Parentesi Cinema: 5 pellicole da guardare sui più grandi temi socio-politici (parte 3)


Questo genere non è particolarmente popolare tra gli spettatori comuni. Eppure, ricevono molta attenzione da critici, politici e appassionati di cinema.
Infatti, un buon film politico è in grado di far riflettere i propri spettatori sulle dinamiche e sui processi della nostra società, sul passato e sul presente. Possono avvicinarli a idee e scenari geopolitici, rappresentando spesso vicende tratte o ispirate da storie vere attraverso il punto di vista peculiare; quello artistico-cinematografico e del regista. Ecco qui la terza parte dell’elenco di film italiani e internazionali; 5 film che rappresentano specifiche tematiche socio-politiche e riflettono differenti aree geografiche.


Syriana (2005)

Scritto e diretto da Stephen Gaghan, è liberamente ispirato al libro di Robert Baer del 2003 “See No Evil”.
“Syriana” è un film estremamente affascinante sul petrolio e il denaro, gli USA e la Cina, i commercianti e le spie, gli Stati del Golfo e il Texas, la riforma e la vendetta, la corruzione e il tradimento. Dalla trama complessa, vengono rappresentati differenti personaggi le cui vite si incrociano continuamente: un agente della CIA (interpretato da George Clooney), un esperto di risorse energetiche (interpretato da Matt Damon), un presidente di una compagnia (interpretato da Jeffrey Wright), e un giovane lavoratore pachistano disoccupato (Mazhar Munir).
La vicenda in breve: in un paese immaginario situato nella zona petrolifera del Medio Oriente, un sovrano intende rivedere i suoi rapporti con gli Stati Uniti, concedendo i diritti sul gas naturale a una compagnia cinese. Questo porterà ad un susseguirsi di azioni e conseguenze che saranno la causa di un attacco terroristico.
Il film è stato oggetto di molte critiche per il suo messaggio politico, soprattutto da parte del Partito Repubblicano e i suoi sostenitori. Il titolo stesso del film è molto controverso. Secondo il regista del film, Syriana sarebbe il nome del progetto di un “ipotetico rimodellamento politico del Medio Oriente” ideato dagli strateghi politici di Washington. L’obiettivo di Syriana sarebbe quello di arrivare a una configurazione ideale di un “Grande Medio Oriente” plasmato dagli interessi statunitensi.

Hotel Rwanda (2004)

Tratta il genocidio del 1994 in Ruanda e racconta le esperienze vissute dal protagonista Rusesabagina per salvare la vita della sua famiglia e di più di 1.000 persone, fornendo loro un rifugio nel suo Hotel, l’Hotel des Mille Collines.
Il film è stato candidato a numerosi premi internazionali e tra i critici e il pubblico ha ricevuto recensioni universalmente positive.
Quello che il regista vuole mostrarci è la realtà di quello che è successo in Ruanda, vuole avvicinarci alla storia di un sopravvissuto, di come ha vissuto quei tre mesi di massacri. Hotel Rwanda esplora il genocidio, la corruzione politica e gli episodi estremamente violenti accaduti nel paese. Ma soprattutto, vuole mostrarci la passività delle forze internazionali e il silenzio sia da parte dei media che dei governi di fronte a questo crimine.
Inoltre ciò che emerge è che la tragedia affonda le sue radici nella colonizzazione del Belgio nella regione del Ruanda, che ha strumentalizzato e fomentato l’odio tra i due gruppi etnici, i tutsi e gli hutu. Un genocidio provocato indirettamente e direttamente dai paesi occidentali, che avrebbero potuto evitare la carneficina, ma che per salvaguardare i propri interessi non vollero intervenire.

Argo (2012)

