha rafforzato il coordinamento con gli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) sulle misure di sicurezza marittima e sulla protezione delle infrastrutture energetiche regionali.
Egitto: Nel corso del mese di luglio 2026, un attacco con drone ha provocato un incendio che ha coinvolto due navi metaniere nel porto di Damietta. L’episodio, avvenuto nei pressi del Canale di Suez, ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte energetiche verso i mercati internazionali, mentre le autorità egiziane hanno escluso l’ipotesi di un incidente.
Emirati Arabi Uniti: Nel corso di luglio 2026, Abu Dhabi ha intensificato il coordinamento con Arabia Saudita e Stati Uniti per garantire la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico e nel Mar Rosso, rafforzando le misure di protezione delle infrastrutture strategiche.
Gaza: Nel mese di luglio 2026, il Presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto, attraverso il proprio Board of Peace, un’intesa preliminare con Hamas. Il piano prevede il disarmo progressivo delle milizie palestinesi, il ritiro graduale delle forze israeliane dalla Striscia e la creazione di una nuova autorità politica locale. Israele non ha tuttavia approvato formalmente la proposta, mentre Hamas ha subordinato qualsiasi attuazione al preventivo ritiro delle truppe israeliane.
Iran: Nel corso di luglio 2026, Reuters ha riferito che Teheran si prepara a ricevere dalla Cina fino a 400 sistemi missilistici antiaerei portatili, nell’ambito di un programma volto a rafforzare la difesa aerea nazionale dopo il conflitto con Stati Uniti e Israele.
Iraq: Nel mese di luglio 2026, Baghdad e Ankara hanno rinnovato per un ulteriore anno l’accordo sull’utilizzo dell’oleodotto Iraq-Turchia (ITP), garantendo la continuità dell’unica infrastruttura terrestre operativa per l’esportazione del petrolio iracheno verso il Mediterraneo.
Israele: Nel corso del mese di luglio 2026, il governo israeliano ha proseguito le operazioni militari nella Striscia di Gaza, mantenendo una posizione prudente rispetto al piano di cessate il fuoco promosso dagli Stati Uniti e subordinando qualsiasi accordo al completo smantellamento delle capacità militari di Hamas.
Giordania: Nel corso del mese di luglio 2026, Amman ha aderito alla nuova coalizione marittima promossa dall’Arabia Saudita per la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden, rafforzando il coordinamento con i partner regionali.
Kuwait: Nel corso del mese di luglio 2026, il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato diversi droni ostili lanciati durante l’escalation regionale con l’Iran. Il governo ha definito l’episodio una grave violazione della propria sovranità, riservandosi il diritto di adottare tutte le misure necessarie per la tutela della sicurezza nazionale.
Libano: Nel mese di luglio 2026, Beirut ha intensificato i contatti diplomatici con Francia, Stati Uniti e Paesi arabi nel tentativo di evitare un ulteriore allargamento del conflitto regionale e sostenere la stabilità del confine meridionale.
Libia: Nel corso di luglio 2026, le autorità di Tripoli e Bengasi hanno proseguito il confronto politico mediato dalle Nazioni Unite in vista di una possibile definizione del calendario elettorale, mentre permangono divisioni tra le principali fazioni del Paese.
Marocco: Nel mese di luglio 2026, Rabat ha consolidato la cooperazione economica e di difesa con diversi partner occidentali e del Golfo, confermando la propria strategia di rafforzamento delle relazioni euro-atlantiche e africane.
Oman: Nel corso di luglio 2026, Mascate ha proseguito la propria attività diplomatica di mediazione tra Iran e Stati del Golfo, promuovendo iniziative volte a ridurre le tensioni regionali e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Qatar: Nel mese di luglio 2026, QatarEnergy ha acquistato 33 carichi spot di gas naturale liquefatto provenienti dagli Stati Uniti per garantire le forniture ai principali clienti asiatici dopo l’interruzione delle esportazioni qatariote attraverso lo Stretto di Hormuz, conseguente al conflitto con l’Iran.
Siria: Nel corso di luglio 2026, Damasco ha rafforzato il coordinamento politico e militare con Russia e Iran, proseguendo le operazioni di stabilizzazione nelle aree ancora interessate dalla presenza di gruppi armati.
Tunisia: Il 25 luglio 2026, in occasione del quinto anniversario del colpo di Stato del Presidente Kaïs Saïed, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Tunisi per protestare contro la repressione politica, il deterioramento dei servizi pubblici e la grave crisi energetica aggravata da diffuse interruzioni di elettricità e acqua.
Turchia: Nel corso del mese di luglio 2026, le autorità turche hanno arrestato il sindaco del distretto di Etimesgut (Ankara) e altri 51 indagati nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. L’operazione rappresenta l’ultimo capitolo della campagna giudiziaria che ha coinvolto numerose amministrazioni locali guidate dall’opposizione al Presidente Recep Tayyip Erdoğan.
Yemen: Nel corso di luglio 2026, il leader degli Houthi, Abdul-Malik al-Houthi, ha minacciato l’Arabia Saudita dopo l’annuncio della nuova coalizione marittima guidata da Riyadh. Il movimento ha inoltre rivendicato di aver costretto diverse petroliere saudite a modificare la propria rotta nel Mar Rosso, pur negando l’intenzione di imporre pedaggi alla navigazione commerciale.













