Trump: “Colpiremo duramente l’Iran”

Trump minaccia l'Iran
Trump minaccia l'Iran

Teheran sospende gli attacchi contro gli Stati vicini, ma la guerra entra nella seconda settimana.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’Iran verrà “colpito molto duramente”, lasciando intendere un possibile ampliamento degli obiettivi militari.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha affermato che, a causa del “cattivo comportamento dell’Iran”, anche aree e gruppi che finora non erano stati presi in considerazione potrebbero diventare bersagli di nuovi attacchi.
Le dichiarazioni arrivano mentre il conflitto tra Iran e Israele entra nella seconda settimana e continua a estendersi oltre i confini della Repubblica islamica. Nelle ultime ore i due Paesi si sono nuovamente scambiati attacchi, mentre forti esplosioni sono state segnalate in diverse zone di Teheran.
Nel frattempo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un segnale distensivo verso i Paesi della regione. In un messaggio pubblico si è scusato con gli Stati vicini per le conseguenze delle operazioni militari iraniane e ha invitato i governi dell’area a non unirsi alle azioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro Teheran.

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Pezeshkian ha spiegato che il consiglio direttivo temporaneo dell’Iran ha deciso di sospendere gli attacchi contro gli Stati vicini, a meno che da quei territori non partano operazioni militari contro l’Iran. La dichiarazione arriva dopo giorni di tensioni con i Paesi del Golfo, molti dei quali hanno denunciato attacchi con droni e missili contro infrastrutture civili.
Secondo quanto riportato dai governi locali, negli ultimi giorni Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein e Arabia Saudita sono stati colpiti da attacchi che hanno interessato porti, alberghi e impianti energetici. I Paesi del Golfo hanno espresso forte indignazione, sottolineando di non aver partecipato alle operazioni militari contro l’Iran nonostante la presenza sul loro territorio di basi statunitensi.
Poche ore dopo le dichiarazioni di Pezeshkian, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che alcuni droni hanno colpito un centro di combattimento aereo statunitense presso la base di Al Dhafra, vicino ad Abu Dhabi. La notizia non è stata verificata in modo indipendente.
Il conflitto ha già avuto conseguenze su scala regionale e globale. L’aumento degli attacchi missilistici e con droni ha fatto salire i prezzi dell’energia e ha creato timori per la stabilità di una delle aree più strategiche per il commercio e i trasporti internazionali.
Sul piano diplomatico, però, le prospettive di una de-escalation restano deboli. Trump ha infatti ribadito che non ci sarà alcun accordo con Teheran senza una “resa incondizionata”. Il presidente statunitense ha scritto che solo dopo la resa e la scelta di una nuova leadership “accettabile” gli Stati Uniti e i loro alleati potranno lavorare per ricostruire l’economia iraniana e riportare il Paese fuori dalla crisi.
Resta incerto se le parole di Pezeshkian rappresentino un reale tentativo di ridurre l’escalation o piuttosto un avvertimento ai Paesi della regione: se i loro territori verranno utilizzati per attacchi contro l’Iran, Teheran è pronta a colpire nuovamente.
Nel frattempo, il conflitto continua ad allargarsi, con centinaia di missili balistici e droni che negli ultimi giorni hanno attraversato i cieli del Medio Oriente.


Foto copertina: Trump minaccia duro attacco sull’Iran