Diretto da Ben Affleck, è ispirato al libro del 1999 dell’agente della CIA Tony Mendez “Master of Disguise: My Secret Life in the CIA”, e all’articolo di Wired del 2007 di Joshuah Bearman “The Great Escape: How the CIA Used a Fake Sci-Fi Flick to Rescue Americans from Tehran”.
La pellicola tratta dell’operazione segreta “Canadian Caper” pianificata dagli USA e il Canada per il salvataggio di sei diplomatici statunitensi da Teheran, durante la rivoluzione islamica in Iran del 1979-1981.
Infatti, durante la rivoluzione islamica, l’ambasciata americana venne occupata e i dipendenti vennero fatti prigionieri dalle forze rivoluzionarie che, sostenuti dal regime di Khomeini, tentarono di usare gli ostaggi come merce di scambio per costringere gli USA a consegnare lo Scià.
La CIA incaricò uno dei suoi agenti, Mendez (interpretato da Ben Affleck), di organizzare la liberazione e la fuga dei diplomatici. Egli decise di allestire da zero un progetto cinematografico di fantascienza, (appunto “Argo”) con l’obiettivo di farli passare per membri della troupe cinematografica.
Da una parte, è stato elogiato per la recitazione (in particolare quella di Arkin e Goodman) e la regia di Affleck. Dall’altra, è stato ampiamente criticato per la mancanza di accuratezza storica, soprattutto per il fatto che glorifica il ruolo della CIA, minimizzando invece quello del governo canadese (in particolare quello dell’ambasciatore Taylor) nell’operazione di salvataggio. Inoltre, diversi personaggi pubblici iraniani hanno criticato fortemente il film per aver dato un’immagine “stereotipata” e negativa del popolo iraniano.

Il divo (2008)

Dà uno sguardo alla lunga vita politica di Giulio Andreotti, sette volte Primo Ministro italiano, noto per i suoi presunti legami con la mafia. La trama si concentra sulla settima elezione di Andreotti nel 1992, la sua fallita candidatura alla presidenza della Repubblica italiana, lo scandalo “Tangentopoli” e il processo nel 1995.
Attraverso il “ritratto” di Andreotti, il regista (Paolo Sorrentino) mostra come gli attori politici sono in grado di mantenere la loro posizione e il loro potere. Inoltre, l’incapacità di distinguere completamente se Andreotti fosse o meno affiliato agli omicidi mafiosi, trasmette la mancanza di chiarezza nei meccanismi del governo italiano.
Andreotti fu uno dei fautori della coalizione di governo detta “pentapartito”, composto da cinque partiti del centro sinistra. Questa coalizione si è formata per impedire una maggioranza di sinistra, e per isolare il Partito Comunista Italiano. Mantenendo questo sistema si è formata una “corruzione del sistema” in cui i partiti non erano più guidati dalle masse, ma dall’alleanza dei partiti, agevolando lo scambio reciproco di interessi e “favori”.
Molto interessante la scena iniziale in cui Giulio Andreotti fa un monologo interiore osservando come è riuscito a sopravvivere alla sua tumultuosa carriera politica e di come invece i suoi vari detrattori siano morti. Vengono mostrati gli omicidi di varie persone legate ad essi, tra cui il giornalista Mino Pecorelli, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, i banchieri Michele Sindona e Roberto Calvi e l’ex presidente del Consiglio Aldo Moro.

Le vite degli altri (2006)

Film tedesco ambientato nella Berlino Est degli anni ‘80, durante gli ultimi anni della Repubblica Democratica Tedesca, vuole rappresentare il controllo esercitato dalla polizia segreta (Stasi) nei circoli intellettuali.
Si focalizza sul personaggio del capitano Gerd Wiesler, agente della Stasi che deve controllare e indagare segretamente sulla vita di due artisti indicati come potenziali minacce per lo stato e “nemici del socialismo”. Wiesler installa dispositivi di intercettazione nell’appartamento e inizia la sorveglianza ininterrotta dello scrittore Dreyman e dell’attrice di teatro Christa-Maria. L’agente comincia a seguire da vicino la vita quotidiana dei due sospetti in una stanza di sorveglianza segreta situata in soffitta, diventando gradualmente più affascinato dal mondo dell’arte e della letteratura che scopre, e più empatico nei loro confronti.
Tuttavia, la storia cambia quando Dreyman viene a sapere che Christa-Maria è sotto ricatto da parte di un ministro e che l’amico di Dreyman, il regista Albert Jerska si è suicidato perché sulla lista nera del governo.
Sconvolto dagli avvenimenti, Dreyman decide di inviare segretamente un articolo anonimo al quotidiano della Germania occidentale “der Spiegel” in cui denuncia l’enorme numero di suicidi che avvengono nella DDR a causa dell’oppressione da parte del governo socialista della Germania orientale. Venendo a conoscenza di tutti i fatti, Wiesler decide di non riferire ai suoi superiori, ma il suo insabbiamento avrà delle conseguenze sul destino dei protagonisti.


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