Cipro, l’isola divisa: la missione ONU che da oltre cinquant’anni mantiene fragile la pace lungo l’ultimo muro d’Europa. Un incontro con i peacekeepers delle Nazioni Unite della missione UNFICYP.
Nicosia, Ledra Street. Una zona cuscinetto di oltre 180 km culmina nella capitale cipriota con la cosiddetta Green Line, la “Linea Verde” oltre la quale si lascia l’Unione Europea per oltrepassare quello che è stato definito da molti “l’ultimo muro d’Europa”.
Ledra Street è il checkpoint più semplice ed immediato per entrare nella Repubblica Turca di Cipro Nord (Kuzey Kıbrıs Türk Cumhuriyeti, in sigla KKTC), non riconosciuta da alcuno Stato se non da Ankara ma ben salda nel controllo del proprio territorio nella parte settentrionale dell’isola.
Ex colonia britannica, Cipro ottenne l’indipendenza nel 1960, a cui seguì l’adozione di una Costituzione che mirava a bilanciare gli interessi delle comunità greco- e turco-cipriota. Cipro, Grecia, Turchia e Regno Unito stipularono un trattato per garantire le disposizioni fondamentali della costituzione, l’integrità territoriale e la sovranità di Cipro.
Ciononostante, nel triennio successivo una serie di crisi costituzionali provocò lo scoppio di tensioni intercomunitarie, culminate in una spirale di violenza il cui picco si raggiunse nel mese di dicembre 1963. Dopo il fallimento di tutti i tentativi di ristabilire la pace, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò all’unanimità la risoluzione 186, raccomandando l’istituzione della United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP). Come stabilito nella risoluzione, alle forze di pace ONU è stato affidato il compito di prevenire il ripetersi di combattimenti; contribuire al mantenimento e al ripristino della legge e dell’ordine; favorire il ritorno alla normalità.
Tuttavia, nel 1974 una serie di nuove ostilità tra le due comunità etniche risiedenti sull’isola, risultanti in parte anche dalla presa di potere dei Colonnelli in Grecia e dalla postura terzomondista e non-allineata dell’ex Presidente della Repubblica di Cipro Makarios III, portarono la Turchia ad invadere, nel mese di luglio e successivamente ad agosto, la parte nord di Cipro.
Le ostilità risultarono nell’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza ONU, di una serie di risoluzioni che ampliarono il mandato dell’UNFICYP: i cambiamenti inclusero la supervisione del cessate il fuoco di fatto entrato in vigore il 16 agosto 1974 e il mantenimento di una zona cuscinetto tra le linee della Guardia Nazionale di Cipro e delle forze turche e turco-cipriote, la cosiddetta “buffer zone”. Nonostante le ostilità belliche si siano fermate oltre cinquantun anni fa, i rapporti periodici del Segretario Generale ONU al Consiglio di Sicurezza sullo stato del conflitto cipriota hanno costantemente portato ad un rinnovo del mandato dell’UNFYP.
A Nicosia, abbiamo discusso le recenti evoluzioni della questione cipriota e il funzionamento della missione di mantenimento della pace con i funzionari dell’UNFICYP.
Quanti peacekeeper sono presenti approssimativamente a Cipro? Quali paesi li hanno forniti?
«Nel corso degli anni, oltre 150.000 militari hanno prestato servizio nell’UNFICYP. Attualmente, circa 802 militari prestano servizio a rotazione. I maggiori contributori di truppe sono Argentina e Regno Unito, seguiti da Slovacchia e Ungheria.
La componente UNPOL è guidata dal Consigliere di Polizia Senior dell’UNFICYP ed è composta da 69 agenti di polizia provenienti da sedici paesi e da un membro dello staff di supporto civile.
La Sezione Affari Civili è una componente integrata, guidata da un Capo degli Affari Civili civile e composta da 13 civili, assistiti da 5 membri UNPOL e 2 militari presso il Quartier Generale. Inoltre, 6 UNPOL, 6 militari e 3 civili CAS sono di stanza negli Uffici di Settore (SCAIO) per mantenere stretti rapporti con i clienti civili e i leader delle comunità locali. Anche gli Ufficiali di Collegamento Militari nei settori svolgono una preziosa funzione di supporto agli affari civili.»
