È morto a 84 anni Aldrich Ames, ex funzionario della CIA con la fama di peggior traditore della storia dell’agenzia. Nell’intelligence dal 1962 e in carcere dal 1994, ha scontato la pena detentiva per aver venduto informazioni riservate al KGB prima e ai servizi russi post-URSS poi, ricevendo un compenso di oltre 2,7 milioni di dollari.
Per via delle sue attività di controspionaggio fallirono oltre 100 operazioni clandestine della CIA e vennero scoperti decine di agenti occidentali infiltrati in Russia.
È morto lo scorso 5 gennaio presso l’Istituto penitenziario federale di Cumberland, nel Maryland, l’ex agente della CIA Aldrich Ames. In carcere dal 1994, Ames stava scontando una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, a causa delle sue attività di controspionaggio e vendita di informazioni riservate ai servizi segreti sovietici (e poi russi).[1]
Le operazioni di Ames hanno condotto al fallimento di oltre 100 operazioni clandestine dell’agenzia statunitense, oltre alla divulgazione dell’identità di più di 30 agenti e spie occidentali in Unione Sovietica, poi arrestate o giustiziate.
Gli inizi alla CIA e i legami familiari
La carriera di Aldrich Ames nella CIA, durata oltre trent’anni, si deve allo zelo del padre, storico analista presso la stessa agenzia, che indirizzò tutti i suoi sforzi verso l’assunzione del figlio dopo l’abbandono del college nel 1962.
Conseguito lo scopo, Ames sposò la sua prima moglie Nancy Segebarth – anch’essa funzionaria CIA – nel 1969, poco prima di partire per la sua prima missione in qualità di agente del controspionaggio in Turchia, con il compito di reclutare spie di nazionalità straniera. Tre anni più tardi, al rientro negli USA si accompagnarono i primi problemi con l’alcool, i quali con ogni probabilità contribuirono al tracollo del suo matrimonio[2].
Nonostante gravi incidenti di sicurezza ripetuti nel tempo, tra cui la dimenticanza in metro di importanti dossier contenenti informazioni classificate, Ames venne inviato a Città del Messico nel 1981. Qui sposò in seconde nozze Maria del Rosario Casas Dupuy, risorsa della CIA e attaché culturale presso l’Ambasciata della Colombia, che in futuro verrà accusata di essere sua complice. Due anni più tardi, al suo ritorno negli Stati Uniti Ames venne nominato capo del dipartimento di controspionaggio sovietico della CIA, sebbene i suoi problemi con l’alcool non facessero che peggiorare.[3]
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Il peso dei debiti e l’avvicinamento al KGB
Sarebbe stata una questione economica a spingere Aldrich Ames a rivelare al KGB i nomi di alcune spie della CIA nell’aprile 1985, in cambio di un compenso iniziale di circa 50,000 dollari. Un’azione condotta con il nome in codice di Kolokol (Campana) che si protrasse per oltre nove anni, e che permise di finanziare uno stile di vita sontuoso, corollato da Jaguar, vacanze lussuose all’etero e ville esclusive del valore di centinaia di migliaia di dollari.[4] Un modus vivendi insolito per un funzionario della CIA, il cui stipendio annuale non superava i 70,000 dollari, e che solo un lauto compenso dall’estero poteva mantenere. Come Ames stesso ammise durante il processo negli anni Novanta, il KGB gli dimostrò la sua gratitudine per il tradimento al suo paese e le preziose informazioni ricevute con un corrispettivo di quasi 2,5 milioni di dollari nel corso degli anni.
Agli inizi degli anni Ottanta, con la nomina a capo del controspionaggio sovietico della CIA Ames si trovò infatti con una carriera in ascesa e una vita privata in pieno tracollo, divisa tra il pagamento di un indennizzo alla prima moglie e il sostentamento dello stile di vita smodato della seconda sposa, particolarmente incline agli acquisti di lusso. Fu dunque la spirale del debito ad indurlo a vendere i segreti a cui aveva accesso grazie al suo ruolo, differenziando la sua figura da altre leggendarie spie della guerra fredda i cui ideali comunisti avevano giocato un ruolo chiave nel convincimento ad abbracciare il controspionaggio a favore di Mosca – primi fra tutti, i celebri “Cinque di Cambridge”.[5]
Fino al 21 febbraio 1994, data del suo arresto, Ames cooperò con le autorità sovietiche prima e russe poi, sabotando numerose operazioni sotto copertura della CIA. La scoperta dei suoi legami con i servizi segreti del Cremlino fu dovuta ad un’indagine federale legata proprio al suo stile di vita lussuoso, che iniziò a destare sospetti in quanto molto superiore alla possibilità dei funzionari della CIA.
Fu solo una stretta cooperazione con le autorità statunitensi a garantire ad Ames un accordo che avrebbe ridotto la pena della seconda moglie Rosario, uscita di prigione dopo soli cinque anni, la quale ammise di essere a conoscenza della provenienza del denaro del marito e dei suoi incontri segreti con i sovietici.[6]
Note
[1] Federal Bureau of Investigation, Aldrich Ames. https://www.fbi.gov/history/famous-cases/aldrich-ames.
[2] EBSCO, Aldrich Ames, https://www.ebsco.com/research-starters/biography/aldrich-ames.
[3] Aldrich Ames, CIA agent who spied for Soviet Union and Russia, dies aged 84, The Guardian, 7/01/26.
[4] Aldrich Ames: Traitor Within, film, Regia di J. Mackenzie, 1998. https://www.imdb.com/it/title/tt0174454/.
[5] G.Ferrari, Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia, Neri Pozza, 2024.
[6] Aldrich Ames, CIA agent who sold secrets to the Soviets, dies aged 84, BBC, 7/01/2026. https://www.bbc.com/news/articles/cj0n29395j3o.
Foto copertina: Aldrich Ames













