Il Vertice NATO di Ankara si è svolto in un contesto caratterizzato da diffuse incertezze e da crescenti tensioni geopolitiche. Ospitare il vertice dopo ventiquattro anni di assenza ha rappresentato per la Turchia un importante successo istituzionale, reso ancora più significativo dall’assenza di qualsiasi criticità organizzativa o logistica. Se il Vertice di Istanbul del 2004 era stato dominato dalle conseguenze strategiche delle guerre in Iraq e Afghanistan, l’agenda dell’Alleanza è oggi incentrata principalmente sulle sfide poste dall’Iran e dalla Russia.
ECEM TOPLAR, Analista di relazioni internazionali
La necessità di una revisione strutturale della NATO, unita alle minacce derivanti sia dalla guerra convenzionale sia da quella asimmetrica, costituisce oggi il principale interrogativo strategico affrontato dai 32 membri dell’Alleanza. Il progressivo declino della capacità industriale europea nel settore della difesa nel periodo successivo alla Guerra Fredda, aggravato dal rapido esaurimento delle scorte di munizioni durante la guerra tra Russia e Ucraina, rende l’espansione delle capacità produttive una necessità strategica.
Ciò pone una domanda fondamentale: è possibile garantire la sostenibilità della capacità produttiva dell’industria della difesa in modo da assicurare una deterrenza efficace?
È proprio in questo contesto che emerge implicitamente un nuovo paradigma: NATO 3.0. Tale concetto può essere interpretato come il passaggio «dall’impegno retorico all’azione concreta».
L’affermazione del presidente francese Emmanuel Macron nel 2019, secondo cui la NATO versava in uno stato di «morte cerebrale», rappresentò un momento di svolta nella storia dell’Alleanza. Sebbene in quel periodo fosse stato avviato un percorso volto all’istituzionalizzazione di un «esercito europeo», la presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea fu interrotta dall’arrivo della pandemia di COVID-19. Di conseguenza, il dibattito sugli standard operativi, sui principi dottrinali, sulla lingua di comando, sul contributo di truppe da parte degli Stati membri, sulla composizione dell’eventuale esercito europeo e sulla sua base industriale venne sospeso prima ancora di raggiungere una concreta formalizzazione istituzionale.
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Come hanno riconosciuto gli stessi principali attori europei, il continente si è trovato «impreparato alla seconda amministrazione Trump». Le ripetute dichiarazioni di Donald Trump circa una possibile riduzione dell’impegno statunitense nell’Alleanza hanno ulteriormente accresciuto il rilievo strategico del Vertice di Ankara. La partecipazione del presidente degli Stati Uniti è rimasta incerta fino all’ultima settimana e, persino dopo la conferma della sua presenza, i lavori del vertice sono stati limitati a un’unica sessione per evitare possibili tensioni diplomatiche. Parallelamente, numerose problematiche strutturali dell’Alleanza sembrano essere state volutamente escluse dall’agenda ufficiale.
Vi era un’aspettativa diffusa secondo cui gli alleati europei e il Canada avrebbero assunto un ruolo guida nell’aumento della spesa per la difesa. L’insoddisfazione più volte espressa dall’amministrazione statunitense su questo tema ha reso necessari impegni concreti in materia di condivisione degli oneri.
Il Vertice di Ankara ha quindi valutato l’attuazione degli impegni assunti nel precedente Vertice dell’Aia. Gli alleati europei e il Canada hanno cercato di dimostrare il proprio maggiore contributo finanziario e, a tal fine, il comunicato finale ha evidenziato come Europa e Canada abbiano incrementato complessivamente la spesa per la difesa di 139 miliardi di dollari nel 2025.
Le numerose iniziative e i progetti presentati durante il Defense Industry Forum, organizzato parallelamente al vertice, dimostrano che la NATO considera ormai l’industria della difesa non più come un semplice elemento accessorio, bensì come una componente essenziale della propria architettura di deterrenza. Particolarmente significativo è stato l’accento posto sulla produzione congiunta, sulla standardizzazione secondo le specifiche NATO e sulla pianificazione degli approvvigionamenti attraverso coalizioni multinazionali, nell’ambito di nuovi contratti per oltre 50 miliardi di dollari.
Per il presidente Trump, da sempre critico nei confronti della NATO, il vertice si è trasformato anche in un’importante occasione di rilancio della propria immagine e del proprio prestigio internazionale.
La Turchia come attore di equilibrio nel conflitto tra Russia e Ucraina
Oltre ai temi più controversi dell’agenda, meritano particolare attenzione il ruolo strategico della Turchia e la sua capacità di ospitare il vertice. Ankara si trova infatti al centro di un complesso contesto geopolitico, stretta tra la crisi con l’Iran a sud e la guerra russo-ucraina a nord, conflitto che influenza profondamente tutti gli Stati rivieraschi del Mar Nero.
Prima dell’incontro dei leader, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si è recato a Mosca per consultazioni ad alto livello con il presidente russo Vladimir Putin. In tale occasione, Putin avrebbe dato il proprio assenso alla ripresa dei negoziati di pace a Istanbul.
