Una crisi politica costruita: le elezioni rinviate in Senegal


Sembra aprirsi una crisi politica in seno al sistema politico senegalese, simbolo di democrazia e stabilità riuscita nell’Africa occidentale, a fronte degli ultimi colpi di stato pervenuti nei Paesi limitrofi di Mali, Burkina Faso, Niger e Guinea. Ma è davvero così?


Di Alessia Cannone

A gran voce l’opposizione al presidente Macky Sall denuncia il rinvio delle elezioni come un colpo di stato istituzionale. Le elezioni presidenziali previste per il 24 febbraio sono slittate al 15 dicembre 2024, in giustificazione della crisi politica che si è aperta a gennaio.

I fatti

Il 25 gennaio l’Assemblea Nazionale decide di mettere al voto la creazione di una commissione d’inchiesta sul processo elettorale. Karim Wade e il suo partito il PDS[1], vogliono indagare sulle decisioni prese dal Consiglio costituzionale in merito alle candidature per le presidenziali e indagare sulle accuse di corruzione all’interno del Consiglio. La votazione sancisce la creazione della commissione con 120 deputati a favore e 24 contrari. Karim Wade, è figlio dell’ex presidente del Senegal Abdoulaye Wade e nel gennaio scorso la sua candidatura alla presidenza viene rigettata dal Consiglio a causa della sua doppia cittadinanza franco-senegalese. Una grande personalità era già stata liquidata nel 2023, quella di Ousmane Sonko, voce della gioventù senegalese, prima accusato e in seguito condannato per corruzione di minore. Viene incarcerato e il suo partito il PASTEF sciolto, dando luogo ad agitazioni nelle strade di Dakar.
Nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, l’Assemblea nazionale approva il rinvio delle presidenziali a causa di dello scontro tra questa e il Consiglio costituzionale, adottando la legge con il voto positivo di 105 rappresentanti e un astenuto. I deputati dell’opposizione contrari a questa manovra, erano stati preventivamente allontanati dall’emiciclo per impedirne la votazione. Il presidente tutt’ora in carica Macky Sall, il cui mandato sarebbe dovuto espirare il 2 aprile 2024, manterrà la carica fino all’insediamento del suo successore.

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Una classe politica reticente al cambiamento

Le strade di Dakar urlano al colpo di stato istituzionale. Se ci si rivolge agli avvenimenti con uno sguardo più approfondito, i fatti che si stanno susseguendo sembrano attentamente costruiti da un’élite politica, emersa negli ultimi trent’anni, che cerca di mantenere il potere a discapito delle piazze che vedono in candidati, come poteva essere Sonko, una svolta alla democrazia senegalese. La stessa maggioranza parlamentare ha infatti deciso di formare questa commissione d’inchiesta con una procedura d’urgenza, andando a mettere in crisi il processo elettorale e i rapporti tra l’Assemblea nazionale e il Consiglio costituzionale. La crisi sembra essere stata creata da Macky Sall attraverso una classe politica cooptata nel corso degli anni, con lo scopo di rimanere al potere e conservare il sistema partitico ormai rodato. Non sembra quindi che l’élite politica voglia far entrare attivamente nella competizione politica nuovi attori, andando così a perdere il potere, cercando in tutti i modi di mantenere le vecchie relazioni di alternanza. La stessa opposizione si è schierata in questo gioco di mantenimento del potere con il PDS che ha spinto per il rinvio delle elezioni. Inoltre il delfino di Sall, Amadou Ba, attualmente primo ministro, non gode di particolare successo e rischia di non portare a casa la vittoria presidenziale.

La reazione dei partners esterni

Le reazioni di USA, Unione Europea e Francia sono risultate molto prudenti, invitando al dialogo tra le parti per risolvere la crisi e proseguire nel processo elettorale. La stessa CEDEAO (o ECOWAS) ha invitato al dialogo e alla risoluzione della crisi, una reazione piuttosto tiepida data anche la crisi di legittimità che l’organizzazione sta avendo in seguito a quanto accaduto nei sistemi politici del Sahel e la risposta degli stessi stati all’organizzazione.
Nonostante l’Assemblea nazionale abbia votato la legge per il prolungamento del mandato di Sall, il 2 aprile sarà una data interessante per vedere come le strade di Dakar reagiranno a questo inaspettato colpo di mano e se le autorità saranno in grado di placare attraverso un costruttivo dialogo nazionale già invocato da Sall in questi giorni.


Note

[1] Parti Démocratique Sénegalais, partito all’opposizione

Foto: Senegal’s President Macky Sall gestures as he departs after meeting with France’s President at the Elysee Palace, amid the New Global Financial Pact Summit in Paris on June 23, 2023. In an address to the nation, Senegalese President Macky Sall on February 3, 2024 announced the indefinite postponement of the presidential election scheduled for February 25, just hours before the official campaigning was due to start. (Photo by Ludovic MARIN / AFP)