Il conflitto non può allargarsi al Caucaso Meridionale

Iran Azerbaijan
Iran Azerbaijan

L’attacco all’aeroporto del Nakhchivan, exclave azera tra Iran, Armenia e Turchia, ha fatto temere un possibile allargamento del conflitto mediorientale anche al Caucaso Meridionale. Nonostante i dubbi sulla provenienza del drone che ha causato ingenti danni alle infrastrutture civili dell’exclave, Baku non ha intenzione e non può permettersi un coinvolgimento a fianco dell’una o dell’altra parte, preferendo il continuo di una strategia di bilanciamento tra un vicino scomodo e un fornitore essenziale di armi.

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L’Azerbaigian non entrerà in guerra contro l’Iran. Nonostante il drone che ha colpito, lo scorso 5 marzo, l’aeroporto civile del Nakhchivan, Baku ha affermato in modo esplicito che si riserverà il diritto di rispondere ed innalzare le proprie difese aeree, ma senza alcuna intenzione di aprire un nuovo fronte nel conflitto in Medioriente[1].
Tra azioni di protesta del Presidente azero Ilham Aliyev, che si è mostrato profondamente deluso nell’apprendere la possibile provenienza iraniana del drone responsabile dell’attacco all’exclave[2], e la risposta di Teheran che si dice estranea ai fatti accusando Israele, ciò che sembra certo è che Baku si trovi nella fase più acuta di un tentativo di lunga data di bilanciare il proprio rapporto necessariamente cordiale con il vicino Iran e la gratitudine nei confronti di Israele, con cui intrattiene ottime relazioni anche grazie al supporto militare fornitogli nelle varie fasi del conflitto in Karabakh.

I rapporti con l’Iran

In prospettiva storica, l’Iran e l’Azerbaijan condividono molto più di una religione comune (nonostante la società azera sia fortemente secolarizzata) e dei 611 chilometri di frontiera che separano politicamente i rispettivi territori. La prossimità all’Iran ha avuto notevoli influenze sull’evoluzione politica e culturale dell’Azerbaigian, tanto che l’etnia azerbaigiana risulta attualmente divisa tra il territorio della Repubblica dell’Azerbaigian e la parte settentrionale dell’Iran, in cui risiedono circa 25 milioni di azeri.
Proprio la questione etnica è stata oggetto di tensioni tra i due paesi negli ultimi anni.
A sollevare le preoccupazioni di Baku è stato infatti il trattamento riservato dallo Stato iraniano alla minoranza turcofona che si concentra nello specifico nelle città di Tabriz, Urmia e Ardabil. Secondo Baku, gli azeri iraniani si trovano in una condizione di profonda discriminazione imputabile all’impossibilità di ricevere un’educazione nella propria lingua madre e al divieto di utilizzo della lingua turco-azera tanto nelle scuole quanto nei tribunali, nelle strutture di governo e nell’esercito[3]. Situazione tanto più aggravata nel contesto delle proteste antigovernative, che negli ultimi anni hanno scosso l’Iran. Di fatto, di fronte al diffuso malcontento pubblico, il regime iraniano ha più volte tentato di addossare la colpa della crisi di legittimità interna a forze esterne, additando Stati esteri (tra cui l’Azerbaigian) come responsabili dei disordini interni. Per le forze iraniane, l’accusa di interferenza straniera è stata impiegata quale modalità conveniente per distogliere l’attenzione da questioni di carattere interno e promuovere al contempo un effetto di “ravvicinamento alla bandiera”, il quale secondo questa logica avrebbe dovuto contribuire a mitigare la frustrazione pubblica tra i cittadini iraniani. In questo modo, l’escalation delle tensioni con i Paesi vicini sarebbe potuta divenire una valvola di sfogo per le tensioni interne. Non è dunque un caso che, a partire dall’autunno 2022, le relazioni bilaterali tra i due Paesi si siano ulteriormente complicate.
Complice anche un episodio avvenuto nel gennaio 2023 che ha coinvolto la missione diplomatica azera in Iran, vittima di un attacco da parte di un uomo armato di kalashnikov che ha ferito due guardie e ammazzato il capo della sicurezza dell’Ambasciata dell’Azerbaigian a Teheran, che ha provocato una crisi diplomatica tra i due vicini con la convocazione dell’Ambasciatore iraniano presso il Ministero degli Esteri di Baku[4]. Nonostante ciò, la necessità di coesistere con un vicino come l’Iran e l’implementazione di una strategia di bilanciamento ed equidistanza dalle grandi potenze da parte di Baku sono risultate, negli anni successivi, in una progressiva distensione dei rapporti con Teheran, con la ripresa di visite ufficiali da parte dei rispettivi Capi di Stato. Si ricorderà in questo senso l’incidente che ha portato alla morte di Ebrahim Raisi, avvenuto nel maggio 2024 sulla catena montuosa caucasica proprio in occasione di una visita in Azerbaigian[5]