Parallelamente, durante il vertice si è riunito un forum di sostegno all’Ucraina. La dichiarazione finale ha ribadito che la Russia rappresenta una minaccia di lungo periodo per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica, riaffermando al contempo il pieno sostegno degli alleati all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina.
Subito dopo il vertice, dieci Paesi europei hanno annunciato la costituzione di una Coalizione anti-missili balistici, nata per rispondere alla crescente minaccia rappresentata dai missili balistici. Resta aperto il dibattito accademico se tale iniziativa rappresenti una scelta volta a prepararsi a un conflitto di lunga durata oppure costituisca una forma di garanzia di sicurezza funzionale a futuri negoziati. Ciò che appare evidente è che essa rappresenta anche un tentativo di costruire un sistema di sicurezza europeo meno dipendente dagli Stati Uniti.
Un ulteriore sviluppo rilevante è stata la successiva visita del ministro Fidan a Kyiv. Nel corso della missione, la priorità assoluta della diplomazia turca è rimasta quella di favorire una pace sostenibile. I segnali provenienti dalla capitale ucraina lasciano intendere che la Turchia potrebbe nuovamente ospitare futuri negoziati di pace tra Russia e Ucraina.
Rimane tuttavia aperto l’interrogativo già posto in precedenza: la Coalizione anti-missili balistici, della quale fa parte anche l’Ucraina, nasce realmente per favorire una soluzione pacifica o costituisce soprattutto uno strumento di deterrenza strategica? L’evoluzione di questa iniziativa rappresenterà un importante banco di prova per valutare la reale volontà delle parti di perseguire la pace.
Il dilemma iraniano
Durante una conferenza stampa congiunta con il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, Donald Trump ha dichiarato di aver «interrotto il cessate il fuoco raggiunto con l’Iran», inviando così da Ankara a Teheran — distante circa duemila chilometri — un messaggio dal forte valore strategico.
Resta incerto se Trump abbia ottenuto un pieno sostegno dell’Alleanza sulla questione iraniana; tuttavia, il semplice fatto che il comunicato finale dedichi un riferimento specifico all’Iran costituisce di per sé un elemento di notevole rilevanza.
Il vertice Erdoğan-Trump
All’interno del vertice NATO si è svolto un vero e proprio «vertice nel vertice»: l’incontro bilaterale tra il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il presidente statunitense Donald Trump ha infatti finito per attirare un’attenzione persino superiore rispetto alle sessioni plenarie.
Nel corso dell’incontro, Trump ha affermato: «Non sarei venuto se non fosse stato per Erdoğan». L’annuncio della revoca delle sanzioni CAATSA nei confronti della Turchia, insieme alla prospettiva di facilitare l’acquisizione di motori F-110 e la fornitura dei caccia F-35, ha rappresentato un importante punto di svolta geopolitico per Ankara, contribuendo a superare lo stallo diplomatico esistente dal 2019.
Il simbolismo strategico della pistola donata
L’attenzione mediatica sul vertice non si è concentrata soltanto sugli esiti geopolitici, ma anche su aspetti riconducibili alla diplomazia pubblica e all’immagine.
In particolare, due leader donne hanno attirato l’attenzione internazionale: la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e la prima ministra islandese Kristrún Frostadóttir. Lo stile diplomatico e le capacità comunicative dimostrate da entrambe hanno rafforzato la crescente centralità della leadership femminile nella governance globale.
Una nota sulla diplomazia culturale
La pistola donata dal governo turco come regalo ufficiale ha suscitato un ampio dibattito. La scelta di un revolver assume un duplice significato: da un lato rappresenta un manufatto artigianale legato alla tradizione turca; dall’altro richiama simbolicamente il ruolo della deterrenza militare all’interno dell’Alleanza.
Grande attenzione è stata riservata anche alla cucina turca. In alcuni casi, i media europei hanno dedicato più spazio all’offerta gastronomica che al comunicato finale del vertice. Attraverso la propria tradizione culinaria, la Turchia ha inteso valorizzare il patrimonio multiculturale e millenario del proprio territorio, ricevendo ampi apprezzamenti dagli ospiti. L’accoglienza è stata tale che lo chef turco, insignito di due stelle Michelin, avrebbe ricevuto numerose offerte professionali da parte dei leader presenti.
I gesti riservati ai coniugi dei leader
Parallelamente, il programma culturale organizzato dalla First Lady Emine Erdoğan per i coniugi dei capi di Stato e di governo è stato curato nei minimi dettagli, mettendo in evidenza l’efficacia della diplomazia culturale turca. Agli ospiti sono stati serviti piatti d’eccellenza della cucina nazionale, mentre sono state presentate opere dell’artigianato tradizionale. Il programma comprendeva inoltre un’esibizione della celebre cantante Ajda Pekkan e una sfilata dello stilista Özgür Masur.
Particolare apprezzamento hanno suscitato gli omaggi personalizzati preparati per ciascun ospite. L’ospitalità di Emine Erdoğan — nota a livello internazionale anche per il suo ruolo di promotrice del progetto Zero Waste sostenuto dalle Nazioni Unite — ha ricevuto giudizi estremamente positivi da parte dei coniugi dei leader partecipanti.
Foto copertina: I leader dei Paesi membri della NATO durante la foto ufficiale del Vertice di Ankara