La situazione di Cipro può, a suo avviso, essere considerata o paragonata ad un “conflitto congelato”?
«Cipro è spesso considerata un conflitto congelato, sebbene i progressi politici registrati dal 2017 siano stati scarsi, e la situazione sul campo è tutt’altro che congelata. L’UNFICYP registra ogni anno centinaia di violazioni da parte delle forze militari avversarie e migliaia di violazioni da parte dei civili. La maggior parte di questi incidenti sono di lieve entità (eccesso di personale, incursioni, costruzioni non autorizzate), tuttavia molti di essi rischiano di degenerare rapidamente, con conseguente ripresa del conflitto. Il ruolo dell’UNFICYP nel disinnescare queste tensioni e garantire la calma nella zona cuscinetto rimane essenziale. Senza la presenza continua dell’UNFICYP, il rischio di una ripresa del conflitto a Cipro è molto concreto.»
Quali sono i principali benefici che l’UNFICYP ha apportato con la sua presenza al mantenimento della stabilità a Cipro?
«L’UNFICYP fornisce una piattaforma di pace e stabilità ai leader di entrambe le parti per trovare una soluzione politica duratura alla divisione in corso dell’isola. Il mandato dell’UNFICYP è quello di fare del suo meglio per prevenire il ripetersi dei combattimenti; collaborare strettamente con le forze contrapposte per disinnescare le tensioni e prevenire la ripresa del conflitto; contribuire al mantenimento e al ripristino della legge e dell’ordine; collaborare strettamente con le forze di polizia di entrambe le parti per garantire la calma nella zona cuscinetto; contribuire al ritorno alla normalità. Contribuire a riunire le parti per costruire fiducia e sicurezza in un futuro condiviso.»
Ci sono prospettive per futuri sviluppi diplomatici tra la parte settentrionale e meridionale di Cipro? La missione ONU potrebbe svolgere un ruolo nell’eventuale raggiungimento di una soluzione pacifica?
«Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha recentemente nominato un’Inviata Personale, Maria Angela Holguin (ex Ministro colombiano), per facilitare i colloqui informali tra i leader e le tre potenze garanti, al fine di riprendere i colloqui per una soluzione duratura.
I leader incontreranno il Segretario Generale delle Nazioni Unite a settembre e un incontro più ampio a cinque con le potenze garanti è previsto entro la fine dell’anno.
Nel frattempo, le Nazioni Unite a Cipro facilitano 13 Comitati Tecnici con greco-ciprioti e turco-ciprioti che collaborano per migliorare la vita quotidiana di tutti gli abitanti dell’isola. Questi comitati svolgono un ruolo importante nel contribuire a creare le condizioni per un futuro di pace sull’isola, esaminando gli aspetti culturali, economici, giovanili, governativi, penali, ambientali, i valichi di frontiera e altre questioni di interesse comune.»
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Nella storia dell’UNFICYP, ci sono stati momenti di tensione che hanno coinvolto le forze di peacekeeping?
«Nel corso degli anni, entrambe le parti hanno occasionalmente sollevato tensioni con l’UNFICYP; fortunatamente, la maggior parte di questi incidenti viene risolta dai nostri ufficiali di collegamento militare a livello operativo/di base.
L’ultimo incidente grave che abbiamo affrontato è stato a Pyla nell’agosto 2023. Personale di sicurezza turco-cipriota è entrato nella zona cuscinetto delle Nazioni Unite senza autorizzazione per bloccare la costruzione di una strada. Le forze di peacekeeping delle Nazioni Unite sono state aggredite mentre bloccavano questa costruzione non autorizzata. Non ci sono state vittime all’interno della zona cuscinetto dal 1996, quando una protesta al suo interno provocò la morte di un greco-cipriota.»
Foto copertina: Ledra Street è il checkpoint più semplice ed immediato per entrare nella Repubblica Turca di Cipro Nord sotto la sorveglianza delle forze UNFICYP. Foto dell’autrice