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La vicinanza ad Israele

Sullo sfondo delle crescenti tensioni con Teheran, Baku si è mossa attivamente con l’intento di rafforzare la propria partnership di sicurezza con Israele, annunciando anzitutto l’apertura di una propria Ambasciata nello Stato ebraico. Israele e Azerbaijan intrattengono stretti rapporti da oltre trent’anni; ciononostante, mentre Israele aprì la propria rappresentanza diplomatica a Baku nel 1993, fino al 2023 non era avvenuto il contrario con l’intento di non irritare l’Iran, che più volte aveva accusato Baku di intelligenza con Gerusalemme.
Fondamentale per la comprensione dei rapporti cordiali con Israele è il fatto che Baku non si è affermata solo come importante fornitore di petrolio, bensì anche come sostanziale acquirente di droni ad alta tecnologia e armi israeliane, che si sono rivelate – accanto a quelle importate dalla Turchia – cruciali nelle varie fasi della guerra del Karabakh. Israele, dal canto suo, è stato il secondo fornitore di armi dell’Azerbaigian tra il 2011 e il 2020, dietro solo alla Russia[6].
Oltre a ciò, per anni la Repubblica Islamica ha sospettato che Israele sfruttasse la relazione con Baku per spiare Teheran attraverso strumenti militari, tra cui aerei di sorveglianza senza pilota[7]. Il servizio di frontiera statale dell’Azerbaijan, peraltro, è risultato essere il principale destinatario di sofisticati servizi di intelligence israeliani e droni d’attacco, ritenuti responsabili dall’Iran per gli attacchi alle strutture nucleari e militari del Paese e per l’assassinio di numerosi scienziati impiegati nel settore. Israele, tuttavia, non ha mai né confermato né negato il suo coinvolgimento[8]

Conclusioni

Alla luce delle relazioni di Baku con Iran e Israele, appare improbabile un eventuale coinvolgimento del paese a fianco dell’una o dell’altra parte in conflitto.
L’Azerbaigian non ha infatti alcuna intenzione di farsi tirare in mezzo ad un ulteriore conflitto dopo aver finalmente raggiunto un accordo di pace con l’Armenia, né tantomeno di entrare in guerra con un vicino con cui, seppur complesso, dovrà convivere per il resto della sua storia data la configurazione geografica del territorio. Al contrario, sarà per Baku complesso mantenere un bilanciamento tra due storici nemici che tentano di ottenere il suo sostegno per neutralizzarsi a vicenda. Al momento, tuttavia, l’Azerbaigian rimane un’alternativa fondamentale per l’evacuazione di personale diplomatico e civile in fuga dall’Iran, così come il nodo fondamentale per garantire il normale prosieguo delle rotte aeree a fronte delle chiusure dei cieli mediorientali.


Note

[1] How Will Azerbaijan Respond After Iranian Drone Attack? Wall Street Journal, 5 marzo 2026. https://www.wsj.com/livecoverage/iran-us-israel-conflict-2026/card/how-will-azerbaijan-respond-after-iranian-drone-attack–MdKjGUEi6w5G8oO2eRlW.
[2] President of the Republic of Azerbaijan, Ilham Aliyev chaired meeting of Security Council, 5 marzo 2026. https://president.az/en/articles/view/71792.
[3] European Parliament, Azeri community in Iran – inequality and discrimination, 2023. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2023-003110_EN.html.
[4] United Nations, Un / Azerbaijan Embassy Attack, 2023. https://media.un.org/unifeed/en/asset/d300/d3005246.
[5] Iranian president Ebrahim Raisi dies in helicopter crash, The Guardian, 20 Maggio 2024. https://www.theguardian.com/world/article/2024/may/20/iran-president-ebrahim-raisi-dead-helicopter-crash-mountains-azerbaijan-border-foreign-minister-hossein-amir-abdollahian.
[6] Israeli weapons quietly helped Azerbaijan retake Nagorno-Karabakh — sources, data, The Times of Israel, 5 ottobre 2023. https://www.timesofisrael.com/israeli-weapons-quietly-helped-azerbaijan-retake-nagorno-karabakh-sources-data/.
[7] Israel’s Mossad is using Azerbaijan to spy on Iran: reports, AlArabiya english, 2012. https://english.alarabiya.net/articles/2012%2F02%2F12%2F194168.
[8] Azerbaijan accused of supporting Israeli intelligence amid Iran-Israel escalation, JAM News, 19 giugno 2025.


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