L’UE, il Marocco e la sfida del Sahara Occidentale: una sentenza che cambia gli equilibri


Stop agli accordi commerciali e di pesca con il Marocco, mentre Rabat si avvicina a Mosca per nuove alleanze strategiche.


A cura di Rachele Brucculeri

Nella sua battaglia contro l’occupazione marocchina, il Sahara Occidentale ha conseguito il 4 ottobre scorso un’importante vittoria: la Corte di giustizia dell’Unione europea ha respinto il tentativo della Commissione europea di includere il territorio saharawi negli accordi commerciali e di pesca tra l’UE e il Marocco.[1] La Corte di giustizie dell’UE ha ribadito che il Sahara Occidentale è un territorio “separato e distinto” dal Marocco, che non può essere incluso negli accordi senza il consenso del popolo saharawi. Ha inoltre respinto l’argomentazione secondo cui il consenso della “popolazione” locale fosse stato ottenuto, distinguendo tra Saharawi indigeni e coloni marocchini. Questa sentenza ha battuto sul terreno l’avanzare di nuovi problemi politici per l’UE, soprattutto per Francia e Spagna che hanno da sempre appoggiato economicamente l’avanzata di Rabat sul Sahara Occidentale. Ora, rispettare il diritto internazionale e promuovere la diplomazia potrebbe aitare a mediare un accordo pragmatico tra Marocco e Sahara Occidentale, aiutando le Nazioni Unite a risolvere il conflitto.

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Il golpe economico

L’annullamento dell’accordo di pesca da parte della CGUE colpisce soprattutto i pescatori dell’UE, che non possono più operare nelle acque marocchine e del Sahara Occidentale, e il Marocco, che perde 40 milioni di euro annui di fondi UE destinati alla pesca.[2] Questo impatterebbe anche altri prodotti soprattutto quelli di origine agricoli che perderanno le tariffe preferenziali e ciò ridurrebbe gli investimenti esteri e i profitti delle aziende marocchine, molte delle quali legati alla monarchia. Inoltre, la Corte ha stabilito che i prodotti esportati dal Sahara Occidentale, dovranno essere etichettati correttamente,[3] un cambiamento significativo per il Marocco, che rivendica, invece, storicamente questo territorio come proprio.

Nuovi scenari sul fronte diplomatico

La decisione della CGUE avrà un impatto ben oltre la pesca e l’agricoltura, influenzando tutti gli accordi UE- Marocco, inclusi quelli sulla cooperazione scientifica, energia verde ed investimenti. [4]L’UE ha finora privilegiato i rapporti con la monarchia di Rabat, che ha sfruttato le risorse del popolo saharawi per incrementare gli accordi con i partner europei. Ora l’UE ha due opzioni: escludere il Sahara Occidentale dagli accordi o tentare di ottenere giuridicamente il consenso dello stesso, questo però significherebbe rischiare ritorsioni da parte del governo marocchino sulla questione migratoria come leva politica.

La pace poco duratura: nuovi accordi sul fronte russo

Pochi mesi dopo la decisione della sentenza che annullava ogni accordo di natura economica tra Marocco ed Unione Europea senza il consenso del popolo del Sahara Occidentale, il Marocco ha stipulato un nuovo accordo sulla pesca con la Russia includendo in quest’ultimo anche la costa del Sahara Occidentale che da sempre rivendica come proprio territorio.[5] Questa decisione è stata presa a seguito della quarta sessione del Comitato misto per la pesca Russia-Marocco, durante la quale sono stati discussi altri piani di cooperazione fra i due stati.

Quale futuro?

Il Marocco riafferma la sua sovranità territoriale, grazie all’aiuto della mossa economica russa. Così le prospettive future per il Sahara Occidentale vanno sgretolandosi: il Marocco non sarà toccato dalle decisioni della CGUE in quanto ha già stipulato altri accordi con altri mercati extra europei e questo potrebbe colpire anche i mercati europei con una crisi nell’approvvigionamento di beni e prodotti marocchini. Ed il Sahara Occidentale? Per questo popolo non resta che guardare altrove nuove alleanze in cerca di un po’ di pace oltre che di riconoscimenti ufficiali, un possibile alleato storico contro i nuovi potrebbe essere il vicino governo algerino che stringe i denti da quando i russi hanno raggiunto Rabat e stipulato i nuovi accordi economici. L’unica certezza rimasta è che il popolo saharawi rimane così in una situazione instabile che dura ormai da più di 60 anni.


Note

[1] Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 4 ottobre 2024. Commissione europea e Consiglio dell’Unione europea contro Front populaire pour la libération de la Saguia el-Hamra et du Rio de oro (Front Polisario). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:62021CJ0778
[2] : «La pêche sur la côte atlantique de l’Andalousie Recherche pour la commission PECH» Direction générale des politiques internes de l’Union ,2018.
[3] Judgment of the Court in Case C-399/22 | Confédération paysanne (Melons and tomatoes from Western Sahara), 2025.
[4] Decision (EU) 2017/1324 of the European Parliament and of the Council of 4 July 2017 on the participation of the Union in the Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area (PRIMA).
[5] «Accordi di pesca bloccati con l’UE, prorogati con mosca», News dalla rete ITA ,17/10/2024.


Foto copertina: Pescatori in Marocco